Azioni Fonterra Shareholders’ Fund (FSF): cosa fa, come comprarle dall’Italia e tasse
Guida per l’investitore italiano a Fonterra Shareholders’ Fund, blue chip dell’indice S&P/NZX 50: di cosa si occupa, il vantaggio competitivo, i rischi, come acquistarla dall’Italia e come funzionano le tasse sui dividendi di un titolo Nuova Zelanda.
Chi è Fonterra Shareholders’ Fund e cosa fa
Il Fonterra Shareholders’ Fund offre esposizione finanziaria a Fonterra, la maggiore cooperativa lattiero-casearia della Nuova Zelanda e uno dei principali esportatori mondiali di prodotti caseari. Fonterra raccoglie il latte degli agricoltori soci e lo trasforma in latte in polvere, burro, formaggi e ingredienti, venduti in numerosi mercati internazionali.
Il settore: Beni di consumo difensivi
I beni di consumo difensivi sono quelli che si comprano sempre: alimentari, bevande, prodotti per la casa e la persona. La domanda è stabile in ogni fase del ciclo, il che rende il settore difensivo e spesso generoso di dividendi. Il vantaggio competitivo sono i marchi storici e la distribuzione capillare. I rischi: crescita lenta, pressione sui margini da inflazione delle materie prime e concorrenza delle marche private.
Opportunità e rischi
Perché può interessare
È una delle maggiori società quotate Nuova Zelanda, parte dell’indice S&P/NZX 50: un titolo grande, liquido e seguito.
Rischio specifico
I risultati dipendono dai prezzi internazionali del latte, dai tassi di cambio e dalla domanda dei mercati di esportazione, fattori volatili e fuori dal controllo dell’azienda.
Tasse su Fonterra Shareholders’ Fund per un investitore italiano
Dividendi
La Nuova Zelanda applica una ritenuta (NRWT) fino al 30%, ridotta al 15% sui dividendi pienamente «imputed» (quelli su cui la società ha già versato l’imposta sulle società). Il 15% è di fatto il minimo, anche per via convenzionale. Si aggiunge il 26% italiano.
Plusvalenze
Il guadagno tra acquisto e vendita è tassato in Italia al 26%; le minusvalenze vanno nello «zainetto fiscale» e si compensano con altre plusvalenze entro 4 anni. Le plusvalenze non sono tassate nel Paese di origine.
Monitoraggio e IVAFE
Le azioni estere su un broker estero vanno nel quadro RW e scontano l’IVAFE (0,2%); con un intermediario italiano sostituto d’imposta gli adempimenti si semplificano.
Valuta
Il titolo si scambia in dollaro neozelandese: per un investitore in euro conta anche il rapporto di cambio con l’euro.
Come comprare le azioni Fonterra Shareholders’ Fund dall’Italia
Serve un broker che dia accesso a Borsa della Nuova Zelanda (NZX) (cerca il ticker FSF). Verifica le commissioni, il cambio se operi in dollaro neozelandese e — punto spesso trascurato — come l’intermediario gestisce la ritenuta estera sui dividendi e l’eventuale recupero dell’eccedenza rispetto all’aliquota convenzionale. Molti broker permettono di comprare anche frazioni di azione.
Azioni Fonterra Shareholders’ Fund o un ETF?
Il singolo titolo punta su una sola azienda; un ETF ne contiene centinaia, diluendo il rischio. Fonterra Shareholders’ Fund è in genere già presente negli ETF azionari globali (MSCI World o ACWI) o nell’indice S&P/NZX 50.
Domande frequenti su Fonterra Shareholders’ Fund
Quanto si pagano di tasse sui dividendi di Fonterra Shareholders’ Fund?
La Nuova Zelanda trattiene fino al 30% (15% sui dividendi pienamente «imputed», di fatto il minimo anche per convenzione), più 26% in Italia. Le plusvalenze sono tassate solo in Italia al 26%.
Posso comprare Fonterra Shareholders’ Fund dall’Italia?
Sì, con un broker che dia accesso a Borsa della Nuova Zelanda (NZX) (ticker FSF). Spesso si possono comprare anche frazioni di azione.
Devo dichiararla nel quadro RW?
Sì se la detieni su un broker estero (IVAFE 0,2%); con un intermediario italiano sostituto d’imposta in genere no.