credito su commissioni POS
Una guida semplice sull'utilizzo del credito d'imposta POS
FISCALE
3/16/20262 min read
Sintesi
Confermato anche per l'anno di imposta 2026 lo stato mette a disposizione alle imprese un credito d’imposta pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate tramite i circuiti di pagamento elettronici però da attenzione, solo con operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione.
Il Bonus POS
A partire dal 1 luglio 2020, e confermato per il 2026, lo stato ha introdotto un beneficio tramite credito d'imposta del 30% sulle commissioni pagate sulle transazioni effettuate su circuiti di pagamento elettronico (carte di credito, carte di debito, carte pregate) per imprese, commercianti, esercenti, liberi professionisti e lavoratori autonomi.
Il credito d'imposta però non è valido per tutte le imprese, ne per tutte le transazioni ma solamente per:
A) I soggetti che nel anno d'imposta precedente quindi durante il corso del 2025 abbiano fatturato più di 400mila euro.
B) Il credito d'imposta vale solo per pagamenti effettuati da Soggetti IVA a consumatori finali il cosiddetto B2C non valgono le operazioni tra due soggetti IVA.
C) Ultimo requisito, I pagamenti devono essere effettuati tramite intermediari autorizzati, registrati in Italia, come per esempio Poste Italiane o una qualsiasi banca Italiana.(il motivo è perchè tali intermediari sono tenuti a conservare i dati identificativi, come il codice fiscale dei propri clienti),
Ovviamente il legislatore sa che le commissioni non sono l'unica spesa per tutti gli esercenti che mettono a disposizione i servizi di pagamento elettronici, per questo motivo sono ammesse anche spese di Canoni che includo franchigie di transazioni, commissioni fisse e ovviamente le classiche commissioni a %, purché rispettino i requisiti visti qui sopra.
Ma come si fa a sapere quanto credito si ha a disposizione? non c'è da preoccuparsi infatti se il circuito di pagamento che si utilizza è offerto da un intermediario italiano, basterà richiedere la certificazione da quest'ultimo infatti l'esercente non dovrà calcolare nulla ma gli arriverà la certificazione da parte dell'intermediario.
Okey, Una volta ottenuto la certificazione dell'intermediario come si fa a ottenere il credito d'imposta? Molto semplice bisognerà registrarlo in contabilità, l'intermediario penserà a comunicarlo all'Agenzia delle Entrate. una volta fatto ciò dal mese successivo si potrà tranquillamente utilizzare in F24 compensando i classici tributi il codice tributo del credito è il 6916. Il credito non concorre alla formazione né della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi né del valore della produzione ai fini dell’Irap.
Bisogna sapere altro? si una volta ottenuto il credito vanno conservati tutti i documenti che attestano l'effettiva legittimità del credito per almeno 10 anni, in caso di controlli fiscali. Inoltre cosa ancora più importante l'esercente (più specificatamente il suo consulente fiscale) dovrà segnare in dichiarazione dei redditi nel quadro RU di aver ottenuto il credito.
Se il tuo consulente fiscale non te ne ha mai parlato oppure non sapresti come chiedere al tuo intermediario puoi chiedere l'aiuto di fiscoinvestimenti e saremo felici di aiutarti.
Iscriviti GRATIS
© 2026. All rights reserved.
Per rimanere aggiornato sui nuovi contenuti.
Esplora
info@fiscoinvestimenti.it
P.iva: 04180610133
Contatti


