Azioni Chorus (CNU): cosa fa, come comprarle dall’Italia e tasse
Guida per l’investitore italiano a Chorus, blue chip dell’indice S&P/NZX 50: di cosa si occupa, il vantaggio competitivo, i rischi, come acquistarla dall’Italia e come funzionano le tasse sui dividendi di un titolo Nuova Zelanda.
Chi è Chorus e cosa fa
Chorus è il principale operatore di infrastrutture di telecomunicazione fissa della Nuova Zelanda, proprietario e gestore di gran parte della rete in fibra ottica e in rame del Paese. Opera all’ingrosso, fornendo accesso alla rete ai fornitori di servizi retail anziché ai clienti finali.
Il settore: Servizi di comunicazione
I servizi di comunicazione uniscono telecomunicazioni, media, intrattenimento e piattaforme internet. Convivono due anime: le telecom mature e generose di dividendi, e le piattaforme digitali ad alta crescita che vivono di pubblicità ed effetti di rete. I rischi: forte concorrenza, costi dei contenuti, e regolamentazione su privacy e mercato pubblicitario.
Opportunità e rischi
Perché può interessare
È una delle maggiori società quotate Nuova Zelanda, parte dell’indice S&P/NZX 50: un titolo grande, liquido e seguito.
Rischio specifico
Il titolo è esposto al rischio regolatorio sui rendimenti consentiti, alla concorrenza delle reti mobili e wireless e all’intensità degli investimenti richiesti dalla rete.
Tasse su Chorus per un investitore italiano
Dividendi
La Nuova Zelanda applica una ritenuta (NRWT) fino al 30%, ridotta al 15% sui dividendi pienamente «imputed» (quelli su cui la società ha già versato l’imposta sulle società). Il 15% è di fatto il minimo, anche per via convenzionale. Si aggiunge il 26% italiano.
Plusvalenze
Il guadagno tra acquisto e vendita è tassato in Italia al 26%; le minusvalenze vanno nello «zainetto fiscale» e si compensano con altre plusvalenze entro 4 anni. Le plusvalenze non sono tassate nel Paese di origine.
Monitoraggio e IVAFE
Le azioni estere su un broker estero vanno nel quadro RW e scontano l’IVAFE (0,2%); con un intermediario italiano sostituto d’imposta gli adempimenti si semplificano.
Valuta
Il titolo si scambia in dollaro neozelandese: per un investitore in euro conta anche il rapporto di cambio con l’euro.
Come comprare le azioni Chorus dall’Italia
Serve un broker che dia accesso a Borsa della Nuova Zelanda (NZX) (cerca il ticker CNU). Verifica le commissioni, il cambio se operi in dollaro neozelandese e — punto spesso trascurato — come l’intermediario gestisce la ritenuta estera sui dividendi e l’eventuale recupero dell’eccedenza rispetto all’aliquota convenzionale. Molti broker permettono di comprare anche frazioni di azione.
Azioni Chorus o un ETF?
Il singolo titolo punta su una sola azienda; un ETF ne contiene centinaia, diluendo il rischio. Chorus è in genere già presente negli ETF azionari globali (MSCI World o ACWI) o nell’indice S&P/NZX 50.
Domande frequenti su Chorus
Quanto si pagano di tasse sui dividendi di Chorus?
La Nuova Zelanda trattiene fino al 30% (15% sui dividendi pienamente «imputed», di fatto il minimo anche per convenzione), più 26% in Italia. Le plusvalenze sono tassate solo in Italia al 26%.
Posso comprare Chorus dall’Italia?
Sì, con un broker che dia accesso a Borsa della Nuova Zelanda (NZX) (ticker CNU). Spesso si possono comprare anche frazioni di azione.
Devo dichiararla nel quadro RW?
Sì se la detieni su un broker estero (IVAFE 0,2%); con un intermediario italiano sostituto d’imposta in genere no.