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21Shares Crypto Basket ETP: analisi (ISIN CH0445689208)

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21Shares Crypto Basket ETP: analisi (ISIN CH0445689208)
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 13 Giugno 2026

21Shares Crypto Basket Index ETP: analisi completa (ISIN CH0445689208)

L’unico «multi-cripto» del segmento: un paniere indicizzato delle principali cripto, non una singola moneta. Quanto diversifica davvero (l’onesta’ sulla correlazione), ribilanciamento, paniere vs singoli, costo e fiscalita’ italiana delle cripto-attivita’. Materia in evoluzione.

  • Paniere multi-cripto (Top 5), non single-coin
  • ETP/ETN fisico · NON un ETF UCITS
  • TER 0,99% · ~106 mln € · Svizzera
  • Fisco: redditi diversi 26% (cripto)

Dati di prodotto (TER, struttura, patrimonio, domicilio) dal CSV verificato justETF al 12 giugno 2026. Fonte: justETF e documentazione dell’emittente. I pesi del paniere variano nel tempo: consulta la documentazione ufficiale. La materia fiscale sulle cripto e’ in evoluzione: verifica sempre le regole vigenti.

Il 21Shares Crypto Basket Index ETP (ISIN CH0445689208) e’ uno strumento quotato che, a differenza di tutti gli altri del suo segmento, non punta su una singola criptovaluta ma su un paniere delle principali. Replica un indice che raccoglie le maggiori cripto-attivita’ (le «Top 5» per rilevanza), in proporzioni che variano nel tempo. La struttura e’ quella consueta: un ETP/ETN a collaterale fisico, non un ETF UCITS, con un costo annuo dello 0,99%, domicilio in Svizzera ed emesso da 21Shares, pioniere europeo del settore.

L’angolo di questa scheda e’, inevitabilmente, la diversificazione. Mentre gli altri prodotti del CSV ti fanno scegliere una cripto (il Bitcoin, oppure Ethereum), questo promette di comprarne diverse in un colpo solo, lasciando a un indice il compito di selezionarle e pesarle. E’ la promessa di un «mini-portafoglio cripto chiavi in mano». La domanda da porsi e’: ha senso diversificare dentro il mondo cripto? Quanto diversifica davvero un paniere del genere? Lo affrontiamo con onesta’, spiegando struttura, ribilanciamento, concentrazione, costo, custodia e volatilita’, e dedicando una sezione alla fiscalita’ italiana — delicata e diversa da quella degli ETF armonizzati. Nota metodologica: i pesi esatti delle cripto nel paniere non sono inclusi nei dati verificati di questa scheda e variano nel tempo, quindi li trattiamo in modo qualitativo, senza riportare percentuali precise.

1. Scheda sintetica dello strumento

Nome21Shares Crypto Basket Index ETP
ISINCH0445689208
SottostantePaniere delle principali cripto («Top 5»)
StrutturaETP / ETN (nota collateralizzata)
BackingFisico (cripto in custodia istituzionale)
Costo annuo (TER)0,99%
Patrimonio (AUM)circa 106 milioni di euro (al 12 giugno 2026)
DomicilioSvizzera (extra-UE)
Tipo UCITS / armonizzatoNo (non e’ un ETF UCITS)
Emittente21Shares (pioniere ETP cripto)
In sintesi: l’unico «multi-cripto» del gruppo. Replica un indice delle principali cripto, con ribilanciamento automatico. ETP/ETN a collaterale fisico, TER 0,99%, ~106 mln, domicilio svizzero. NON e’ un ETF UCITS.

2. Che cos’e’ un paniere indicizzato di cripto

Cominciamo dal concetto. Un paniere indicizzato di cripto funziona, in linea di principio, come un indice azionario: una regola predefinita seleziona le principali cripto-attivita’ (per capitalizzazione e altri criteri) e assegna a ciascuna un peso, di norma ribilanciato periodicamente per restare aderente all’indice di riferimento. Con un solo acquisto, l’investitore ottiene esposizione a piu’ cripto insieme, senza doverle comprare e gestire singolarmente.

Il vantaggio teorico e’ duplice. Primo, la comodita’: un solo strumento, una sola posizione nel deposito titoli, niente da ribilanciare a mano. Secondo, la riduzione del rischio specifico: se una delle cripto del paniere crolla o sparisce, l’impatto e’ attenuato dalla presenza delle altre, a differenza di chi punta tutto su una singola moneta. In un settore giovane e dove molti progetti falliscono, non dover indovinare «la cripto giusta» ha un suo valore. Il paniere delega questa selezione alle regole dell’indice, evitando all’investitore scommesse concentrate su singoli nomi.

3. Quanto diversifica davvero? (l’onesta’ sulla correlazione)

Ma quanto diversifica davvero? Qui serve onesta’, perche’ la promessa va ridimensionata. Il primo limite e’ la concentrazione strutturale: in un paniere pesato per capitalizzazione, Bitcoin ed Ethereum — di gran lunga le due cripto piu’ grandi — tendono a occupare la quota nettamente prevalente. In pratica, un paniere «Top 5» e’, spesso, soprattutto un’esposizione a BTC ed ETH con un contorno di cripto minori. La diversificazione «numerica» (cinque cripto) e’ meno ampia di quanto il numero suggerisca.

Il secondo limite, piu’ importante, e’ l’alta correlazione. Le criptovalute, nei momenti che contano, tendono a muoversi insieme: quando il mercato cripto crolla, crollano quasi tutte contemporaneamente; quando vola, volano insieme. La diversificazione e’ utile quando gli asset si muovono in modo diverso (uno scende mentre l’altro sale), proprio cio’ che le cripto non fanno nei momenti di stress. Il risultato e’ che un paniere cripto protegge dal rischio di una singola moneta che fallisce, ma non dal rischio dell’intera asset class: in un crollo generalizzato del settore, il paniere scende come (quasi) tutto il resto. E’ una diversificazione reale ma limitata, e va capita per non sopravvalutarla.

C’e’ poi un terzo aspetto, spesso trascurato: la qualita’ delle cripto «minori» del paniere. Oltre a Bitcoin ed Ethereum, un indice «Top 5» include altre cripto-attivita’ che, pur essendo tra le maggiori per capitalizzazione, sono tipicamente piu’ rischiose, piu’ giovani e piu’ speculative dei due leader. Comprare il paniere significa quindi aggiungere, alla solida coppia BTC/ETH, una piccola dose di asset piu’ volatili e meno consolidati. Per alcuni e’ un pregio (esposizione a progetti emergenti); per altri un difetto (rischio aggiuntivo su nomi meno provati). In ogni caso e’ bene esserne consapevoli: il paniere non e’ «automaticamente piu’ prudente» del singolo Bitcoin, perche’ diluisce un asset relativamente piu’ maturo con alcuni piu’ fragili.

Da capire: le cripto sono altamente correlate e nei crolli scendono quasi tutte insieme. Il paniere protegge dal rischio di una singola moneta, NON dal rischio dell’intera asset class. Diversificazione reale ma limitata.

4. Il ribilanciamento automatico: comodita’ e contropartite

Un aspetto pratico interessante del paniere e’ il ribilanciamento automatico. L’indice, a intervalli regolari, riporta i pesi delle cripto alle proporzioni stabilite dalle sue regole: vende (in proporzione) cio’ che e’ cresciuto troppo e compra cio’ che e’ rimasto indietro, oppure aggiorna la composizione all’evoluzione del mercato (per esempio facendo entrare una cripto salita di rilevanza e uscire una in declino). Per l’investitore, questo significa una manutenzione delegata: non deve decidere lui quando e cosa ribilanciare.

E’ un vantaggio di disciplina, ma non privo di contropartite. Il ribilanciamento e i cambi di composizione hanno un costo implicito (operazioni sul mercato) gia’ incorporato nel funzionamento del prodotto, e possono comportare la vendita di posizioni con conseguenze — anche fiscali — gestite a livello di strumento. Soprattutto, le regole dell’indice decidono per te: ti affidi al loro criterio di selezione e pesatura, che potrebbe non coincidere con le tue convinzioni (per esempio se ritieni che una certa cripta sia sopravvalutata). Il paniere e’, in questo senso, una scelta «passiva» dentro il mondo cripto: ne accetti la logica automatica in cambio della comodita’.

Va anche detto che la metodologia dell’indice e’ un elemento che merita attenzione: quante cripto include, con quali criteri le seleziona, ogni quanto ribilancia, se applica tetti massimi al peso delle singole monete (per evitare che il paniere diventi «quasi solo Bitcoin»). Questi dettagli, descritti nella documentazione del prodotto, fanno una differenza concreta sul profilo dell’investimento: due panieri «Top 5» con regole diverse possono comportarsi in modo sensibilmente differente. Chi sceglie un prodotto indicizzato dovrebbe almeno dare un’occhiata alla metodologia, invece di fermarsi all’etichetta «paniere di cripto»: e’ il modo per sapere davvero cosa si sta comprando e con quale logica verra’ gestito nel tempo.

5. Paniere o singoli? Come scegliere

La domanda pratica e’: conviene il paniere o comprare i singoli? Dipende dall’obiettivo. Se si vuole semplicemente «un po’ di cripto» in portafoglio, senza scommettere su un nome specifico e senza gestire piu’ posizioni, il paniere e’ la via piu’ comoda: un solo strumento, selezione e ribilanciamento inclusi. Se invece si ha una tesi precisa — per esempio si crede nel Bitcoin come riserva di valore ma non in Ethereum, o viceversa — allora ha piu’ senso comprare i singoli, dosandoli secondo le proprie convinzioni, anche perche’ i Bitcoin singoli del CSV hanno TER molto piu’ bassi (fino allo 0,15%).

C’e’ anche un tema di costo. Il paniere costa lo 0,99%, sensibilmente piu’ dei Bitcoin low-cost (0,15%). Chi volesse replicare «a mano» un’esposizione concentrata su BTC ed ETH — che e’, di fatto, gran parte di cio’ che un paniere «Top 5» contiene — potrebbe farlo con due strumenti a costo medio inferiore, in cambio di un po’ piu’ di gestione. Il paniere fa pagare la comodita’ e l’automatismo; per chi ha le idee chiare e poche cripto in testa, i singoli possono risultare piu’ efficienti. Per chi vuole il «pacchetto chiavi in mano» e non vuole decidere nulla, il paniere semplifica la vita. Non c’e’ una risposta giusta in assoluto: dipende da quanto controllo si vuole e da quanto si e’ disposti a pagare per delegarlo.

Una via di mezzo che molti adottano: usare il paniere per la parte «esplorativa» dell’esposizione cripto (le monete minori che non si vorrebbe scegliere a mano) e tenere separatamente, con un Bitcoin a basso costo, la quota «core». E’ una soluzione ragionevole, ma aggiunge complessita’ e va valutata caso per caso: per la maggior parte dei piccoli investitori, che destinano alle cripto una quota molto contenuta del portafoglio, spaccare ulteriormente quella piccola fetta tra piu’ strumenti rischia di essere un’ottimizzazione eccessiva. Spesso la scelta piu’ sensata e’ la piu’ semplice: o un Bitcoin low-cost, o il paniere, senza costruire architetture complicate su una posizione che dovrebbe restare marginale.

In breve: paniere = comodita’ e selezione delegata, ma TER piu’ alto (0,99%). Singoli = piu’ controllo e spesso piu’ economici (Bitcoin fino allo 0,15%), ma da gestire. Dipende da quanto controllo vuoi e quanto sei disposto a pagare per delegarlo.

6. La struttura ETP/ETN: cosa compri davvero

Sul piano della struttura, valgono le regole di tutto il segmento. In Europa la normativa UCITS impone la diversificazione, e benche’ questo prodotto contenga piu’ cripto, e’ comunque costruito come ETP/ETN (non come ETF UCITS): un titolo di debito senza scadenza emesso da una societa’ veicolo, il cui valore segue l’indice cripto sottostante, con collaterale fisico a copertura.

La differenza con un ETF resta sostanziale. Un ETF e’ un patrimonio separato; un ETN e’ una promessa di pagamento dell’emittente, qui sostenuta da cripto reali in custodia istituzionale, di norma segregate a beneficio dei portatori. Il collaterale fisico riduce — non azzera — il rischio emittente tipico degli ETN. In piu’, trattandosi di un paniere, la custodia riguarda diverse cripto-attivita’ contemporaneamente, ciascuna con le proprie esigenze tecniche: un motivo in piu’ per leggere il prospetto e capire come e dove e’ custodito il collaterale.

7. Emittente e domicilio (Svizzera, extra-UE)

L’emittente e’ 21Shares, tra i pionieri europei degli ETP su criptovalute, con un’ampia gamma di prodotti su singole cripto, panieri e temi correlati. Il «pedigree» da specialista e’ un elemento da soppesare, soprattutto su un prodotto piu’ articolato come un paniere indicizzato. Il domicilio e’ in Svizzera, fuori dall’Unione Europea: un polo maturo per gli asset digitali, con una propria cornice di vigilanza.

Cosa cambia il domicilio? Sul piano dell’accessibilita’, poco: il prodotto quota su borse europee ed e’ di norma negoziabile dai broker italiani. Sul piano dei rischi, la cornice di tutele e’ quella svizzera, non quella UCITS dell’UE: robusta, ma diversa, da capire dal prospetto. Sul piano fiscale, per l’investitore italiano contano la natura dello strumento (ETP su cripto-attivita’) e il modo in cui lo detiene, piu’ del domicilio in se’; ma la detenzione tramite broker estero puo’ rendere piu’ articolati gli adempimenti. Il domicilio svizzero non e’ un «paradiso» che abbatte le tue imposte, ne’ un campanello d’allarme: e’ la sede del veicolo emittente.

8. Costo (0,99%) e dimensione (~106 mln)

Il costo annuo (TER) dello 0,99% va letto alla luce di cio’ che offre: non e’ un singolo Bitcoin, ma un paniere ribilanciato, e parte del costo remunera proprio la gestione dell’indice e dei ribilanciamenti. Resta comunque sensibilmente piu’ alto dei Bitcoin low-cost (0,15%): su 10.000 euro sono 99 euro l’anno contro 15. Il confronto piu’ equo non e’ con un singolo Bitcoin, ma con l’alternativa di comprare «a mano» le stesse cripto: in quel caso la comodita’ del paniere ha un prezzo, che ognuno deve valutare se vale la spesa.

Sulla dimensione, il paniere ha circa 106 milioni di euro di patrimonio: una massa contenuta, in linea con il fatto che i prodotti multi-cripto raccolgono meno capitali dei grandi Bitcoin singoli, che restano la porta d’ingresso preferita. E’ una dimensione adeguata per importi normali, ma inferiore a quella dei colossi del segmento. Come sempre, l’AUM oscilla con il prezzo del sottostante e va letto come fotografia. La taglia contenuta non e’ un difetto in se’ per il piccolo investitore, ma e’ un elemento di cui tener conto per chi cerca la massima liquidita’.

Costo annuo (TER): il paniere vs gli strumenti del CSVCoinShares Physical Bitcoin (BTC)0.15%WisdomTree Physical Bitcoin (BTC)0.15%21Shares Crypto Basket (paniere)0.99%VanEck Bitcoin ETN (BTC)1.00%VanEck Ethereum ETN (ETH)1.00%21Shares Bitcoin ETP (BTC)1.49%Bitwise Physical Bitcoin (BTC)2.00%
TER degli strumenti cripto del CSV (al 12 giugno 2026). Il paniere e’ a 0,99%: piu’ dei Bitcoin low-cost, in linea con i single-coin di fascia media.
Patrimonio (milioni di euro): gli strumenti cripto del CSVCoinShares Physical Bitcoin (BTC)1088 mlnWisdomTree Physical Bitcoin (BTC)1002 mlnBitwise Physical Bitcoin (BTC)599 mln21Shares Bitcoin ETP (BTC)434 mlnVanEck Bitcoin ETN (BTC)380 mln21Shares Crypto Basket (paniere)106 mlnVanEck Ethereum ETN (ETH)101 mln
Patrimonio degli strumenti cripto del CSV, milioni di euro (al 12 giugno 2026). Il paniere ha una taglia contenuta.

9. La volatilita’ estrema (che il paniere attenua solo in parte)

Resta centrale la volatilita’ estrema dell’intero mondo cripto, che un paniere attenua solo in parte. Le cripto sono asset giovani, speculativi e privi di flussi di cassa: il loro prezzo dipende da domanda, offerta e «racconto» di mercato. Storicamente il settore ha conosciuto rialzi spettacolari e crolli del 70-80% o piu’ dai massimi, in modo generalizzato. Possedere un paniere non mette al riparo da questo: in un crollo dell’asset class, scende tutto insieme, paniere compreso.

Per questo, in un portafoglio costruito con la testa, un’esposizione cripto — singola o in paniere — ha senso solo come quota piccola e «satellite», denaro che ci si puo’ permettere di perdere, mai come pilastro. Il vantaggio del paniere e’ che evita il rischio piu’ acuto, quello della singola moneta che fallisce; il limite e’ che non protegge dal rischio sistemico del settore. La domanda che conta non e’ «singolo o paniere?» ma «quanta esposizione complessiva alle cripto e’ coerente con i miei obiettivi e con la mia tolleranza al rischio?». Per molti, la risposta onesta resta «poca o nulla»; il paniere, semmai, e’ un modo piu’ ordinato di gestire quel poco.

Attenzione: il mondo cripto ha conosciuto crolli del 70-80% o piu’, in modo generalizzato. Il paniere non mette al riparo: in un crollo del settore scende tutto insieme. Solo quota piccola e satellite.

10. Tassazione italiana (ETP cripto, non ETF)

La fiscalita’ italiana di questi strumenti e’ delicata, in evoluzione e diversa da quella degli ETF armonizzati. Il 21Shares Crypto Basket Index ETP non e’ un ETF UCITS armonizzato: e’ un ETP/ETN su cripto-attivita’. Per l’investitore italiano, le plusvalenze realizzate su cripto-attivita’ (e sugli strumenti che vi danno esposizione, come gli ETN cripto) rientrano nei redditi diversi e sono tassate con l’aliquota del 26%. Non si applica il 12,5% riservato ai titoli di Stato white list.

C’e’ una differenza pratica rispetto agli ETF azionari armonizzati. Negli ETF, plusvalenze e minusvalenze cadono in categorie diverse e non sono compensabili tra loro. Trattandosi qui di redditi diversi, le plusvalenze su questi strumenti cripto sono invece, in linea di principio, compensabili con le minusvalenze della stessa natura (lo «zainetto fiscale», utilizzabile entro quattro anni). E’ un vantaggio rispetto agli ETF, ma proprio perche’ la materia e’ tecnica e in movimento conviene verificare il trattamento specifico del singolo strumento con il proprio intermediario o un professionista. Si noti che i ribilanciamenti del paniere avvengono dentro lo strumento e, in linea di massima, non comportano per l’investitore una vendita tassabile fino a quando non cede la propria quota dell’ETP — ma anche su questo conviene non dare nulla per scontato e verificare.

Sugli adempimenti: con un intermediario italiano in regime amministrato e’ di norma la banca ad applicare e versare l’imposta e a gestire l’imposta di bollo sul deposito titoli, anche se lo strumento e’ estero. Con un broker estero in regime dichiarativo te ne occupi tu, con i relativi obblighi di monitoraggio e dichiarazione, che il domicilio svizzero (extra-UE) puo’ rendere piu’ articolati. La normativa su cripto e strumenti collegati continua a evolversi: le indicazioni qui sono generali e non sostituiscono una verifica aggiornata. In caso di dubbio, rivolgiti a un commercialista.

Esempio pratico

Un esempio numerico (illustrativo). Investi 4.000 euro nel 21Shares Crypto Basket e, dopo un periodo, rivendi a 5.600: la plusvalenza e’ di 1.600 euro, tassata al 26% (redditi diversi) per circa 416 euro di imposta — in linea di principio compensabile con minusvalenze pregresse della stessa natura. Nel computo del rendimento va aggiunto il costo dello 0,99% annuo: su 4.000 euro circa 40 euro l’anno, contro i circa 6 euro di un Bitcoin allo 0,15%. I ribilanciamenti del paniere avvengono dentro lo strumento. Le cifre sono esemplificative: imposta e costi reali dipendono dal regime applicato, dalle minusvalenze disponibili e dalle regole vigenti, che su questa materia possono cambiare. Verifica sempre con il tuo intermediario.

Da ricordare: non e’ un ETF armonizzato. Plusvalenze nei redditi diversi al 26%, in linea di principio COMPENSABILI con minusvalenze. I ribilanciamenti avvengono dentro lo strumento. Materia in evoluzione: verifica con un professionista.

11. Per chi ha senso (e per chi no)

Per chi ha senso il 21Shares Crypto Basket? Per chi vuole una piccola esposizione «generica» alle criptovalute, senza scommettere su un singolo nome e senza gestire piu’ posizioni, accettando di pagare una commissione piu’ alta in cambio di selezione e ribilanciamento automatici. E’ il prodotto «chiavi in mano» del segmento, adatto a chi preferisce delegare la composizione alle regole di un indice piuttosto che decidere da se’.

Non ha senso per chi ha convinzioni precise su singole cripto (in quel caso meglio i prodotti singoli, spesso piu’ economici), ne’ per chi cerca una «vera» diversificazione che riduca il rischio dell’asset class: come visto, l’alta correlazione tra cripto limita molto questo beneficio. E, come ogni strumento cripto, non ha senso per chi non puo’ tollerare crolli profondi. Vale la regola d’oro, qui declinata sulla composizione: prima si decide quanta esposizione complessiva alle cripto avere, con prudenza e come quota satellite; poi si sceglie come ottenerla — paniere comodo ma piu’ caro, oppure singoli piu’ economici ma da gestire. Il pillar dedicato aiuta a confrontare le due strade.

12. Conclusione

Il 21Shares Crypto Basket Index ETP e’ l’unico prodotto «multi-cripto» del suo gruppo: invece di una singola moneta, replica un indice delle principali cripto-attivita’, con selezione e ribilanciamento automatici. E’ la via piu’ comoda per ottenere un’esposizione «generica» al mondo cripto da un solo strumento, con collaterale fisico, la firma di un pioniere del settore e un TER dello 0,99%. Il suo punto di forza — la diversificazione — va pero’ ridimensionato: per l’alta correlazione tra cripto, protegge dal rischio di una singola moneta, non da quello dell’intera asset class.

Come per ogni strumento cripto, le qualita’ del prodotto non vanno confuse con quelle del sottostante. Resta un ETN (non un ETF protetto dalla normativa UCITS), con rischio emittente e custode, ed e’ esposto alla volatilita’ estrema dell’intero settore. Va trattato come una piccola quota satellite di denaro «a rischio». Il TER dello 0,99% e’ piu’ alto dei Bitcoin low-cost: per chi ha idee chiare e poche cripto in testa, i singoli possono risultare piu’ efficienti; per chi vuole il «pacchetto» senza decidere nulla, il paniere semplifica. Sul piano fiscale e’ un ETP su cripto-attivita’: plusvalenze nei redditi diversi al 26%, in linea di principio compensabili con le minusvalenze — quadro diverso dagli ETF armonizzati e in continua evoluzione, su cui conviene farsi seguire da un professionista. Se ti interessa il tema, confronta paniere e singoli leggendo il pillar dedicato e la guida alle criptovalute prima di decidere.

Domande frequenti

Che cosa contiene il 21Shares Crypto Basket?

Replica un indice delle principali cripto-attivita’ (le «Top 5» per rilevanza), in proporzioni che variano nel tempo e vengono ribilanciate periodicamente. I pesi esatti non sono fissi e cambiano con il mercato; in un paniere pesato per capitalizzazione, Bitcoin ed Ethereum tendono a occupare la quota prevalente. Per i pesi aggiornati, consulta sempre la documentazione ufficiale del prodotto.

Diversifica davvero il rischio cripto?

Solo in parte. Protegge dal rischio di una singola moneta che crolla o sparisce, ma non dal rischio dell’intera asset class: le cripto sono altamente correlate e nei crolli scendono quasi tutte insieme. E’ una diversificazione reale ma limitata, da non sopravvalutare. In piu’, spesso il paniere e’ soprattutto un’esposizione a BTC ed ETH con un contorno di cripto minori.

Meglio il paniere o comprare i singoli (Bitcoin, Ethereum)?

Dipende. Il paniere e’ piu’ comodo (un solo strumento, ribilanciamento incluso) ma costa di piu’ (0,99% contro lo 0,15% dei Bitcoin low-cost). Se hai convinzioni precise su singole cripto, i prodotti singoli sono spesso piu’ economici e ti danno il controllo dei pesi. Se vuoi un’esposizione «generica» senza decidere nulla, il paniere semplifica.

E' un ETF?

No. In Europa non esistono ETF UCITS su cripto in questa forma. E’ un ETP/ETN: un titolo di debito senza scadenza collateralizzato da cripto fisiche in custodia. Rispetto a un ETF resta il rischio emittente, mitigato (non azzerato) dal collaterale fisico segregato. Il domicilio e’ in Svizzera, fuori dall’UE.

Come e' tassato in Italia?

Non e’ un ETF armonizzato: e’ un ETP su cripto-attivita’. Le plusvalenze rientrano nei redditi diversi e sono tassate al 26%, in linea di principio compensabili con minusvalenze della stessa natura (a differenza degli ETF). I ribilanciamenti avvengono dentro lo strumento. Con broker estero gli adempimenti possono essere piu’ articolati. La materia e’ in evoluzione: verifica con un commercialista.

Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o un invito all’investimento. I dati di prodotto sono tratti da fonti ufficiali alla data indicata e possono variare nel tempo; verifica sempre il factsheet aggiornato e il KIID/KID prima di investire. Gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale.
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Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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