Approfondimento

iShares Physical Gold EUR Hedged: analisi (ISIN IE0009JOT9U1)

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iShares Physical Gold EUR Hedged: analisi (ISIN IE0009JOT9U1)
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 13 Giugno 2026

iShares Physical Gold EUR Hedged ETC: analisi completa (ISIN IE0009JOT9U1)

La versione coperta dal cambio dell’oro iShares, lo stesso emittente del SGLN n.1 al mondo: coerenza di marca e il TER piu’ basso tra i coperti di nuova generazione (0,25%). Confronto coi coperti, quando conviene l’hedging e la tassazione ETC, diversa e su un punto piu’ vantaggiosa.

  • ETC oro fisico · TER 0,25% · EUR hedged
  • Firma iShares (come il SGLN)
  • Il piu’ economico dei coperti nuovi · ~0,59 mld €
  • Fisco ETC: minusvalenze compensabili

Dati di prodotto aggiornati al 12 giugno 2026. Fonte: iShares (factsheet ufficiale) e justETF. Gli ETC sull’oro non sono fondi UCITS: verifica sempre il KID prima di investire.

L’iShares Physical Gold EUR Hedged ETC (ISIN IE0009JOT9U1) e’ la versione coperta dal cambio euro/dollaro dell’oro firmato iShares, il marchio di BlackRock che emette anche il piu’ grande ETC sull’oro del mondo, il celebre SGLN. Comprandolo, ti esponi al prezzo dell’oro neutralizzando l’effetto del dollaro, e lo fai con l’emittente leader del settore e a un costo (0,25%) che e’ tra i piu’ bassi della categoria coperta. E’ proprio questa combinazione — emittente di riferimento piu’ costo competitivo — l’angolo di questa scheda.

Quando si decide di coprirsi dal cambio, sul mercato esistono diverse versioni hedged; la scelta tra loro si gioca su costo, dimensione e — per molti — coerenza di emittente. Chi gia’ usa o si fida di iShares trova qui la versione coperta «di casa», e per giunta la piu’ economica tra i coperti di nuova generazione. Vedremo cosa significa davvero la copertura, perche’ costa, perche’ questa versione sia piu’ piccola del SGLN non coperto, e per chi ha senso. Chiuderemo con la fiscalita’ italiana corretta degli ETC, diversa — e su un punto piu’ vantaggiosa — di quella degli ETF azionari. Dati ufficiali sempre datati.

1. Scheda sintetica del prodotto

Nome completoiShares Physical Gold EUR Hedged ETC
ISINIE0009JOT9U1
Tipo di strumentoETC (Exchange Traded Commodity)
SottostanteOro fisico (physically backed)
Costo annuo (TER)0,25%
Metodo di replicaFisica + copertura valutaria a termine
Copertura del cambioSì (EUR hedged: neutralizza euro/dollaro)
Valuta del fondoEUR (euro)
DomicilioIrlanda
UCITSNo (gli ETC non sono fondi UCITS)
Patrimonio (AUM)circa 0,59 miliardi di euro (al 12 giugno 2026)
In sintesi: ETC sull’oro fisico COPERTO dal cambio, firmato iShares (lo stesso emittente del SGLN n.1 al mondo). Il piu’ economico tra i coperti di nuova generazione (0,25%). ETC = fiscalita’ diversa dagli ETF: minusvalenze compensabili.

2. ETC, non ETF: cosa compri davvero

Un chiarimento preliminare: questo strumento non e’ un ETF, ma un ETC (Exchange Traded Commodity). Un fondo armonizzato UCITS non puo’, per legge, concentrare il patrimonio in un solo bene: un «ETF sull’oro» in senso stretto non esiste. L’oro si quota in Borsa tramite un titolo di debito garantito da oro fisico, che ne segue il prezzo ed e’ coperto, quota per quota, da metallo reale.

Nel caso dell’iShares EUR Hedged, ogni quota e’ coperta da oro fisico allocato e custodito in caveau, esattamente come nel SGLN non coperto. «Physically backed» significa che dietro il titolo c’e’ metallo reale, non un derivato sul prezzo dell’oro: questo elimina il rischio di controparte tipico degli ETC «sintetici». La differenza rispetto al SGLN non sta nell’oro — identico — ma in uno strato aggiuntivo che neutralizza il movimento del cambio euro/dollaro. E’ su questo strato che si gioca tutto, ed e’ quello che giustifica il costo piu’ alto rispetto alla versione «nuda».

3. L’angolo: l’emittente leader (iShares)

Veniamo all’angolo distintivo: l’emittente. iShares, il marchio ETF/ETC di BlackRock, e’ il piu’ grande gestore di fondi indicizzati al mondo e, nell’oro, emette il SGLN, l’ETC piu’ grande e liquido in assoluto (oltre 30 miliardi di euro). La versione EUR Hedged porta questa stessa «firma» sul prodotto coperto: per chi attribuisce valore alla solidita’ e alla continuita’ di un emittente leader, e’ un elemento rassicurante.

Va detto con onesta’ che, sul piano della qualita’ tecnica, l’emittente conta meno di quanto si pensi: tutti i grandi ETC sull’oro fisico — iShares, Invesco, Xtrackers, WisdomTree — sono ben strutturati, con oro allocato e segregato. La «firma» iShares non rende il metallo piu’ vero ne’ garantisce un rendimento migliore: l’oro e’ lo stesso. Dove l’emittente puo’ fare una differenza pratica e’ nella coerenza di gestione: chi ha gia’ altri prodotti iShares puo’ preferire restare nella stessa «casa» per comodita’ di monitoraggio e fiducia consolidata. E’ una preferenza legittima, soprattutto se — come qui — non comporta un sovrapprezzo, anzi: l’iShares EUR Hedged e’ il piu’ economico tra i coperti di nuova generazione. Coerenza di emittente e costo minimo, in questo caso, vanno nella stessa direzione.

C’e’ anche un aspetto di continuita’ e scala che vale la pena considerare. Un emittente delle dimensioni di BlackRock/iShares ha un interesse strategico a mantenere e far crescere la propria gamma sull’oro, e dispone delle risorse per gestire i prodotti in modo efficiente nel tempo. Per un investimento di lunghissimo periodo — e la quota d’oro di un portafoglio lo e’ tipicamente — la solidita’ e la longevita’ attesa dell’emittente non sono un dettaglio: nessuno vuole ritrovarsi, fra dieci anni, con un prodotto liquidato o trascurato. Anche qui, pero’, va mantenuto il senso delle proporzioni: tutti i grandi emittenti citati in questa rassegna sono solidi e affidabili, e la differenza pratica per l’investitore comune e’ modesta. La «firma» iShares e’ un plus rassicurante, non un fattore decisivo che da solo giustifichi la scelta; diventa rilevante soprattutto quando, come in questo caso, si accompagna anche al costo piu’ basso della categoria.

Da capire: l’emittente non rende l’oro «piu’ vero» ne’ garantisce piu’ rendimento (l’oro e’ lo stesso). Conta per coerenza di gestione: chi gia’ usa iShares resta nella stessa casa — e qui senza sovrapprezzo, anzi col TER piu’ basso dei coperti.

4. Il costo (TER): il piu’ basso tra i coperti nuovi

Il costo annuo (TER) dell’iShares Physical Gold EUR Hedged e’ lo 0,25%: su 10.000 euro sono 25 euro l’anno. E’ piu’ del SGLN non coperto (0,12%) — perche’ la copertura ha un prezzo — ma e’ il piu’ basso tra i coperti di nuova generazione: sotto allo Xtrackers IE (0,28%), all’Invesco (0,34%) e molto sotto ai prodotti storici come lo Xtrackers Gold EUR Hedged allo 0,59%.

Per chi ha deciso di coprirsi dal cambio, questo e’ un punto a favore importante. La copertura e’ gia’ di per se’ un costo (TER piu’ alto + costo di carry implicito), quindi a parita’ di solidita’ conviene scegliere il coperto piu’ economico: e l’iShares EUR Hedged lo e’, tra i grandi. La differenza con lo Xtrackers IE (0,25% vs 0,28%) e’ minima — tre centesimi di punto, tre euro su diecimila — ma va nella direzione giusta. Il messaggio e’ chiaro: chi vuole l’oro coperto dell’emittente leader non paga per questo un sovrapprezzo; al contrario, ottiene uno dei TER piu’ bassi della categoria coperta. E’ una combinazione difficile da battere per chi cerca insieme coerenza di marca e costo contenuto.

Costo annuo (TER): iShares hedged vs altri coperti e SGLNiShares Gold EUR Hedged0.25%Xtrackers IE Gold EUR Hedged0.28%Invesco Gold EUR Hedged0.34%Xtrackers Gold EUR Hedged (storico)0.59%iShares Physical Gold (SGLN, non coperto)0.12%
Costo annuo (TER): l’iShares hedged a confronto coi coperti e col SGLN non coperto. Dati justETF, 12 giugno 2026. E’ il piu’ economico tra i coperti di nuova generazione.

5. Confronto con i fratelli coperti

Inquadriamo l’iShares EUR Hedged tra i suoi simili. Tutte le versioni coperte costano piu’ delle non coperte: e’ il prezzo della copertura. Tra i coperti, l’iShares e’ il piu’ economico dei nuovi (0,25%), seguito da Xtrackers IE (0,28%) e Invesco (0,34%), con i prodotti storici molto piu’ cari. Sul costo, dunque, l’iShares e’ in testa alla categoria coperta.

Sulla dimensione, pero’, il quadro si ribalta: con circa 0,59 miliardi di euro, l’iShares EUR Hedged e’ tra i piu’ piccoli dei grandi coperti, dietro a Xtrackers, WisdomTree e Invesco hedged, tutti sopra il miliardo. E’ un dato che incuriosisce, vista la statura dell’emittente, e si spiega col fatto che la versione coperta e’ un prodotto piu’ recente e di nicchia rispetto al colossale SGLN non coperto (oltre 30 miliardi, oltre cinquanta volte tanto). Mezzo miliardo resta comunque un patrimonio solido, sufficiente a garantire liquidita’ e continuita’ per l’investitore comune. Ma per importi molto grandi, chi cerca la massima liquidita’ tra i coperti potrebbe trovare spread leggermente piu’ stretti nei coperti piu’ capienti. E’ il compromesso di questa scheda: costo piu’ basso e firma leader, dimensione piu’ contenuta tra i coperti.

Come leggere questo compromesso? Per la quasi totalita’ degli investitori privati, mezzo miliardo di patrimonio e’ ben oltre la soglia che conta: lo spread denaro-lettera e’ adeguato e non c’e’ rischio pratico di chiusura. La dimensione diventa un criterio dirimente solo in due casi: per chi muove importi molto grandi (decine o centinaia di migliaia di euro in un’unica operazione), dove qualche frazione di spread fa la differenza, e per chi attribuisce un valore psicologico al «fondo piu’ grande». Per tutti gli altri, il costo piu’ basso pesa di piu’, sul lungo periodo, di una dimensione che e’ comunque ampiamente sufficiente. In sintesi: la minore stazza dell’iShares hedged rispetto agli altri coperti e’ un dato reale, ma raramente decisivo; cio’ che lo distingue in positivo — TER minimo tra i coperti nuovi e firma dell’emittente leader — conta di piu’ per la maggioranza degli investitori.

Patrimonio (mld €): ETC sull'oro EUR hedgedXtrackers Gold EUR Hedged (storico)1.85 mldWisdomTree Gold EUR Hedged1.12 mldInvesco Gold EUR Hedged1.07 mldXtrackers IE Gold EUR Hedged1.04 mldiShares Gold EUR Hedged0.59 mld
Patrimonio degli ETC sull’oro EUR hedged, in miliardi di euro (al 12 giugno 2026, fonte justETF). L’iShares hedged e’ il piu’ economico, ma tra i piu’ piccoli dei coperti.

6. Quando conviene coprirsi dal cambio

Quando conviene davvero coprirsi? Non c’e’ una risposta universale. La copertura ha senso per chi vuole una scommessa esclusivamente sul prezzo dell’oro, isolata dai movimenti dell’euro/dollaro, e per orizzonti brevi o tattici, dove l’oscillazione del cambio puo’ contare quanto quella del metallo. Ha senso anche per chi ha forte avversione alla volatilita’ del cambio e preferisce un risultato che dipenda solo dall’oro.

Sul lungo periodo, molti investitori preferiscono la versione non coperta (come il SGLN), perche’ l’oro e’ spesso considerato esso stesso una protezione contro la debolezza delle valute: coprire il dollaro significa rinunciare a una delle sue funzioni, pagando per giunta un costo certo. Detto questo, se si decide di coprirsi, conviene scegliere un coperto economico e solido: e l’iShares EUR Hedged, il piu’ economico dei nuovi e con la firma dell’emittente leader, e’ una delle risposte piu’ coerenti. La logica resta quella: la copertura e’ un costo, quindi se la scegli, scegline la versione che ti costa meno a parita’ di affidabilita’.

La regola: coprirsi aggiunge un costo certo a fronte di un beneficio incerto. Sul lungo periodo molti preferiscono la non coperta (il SGLN). Ma SE scegli il coperto, scegline uno economico e solido: questo lo e’.

7. Replica fisica e domicilio irlandese

Sul piano tecnico, l’iShares Physical Gold EUR Hedged e’ a replica fisica: l’oro e’ allocato in caveau, non sostituito da derivati sul prezzo del metallo. L’unico strato «derivato» riguarda la copertura valutaria (i contratti a termine sul cambio), non l’esposizione all’oro: il rischio di controparte sul metallo resta minimo. La valuta del fondo e’ l’euro, coerentemente con la finalita’ del prodotto, che e’ dare un’esposizione all’oro «in euro» neutralizzando il dollaro.

Il domicilio e’ in Irlanda, la giurisdizione di gran lunga piu’ diffusa per gli ETF e gli ETC accessibili agli investitori europei, scelta anche dal SGLN. Per l’investitore italiano il domicilio incide solo sugli adempimenti: con un broker estero in regime dichiarativo va indicato nel quadro RW e sconta l’IVAFE; con un intermediario italiano in regime amministrato e’ la banca a gestire tutto. Da non confondere: il fatto che la valuta sia l’euro deriva dalla copertura, non dal domicilio; e neutralizzare il cambio non elimina la volatilita’ dell’oro, ma solo quella del dollaro.

8. Oro «allocato» e strato di copertura

Vale la pena chiarire cosa significhi «garantito da oro fisico» per una versione coperta, perche’ convivono due strati. Lo strato di base e’ identico a quello del SGLN non coperto: ogni quota e’ coperta da oro allocato — lingotti reali, conformi agli standard di purezza, identificati e segregati presso un custode indipendente. Su questo strato il rischio di controparte e’ minimo: c’e’ metallo vero a copertura.

Sopra l’oro c’e’ poi lo strato di copertura valutaria: i contratti a termine sul cambio euro/dollaro, che introducono controparti finanziarie. Non e’ un rischio drammatico — sono strumenti standardizzati e gestiti professionalmente — ma e’ corretto sapere che la versione coperta ha una struttura leggermente piu’ complessa di quella «nuda». In sintesi: l’oro e’ garantito in modo solido come nel SGLN; la complessita’ aggiuntiva sta tutta nel meccanismo di copertura, ed e’ la ragione tecnica del costo piu’ alto rispetto al non coperto.

Da capire: l’oro e’ garantito in modo solido come nel SGLN (metallo allocato e segregato). La complessita’ aggiuntiva e’ tutta nel meccanismo di copertura, ed e’ la ragione del costo piu’ alto rispetto al non coperto.

9. Come si compra in pratica

Sul piano operativo, comprare l’iShares EUR Hedged e’ semplice come comprare un’azione: si acquista tramite il proprio conto titoli cercando l’ISIN IE0009JOT9U1 o il ticker, e si negozia negli orari di Borsa al prezzo di mercato. Essendo denominato in euro, evita per costruzione i costi di conversione valutaria che alcuni broker applicano sugli acquisti in dollari: e’ nato proprio per dare un’esposizione all’oro «in euro».

Due accortezze. La prima e’ la liquidita’: essendo tra i piu’ piccoli dei coperti, conviene osservare lo spread denaro-lettera prima di ordini grandi e usare, nel dubbio, ordini «con limite di prezzo». La seconda e’ la consapevolezza del costo complessivo: oltre al TER (tra i piu’ bassi dei coperti), c’e’ il costo di carry, che non compare nei listini ma incide sul rendimento netto. Va anche ricordato che l’ETC non da’ diritto a ritirare l’oro fisico: e’ uno strumento di esposizione al prezzo, non un titolo di consegna del metallo.

10. Perche’ (e quanto) oro in portafoglio

Conviene ricordare perche’ si tiene oro, perche’ definisce le aspettative giuste anche sulla versione coperta. L’oro non produce nulla: nessun dividendo, nessuna cedola. Non lo si compra per il rendimento, ma per il ruolo: bene rifugio nelle fasi di paura, protezione contro l’inflazione, asset poco correlato alle azioni. La copertura del cambio non cambia questo ruolo: modifica solo la valuta di esposizione, isolando il prezzo dell’oro dal dollaro.

Da qui la solita conseguenza: proprio perche’ non rende, l’oro va dosato, in genere intorno al 5-10% del portafoglio, come diversificatore. Entro quella quota, la scelta tra coperto e non coperto e’ strategica; e se si sceglie il coperto, contano costo e solidita’. L’iShares EUR Hedged risponde a questo bisogno con un costo tra i piu’ bassi e la firma dell’emittente leader: una scelta naturale, in particolare, per chi gia’ detiene altri prodotti iShares e vuole mantenere coerenza nel portafoglio.

La regola: l’oro non rende nulla, va dosato come diversificatore (spesso citato il 5-10%). La copertura cambia la valuta di esposizione, non il ruolo dell’oro.

11. ETC sull’oro o ETF sulle miniere?

Un equivoco molto comune merita un chiarimento netto: l’oro non e’ le miniere d’oro. Un ETC come l’iShares EUR Hedged segue il prezzo del metallo (qui, in euro coperto); un ETF sulle miniere d’oro contiene invece azioni delle societa’ che lo estraggono. Sono due investimenti profondamente diversi. Le azioni minerarie tendono a muoversi nella direzione dell’oro, ma in modo amplificato e piu’ volatile, perche’ risentono anche dei costi di produzione, della gestione aziendale e dell’andamento generale delle borse.

In pratica, quando l’oro sale le miniere spesso salgono di piu’, ma quando l’oro scende o le borse crollano le miniere possono perdere molto di piu’. Chi cerca il classico ruolo di bene rifugio scorrelato — la ragione principale per cui si tiene oro — lo trova nell’ETC sul metallo, non nelle miniere. Le miniere sono un’altra scommessa, piu’ aggressiva e legata al mercato azionario, con per giunta una fiscalita’ diversa: essendo ETF azionari, scontano l’asimmetria delle minusvalenze che invece l’ETC sull’oro non ha.

Non confondere: l’ETC segue il metallo, l’ETF sulle miniere segue azioni piu’ volatili e legate alle borse. Per il ruolo di bene rifugio scorrelato serve il metallo.

12. I rischi da conoscere

Riassumiamo i rischi specifici. Il primo e’ la volatilita’ del prezzo dell’oro: la copertura elimina il rumore del cambio, non quello del metallo, che resta esposto ai suoi ribassi e stagnazioni. Il secondo e’ il costo della copertura: anche se qui e’ tra i piu’ bassi dei coperti, resta piu’ alto del SGLN non coperto, piu’ il costo di carry implicito. Il terzo e’ la dimensione contenuta (~0,59 mld): adeguata ma inferiore agli altri coperti, da considerare per importi molto grandi.

Il quarto e’ il rischio che la copertura «lavori contro»: se il dollaro si rafforza, chi e’ coperto rinuncia al guadagno extra che avrebbe avuto non coprendosi. Il quinto, trasversale, e’ il rischio di struttura/emittente: la versione physically backed lo riduce moltissimo sul metallo, ma la copertura introduce contratti a termine con controparti. Vale la pena leggere il KID. Nessuno di questi rischi rende l’iShares EUR Hedged un cattivo prodotto: e’ il piu’ economico dei coperti nuovi, con la firma dell’emittente leader. Ma la copertura va scelta con consapevolezza del suo costo e del fatto che il suo beneficio e’ incerto e bidirezionale.

13. Tassazione italiana: il vantaggio degli ETC

Ed eccoci al punto piu’ importante e meno conosciuto: la tassazione italiana, diversa per gli ETC rispetto agli ETF azionari. Gli ETC sull’oro non sono fondi armonizzati UCITS: la plusvalenza, secondo l’interpretazione prevalente, e’ trattata come reddito diverso di natura finanziaria. L’aliquota resta il 26% — ma la conseguenza pratica e’ opposta a quella degli ETF, e a favore dell’investitore.

Negli ETF azionari armonizzati vige una fastidiosa asimmetria: il guadagno e’ «reddito di capitale» e non e’ compensabile con le minusvalenze pregresse, mentre le perdite finiscono nello «zainetto fiscale». Con gli ETC sull’oro, invece, sia i guadagni sia le perdite sono redditi diversi: la plusvalenza su questo ETC puo’ essere compensata con le minusvalenze pregresse di altri ETC, azioni singole, certificati e strumenti che generano redditi diversi, entro il quarto anno successivo a quello di maturazione della minusvalenza.

E’ un vantaggio concreto: chi ha minusvalenze ferme nello zainetto in scadenza puo’ usare un guadagno su un ETC sull’oro per «recuperarle», cosa impossibile con un ETF azionario. La copertura del cambio non altera questo trattamento: e’ sempre un ETC, quindi reddito diverso. Sugli adempimenti: con un intermediario italiano in regime amministrato fa tutto la banca, che applica anche l’imposta di bollo dello 0,2% annuo, senza quadro RW. Con un broker estero in regime dichiarativo te ne occupi tu: quadro RW, IVAFE (0,2%) e dichiarazione delle plusvalenze. Essendo materia delicata, conviene confermare la classificazione del prodotto specifico con il proprio intermediario o un fiscalista.

Esempio pratico

Un esempio numerico. Supponi di avere 1.500 euro di minusvalenze nello zainetto fiscale da una precedente vendita in perdita. Investi 10.000 euro nell’iShares Physical Gold EUR Hedged e, dopo qualche anno, rivendi a 13.500: la plusvalenza e’ di 3.500 euro. Trattandosi di un ETC (reddito diverso), puoi compensare i 1.500 euro di minusvalenze: il 26% si applica solo ai 2.000 euro residui, cioe’ 520 euro invece di 910. Con un ETF azionario la compensazione non sarebbe stata possibile. Nota che, essendo la versione coperta, il rendimento riflette quasi solo il prezzo dell’oro in dollari, al netto del TER (0,25%) e del costo di copertura: il cambio euro/dollaro, qui, incide poco.

Da ricordare: 26% sulle plusvalenze, ma come «redditi diversi» -> minusvalenze COMPENSABILI (a differenza degli ETF azionari). La copertura del cambio non cambia il fisco. RW e IVAFE solo con broker estero.

14. Conclusione

L’iShares Physical Gold EUR Hedged ETC (IE0009JOT9U1) e’ la versione coperta dal cambio dell’oro firmato iShares, lo stesso emittente del SGLN, il piu’ grande ETC sull’oro al mondo. E’ la scelta naturale per chi vuole l’oro coperto in euro e gia’ usa o si fida di iShares: coerenza di emittente leader e, per giunta, il TER piu’ basso tra i coperti di nuova generazione (0,25%). Il suo limite e’ la dimensione piu’ contenuta tra i grandi coperti (~0,59 mld): adeguata per l’investitore comune, da valutare per importi molto grandi.

La domanda di fondo resta «quanto oro» e perche’, e «coperto o no»: un diversificatore da dosare con misura (spesso il 5-10%), e una scelta valutaria che aggiunge un costo certo a fronte di un beneficio incerto. Sul lungo periodo molti preferiscono la versione non coperta (il SGLN); ma chi decide di coprirsi, e in particolare chi vuole restare nell’ecosistema iShares, trova qui una delle opzioni piu’ coerenti ed economiche. Sul piano fiscale, ricorda il punto che distingue gli ETC dagli ETF azionari: plusvalenze al 26% ma come redditi diversi, quindi minusvalenze compensabili. Per impostare bene il peso dell’oro e decidere se coprirti, vale la pena approfondire con le nostre guide dedicate o con un professionista.

Domande frequenti

Che differenza c'e' con il SGLN?

Il SGLN e’ la versione non coperta (e piu’ grande) dell’oro iShares, con TER 0,12%; questo e’ la versione coperta dal cambio euro/dollaro, con TER 0,25%. Stesso emittente, stesso oro; la differenza e’ la copertura del cambio, che ha un costo. Il SGLN espone anche al dollaro, questa versione lo neutralizza.

Perche' costa piu' del SGLN?

Il TER e’ 0,25% contro lo 0,12% del SGLN: la differenza e’ il prezzo della copertura del cambio, che richiede contratti valutari a termine. A questo si aggiunge il costo di carry implicito. E’ pero’ il piu’ economico tra i coperti di nuova generazione.

Conviene la versione coperta o quella non coperta?

Dipende. La coperta ha senso per scommesse tattiche o per chi vuole una scommessa pura sul prezzo dell’oro. Sul lungo periodo molti preferiscono la non coperta (il SGLN), perche’ l’oro e’ spesso esso stesso una protezione valutaria. Se scegli la coperta, questa e’ tra le piu’ economiche.

Come e' tassato in Italia?

Plusvalenze al 26%, ma come ‘reddito diverso’: a differenza degli ETF azionari armonizzati, le minusvalenze sono compensabili con le plusvalenze di altri ETC, azioni e certificati. La copertura del cambio non cambia il trattamento. Con broker estero servono quadro RW e IVAFE.

Perche' e' piu' piccolo degli altri coperti?

E’ un prodotto piu’ recente e di nicchia rispetto al colossale SGLN non coperto: la domanda di oro coperto e’ minore di quella di oro «semplice». Con circa 0,59 miliardi resta comunque solido e liquido per l’investitore comune, anche se inferiore agli altri grandi coperti.

Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o un invito all’investimento. I dati di prodotto sono tratti da fonti ufficiali alla data indicata e possono variare nel tempo; verifica sempre il factsheet aggiornato e il KIID/KID prima di investire. Gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale.
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Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.