Approfondimento

iShares MSCI World SRI (SUSW): analisi (ISIN IE00BYX2JD69)

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iShares MSCI World SRI (SUSW): analisi (ISIN IE00BYX2JD69)
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 13 Giugno 2026

iShares MSCI World SRI (SUSW): analisi completa (ISIN IE00BYX2JD69)

Scheda completa dell’ETF azionario mondiale con il filtro ESG piu’ rigoroso (SRI best-in-class): cosa significa SRI, quanto e’ diverso dall’MSCI World normale, metodologia, costi e tassazione italiana. Dati di prodotto sempre datati.

  • Filtro SRI best-in-class: ~25% migliore
  • Solo ~369 titoli (molto selettivo)
  • Il piu’ grande del gruppo ESG (oltre 6,6 mld)
  • Accumulazione – TER 0,20% – Irlanda

Dati di prodotto aggiornati al 12 giugno 2026. Fonte: scheda prodotto justETF e factsheet iShares. I dati dei fratelli ESG nei grafici provengono dalla stessa lista verificata.

L’iShares MSCI World SRI UCITS ETF — noto con il ticker SUSW — e’ uno dei piu’ popolari ETF «sostenibili» d’Europa: con un solo acquisto compri un paniere di azioni dei mercati sviluppati mondiali selezionate in base a criteri di sostenibilita’ molto stringenti. Non e’ un MSCI World qualunque: e’ una sua versione fortemente filtrata, che tiene solo le aziende considerate migliori sul piano ambientale, sociale e di governance — con in piu’ una riduzione drastica dell’esposizione ai combustibili fossili.

Se cerchi proprio questo ETF, e’ molto probabile che la tua vera domanda sia: «cosa significa davvero SRI? Quanto e’ diverso da un MSCI World normale? E che differenza c’e’ tra i tanti ETF «sostenibili» sul mercato, alcuni chiamati SRI, altri ESG, altri «screened»?». Sono le domande giuste, perche’ il mondo degli ETF ESG e’ una giungla di sigle e metodologie che cambiano moltissimo da prodotto a prodotto. Questa scheda analizza il SUSW con dati di prodotto sempre datati, con un filo conduttore preciso: cosa vuol dire un filtro SRI rigoroso, quanto allontana il fondo dal mercato «normale», e dove si colloca il SUSW nello spettro dei fondi sostenibili — di cui e’ tra gli esempi piu’ selettivi.

1. Scheda sintetica del fondo

Nome completoiShares MSCI World SRI UCITS ETF (Acc)
TickerSUSW
ISINIE00BYX2JD69
Indice replicatoMSCI World SRI Select Reduced Fossil Fuels
Costo annuo (TER)0,20%
Metodo di replicaFisica
Politica dei proventiAccumulazione (proventi reinvestiti)
Valuta del fondoEUR
DomicilioIrlanda
UCITS / armonizzatoSi’ (UCITS, armonizzato)
Numero di titolicirca 369
Patrimonio (AUM)circa 6,6 miliardi di euro (al 12 giugno 2026)
Approccio ESGSRI best-in-class (~25% migliore) + reduced fossil fuels
In sintesi: azionario mondiale con il filtro ESG piu’ RIGOROSO (SRI best-in-class: tiene solo il ~25% migliore di ogni settore, ~369 titoli) e forte riduzione dei fossili. E’ il piu’ grande del gruppo ESG (oltre 6,6 mld). Non e’ un MSCI World «verniciato»: e’ un indice diverso, molto piu’ selettivo.

2. L’indice SRI: cosa significano le sigle

L’indice replicato e’ l’MSCI World SRI Select Reduced Fossil Fuels. Partiamo dalle sigle, perche’ qui sta tutto. SRI sta per Socially Responsible Investing (investimento socialmente responsabile): e’ l’approccio piu’ rigoroso della famiglia ESG. Il metodo e’ best-in-class: in ogni settore si selezionano solo le aziende con i migliori punteggi di sostenibilita’, tenendo all’incirca il 25% migliore e scartando tutto il resto. Si aggiungono esclusioni nette (armi, tabacco, carbone, gioco d’azzardo, ecc.) e, in questa versione, una riduzione marcata dei combustibili fossili.

Il risultato e’ un paniere molto piu’ concentrato dell’MSCI World normale: dove l’indice tradizionale ha circa 1.400 titoli, il SUSW ne ha all’incirca 369 (dato di prodotto). E’ una selezione drastica: tiene grosso modo un quarto delle aziende, le piu’ virtuose per ESG di ogni settore. Comprare il SUSW, quindi, non significa comprare «il mercato con un velo verde»: significa comprare una fetta selezionata del mercato, quella ritenuta migliore sul piano della sostenibilita’. E’ il tratto che lo distingue dagli ETF ESG «leggeri», che invece restano molto vicini all’indice di partenza.

3. Quanto e’ rigoroso il SUSW (la scala del rigore ESG)

Ed eccoci all’angolo che conta: quanto e’ rigoroso il SUSW, e cosa comporta?. Tra gli ETF sostenibili sul mercato esiste una vera e propria scala di rigore. All’estremo «leggero» ci sono gli ETF ESG screened, che si limitano a escludere poche aziende controverse restando quasi identici all’indice di partenza (tengono oltre mille titoli su circa 1.400). In mezzo ci sono gli approcci enhanced / low carbon, che inclinano il portafoglio verso le aziende migliori ma restano diversificati. All’estremo «severo» ci sono gli SRI best-in-class come il SUSW, che tengono solo il top di ogni settore e si allontanano molto dal mercato.

Il SUSW sta dunque all’estremo rigoroso di questa scala. Cosa comporta? Da un lato, una coerenza etica molto piu’ forte: chi vuole un portafoglio davvero allineato a criteri di sostinibilita’ (non solo «ripulito» dai casi peggiori) trova qui una selezione seria. Dall’altro, un scostamento marcato dal mercato: tenendo solo un quarto delle aziende, il SUSW puo’ comportarsi in modo sensibilmente diverso dall’MSCI World tradizionale, sovrappesando alcuni settori e sottopesandone altri. Questo scostamento — il cosiddetto tracking error rispetto al mercato — e’ il prezzo del rigore: piu’ il filtro e’ severo, piu’ il rendimento puo’ divergere da quello dell’indice classico, in meglio o in peggio.

L’angolo: esiste una scala di rigore ESG, dallo screening leggero (oltre mille titoli, vicino al mercato) all’SRI best-in-class severo (~25% migliore, pochi titoli). Il SUSW sta all’estremo rigoroso: massima coerenza etica, massimo scostamento dal mercato.

4. SRI vs MSCI World normale: rende di piu’ o di meno?

Una domanda cruciale: investire SRI fa guadagnare di piu’ o di meno di un MSCI World normale?. La risposta onesta e’ «non si sa in anticipo, e dipende dai periodi». Filtrando in modo severo, il SUSW cambia la composizione settoriale rispetto al mercato: tende a sovrappesare la tecnologia e i servizi (settori con buoni punteggi ESG) e a sottopesare o escludere energia fossile, alcuni industriali e altri comparti. Nei periodi in cui i settori «ESG-friendly» vanno bene, il SUSW puo’ battere l’MSCI World; quando vanno bene i settori esclusi (per esempio l’energia in un boom del petrolio), puo’ restare indietro.

Il punto da interiorizzare e’ che il SUSW non e’ l’MSCI World con un bollino verde: e’ un indice diverso, con un profilo di rischio e rendimento proprio, che puo’ divergere anche in modo significativo dal mercato tradizionale. Chi lo sceglie deve farlo sapendo che sta accettando uno scostamento dal mercato in cambio della coerenza con i propri valori — e che quello scostamento potra’ aiutarlo o penalizzarlo a seconda dei cicli. Non e’ ne’ una garanzia di rendimenti migliori (un mito da sfatare) ne’ necessariamente un sacrificio (altro mito): e’ una scelta di esposizione diversa, con i suoi pro e i suoi contro.

Storicamente, peraltro, l’esito di questo scostamento e’ stato spesso favorevole, ma per una ragione che non ha nulla a che vedere con l’«eticita’» in se’: filtrando verso le aziende migliori per governance e qualita’, gli indici SRI hanno finito per sovrappesare la tecnologia e i grandi nomi di qualita’, che nell’ultimo decennio hanno trainato i rendimenti. Non e’ detto che resti cosi’: quella stessa inclinazione che ha premiato il SUSW negli anni del boom tech potrebbe penalizzarlo in un periodo di rotazione verso i settori «value» o esclusi. Attribuire i buoni rendimenti passati alla «sostenibilita’» e’ un errore logico: sono il frutto di una specifica esposizione settoriale, che in futuro potra’ aiutare o danneggiare. La sostenibilita’ e’ la ragione del filtro, non una promessa di sovra-rendimento.

5. Come funziona il filtro best-in-class (metodologia)

Vale la pena capire come funziona, in pratica, il filtro SRI best-in-class del SUSW, perche’ e’ cio’ che lo distingue dagli altri approcci. Il processo parte dall’universo dell’MSCI World, applica prima delle esclusioni nette (settori e attivita’ ritenuti non compatibili: armi controverse e convenzionali, tabacco, carbone termico, sabbie bituminose, gioco d’azzardo, intrattenimento per adulti, e — in questa versione — una forte riduzione dei combustibili fossili), poi seleziona, settore per settore, solo le aziende con i migliori rating ESG, fino a coprire circa il 25% della capitalizzazione di ciascun settore.

Questo approccio best-in-class ha una conseguenza importante: mantiene una certa diversificazione settoriale. Non elimina interi settori (tranne quelli esclusi a monte), ma tiene all’interno di ciascuno solo i «migliori della classe». E’ diverso da un approccio puramente «tematico» (che comprerebbe solo aziende verdi) o da un semplice screening (che escluderebbe poco). Il risultato e’ un portafoglio che somiglia ancora a un indice azionario diversificato, ma «depurato» e inclinato verso le aziende piu’ virtuose. Capire questa logica e’ la chiave per non confondere il SUSW ne’ con un ETF tematico «green», ne’ con un ESG annacquato.

Un dettaglio della metodologia merita attenzione perche’ spiega lo scostamento dal mercato: applicando il filtro settore per settore (best-in-class), l’indice SRI mantiene rappresentati quasi tutti i settori, ma con pesi alterati rispetto all’MSCI World. Inoltre, per evitare un’eccessiva concentrazione su poche grandi aziende «virtuose», le versioni SRI applicano spesso un tetto al peso dei singoli titoli e dei singoli emittenti. Cio’ significa che, rispetto a un MSCI World dove i colossi tecnologici pesano enormemente, il SUSW puo’ avere una distribuzione un po’ diversa dei pesi tra i grandi nomi ammessi. Sono dettagli «tecnici», ma sono esattamente cio’ che produce il diverso comportamento del fondo rispetto al mercato: vale la pena conoscerli per non aspettarsi che il SUSW si muova «come la borsa mondiale».

6. Il costo: in linea col mercato

Sul costo, il SUSW ha un TER dello 0,20%, perfettamente in linea con la maggior parte dei fratelli ESG di questa lista (quasi tutti tra lo 0,18% e lo 0,22%). Su 10.000 euro investiti significa 20 euro l’anno. E’ un livello competitivo: rispetto a un ETF MSCI World «normale», che oggi si trova anche sotto lo 0,20%, il sovrapprezzo per la versione SRI e’ minimo o nullo. La sostenibilita’, su questi grandi prodotti, non costa praticamente nulla in piu’ in termini di TER.

E’ un dato importante, perche’ sfata il pregiudizio che «investire ESG costa di piu’». In termini di commissione annua, oggi non e’ cosi’: la concorrenza ha compresso i costi anche sui fondi sostenibili piu’ diffusi. Il vero «costo» del SRI, semmai, non e’ il TER ma il gia’ citato scostamento dal mercato: la possibilita’ che il fondo renda diversamente dall’MSCI World classico per via del filtro. Quello e’ il trade-off da valutare, non i pochi centesimi di TER. Tra i fratelli ESG, il SUSW e’ in linea col gruppo: leggermente sopra l’Amundi Paris-Aligned (0,18%), in linea con gli altri iShares e lo Xtrackers (0,20%), sotto l’UBS SRI (0,22%).

Costo annuo (TER) – ETF ESG mondiali a confrontoAmundi MSCI World SRI Climate PAB0.18%iShares MSCI World SRI (SUSW, questo)0.20%Xtrackers MSCI World ESG0.20%iShares MSCI World ESG Enhanced CTB0.20%iShares MSCI World ESG Screened0.20%UBS MSCI World SRI0.22%
Costo annuo (TER) degli ETF ESG mondiali di questa lista. Fonte: scheda prodotto justETF e factsheet iShares, dati al 12 giugno 2026. La sostenibilita’, su questi prodotti, non costa praticamente nulla in piu’.

7. Rigore e dimensione: il confronto coi fratelli ESG

Sui numeri verificati a confronto, il SUSW ha due primati nel gruppo ESG di questa lista. Primo, e’ il piu’ grande per patrimonio, con un AUM dell’ordine di 6,6 miliardi di euro: e’ il fondo «sostenibile» su azionario mondiale piu’ diffuso del gruppo, un colosso che garantisce liquidita’ eccellente, spread stretti e massima continuita’. Secondo, e’ tra i piu’ selettivi: con circa 369 titoli, e’ molto piu’ concentrato degli ETF ESG «leggeri» del gruppo (che ne hanno oltre mille), pur essendo meno estremo dell’Amundi Paris-Aligned (~293).

Il numero di titoli e’ un ottimo indicatore del rigore del filtro: meno titoli significa selezione piu’ severa e maggiore scostamento dal mercato. Il SUSW si colloca nella fascia «alta» del rigore — molto piu’ selettivo dei suoi fratelli ESG enhanced/screened — ma con la rassicurazione di essere il piu’ grande e liquido. E’ la combinazione che spiega la sua popolarita’: un filtro SRI serio, ma su un prodotto enorme e consolidato. Chi vuole il massimo rigore guardera’ all’Amundi Paris-Aligned (ancora piu’ selettivo); chi vuole restare vicino al mercato preferira’ un ESG screened; il SUSW e’ la via «severa ma mainstream».

Numero di titoli (rigore del filtro) – ETF ESG mondialiAmundi MSCI World SRI Climate PAB293iShares MSCI World SRI (SUSW, questo)369UBS MSCI World SRI377Xtrackers MSCI World ESG627iShares MSCI World ESG Enhanced CTB1112iShares MSCI World ESG Screened1198
Numero di titoli degli ETF ESG mondiali di questa lista: meno titoli = filtro piu’ severo = maggiore scostamento dal mercato. Fonte: scheda prodotto justETF e factsheet iShares, dati al 12 giugno 2026.
Patrimonio gestito (mln EUR) – ETF ESG mondialiiShares MSCI World SRI (SUSW, questo)6619Xtrackers MSCI World ESG5092iShares MSCI World ESG Screened5050iShares MSCI World ESG Enhanced CTB4114Amundi MSCI World SRI Climate PAB2931UBS MSCI World SRI1713
Patrimonio gestito degli ETF ESG mondiali. Il SUSW e’ il piu’ grande del gruppo. Fonte: scheda prodotto justETF e factsheet iShares, dati al 12 giugno 2026.

8. «Sostenibile» secondo chi? Le differenze tra provider

Un punto spesso trascurato ma fondamentale: «sostenibile» non e’ una definizione oggettiva. Ogni ETF ESG si appoggia a un indice costruito da un provider (qui MSCI), che applica la propria metodologia: i propri criteri di esclusione, i propri rating, le proprie soglie. Provider diversi — MSCI, S&P, FTSE, Solactive e altri — possono dare punteggi ESG molto diversi alla stessa azienda, perche’ pesano in modo diverso ambiente, questioni sociali e governance, e perche’ le esclusioni variano (chi esclude il nucleare, chi no; chi e’ severo sulle armi, chi meno). Il risultato e’ che due ETF entrambi «sostenibili» possono contenere panieri sensibilmente diversi.

Per il SUSW questo significa una cosa precisa: il fondo riflette la visione SRI di MSCI, non una verita’ universale di cosa sia «etico». Un investitore che usa un altro provider come riferimento — o che ha valori personali specifici (per esempio sul nucleare, sugli armamenti difensivi, sul peso del clima rispetto al sociale) — potrebbe trovare il paniere MSCI non perfettamente allineato alle proprie convinzioni. Non e’ un difetto del SUSW: e’ la natura stessa dell’investimento ESG, dove la «sostenibilita’» e’ sempre filtrata attraverso una metodologia. La lezione pratica e’ guardare dentro l’indice (quali esclusioni, quale approccio, best-in-class o screening) piu’ che fidarsi dell’etichetta «ESG» o «SRI» sulla confezione.

Da capire: non esiste una definizione oggettiva di «sostenibile». Ogni ETF ESG riflette la metodologia del suo provider (qui MSCI). Guarda dentro l’indice (esclusioni, approccio) piu’ che fidarti dell’etichetta «ESG».

9. Greenwashing: il SUSW e’ «verde davvero»?

Proprio per questa varieta’ di metodologie, il mondo ESG e’ esposto all’accusa di greenwashing: prodotti che si presentano come «verdi» o «sostenibili» pur restando molto vicini al mercato tradizionale, magari con un semplice screening che esclude pochi titoli. E’ una critica fondata per molti ETF ESG «leggeri», che tengono oltre mille titoli su circa 1.400 e di fatto somigliano all’indice di partenza con qualche esclusione cosmetica.

Da questo punto di vista, il SUSW e’ uno dei fondi meno esposti all’accusa: con un filtro best-in-class severo che tiene solo circa un quarto delle aziende, lo scostamento dal mercato e’ reale e sostanziale, non cosmetico. Chi cerca un ETF sostenibile «vero» — che selezioni davvero e non si limiti a un velo verde — trova nel SUSW un esempio rigoroso. Resta inteso che «rigoroso secondo MSCI» non significa «perfetto per i tuoi valori»: la severita’ del filtro garantisce che la selezione sia seria, non che coincida con la tua personale idea di sostenibilita’. Ma rispetto al rischio di greenwashing, il rigore del SUSW e’ una garanzia: qui la selezione si vede, eccome, nei numeri (369 titoli contro 1.400).

10. I rischi (scostamento, concentrazione, cambio, soggettivita’ ESG)

I rischi del SUSW vanno conosciuti. Il primo, e piu’ specifico, e’ il gia’ citato scostamento dal mercato: filtrando in modo severo, il fondo puo’ rendere in modo sensibilmente diverso dall’MSCI World tradizionale, sia in positivo che in negativo, a seconda di quali settori vanno bene. Chi confronta il proprio SUSW con l’andamento «della borsa mondiale» puo’ restare sorpreso, in un senso o nell’altro.

Il secondo e’ la concentrazione relativa: con circa 369 titoli e una marcata inclinazione verso alcuni settori (tipicamente tecnologia e servizi), il SUSW e’ meno diversificato di un MSCI World classico. Se quei settori soffrono, il fondo ne risente piu’ del mercato. Il terzo e’ il rischio di cambio: le aziende sono globali ma con forte peso americano, quindi per l’investitore in euro conta anche il cambio euro/dollaro. C’e’ infine il tema, piu’ qualitativo, della soggettivita’ dei rating ESG: cosa sia «sostenibile» dipende dalla metodologia del provider (qui MSCI), e provider diversi danno punteggi diversi alle stesse aziende. Il SUSW riflette la visione di MSCI, non una verita’ oggettiva: e’ un punto che torneremo a sottolineare confrontando i vari fondi ESG.

Da ricordare: il SUSW puo’ rendere in modo sensibilmente diverso dall’MSCI World classico per via del filtro severo. Non confrontarlo «alla cieca» con la borsa mondiale: e’ un indice diverso, con un profilo proprio.

11. Per chi e’ (e per chi non e’)

A chi conviene, in concreto, il SUSW? Anzitutto all’investitore che vuole un nucleo azionario mondiale davvero sostenibile, non solo «ripulito» dai casi peggiori: chi tiene alla coerenza tra i propri valori e il proprio portafoglio, e accetta in cambio uno scostamento dal mercato tradizionale, trova qui una selezione seria su un prodotto enorme e liquido. A differenza di molti ETF tematici «green» (concentrati e volatili), il SUSW resta un azionario globale diversificato, quindi puo’ funzionare anche come nucleo del portafoglio, non solo come satellite — una differenza importante rispetto agli ETF energia o tematici.

Non conviene a chi vuole replicare esattamente il mercato mondiale (per quello serve un MSCI World normale: il SUSW se ne discosta troppo), a chi non sopporta l’idea che il fondo possa rendere diversamente dalla borsa globale per via del filtro, o a chi ha valori molto specifici non allineati alla metodologia MSCI (in tal caso conviene guardare dentro l’indice prima di scegliere). E non conviene a chi sceglie ESG aspettandosi rendimenti garantiti superiori: non e’ cosi’. In sintesi: il SUSW e’ la scelta «severa ma mainstream» per chi vuole sostenibilita’ reale su un nucleo azionario globale, consapevole del trade-off rigore/scostamento.

12. Tassazione italiana

Sul piano fiscale, il SUSW e’ un ETF azionario UCITS armonizzato domiciliato in Irlanda: per l’investitore italiano valgono le regole degli ETF azionari, identiche a quelle di un MSCI World «normale» (il filtro SRI, dal punto di vista fiscale, e’ del tutto indifferente). Le plusvalenze alla vendita sono tassate al 26%; non si applica il 12,5%, riservato ai soli titoli di Stato white list.

Vale la consueta asimmetria fiscale: il guadagno e’ «reddito di capitale», le perdite sono «redditi diversi». In pratica non puoi compensare un guadagno su questo ETF con minusvalenze pregresse; le eventuali minusvalenze finiscono nello «zainetto fiscale», utilizzabili solo contro redditi diversi entro quattro anni.

Il SUSW e’ ad accumulazione: i dividendi delle aziende mondiali vengono reinvestiti automaticamente dentro il fondo, senza generare tassazione durante il possesso. Il 26% si applica solo alla vendita, differendo l’imposta e lasciando lavorare l’interesse composto — il consueto vantaggio dell’accumulazione per chi e’ in fase di accumulo. Sugli adempimenti, con un intermediario italiano in regime amministrato fa tutto la banca (bollo 0,2% annuo, niente quadro RW); con un broker estero in regime dichiarativo te ne occupi tu, con quadro RW e IVAFE (0,2%).

Esempio pratico

Un esempio numerico. Investi 10.000 euro nel SUSW e, dopo qualche anno, rivendi a 14.000: la plusvalenza e’ di 4.000 euro, tassata al 26% per 1.040 euro. Trattandosi di un ETF, quei 1.040 euro non sono riducibili con minusvalenze pregresse. La tassazione e’ identica a quella di un MSCI World non-ESG: la scelta SRI non cambia un centesimo di imposta. Cio’ che puo’ cambiare, nel periodo, e’ il rendimento rispetto a un MSCI World classico, per via del filtro — ma quello e’ un effetto di mercato, non fiscale. Ricorda che il risultato in euro dipende anche dal cambio euro/dollaro.

Da ricordare: 26% sulle plusvalenze, nessun 12,5%, asimmetria sulle minusvalenze, imposta differita grazie all’accumulazione. Il filtro SRI e’ fiscalmente indifferente: tassazione identica a un MSCI World normale. RW/IVAFE solo se broker estero.

13. Conclusione

L’iShares MSCI World SRI (SUSW) e’ uno degli ETF sostenibili piu’ diffusi e rigorosi su azionario mondiale: applica un filtro SRI best-in-class severo (tiene circa il 25% migliore di ogni settore, ~369 titoli) con forte riduzione dei combustibili fossili, ed e’ il piu’ grande del gruppo ESG (oltre 6,6 miliardi). Per chi vuole un portafoglio davvero allineato a criteri di sostenibilita’ — non solo «ripulito» dai casi peggiori — su un prodotto enorme e liquido, e’ una scelta di riferimento.

Ma e’ essenziale capire cosa si compra: non e’ un MSCI World con un velo verde, e’ un indice diverso, molto piu’ selettivo, che puo’ rendere in modo sensibilmente differente dal mercato tradizionale, in meglio o in peggio a seconda dei cicli. Il rigore ha un prezzo, e quel prezzo non e’ il TER (in linea col mercato) ma lo scostamento dall’indice classico. Va inoltre ricordato che «sostenibile» secondo MSCI riflette una metodologia precisa, non una verita’ oggettiva: provider diversi filtrano diversamente. Sul piano fiscale e’ un normale ETF azionario: 26%, asimmetria delle minusvalenze, vantaggio dell’accumulazione, rischio di cambio sul dollaro. Per capire dove collocare il SUSW rispetto agli altri approcci ESG e impostare bene il tuo portafoglio sostenibile, vale la pena approfondire con le nostre guide dedicate o con un professionista.

Domande frequenti

Cosa significa SRI e in cosa differisce da ESG generico?

SRI (Socially Responsible Investing) e’ l’approccio piu’ rigoroso della famiglia ESG: best-in-class, tiene solo circa il 25% migliore di ogni settore e applica esclusioni nette. Un ESG «generico» o «screened» e’ molto piu’ leggero: esclude pochi titoli e resta vicino all’indice. Il SUSW e’ SRI, quindi molto selettivo (~369 titoli contro i ~1.400 dell’MSCI World).

Quanto e' diverso dall'MSCI World normale?

Molto. Tenendo solo circa un quarto delle aziende, il SUSW cambia la composizione settoriale (piu’ tecnologia e servizi, meno energia fossile e altri comparti) e puo’ rendere in modo sensibilmente diverso dal mercato, in meglio o in peggio a seconda dei cicli. Non e’ l’MSCI World con un bollino verde: e’ un indice diverso.

Investire SRI rende di piu' o di meno?

Non si sa in anticipo e dipende dai periodi. Nei tratti in cui i settori «ESG-friendly» vanno bene, il SUSW puo’ battere l’MSCI World; quando vanno bene i settori esclusi (es. energia in un boom del petrolio), puo’ restare indietro. Non e’ ne’ una garanzia di rendimenti migliori ne’ necessariamente un sacrificio: e’ un’esposizione diversa.

Investire ESG costa di piu'?

In termini di TER, oggi no: il SUSW costa lo 0,20%, in linea con un MSCI World normale e col resto del gruppo ESG. Il vero «costo» del SRI non e’ la commissione ma lo scostamento dal mercato dovuto al filtro severo.

Come e' tassato in Italia?

Come un normale ETF azionario armonizzato: plusvalenze al 26%, niente 12,5%, asimmetria sulle minusvalenze. Il filtro SRI e’ fiscalmente indifferente. Essendo ad accumulazione, l’imposta si paga solo alla vendita. Con intermediario italiano fa tutto la banca; con broker estero servono quadro RW e IVAFE.

Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o un invito all’investimento. I dati di prodotto sono tratti da fonti ufficiali alla data indicata e possono variare nel tempo; verifica sempre il factsheet aggiornato e il KIID/KID prima di investire. Gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale.
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Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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