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Xtrackers Swiss Large Cap 1C (acc): analisi (ISIN LU0943504760)

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Xtrackers Swiss Large Cap 1C (acc): analisi (ISIN LU0943504760)
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 13 Giugno 2026

Xtrackers Swiss Large Cap 1C (acc): analisi completa (ISIN LU0943504760)

Le grandi capitalizzazioni svizzere ad accumulazione. La differenza chiave: segue il Solactive Swiss Large Cap, piu’ concentrato sui tre colossi rispetto al 20/35 dell’UBS. Indice, costo, 1C vs 1D, rischio di cambio sul franco e tassazione italiana. Dati verificati, datati.

  • TER 0,30% · Replica fisica · Accumulazione
  • Indice Solactive Swiss Large Cap
  • Piu’ peso ai colossi (no cap 20/35)
  • Rischio cambio CHF per l’euro

Dati di prodotto dal CSV verificato (justETF) al 12 giugno 2026. Indice, fiscalita’ e principi sono conoscenza stabile. I confronti TER/patrimonio usano i fratelli dello stesso elenco.

Lo Xtrackers Swiss Large Cap UCITS ETF 1C (ISIN LU0943504760, ad accumulazione) e’ uno degli strumenti piu’ diretti per esporsi alle grandi capitalizzazioni della Borsa svizzera: i campioni del listino di Zurigo — farmaceutica, alimentare, finanza, industria di precisione — in un solo ETF, con i dividendi reinvestiti automaticamente. E’ la classe «1C», ad accumulazione, gemella della piu’ nota «1D» a distribuzione che incassa le cedole: stesso fondo nella sostanza, diversa gestione dei proventi.

Se cerchi proprio questo ETF, la tua vera domanda e’ probabilmente una di due: «in cosa differisce dall’UBS MSCI Switzerland 20/35, l’altro grande ETF Svizzera?» oppure «meglio questa versione che reinveste o la gemella che paga la cedola?». Sono le domande giuste, ed e’ attorno a esse che ruota questa scheda. La differenza chiave rispetto all’UBS sta nell’indice seguito: non l’MSCI Switzerland con il filtro 20/35, ma il Solactive Swiss Large Cap, un paniere costruito con regole diverse. Analizziamo il fondo con i dati ufficiali del CSV verificato, sempre datati, con questo angolo preciso: l’indice Solactive e la scelta dell’accumulazione.

1. Scheda sintetica del fondo

Nome completoXtrackers Swiss Large Cap UCITS ETF 1C
ISINLU0943504760
Indice replicatoSolactive Swiss Large Cap
Costo annuo (TER)0,30%
Metodo di replicaFisica
Politica dei proventiAccumulazione (proventi reinvestiti)
Valuta del fondoCHF (franco svizzero)
DomicilioLussemburgo
UCITS / armonizzatoSi’ (UCITS, armonizzato)
Patrimonio (AUM)circa 760 milioni di euro (al 12 giugno 2026)
EmittenteXtrackers (DWS)
In sintesi: le grandi capitalizzazioni svizzere ad accumulazione (classe 1C), replica fisica, TER 0,30%. Segue il Solactive Swiss Large Cap, piu’ concentrato sui tre colossi rispetto al 20/35 dell’UBS.

2. La Borsa svizzera e le large cap

Partiamo dal mercato. La Borsa svizzera e’ un listino di paese sviluppato piccolo per numero di societa’ ma di altissima qualita’: poche decine di nomi, ma tra i piu’ grandi e solidi d’Europa. La sua impronta e’ marcatamente difensiva: dominano la farmaceutica (Novartis, Roche), l’alimentare (Nestle’), i beni di lusso e gli industriali di precisione, settori che tendono a tenere meglio nelle fasi di rallentamento. E’ questa composizione, unita a una valuta forte come il franco, a dare alla Svizzera la fama di «porto sicuro» azionario.

Questo ETF si concentra sulle large cap, cioe’ le grandi capitalizzazioni: i nomi piu’ importanti del listino, quelli che da soli rappresentano la quota schiacciante del valore di Borsa. E’ una scelta naturale per chi vuole «la Svizzera» nella sua espressione piu’ liquida e riconoscibile, senza addentrarsi nelle societa’ medie e piccole. La particolarita’ qui sta nel come queste large cap vengono selezionate e pesate: e’ il compito dell’indice Solactive, che ha regole proprie.

Concentrarsi sulle sole large cap, peraltro, ha un senso preciso in un mercato come quello svizzero. Le grandi capitalizzazioni sono le piu’ liquide, le piu’ seguite dagli analisti e quelle che storicamente hanno offerto la miglior combinazione di solidita’ e dividendi. Le societa’ medie e piccole svizzere esistono e hanno il loro fascino, ma sono meno scambiate e meno rappresentative del «marchio Svizzera» che la maggior parte degli investitori cerca. Per questo un ETF large cap come questo cattura comunque la parte preponderante del valore e del carattere del listino elvetico.

3. Il Solactive Swiss Large Cap: l’indice che da’ piu’ peso ai colossi

Ecco il cuore di questa scheda. Il Solactive Swiss Large Cap e’ l’indice costruito dal provider tedesco Solactive che raccoglie le maggiori capitalizzazioni svizzere. La differenza piu’ importante rispetto all’MSCI Switzerland 20/35 (quello dell’UBS) e’ che non applica il cap 20/35 con la stessa logica: il Solactive pesa le societa’ in modo piu’ aderente alla loro effettiva capitalizzazione, lasciando dunque ai tre colossi — Nestle’, Novartis, Roche — un peso complessivo maggiore.

Che cosa significa in pratica? Che questo ETF e’ piu’ concentrato al vertice rispetto alla versione 20/35 dell’UBS. Chi compra il Solactive accetta — o cerca espressamente — un’esposizione piu’ marcata ai tre giganti farmaceutico-alimentari, che sono peraltro il vero motore storico del listino svizzero. Non e’ un difetto: e’ una scelta di filosofia. C’e’ chi preferisce un indice «equilibrato» che freni i colossi (il 20/35) e chi preferisce comprare il mercato «cosi’ com’e’», dando piu’ peso ai nomi piu’ grandi e affermati. Il Solactive appartiene alla seconda scuola.

Va aggiunto che il franco e i tre colossi sono storicamente tra gli elementi piu’ «difensivi» dell’intero listino: una maggiore concentrazione su di essi, paradossalmente, puo’ rendere il paniere ancora piu’ difensivo nelle fasi di turbolenza, ma piu’ dipendente dal destino di poche aziende. E’ il classico compromesso tra concentrazione e diversificazione, qui risolto a favore dei grandi nomi. Conoscere questa differenza e’ decisivo per scegliere consapevolmente tra questo Xtrackers e l’UBS 20/35: stesso Paese, stessi protagonisti, ma «dosaggi» diversi.

Da capire: il Solactive pesa le societa’ in modo piu’ aderente alla capitalizzazione: niente cap 20/35, quindi i tre colossi (Nestle’/Novartis/Roche) pesano di piu’. Piu’ concentrato, ma anche piu’ «difensivo» sui grandi nomi.

4. Accumulazione (1C) o distribuzione (1D)?

Questa e’ la classe 1C, ad accumulazione: i dividendi pagati dalle grandi societa’ svizzere — storicamente generosi, dato il profilo maturo del listino — non vengono distribuiti ma reinvestiti automaticamente dentro il fondo, facendone crescere il valore. Non vedrai accrediti periodici; vedrai il prezzo della quota salire anche grazie ai dividendi rimessi al lavoro. Esiste la gemella 1D, identica come indice e replica, ma a distribuzione: stacca le cedole in contanti per chi cerca una rendita.

Per l’investitore italiano in fase di accumulo — cioe’ che non ha bisogno di incassare cedole e vuole far crescere il capitale — la classe ad accumulazione e’ di norma la scelta fiscalmente piu’ efficiente. I dividendi reinvestiti non generano tassazione durante il possesso: l’imposta del 26% arriva una sola volta, alla vendita finale, lasciando lavorare per intero l’interesse composto. La gemella 1D, al contrario, fa incassare la cedola ma la espone al 26% a ogni stacco, riducendo la somma reinvestibile. Se non ti serve una rendita periodica, questa 1C ad accumulazione e’ la versione naturale.

Attenzione pero’ alla dimensione: questa classe 1C, con un patrimonio intorno ai 760 milioni di euro, e’ sensibilmente piu’ piccola della gemella 1D (circa 1,6 miliardi), che e’ di gran lunga la piu’ scambiata. Non e’ un problema di solidita’ — 760 milioni sono ampiamente sufficienti — ma e’ un dato da conoscere: chi privilegia la massima liquidita’ su importi importanti potrebbe trovare la 1D piu’ comoda da scambiare, e poi gestire la fiscalita’ della cedola di conseguenza.

5. Confronto 1: il costo

Mettiamo i numeri in fila, usando solo dati verificati dal CSV. Sul fronte del costo, questo Xtrackers ha un TER dello 0,30% l’anno, lo stesso della gemella a distribuzione. E’ un costo ragionevole ma non il piu’ basso della categoria: l’UBS MSCI Switzerland 20/35 costa 0,20%, lo SLI di Xtrackers e l’Amundi Titans 30 stanno a 0,25%, mentre solo lo storico iShares SLI tedesco (0,51%) e’ nettamente piu’ caro. Su 10.000 euro investiti, la differenza tra 0,30% e 0,20% e’ di circa 10 euro l’anno: poco in assoluto, ma certo e ricorrente.

Il messaggio e’ onesto: se l’unica cosa che conta fosse il costo, l’UBS 20/35 batterebbe questo Xtrackers. La ragione per scegliere il Solactive non e’ il prezzo, ma la filosofia dell’indice: chi vuole espressamente un’esposizione piu’ marcata ai tre colossi svizzeri, senza il freno del cap 20/35, trova qui cio’ che cerca. E’ un caso in cui pagare un filo di piu’ ha senso solo se la differenza di indice e’ davvero cio’ che vuoi; altrimenti il piu’ economico resta la scelta razionale.

Costo annuo (TER) — Xtrackers Swiss Large Cap 1C vs fratelliXtrackers Swiss Large Cap 1C (questo)0.30%UBS MSCI Switzerland 20/350.20%Xtrackers SLI 1D0.25%Amundi DJ Switzerland Titans 300.25%iShares SLI (DE)0.51%
Costo annuo (TER) a confronto con i fratelli dello stesso elenco. Fonte: justETF (CSV verificato), dati al 12 giugno 2026.

6. Confronto 2: la dimensione

Sul fronte della dimensione, il quadro e’ interessante. L’UBS 20/35 guida la categoria con circa 2,56 miliardi di euro; la gemella 1D di questo stesso Xtrackers e’ molto capiente (~1,6 miliardi), mentre la classe 1C ad accumulazione — quella di questa scheda — e’ piu’ piccola, intorno ai 760 milioni. Seguono lo storico iShares SLI (~550 milioni), lo SLI di Xtrackers (~466) e l’Amundi Titans 30 (~206).

La dimensione conta perche’ un fondo grande offre spread denaro-lettera stretti, ottima liquidita’ e nessun rischio pratico di chiusura. Con 760 milioni questa classe 1C e’ comunque solida e liquida a sufficienza per l’investitore comune; il fatto che la gemella 1D sia piu’ grande riflette semplicemente la maggiore popolarita’ storica della versione a distribuzione su questo specifico fondo. Per chi accumula e vuole il reinvestimento automatico, la 1C resta la scelta coerente: la differenza di dimensione, sopra una certa soglia, conta poco nella pratica.

Un dato curioso che emerge da questi numeri: sulla Svizzera, a differenza di altri mercati, le versioni a distribuzione tendono a essere piu’ grandi e popolari di quelle ad accumulazione. E’ coerente con la natura del listino, fatto di aziende mature che pagano dividendi generosi e stabili: molti investitori comprano la Svizzera proprio per la rendita, e scelgono quindi le classi che staccano la cedola. Chi preferisce l’accumulazione (piu’ efficiente in fase di accumulo) va un po’ controcorrente, ma trova in questa 1C uno strumento del tutto adeguato. E’ bene saperlo per non sorprendersi che il «fratello» a distribuzione sia il piu’ scambiato.

Patrimonio in milioni di euro — i fratelli a confrontoUBS MSCI Switzerland 20/352560Xtrackers Swiss Large Cap 1D (gemella dist)1600Xtrackers Swiss Large Cap 1C (questo)760iShares SLI (DE)550Xtrackers SLI 1D466Amundi DJ Switzerland Titans 30206
Patrimonio in milioni di euro a confronto. La gemella 1D e’ piu’ grande di questa 1C. Fonte: justETF (CSV verificato), dati al 12 giugno 2026.

7. MSCI 20/35, SLI, Solactive o Titans? Le famiglie di indici

Una nota pratica sul piano operativo prima del confronto tra indici: questo ETF e’ negoziabile sulle principali borse europee, inclusa Borsa Italiana, in euro. Come per tutti gli ETF su mercati in valuta estera, la valuta in cui compri la quota e’ solo «di facciata»: non modifica l’esposizione economica al franco. Conviene comunque privilegiare la linea in euro per evitare i costi di conversione valutaria che alcuni broker applicano sugli acquisti in valuta estera. E’ un piccolo accorgimento che evita spese inutili, fermo restando che il rischio di cambio sul franco rimane, perche’ le aziende sottostanti restano svizzere.

Per orientarsi nella «famiglia» degli ETF Svizzera conviene tenere a mente le tre scuole di indici. La prima e’ l’MSCI Switzerland 20/35 (UBS): large e mid cap con un cap esplicito che frena i colossi, l’opzione piu’ «equilibrata» e ampia. La seconda e’ lo SLI (Swiss Leader Index) (Xtrackers SLI, iShares SLI): i 30 titoli piu’ grandi e liquidi, anch’essi con un tetto ai pesi maggiori. La terza e’ il Solactive Swiss Large Cap di questo ETF: le grandi capitalizzazioni con una pesatura piu’ aderente alla capitalizzazione, quindi piu’ concentrata sui giganti.

C’e’ poi l’Amundi DJ Switzerland Titans 30, che prende i 30 maggiori con un cap del 10%: il paniere piu’ ristretto. Non esiste un vincitore assoluto: e’ una scelta tra «piu’ ampiezza e meno concentrazione» (MSCI 20/35) e «i grandi nomi, con dosaggi diversi» (SLI, Solactive, Titans). Questo Xtrackers si colloca nella fascia che da’ piu’ peso ai colossi: la scelta giusta per chi crede nei tre giganti svizzeri e li vuole protagonisti, non frenati da un cap.

8. I rischi: cambio sul franco e concentrazione

Riassumiamo i rischi di un investimento azionario su un singolo Paese. Il primo, e il piu’ caratterizzante, e’ il rischio di cambio: le societa’ svizzere quotano in franchi svizzeri (CHF), quindi per l’investitore in euro il risultato finale dipende anche dal cambio euro/franco. Il franco e’ storicamente una valuta «rifugio» che tende a rafforzarsi nelle fasi di tensione — spesso a favore di chi investe in euro — ma resta una variabile che puo’ aggiungere o togliere rendimento. Comprare la quota in euro su Borsa Italiana non elimina questa esposizione: il sottostante resta in franchi.

Il secondo, accentuato proprio dalla scelta dell’indice Solactive, e’ la concentrazione: dando piu’ peso ai tre colossi, questo ETF e’ piu’ esposto al loro andamento di quanto non lo sia la versione 20/35. Una crisi della farmaceutica o un inciampo di Nestle’ avrebbero qui un impatto piu’ marcato. Il terzo e’ la natura di un solo Paese e pochi settori: per quanto solido, e’ meno diversificato di un indice globale e va inteso come un satellite in un portafoglio piu’ ampio. Il quarto e’ il rischio regolatorio, specie sui prezzi dei farmaci, dato il peso del comparto. Nessuno di questi rende la Svizzera un cattivo investimento, ma vanno conosciuti, soprattutto l’idea che concentrazione e difensivita’ sono due facce della stessa medaglia.

Un rischio spesso sottovalutato, specifico dei mercati molto concentrati, e’ quello legato al peso della farmaceutica: Novartis e Roche insieme rappresentano una fetta enorme del listino svizzero, e questo settore e’ esposto a dinamiche particolari — la scadenza dei brevetti dei farmaci di punta, l’esito incerto delle sperimentazioni cliniche, le pressioni politiche sui prezzi dei medicinali soprattutto negli Stati Uniti, loro principale mercato. Sono fattori in larga parte slegati dall’andamento generale dell’economia, che possono muovere il listino svizzero in controtendenza rispetto agli altri mercati. E’ la contropartita della sua difensivita’: la Svizzera «balla» su una musica un po’ diversa, e questo ETF, concentrato sui colossi, ne e’ particolarmente esposto.

Da ricordare: dando piu’ peso ai colossi, questo ETF e’ piu’ concentrato della versione 20/35. E comprare in euro NON elimina il rischio di cambio: le azioni restano in franchi.

9. Replica fisica e domicilio

Sul piano tecnico, questo Xtrackers adotta una replica fisica: il fondo detiene direttamente le azioni svizzere dell’indice, senza ricorrere a contratti swap. E’ un aspetto apprezzato perche’ elimina il rischio di controparte tipico della replica sintetica e rende la struttura piu’ trasparente. Il fondo e’ UCITS armonizzato e domiciliato in Lussemburgo, come gran parte dei suoi fratelli; la valuta del fondo e’ il franco svizzero, coerente con il mercato sottostante.

Una nota sui dividendi svizzeri: scontano all’origine una ritenuta alla fonte elevata, parte della quale puo’ essere recuperata dal fondo grazie ai trattati fiscali tra Lussemburgo e Svizzera. E’ un lavoro che avviene «dietro le quinte», dentro il fondo, e si riflette nel rendimento netto: non e’ qualcosa di cui ti devi occupare, ma spiega perche’ il domicilio di un ETF non e’ mai un dettaglio e perche’ due ETF apparentemente identici possono rendere in modo leggermente diverso.

10. Tassazione italiana

Sul piano fiscale, e’ un ETF azionario UCITS armonizzato: per l’investitore italiano valgono le regole standard degli ETF azionari. Le plusvalenze alla vendita sono tassate al 26%; non si applica il 12,5%, riservato ai soli titoli di Stato white list (qui siamo su azioni, non su obbligazioni governative).

Vale la consueta asimmetria fiscale: il guadagno e’ «reddito di capitale», le perdite sono «redditi diversi». In pratica non puoi compensare un guadagno su questo ETF con minusvalenze pregresse; le eventuali minusvalenze che generi finiscono nello «zainetto fiscale», utilizzabili solo contro redditi diversi (plusvalenze su azioni singole, certificati, ETC) entro quattro anni.

La classe ad accumulazione offre il vantaggio del differimento: non distribuendo dividendi, non genera tassazione durante il possesso, e il 26% si applica solo alla vendita. E’ la differenza fiscale chiave rispetto alla gemella 1D, che tassa la cedola al 26% a ogni stacco. Sugli adempimenti, con un intermediario italiano in regime amministrato fa tutto la banca, che applica anche l’imposta di bollo dello 0,2% annuo: non devi indicare nulla nel quadro RW. Con un broker estero in regime dichiarativo te ne occupi tu: quadro RW, IVAFE (0,2%) e tassazione delle plusvalenze, oltre alla gestione del cambio sul franco.

Esempio pratico

Un esempio numerico. Investi 10.000 euro in questa classe 1C e, dopo qualche anno, rivendi a 12.500: la plusvalenza e’ di 2.500 euro, tassata al 26% per 650 euro. Essendo ad accumulazione, durante gli anni di possesso non hai pagato nulla sui dividendi reinvestiti: l’unica imposta e’ quella sulla plusvalenza finale. Se avessi scelto la gemella 1D a distribuzione, ogni anno avresti pagato il 26% sulle cedole incassate, riducendo la somma reinvestita. Ricorda che il risultato in euro dipende anche dal cambio euro/franco nel periodo.

Da ricordare: 26% sulle plusvalenze, niente 12,5%, asimmetria sulle minusvalenze, imposta differita grazie all’accumulazione (differenza chiave vs la 1D). RW/IVAFE solo se detenuto tramite broker estero.

11. Perche’ la Svizzera in un portafoglio

Vale la pena soffermarsi sul perche’ tanti investitori europei dedichino una fetta del portafoglio alla Svizzera, al di la’ del campanilismo finanziario. La ragione e’ la combinazione, rara, di tre ingredienti: aziende leader mondiali nei loro settori (la farmaceutica e l’alimentare svizzere sono colossi globali, non locali), una valuta strutturalmente forte e una stabilita’ politico-economica quasi proverbiale. In altre parole, la Svizzera offre un’esposizione azionaria «di qualita’» con un profilo difensivo che pochi altri mercati sviluppati replicano.

C’e’ pero’ un rovescio della medaglia che questo ETF, piu’ concentrato sui colossi, accentua: proprio perche’ i tre giganti sono cosi’ grandi e maturi, il loro potenziale di crescita esplosiva e’ limitato. La Svizzera e’ un mercato da «solidita’ e dividendi», non da rendimenti mozzafiato in stile tecnologia americana. Chi cerca crescita aggressiva guardera’ altrove; chi cerca un ancoraggio difensivo, una valuta forte e aziende che hanno attraversato indenni decenni di crisi, trova nella Svizzera — e in questo ETF concentrato sui suoi campioni — esattamente quel tipo di esposizione. E’ un punto importante per impostare aspettative realistiche.

12. Che ruolo dare alla Svizzera in portafoglio

Un’ultima riflessione sul ruolo da assegnare a questo strumento. Un ETF su un solo Paese, per quanto solido come la Svizzera, ha senso come satellite, non come nucleo del portafoglio azionario, che andrebbe affidato a un indice ampio e globale. La Svizzera entra come tassello scelto per le sue caratteristiche: difensivita’, franco forte, peso di farmaceutica e beni di qualita’. Questa versione Solactive, piu’ concentrata sui colossi, e’ adatta a chi vuole proprio quei nomi protagonisti.

Chi gia’ possiede un ETF azionario mondiale ha gia’ una piccola fetta di Svizzera al suo interno: aggiungere questo Xtrackers significa sovrappesare consapevolmente il mercato elvetico, e in particolare i suoi giganti. E’ una scelta legittima, ma da dosare con cognizione: una posizione satellite raramente supera una frazione modesta del totale azionario, ed e’ bene non duplicare troppo l’esposizione ai tre colossi se gia’ presente in altri fondi.

13. Conclusione

Lo Xtrackers Swiss Large Cap 1C e’ un ottimo modo per esporsi alle grandi capitalizzazioni svizzere reinvestendo i dividendi, con una caratteristica distintiva: segue il Solactive Swiss Large Cap, un indice piu’ concentrato sui tre colossi (Nestle’, Novartis, Roche) rispetto al 20/35 dell’UBS. E’ la scelta giusta per chi vuole i giganti svizzeri protagonisti, non frenati da un cap, e per chi accumula e preferisce il reinvestimento automatico. Il TER (0,30%) non e’ il piu’ basso della categoria: si paga un filo di piu’ per l’indice che si preferisce, non per il fondo in se’.

Le alternative: l’UBS 20/35 per chi vuole un’esposizione piu’ equilibrata e a costo minore, la gemella 1D per chi cerca la cedola (e accetta il 26% a ogni stacco), lo SLI o l’Amundi Titans 30 per un paniere di soli 30 campioni. Sul piano fiscale e’ un normale ETF azionario: 26% sulle plusvalenze, asimmetria delle minusvalenze, vantaggio del differimento grazie all’accumulazione, rischio di cambio sul franco. Per impostare bene il peso della Svizzera — satellite, non nucleo — e per evitare di duplicare l’esposizione ai colossi, vale la pena approfondire con le nostre guide o con un professionista.

Domande frequenti

In cosa differisce dall'UBS MSCI Switzerland 20/35?

Nell’indice. Questo Xtrackers segue il Solactive Swiss Large Cap, che pesa le societa’ in modo piu’ aderente alla capitalizzazione, dando quindi piu’ peso ai tre colossi (Nestle’, Novartis, Roche). L’UBS segue l’MSCI 20/35, che applica un cap per frenare i giganti: piu’ equilibrato e ampio. Questo Solactive e’ piu’ concentrato al vertice.

Qual e' la differenza tra la classe 1C e la 1D?

Sono lo stesso fondo, ma la 1C (questa) e’ ad accumulazione — i dividendi sono reinvestiti automaticamente — mentre la 1D li distribuisce in contanti. Per chi accumula, la 1C e’ di norma piu’ efficiente (l’imposta del 26% si paga solo alla vendita); la 1D conviene a chi cerca una rendita periodica. La 1D e’ anche piu’ grande e scambiata.

Comprando la quota in euro evito il rischio di cambio sul franco?

No. Le societa’ svizzere quotano in franchi: la valuta di negoziazione (euro) non cambia l’esposizione economica. Il risultato finale in euro dipende anche dal cambio euro/franco. Il franco e’ pero’ una valuta «rifugio» che tende a rafforzarsi nelle fasi di tensione, spesso a favore di chi investe in euro.

Perche' costa piu' dell'UBS 20/35?

Il TER e’ 0,30% contro lo 0,20% dell’UBS: circa 10 euro l’anno in piu’ su 10.000 investiti. La ragione per sceglierlo non e’ il prezzo ma l’indice: chi vuole espressamente un’esposizione piu’ marcata ai tre colossi svizzeri, senza il cap 20/35, trova qui cio’ che cerca. Altrimenti il piu’ economico resta la scelta razionale.

Come e' tassato in Italia?

Come un normale ETF azionario armonizzato: plusvalenze al 26%, niente 12,5%, asimmetria sulle minusvalenze. Essendo ad accumulazione, l’imposta si paga solo alla vendita. Con intermediario italiano in regime amministrato fa tutto la banca (piu’ bollo 0,2%); con broker estero servono quadro RW e IVAFE.

Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o un invito all’investimento. I dati di prodotto sono tratti da fonti ufficiali alla data indicata e possono variare nel tempo; verifica sempre il factsheet aggiornato e il KIID/KID prima di investire. Gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale.
AM
Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.