Approfondimento

Xtrackers FTSE All-World (Acc): analisi (ISIN IE000L6ZMMC4)

in
Xtrackers FTSE All-World (Acc): analisi (ISIN IE000L6ZMMC4)
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

Come aggiorniamo i contenuti
📅 Pubblicato il 13 Giugno 2026

Xtrackers FTSE All-World (Acc): analisi completa (ISIN IE000L6ZMMC4)

Scheda completa dell’ETF azionario mondiale di Xtrackers (DWS) con il TER piu’ basso tra i fisici (0,07%): il «re del costo» del FTSE All-World senza il compromesso del sintetico. Quanto conta davvero il TER, il limite della dimensione ancora minima, i rischi e la tassazione italiana. Dati di prodotto verificati.

  • TER 0,07% (il piu’ basso tra i fisici)
  • Replica fisica · valuta EUR · ~21 mln €
  • Indice FTSE All-World · sviluppati + emergenti
  • Guida: quanto conta davvero il costo?

Dati di prodotto (TER, replica, politica, patrimonio, valuta, domicilio) verificati al 12 giugno 2026. Fonte: justETF (pagina FTSE All-World ETFs), dati di prodotto verificati. I confronti di TER e patrimonio usano gli altri ETF dello stesso dataset.

L’Xtrackers FTSE All-World UCITS ETF (Acc) e’ l’ETF azionario mondiale di Xtrackers (il marchio ETF di DWS, gruppo Deutsche Bank): con un solo strumento compri un pezzo di tutte le principali aziende del pianeta, sviluppati ed emergenti, replicando l’indice FTSE All-World — lo stesso del celebre Vanguard VWCE. Ha pero’ un primato che lo fa spiccare: e’ il piu’ economico tra gli ETF mondo intero a replica fisica, con un TER di appena lo 0,07% (dato CSV verificato).

Ed e’ proprio quel costo a generare la domanda chiave: «vale la pena scegliere il piu’ economico in assoluto? Il TER e’ davvero il criterio decisivo?». E’ la domanda giusta, perche’ questo Xtrackers offre qualcosa di interessante: il costo praticamente minimo del mercato, ma senza il compromesso della replica sintetica (c’e’ un BNP sintetico a 0,06%, un solo centesimo in meno, ma questo Xtrackers e’ fisico). Il suo unico limite e’ che, essendo un lancio molto recente, ha un patrimonio ancora minimo (circa 21 milioni di euro). Questa scheda lo analizza con i dati di prodotto verificati e ha un angolo preciso: il «re del costo» tra i fisici, e quanto conta davvero il TER.

1. Scheda sintetica del fondo

Nome completoXtrackers FTSE All-World UCITS ETF (Acc)
ISINIE000L6ZMMC4
Indice replicatoFTSE All-World (~3.700 aziende)
Mercati copertiSviluppati + emergenti (mondo intero)
Costo annuo (TER)0,07% (il piu’ basso tra i fisici)
Metodo di replicaFisica a campionamento
Politica dei proventiAccumulazione (proventi reinvestiti)
Valuta del fondoEUR (euro)
DomicilioIrlanda
UCITS / armonizzatoSi’ (UCITS, armonizzato)
Patrimonio (AUM)circa 21 milioni di euro (lancio recente, al 12 giugno 2026)
In sintesi: il mondo intero (FTSE All-World) in un ETF Xtrackers fisico ad accumulazione, con il TER piu’ basso TRA I FISICI (0,07%). Ma e’ un lancio recente e minuscolo (~21 mln). La domanda vera: «vale la pena il piu’ economico in assoluto?».

2. L’indice FTSE All-World: che cosa compri davvero

Partiamo dall’indice, che e’ il cuore di tutto e che questo Xtrackers condivide con il VWCE. Il FTSE All-World raccoglie circa 3.700 aziende di 23 mercati sviluppati e una ventina di mercati emergenti, dalle large cap fino a una fetta di small cap. Pesa ogni societa’ per capitalizzazione corretta per il flottante: piu’ un’azienda vale in borsa, piu’ pesa. Il risultato e’ una fotografia del capitalismo quotato mondiale, dominata dagli Stati Uniti (circa due terzi del peso) e dai giganti della tecnologia americana.

Comprare il FTSE All-World significa possedere, in proporzione al loro valore, le maggiori aziende del mondo: i colossi tech USA in testa, poi i grandi gruppi europei, giapponesi e, in misura minore (intorno al 10%), le principali societa’ dei mercati emergenti. Il punto da fissare: questo Xtrackers replica lo stesso identico mondo del VWCE e dell’Invesco FWRA (stesso indice), e un mondo quasi equivalente a quello degli ETF MSCI ACWI. L’esposizione economica e’ la stessa; cio’ che distingue questo fondo e’ il suo costo da primato e la sua giovane eta’.

3. L’angolo: il «re del costo» tra i fisici

Ed eccoci all’angolo: il costo da primato. Lo 0,07% di questo Xtrackers e’ il piu’ basso tra gli ETF mondo intero a replica fisica. Su 10.000 euro investiti significa appena 7 euro l’anno di costo del fondo. Esiste, e’ vero, un BNP a 0,06%, ma e’ a replica sintetica: tra pagare 0,06% sintetico e 0,07% fisico, un solo centesimo di punto separa i due, e molti investitori preferiscono di gran lunga il fisico — possedere davvero le azioni, senza rischio di controparte — per quel centesimo in piu’. Di fatto, questo Xtrackers e’ il re del costo tra chi non scende a compromessi sulla replica.

Ma quanto conta davvero il TER? Qui sta il cuore dell’angolo. Il vantaggio di costo di questo Xtrackers rispetto al VWCE (0,19%) e’ di dodici centesimi di punto: dodici euro l’anno ogni 10.000. Reale, e su grandi capitali e lunghi orizzonti il costo composto si fa sentire. Ma va messo in prospettiva: il TER e’ solo uno dei fattori, e spesso non il piu’ importante. Su un fondo cosi’ giovane e piccolo (21 milioni), lo spread denaro-lettera — il costo di transazione che paghi a ogni acquisto e vendita — potrebbe essere piu’ largo che su un colosso liquidissimo, ed eroderebbe parte del risparmio sul TER. Il «costo vero» e’ la somma di TER, spread e tracking. Lo 0,07% e’ un punto di forza notevole, ma — come per ogni fondo nuovo — va letto insieme alla dimensione ancora minima.

Un confronto utile aiuta a inquadrare il primato di costo: tra questo Xtrackers (0,07%) e l’altro estremo della categoria, l’Amundi MSCI ACWI (0,45%), ballano trentotto centesimi di punto, cioe’ 38 euro l’anno ogni 10.000 — sei volte tanto. Quello si’ che e’ un divario che conta. Rispetto invece ai cloni gia’ economici (SPDR 0,12%, Invesco 0,15%), la distanza dell’Xtrackers e’ di pochi centesimi: reale, ma marginale. Il messaggio implicito e’ che il grosso del «vantaggio costo» si ottiene gia’ scegliendo un qualunque ETF mondo intero economico; spremere l’ultimo centesimo con il fondo piu’ economico in assoluto aggiunge poco, e su un fondo piccolo rischia di essere annullato dallo spread. Detto altrimenti: passare da un fondo caro a uno economico fa una grande differenza; passare dal secondo piu’ economico al primo, molto meno.

Da capire: 0,07% e’ il piu’ basso tra i FISICI (il BNP a 0,06% e’ sintetico). Ma il costo vero = TER + spread + tracking, e su un fondo piccolo lo spread puo’ ridurre il vantaggio sul TER.

4. Quanto conta davvero il TER?

Approfondiamo il principio, perche’ vale ben oltre questo fondo: quanto deve pesare il costo nella scelta di un ETF mondo intero? Molto, ma non tutto. Il costo e’ uno dei pochissimi fattori certi e sotto il tuo controllo: il rendimento futuro non lo conosci, ma il TER lo sai in anticipo, e ogni centesimo risparmiato resta nelle tue tasche. Per questo, a parita’ di tutto il resto, scegliere il piu’ economico e’ razionale, e questo Xtrackers lo e’ (tra i fisici).

Il «ma» e’ che parita’ di tutto il resto non sempre c’e’. Tra lo 0,07% di questo Xtrackers e lo 0,19% del VWCE ballano dodici euro l’anno ogni 10.000: a fronte di cio’, il VWCE offre un patrimonio 2.000 volte superiore, una liquidita’ massima e uno storico decennale di tracking impeccabile. Per molti investitori, quella solidita’ vale i dodici euro l’anno di differenza, almeno finche’ l’Xtrackers non sara’ cresciuto. Inseguire il TER piu’ basso al millesimo, accettando un fondo minuscolo con spread larghi, e’ spesso un falso risparmio: si guadagna sul TER e si perde sullo spread e sulla tranquillita’. La sintesi: il costo va guardato e premiato, ma dentro un quadro che comprende anche dimensione, liquidita’ e tipo di replica. Questo Xtrackers vince nettamente sul costo (tra i fisici); sulla dimensione, oggi, parte indietro.

Da ricordare: il costo e’ certo e sotto il tuo controllo, ma non e’ tutto. Un fondo minuscolo dal TER minimo, con spread larghi, puo’ essere un falso risparmio rispetto a un colosso liquido che costa qualche centesimo in piu’.

5. La dimensione: l’unico vero limite

Veniamo alla dimensione, l’unico vero limite di questo Xtrackers. Con circa 21 milioni di euro di patrimonio (dato CSV verificato), e’ tra i piu’ piccoli ETF mondo intero, segno di un lancio recentissimo. 21 milioni sono al limite inferiore: sufficienti a far funzionare il fondo, ma non a garantire la liquidita’ di un colosso. I due rischi pratici a questa taglia sono: spread denaro-lettera potenzialmente piu’ larghi, e una probabilita’ non nulla che, se il fondo non raccoglie capitali, l’emittente lo chiuda o lo fonda.

Anche qui, come per gli altri fondi nuovi, il rischio va calibrato sull’emittente: alle spalle c’e’ DWS/Xtrackers, uno dei piu’ grandi gestori d’Europa, con ogni interesse a far crescere un prodotto «core» come un FTSE All-World a costo minimo. La probabilita’ di abbandono e’ quindi contenuta, e la macchina di market making di un grande emittente tende a sostenere la liquidita’ anche nei primi mesi. Resta vero che, oggi, chi sceglie questo Xtrackers scommette sulla crescita del fondo: una scommessa ragionevole vista la stazza dell’emittente e l’attrattiva del costo, ma che chi cerca la massima tranquillita’ immediata potrebbe rimandare, scegliendo per ora un fondo gia’ grande e tornando a guardare questo Xtrackers quando si sara’ consolidato.

Patrimonio (mld €) dei principali ETF mondo interoVanguard FTSE All-World (VWCE)40.00 mldiShares MSCI ACWI (Acc)28.00 mldSPDR MSCI ACWI (Acc)13.10 mldInvesco FTSE All-World (Acc)3.20 mldAmundi MSCI ACWI EUR (Acc)2.20 mldXtrackers FTSE All-World (Acc) — questo0.02 mld
Patrimonio dei principali ETF mondo intero (mld €). Questo Xtrackers e’ tra i piu’ piccoli. Dati: justETF (pagina FTSE All-World ETFs), dati di prodotto verificati, al 12 giugno 2026.

6. Replica fisica e domicilio irlandese

Sul piano tecnico, questo Xtrackers adotta una replica fisica a campionamento ottimizzato: invece di comprare tutte le ~3.700 azioni del FTSE All-World, acquista un sottoinsieme accuratamente scelto che ne riproduce fedelmente il comportamento. E’ la norma per gli indici molto ampi e globali, ed e’ il punto di forza che distingue questo fondo dal BNP leggermente piu’ economico ma sintetico: qui il fondo possiede davvero le azioni, senza derivati ne’ rischio di controparte. E’ replica fisica al costo quasi minimo del mercato.

Il fondo e’ domiciliato in Irlanda, e’ UCITS armonizzato e ad accumulazione: i dividendi delle aziende sottostanti vengono reinvestiti automaticamente dentro il fondo. Il domicilio irlandese non e’ un dettaglio: per gli ETF che investono in azioni americane (circa due terzi di un indice mondiale), l’Irlanda gode di un trattato fiscale con gli Stati Uniti che riduce la ritenuta sui dividendi americani dal 30% al 15%, a vantaggio silenzioso del rendimento del fondo. Sommando replica fisica, domicilio irlandese, costo da primato e un grande emittente (DWS), il «pacchetto tecnico» e’ eccellente: l’unico tassello ancora debole e’ la dimensione.

Costo annuo (TER) degli ETF «mondo intero» a confrontoBNP Easy MSCI ACWI (Acc) — sintetico0.06%Xtrackers FTSE All-World (Acc) — questo0.07%SPDR MSCI ACWI (Acc)0.12%Invesco FTSE All-World (Acc)0.15%Vanguard FTSE All-World (VWCE)0.19%iShares MSCI ACWI (Acc)0.20%Amundi MSCI ACWI (Acc)0.45%
Costo annuo (TER) degli ETF mondo intero. Questo Xtrackers (0,07%) e’ il piu’ basso tra i fisici. Dati CSV verificati.

7. Perche’ comprare tutto il mondo batte i gestori attivi

Vale la pena ricordare perche’ un ETF che si limita a comprare tutto il mercato mondiale sia uno strumento cosi’ raccomandato. La ragione e’ una delle evidenze piu’ solide della finanza: nel lungo periodo, la grande maggioranza dei gestori attivi non riesce a fare meglio del semplice indice, soprattutto al netto delle commissioni, molto piu’ alte (spesso l’1,5-2% l’anno contro lo 0,07% di questo ETF).

Il motivo e’ quasi aritmetico: il mercato e’ fatto da tutti gli investitori, non possono battere tutti la media, e i costi piu’ alti partono in svantaggio ogni anno. Comprare tutto il mondo e tenerlo elimina la scommessa — quasi sempre perdente — di indovinare il Paese o il settore giusto. E poiche’ il vantaggio del passivo si gioca in larga parte sui costi, un TER come quello di questo Xtrackers e’ quasi l’estremo della logica low-cost restando fisici. Non promette di battere il mercato: promette di esserlo, al costo minimo e con la trasparenza della replica fisica — la combinazione che la maggioranza degli investitori di lungo periodo cerca per il «mattone» principale del portafoglio.

8. Accumulazione o distribuzione?

Questo Xtrackers e’ nella versione ad accumulazione: i dividendi delle aziende mondiali — un rendimento lordo da dividendo nell’ordine dell’1,5-2% l’anno per un indice globale — vengono reinvestiti dentro il fondo invece di essere staccati. Per l’investitore italiano in fase di accumulo e’ di norma la scelta fiscalmente piu’ efficiente, grazie al differimento d’imposta: i dividendi reinvestiti non vengono tassati subito; il 26% si applica solo alla vendita finale, lasciando lavorare per intero l’interesse composto.

Se cercassi una rendita periodica, dovresti orientarti su ETF mondo intero a distribuzione (Vanguard VWRL, Invesco FWIA). La scelta tra accumulazione e distribuzione riguarda le tue esigenze (crescita o rendita) e l’efficienza fiscale, non il rendimento dell’indice: per chi e’ in accumulo — il profilo tipico di chi sceglie il fondo piu’ economico per massimizzare la crescita nel lungo periodo — l’accumulazione e’ la piu’ adatta, e completa bene la logica low-cost di questo Xtrackers.

9. I rischi di un ETF azionario globale

I rischi sono quelli di qualunque indice azionario globale. Il primo, paradossale per un fondo «mondiale», e’ la concentrazione sugli Stati Uniti e sulla tecnologia: pesando per capitalizzazione, il FTSE All-World dedica circa due terzi all’America e una fetta enorme ai pochi giganti tech. Comprare «il mondo» significa, di fatto, comprare in larga parte gli Stati Uniti e i loro colossi tecnologici.

Il secondo e’ il rischio di cambio: le aziende quotano in valute estere — dollaro su tutte — quindi per l’investitore in euro il risultato finale dipende anche dall’andamento dei cambi (il fondo e’ denominato in euro, ma la valuta del fondo e’ un’etichetta contabile e non cambia il rischio ne’ offre copertura). Il terzo e’ il normale rischio di mercato: e’ un fondo interamente azionario, soggetto a oscillazioni anche forti nel breve; va inteso come investimento di lungo termine (almeno 8-10 anni). Si aggiunge, specifico di questo fondo, il rischio legato alla giovane eta’ e alla dimensione minima (liquidita’ sottile, possibile chiusura), attenuato dal peso di DWS ma da non ignorare. Infine il rischio comportamentale: la diversificazione da’ una falsa sensazione di tranquillita’, ma anche un indice globale puo’ perdere il 30-40% in una crisi.

Da ricordare: «mondo intero» non significa «equilibrato»: pesando per capitalizzazione, circa due terzi e’ Stati Uniti e una fetta enorme sono pochi giganti tech.

10. Come inserirlo: PAC o PIC

Sul piano pratico, le due strade classiche per inserire in portafoglio un ETF mondo intero sono il PIC (un’unica somma versata in una volta) e il PAC (versamenti periodici). Questo Xtrackers e’ quotato in euro, il che lo rende comodo per un PAC presso un broker italiano, perche’ eviti i costi di conversione valutaria. Una cautela, pero’, legata alla dimensione ancora piccola: nei primi tempi, finche’ la liquidita’ e’ sottile, gli spread denaro-lettera possono incidere proporzionalmente di piu’ su acquisti mensili di importo modesto — verifica gli spread effettivi sulla tua borsa.

In generale il PAC e’ adatto a chi accumula da reddito (disciplina e mediazione del prezzo), il PIC a chi dispone gia’ di una somma con orizzonte lungo. In entrambi i casi valgono due regole d’oro: orizzonte lungo (almeno 8-10 anni) e nessuna fretta di vendere nei ribassi. Specifico per questo fondo: tieni d’occhio la crescita del patrimonio nei prossimi trimestri; se, come e’ probabile per un prodotto «core» di DWS a costo minimo, il fondo si consolida, gli spread si stringono e il vantaggio di costo si traduce pienamente in risparmio — facendone uno dei migliori ETF mondo intero a basso costo sul mercato.

11. Per chi e’ (e per chi no)

Per chi e’ adatto questo Xtrackers FTSE All-World? E’ una scelta ideale per chi vuole il costo piu’ basso possibile restando su replica fisica, di un grande emittente, ed e’ disposto a puntare su un prodotto nuovo scommettendo sulla sua crescita. E’ perfetto per chi accumula nel lungo periodo in euro, non ha bisogno di liquidare a breve e mette il costo tra i primi criteri — pur sapendo che la dimensione, oggi, e’ ancora un limite.

Non e’ invece la scelta per chi vuole la massima liquidita’ e dimensione fin da subito (in quel caso il VWCE, l’iShares ACWI o lo SPDR ACWI, gia’ enormi, sono piu’ indicati), ne’ per chi vuole l’ultimo centesimo di TER accettando il sintetico (c’e’ il BNP a 0,06%, ma sintetico e anch’esso piccolo). E non e’ per chi vuole escludere gli emergenti (servirebbe un MSCI World). La regola d’oro resta: la scelta dell’azionario globale come strategia conta molto piu’ del singolo fondo. Un ETF mondo intero come questo puo’ fare da nucleo unico della parte azionaria; tieni solo presente che, oggi, e’ un nucleo «giovane» che da’ il meglio a chi ha la pazienza di accompagnarne la crescita.

12. Tassazione italiana

Sul piano fiscale, questo e’ un ETF azionario UCITS armonizzato domiciliato in Irlanda: per l’investitore italiano valgono le regole degli ETF azionari, identiche a quelle del VWCE o di qualunque ETF mondo intero. Le plusvalenze alla vendita sono tassate al 26%; non si applica il 12,5%, riservato ai titoli di Stato white list, che un ETF azionario globale non contiene.

Vale la consueta asimmetria fiscale: il guadagno e’ «reddito di capitale», le perdite sono «redditi diversi». In pratica non puoi compensare un guadagno su questo ETF con minusvalenze pregresse; le minusvalenze che eventualmente generi finiscono nello «zainetto fiscale», utilizzabili solo contro redditi diversi (plusvalenze su azioni singole, certificati o ETC) ed entro quattro anni. Una nota legata alla dimensione: se il fondo (oggi piccolo) venisse chiuso e dovessi vendere, una plusvalenza eventuale verrebbe tassata in quel momento, senza poterla differire — un piccolo rischio fiscale in piu’ rispetto a un fondo gia’ consolidato.

La classe ad accumulazione offre il consueto vantaggio: non distribuendo dividendi, non genera tassazione durante il possesso, e il 26% si applica solo alla vendita. Sugli adempimenti, con un intermediario italiano in regime amministrato fa tutto la banca, che applica anche l’imposta di bollo dello 0,2% annuo, e non devi indicare nulla nel quadro RW. Con un broker estero in regime dichiarativo te ne occupi tu: quadro RW, IVAFE (0,2%) e tassazione delle plusvalenze in dichiarazione.

Esempio pratico: il peso del costo

Un esempio numerico sul costo. Investi 50.000 euro per vent’anni. Lo 0,07% di TER di questo Xtrackers ti costa circa 35 euro l’anno, contro i circa 95 euro del VWCE allo 0,19%: una differenza di 60 euro l’anno che, composta su vent’anni con il capitale che cresce, vale qualche migliaio di euro. Reale, ma da soppesare con la liquidita’ ancora sottile del fondo: se gli spread di acquisto/vendita fossero piu’ larghi di quelli del VWCE, parte di quel risparmio verrebbe eroso. Sul fronte imposte, tutto e’ identico: una plusvalenza di 20.000 euro alla vendita e’ tassata al 26%, cioe’ 5.200 euro, come in qualunque ETF mondo intero. Il vantaggio dell’Xtrackers e’ nel costo annuo, non nella fiscalita’. Ricorda che il risultato in euro dipende anche dai cambi.

Da ricordare: 26% sulle plusvalenze, nessun 12,5%, asimmetria sulle minusvalenze, imposta differita grazie all’accumulazione. Il vantaggio dell’Xtrackers e’ nel costo, non nella fiscalita’. Attenzione al rischio di chiusura (fondo piccolo). RW/IVAFE solo se broker estero.

13. Conclusione

L’Xtrackers FTSE All-World (Acc) e’ il «re del costo» tra gli ETF mondo intero a replica fisica: TER 0,07%, quotato in euro, di un grande emittente (DWS), sullo stesso indice del VWCE. A differenza del BNP leggermente piu’ economico (0,06%) ma sintetico, questo Xtrackers offre il costo quasi minimo del mercato senza rinunciare alla replica fisica e alla sua trasparenza. Il «pacchetto tecnico» e’ eccellente; l’unico vero limite, oggi, e’ la dimensione ancora minima (~21 milioni), con la liquidita’ sottile tipica di un lancio recente.

La lezione dell’angolo: il TER e’ un criterio importante ma non l’unico — il costo vero somma TER, spread e tracking, e su un fondo piccolo lo spread puo’ ridurre il vantaggio sul TER. Cio’ che conta davvero resta la decisione di investire nell’azionario globale e tenerlo per anni. Chi accumula nel lungo periodo e accetta di accompagnare la crescita di un fondo nuovo puo’ trovarci uno dei migliori ETF mondo intero a basso costo; chi vuole la massima liquidita’ subito puo’ preferire un fondo gia’ grande. Sul piano fiscale e’ un normale ETF azionario: 26% sulle plusvalenze, asimmetria delle minusvalenze, vantaggio dell’accumulazione, rischio di cambio, quadro RW solo se detenuto tramite broker estero. Per decidere quanto pesare il costo rispetto alla dimensione, vale la pena approfondire con le nostre guide dedicate o con un professionista.

Domande frequenti

E' davvero il piu' economico? E rispetto al BNP a 0,06%?

E’ il piu’ economico tra gli ETF mondo intero a replica FISICA (0,07%). Esiste un BNP a 0,06%, ma e’ sintetico: un solo centesimo in meno, in cambio del rischio di controparte. Molti investitori preferiscono il centesimo in piu’ e la trasparenza del fisico, e in quel caso questo Xtrackers e’ il re del costo.

Quanto conta davvero il TER nella scelta?

Molto, perche’ e’ certo e sotto il tuo controllo, ma non e’ tutto. Il «costo vero» e’ TER + spread denaro-lettera + tracking. Su un fondo piccolo e nuovo come questo, lo spread puo’ essere piu’ largo ed erodere parte del risparmio sul TER. A parita’ di tutto, scegli il piu’ economico; ma valuta anche dimensione e liquidita’.

21 milioni sono pochi? Rischia la chiusura?

Sono pochi, tipici di un lancio recente: comportano liquidita’ sottile e spread potenzialmente larghi, e un rischio teorico di chiusura. Ma alle spalle c’e’ DWS/Xtrackers, un grande emittente con interesse a far crescere un prodotto core: il rischio e’ contenuto. Chi lo sceglie scommette sulla crescita del fondo.

Include i mercati emergenti?

Si’. Il FTSE All-World comprende sia i 23 mercati sviluppati sia una ventina di mercati emergenti (Cina, India, Taiwan, ecc.), che pesano nel complesso intorno al 10%, oltre a una fetta di small cap. Per i soli sviluppati servirebbe un MSCI World.

Come e' tassato in Italia?

Come un normale ETF azionario armonizzato: plusvalenze al 26%, niente 12,5%, asimmetria sulle minusvalenze. Essendo ad accumulazione, l’imposta si paga solo alla vendita. Con intermediario italiano fa tutto la banca (piu’ bollo 0,2%); con broker estero servono quadro RW e IVAFE.

Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o un invito all’investimento. I dati di prodotto sono tratti da fonti ufficiali alla data indicata e possono variare nel tempo; verifica sempre il factsheet aggiornato e il KIID/KID prima di investire. Gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale.
AM
Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

Scopri di più → · LinkedIn

Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.