TFR in Azienda vs Fondi Pensione: cos'é meglio ?
INVESTIMENTI


Sintesi
Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) è una somma che spetta ai lavoratori dipendenti al termine del rapporto di lavoro e rappresenta una parte della retribuzione accantonata nel corso degli anni. Il dipendente può scegliere se lasciare il TFR in azienda oppure destinarlo a un fondo pensione complementare. Le due opzioni differiscono per modalità di gestione, possibilità di anticipazione e soprattutto per il regime fiscale applicato al momento della liquidazione.
Cos’è e come viene calcolato il Trattamento di Fine Rapporto
Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) è una prestazione economica spettante esclusivamente ai lavoratori dipendenti, e non ai liberi professionisti, erogata al momento della cessazione del rapporto di lavoro, indipendentemente dalla causa (licenziamento, dimissioni o raggiungimento dell’età pensionabile). Si tratta quindi di una forma di compenso differito, accumulato nel corso del rapporto lavorativo e liquidato alla sua conclusione.
L’importo del TFR dipende dalla retribuzione percepita dal lavoratore. Ogni anno viene maturata una quota che il datore di lavoro accantona progressivamente. Il calcolo avviene prendendo in considerazione la retribuzione annua lorda e dividendo tale importo per un coefficiente pari a 13,5.
La quota accantonata è successivamente soggetta a rivalutazione annuale sulla base dell’inflazione registrata. A tal fine si utilizzano specifici indici: la rivalutazione corrisponde al 75% dell’inflazione rilevata dall’ISTAT, a cui si aggiunge un tasso fisso dell’1,5% annuo. Ad esempio, nel febbraio 2026 l’inflazione rilevata è stata pari all’1,6%, valore che contribuisce alla determinazione della rivalutazione complessiva del TFR maturato.
Un esempio: nel 2022 post covid e l'aumento del inflazione (del 8,7% secondo i dati) il TFR accantonato in azienda si è rivalutato del: 1,5% + (0,75 x 8,7%) = 8% non male considerando il rendimento garantito
Cosa cambia tra lasciare il TFR in azienda o destinarlo ad un fondo pensione ?
l lavoratore dipendente, entro sei mesi dall’assunzione, deve scegliere se mantenere il TFR in azienda oppure destinarlo a un fondo pensione complementare.
Uno degli elementi principali da valutare riguarda la tassazione, generalmente più vantaggiosa nel caso di destinazione del TFR alla previdenza complementare.
Un ulteriore aspetto riguarda i rendimenti: se il TFR viene conferito a un fondo pensione, i risultati dipendono dalle scelte di investimento effettuate dall’iscritto e dalla strategia del fondo stesso.
Anche le modalità di anticipazione differiscono tra le due opzioni. Nel caso in cui il TFR rimanga in azienda, l’anticipazione può essere richiesta una sola volta. Se invece è destinato a un fondo pensione, è possibile ottenere l’anticipazione in più tranche.
Infine, vi è una significativa differenza sotto il profilo fiscale. Il TFR mantenuto in azienda, al momento della liquidazione, è soggetto a tassazione separata, tassato secondo un meccanismo collegato alle aliquote IRPEF, comprese tra il 23% e il 43%. Al contrario, quello conferito a un fondo pensione beneficia di una tassazione agevolata, infatti per i primi 15 anni l'aliquota è del 15% dall'anno successivo inizia a diminuire del 0,3% annuo fino ad arrivare massimo al 9% (al 25esimo anno).
Data di pubblicazione: 15/03/2026
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