Imposta di successione: chi paga e quanto

Tre aliquote, tre franchigie. Coniuge e figli pagano 4% sopra il milione, fratelli 6% sopra 100k, altri parenti e estranei 6-8% da zero. Calcola al volo l’imposta sulla tua quota ereditaria.

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Le tre fasce di parentela

L’imposta di successione italiana è tra le più leggere d’Europa proprio grazie a franchigie elevate per familiari diretti. Sopra la franchigia si applica un’aliquota piatta proporzionale, non progressiva:

I beneficiari con handicap grave (L. 104/1992 art. 3 c. 3) hanno franchigia maggiorata a 1.500.000 € indipendentemente dal grado di parentela. È un’agevolazione molto rilevante per pianificazione patrimoniale di nuclei con figli disabili.

Le imposte aggiuntive: ipocatastali e bolli

Oltre all’imposta di successione vera e propria, sui beni immobili ereditati si pagano:

Il valore catastale di un immobile residenziale si calcola: rendita catastale x 1,05 x 110 (per prima casa) o 1,05 x 120 (seconda casa). È sempre molto inferiore al valore di mercato, quindi le ipocatastali pesano meno di quel che sembrano.

D.Lgs. 139/2024: cosa è cambiato

La riforma fiscale 2024 (in vigore dal 2025) ha semplificato la dichiarazione di successione via telematica obbligatoria, ha introdotto il preliminare di autoliquidazione (pagamento contestuale al deposito) e ha confermato franchigie e aliquote esistenti. Ha esteso l’esenzione totale per i trasferimenti di quote di aziende familiari a coniuge/discendenti se conservate almeno 5 anni (già previsto, ora con procedura snellita).

Resta in piedi la pianificazione tramite polizze vita: i capitali liquidati dai beneficiari designati sono esenti da imposta di successione (rientrano nelle franchigie, non le erodono). Strumento molto usato per trasferire liquidità a beneficiari di 2ª o 3ª fascia senza pagare 6-8%.

Domande frequenti

La franchigia è per erede o per defunto?

Per ciascun erede. Se un padre lascia 3.000.000 € divisi in parti uguali tra 3 figli, ognuno riceve 1.000.000 e ognuno usa la propria franchigia di 1.000.000: zero imposta di successione totale. Se invece un solo figlio prendesse tutto (testamento o accordo), pagherebbe il 4% sui 2.000.000 oltre franchigia = 80.000 €.

Come si calcola il valore di azioni e ETF?

Per titoli quotati si usa la media aritmetica dei prezzi di chiusura dell’ultimo trimestre prima del decesso. Per titoli non quotati e quote di SRL si usa il patrimonio netto contabile dell’ultimo bilancio approvato (con eventuali correttivi). Per polizze vita: il valore di riscatto al momento del decesso (ma esente, vedi sopra).

Conviene fare donazione in vita per evitare la successione?

Non sempre. La donazione paga la stessa imposta della successione (4/6/8% sopra le stesse franchigie). Ma le donazioni erodono la franchigia di successione (la franchigia tiene conto del cumulato vita+morte). Conviene donare solo per beni in forte rivalutazione attesa (immobili in zone in crescita, partecipazioni societarie in startup): si «congela» il valore al momento della donazione.

Entro quando va presentata la dichiarazione di successione?

Entro 12 mesi dalla data del decesso. Telematica via servizio AdE (oppure tramite notaio/commercialista). Il pagamento dell’imposta di successione vera e propria avviene generalmente entro 60 giorni dalla notifica AdE; ipocatastali e bolli si versano in autoliquidazione al momento del deposito (post-riforma D.Lgs. 139/2024).

Sotto i 100.000 € tra coniuge/figli serve la dichiarazione?

No: la dichiarazione di successione è esonerata se contemporaneamente (a) l’eredità va al coniuge o ai parenti in linea retta, (b) il valore totale è inferiore a 100.000 €, (c) non vi sono immobili. Negli altri casi si presenta sempre, anche se si paga zero per via della franchigia.

Contenuto informativo aggiornato a maggio 2026 con riferimenti D.Lgs. 346/1990 e riforma D.Lgs. 139/2024. Casi complessi (donazioni pregresse, trust, patti di famiglia, eredi all’estero) richiedono assistenza notarile e/o commercialista.