Azioni Infratil (IFT): cosa fa, come comprarle dall’Italia e tasse
Guida per l’investitore italiano a Infratil, blue chip dell’indice S&P/NZX 50: di cosa si occupa, il vantaggio competitivo, i rischi, come acquistarla dall’Italia e come funzionano le tasse sui dividendi di un titolo Nuova Zelanda.
Chi è Infratil e cosa fa
Infratil è una società di investimento neozelandese specializzata in infrastrutture. Detiene e gestisce un portafoglio diversificato di partecipazioni in settori come energia rinnovabile, data center, telecomunicazioni, aeroporti e infrastrutture sanitarie, in Nuova Zelanda, Australia e altri mercati. Crea valore selezionando, sviluppando e gestendo asset infrastrutturali di lungo periodo.
Il settore: Utility
Le utility forniscono elettricità, gas e acqua: ricavi regolati e molto stabili, domanda anelastica, alti dividendi. È il settore difensivo per eccellenza, ma cresce poco ed è sensibile ai tassi (compete con le obbligazioni come fonte di reddito). I rischi: indebitamento elevato, rischio regolatorio e costi della transizione verso le rinnovabili.
Opportunità e rischi
Perché può interessare
È una delle maggiori società quotate Nuova Zelanda, parte dell’indice S&P/NZX 50: un titolo grande, liquido e seguito.
Rischio specifico
Il rischio specifico è la sensibilità ai tassi di interesse, che influenzano sia i costi di finanziamento sia le valutazioni degli asset a lunga durata. Il valore dipende inoltre dall’andamento delle singole partecipazioni e dall’esecuzione delle operazioni di investimento e dismissione.
Tasse su Infratil per un investitore italiano
Dividendi
La Nuova Zelanda applica una ritenuta (NRWT) fino al 30%, ridotta al 15% sui dividendi pienamente «imputed» (quelli su cui la società ha già versato l’imposta sulle società). Il 15% è di fatto il minimo, anche per via convenzionale. Si aggiunge il 26% italiano.
Plusvalenze
Il guadagno tra acquisto e vendita è tassato in Italia al 26%; le minusvalenze vanno nello «zainetto fiscale» e si compensano con altre plusvalenze entro 4 anni. Le plusvalenze non sono tassate nel Paese di origine.
Monitoraggio e IVAFE
Le azioni estere su un broker estero vanno nel quadro RW e scontano l’IVAFE (0,2%); con un intermediario italiano sostituto d’imposta gli adempimenti si semplificano.
Valuta
Il titolo si scambia in dollaro neozelandese: per un investitore in euro conta anche il rapporto di cambio con l’euro.
Come comprare le azioni Infratil dall’Italia
Serve un broker che dia accesso a Borsa della Nuova Zelanda (NZX) (cerca il ticker IFT). Verifica le commissioni, il cambio se operi in dollaro neozelandese e — punto spesso trascurato — come l’intermediario gestisce la ritenuta estera sui dividendi e l’eventuale recupero dell’eccedenza rispetto all’aliquota convenzionale. Molti broker permettono di comprare anche frazioni di azione.
Azioni Infratil o un ETF?
Il singolo titolo punta su una sola azienda; un ETF ne contiene centinaia, diluendo il rischio. Infratil è in genere già presente negli ETF azionari globali (MSCI World o ACWI) o nell’indice S&P/NZX 50.
Domande frequenti su Infratil
Quanto si pagano di tasse sui dividendi di Infratil?
La Nuova Zelanda trattiene fino al 30% (15% sui dividendi pienamente «imputed», di fatto il minimo anche per convenzione), più 26% in Italia. Le plusvalenze sono tassate solo in Italia al 26%.
Posso comprare Infratil dall’Italia?
Sì, con un broker che dia accesso a Borsa della Nuova Zelanda (NZX) (ticker IFT). Spesso si possono comprare anche frazioni di azione.
Devo dichiararla nel quadro RW?
Sì se la detieni su un broker estero (IVAFE 0,2%); con un intermediario italiano sostituto d’imposta in genere no.