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BNP Easy S&P 500 (Dist): analisi (ISIN FR0011550680)

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BNP Easy S&P 500 (Dist): analisi (ISIN FR0011550680)
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 13 Giugno 2026

BNP Easy S&P 500 (Dist): analisi completa (ISIN FR0011550680)

Scheda completa del BNP Paribas Easy S&P 500: un ETF a distribuzione che stacca la cedola dell’S&P 500. Quanto rende davvero, distribuzione vs accumulazione, la replica sintetica e la tassazione italiana delle cedole. Dati di prodotto verificati.

  • TER 0,14% · Replica sintetica (swap)
  • Distribuzione (cedola periodica)
  • ~275 mln € · Francia (UCITS)
  • Focus: la cedola dell’S&P 500

Dati di prodotto verificati al 12 giugno 2026 (TER, replica, politica, patrimonio, valuta, domicilio). Fonte: justETF (dati di prodotto verificati). Il rendimento da dividendo dell’S&P 500 (~1,2-1,3% lordo) e’ un dato storico stabile, non una previsione.

Il BNP Paribas Easy S&P 500 UCITS ETF (Dist) (ISIN FR0011550680) e’ un ETF che replica l’indice S&P 500 — le 500 maggiori aziende quotate negli Stati Uniti — con una caratteristica che lo distingue dalla maggior parte dei cloni piu’ famosi: e’ a distribuzione. Significa che i dividendi incassati dalle 500 aziende non vengono reinvestiti dentro il fondo, ma staccati in contanti e versati periodicamente sul conto dell’investitore, sotto forma di cedola.

E’ una differenza che pesa molto piu’ di quanto sembri, perche’ tocca due aspetti pratici e fiscali centrali: la rendita che si riceve e la tassazione. Molti investitori sono attratti dall’idea di una cedola periodica dall’S&P 500, ma e’ fondamentale capire quanto sia (modesta) e che effetto abbia sulle imposte. Questa scheda usa il BNP Easy S&P 500 (Dist) come esempio concreto per spiegare cosa significa davvero scegliere la distribuzione sull’S&P 500, per chi ha senso e per chi e’ invece preferibile l’accumulazione. Per il confronto generale tra i cloni dell’S&P 500 rimandiamo alla scheda dell’iShares CSPX e al nostro pillar comparativo.

Vale la pena chiarire subito un equivoco diffuso: scegliere un ETF a distribuzione non vuol dire ottenere un rendimento maggiore. Distribuzione e accumulazione partono dallo stesso indice e dagli stessi dividendi; cambia solo cosa succede a quei dividendi — incassati in contanti oppure reinvestiti nel fondo — e quando vengono tassati. Il rendimento «totale» (capitale piu’ dividendi, al lordo delle imposte) e’ lo stesso. La scelta, quindi, non e’ tra «piu’ o meno guadagno», ma tra due modi diversi di gestire e tassare i proventi, ognuno adatto a esigenze diverse. Questo e’ il filo conduttore della scheda.

1. Scheda sintetica del fondo

Nome completoBNP Paribas Easy S&P 500 UCITS ETF (Dist)
ISINFR0011550680
Indice replicatoS&P 500
Costo annuo (TER)0,14%
Metodo di replicaSintetica (swap)
Politica dei proventiDistribuzione (cedola periodica)
Valuta del fondoUSD (dollaro USA)
DomicilioFrancia
UCITS / armonizzatoSi’ (UCITS, armonizzato)
Patrimonio (AUM)circa 275 milioni di euro (al 12 giugno 2026)
In sintesi: un ETF S&P 500 a distribuzione (stacca la cedola) e a replica sintetica, TER 0,14%, ~275 mln €. La cedola dell’S&P 500 e’ modesta e tassata al 26% a ogni stacco.

2. L’indice S&P 500: che cosa compri (e quanto rende da dividendo)

Un richiamo sull’indice. L’S&P 500 raccoglie circa 500 grandi societa’ statunitensi quotate, pesate per capitalizzazione di borsa. Copre da solo intorno all’80% del valore della borsa americana ed e’ il termometro per eccellenza del mercato azionario USA. Comprarlo significa esporsi ai grandi nomi della tecnologia (Apple, Microsoft, NVIDIA, Amazon e le altre «Magnifiche»), ma anche concentrare il rischio su pochi colossi e su un solo Paese.

Un dato cruciale per questa scheda: l’S&P 500 e’ un indice a basso rendimento da dividendo. Le grandi aziende americane, soprattutto quelle tecnologiche, tendono a reinvestire gli utili nella crescita piuttosto che distribuirli. Di conseguenza il rendimento da dividendo dell’indice e’ storicamente modesto, intorno all’1,2-1,3% lordo annuo. Chi sceglie un ETF S&P 500 a distribuzione sperando in una rendita robusta resta spesso deluso: l’S&P 500 e’ un indice da crescita del capitale, non da cedola. Tenere a mente questa caratteristica e’ essenziale per avere aspettative realistiche.

3. Cosa significa «a distribuzione»

Cosa significa, in concreto, che il BNP Easy S&P 500 e’ a distribuzione? I dividendi che le 500 aziende pagano nel corso dell’anno vengono raccolti dal fondo e poi distribuiti in contanti agli investitori a intervalli regolari (di norma una o piu’ volte l’anno). Quel denaro arriva sul tuo conto e ne fai cio’ che vuoi: puoi spenderlo, tenerlo come liquidita’ o reinvestirlo manualmente. E’ l’opposto di un ETF ad accumulazione, dove i dividendi restano dentro il fondo e ne fanno crescere il valore senza passare per il tuo conto.

La distribuzione ha un’attrattiva intuitiva: vedere arrivare una cedola periodica da’ una sensazione concreta di «rendita» e puo’ essere utile a chi vuole integrare un reddito (per esempio in pensione). Ma su un indice come l’S&P 500, con dividendi cosi’ bassi, la cedola e’ modesta: su 10.000 euro investiti, un rendimento lordo dell’1,3% significa circa 130 euro lordi l’anno, che dopo le imposte si riducono ulteriormente. Non e’ una rendita che cambia la vita: e’ un piccolo flusso periodico. Chi cerca rendite piu’ generose dovrebbe guardare ad altri tipi di ETF (a dividendo elevato, obbligazionari, immobiliari), non all’S&P 500.

Un secondo aspetto pratico riguarda la frequenza e l’importo delle cedole. Gli ETF a distribuzione possono staccare i proventi una o piu’ volte l’anno; l’importo varia di periodo in periodo, perche’ dipende dai dividendi effettivamente incassati dalle aziende dell’indice, che non sono costanti. Non bisogna quindi aspettarsi una «rendita fissa» come quella di una cedola obbligazionaria: e’ un flusso variabile e modesto. Per chi ragiona in ottica di pianificazione del reddito, questa variabilita’ va messa in conto: la distribuzione di un ETF azionario non e’ un sostituto di uno stipendio o di una pensione, ma un’integrazione incerta nell’ammontare.

4. Distribuzione o accumulazione: la scelta che conta

La domanda chiave e’: distribuzione o accumulazione? Per la maggior parte degli investitori italiani in fase di accumulo — cioe’ che stanno costruendo il capitale e non hanno bisogno di incassare cedole — la versione ad accumulazione e’ di norma piu’ efficiente. Il motivo e’ fiscale: nell’ETF ad accumulazione i dividendi reinvestiti non vengono tassati subito; l’imposta arriva solo alla vendita finale, lasciando lavorare per intero l’interesse composto su tutto il capitale.

Nella versione a distribuzione, invece, ogni cedola viene tassata al 26% al momento dello stacco. Significa che, ogni anno, una fetta dei dividendi se ne va in imposte e cio’ che resta, se vuoi reinvestirlo, lo fai su una somma gia’ decurtata. Sul lungo periodo, questo «attrito fiscale» annuale riduce leggermente la crescita del capitale rispetto all’accumulazione. La distribuzione conviene quindi soprattutto a chi usa davvero la cedola come reddito, non a chi vuole solo far crescere il capitale: in quest’ultimo caso l’accumulazione e’ la scelta naturale. La distribuzione e’ una preferenza legittima, ma va scelta con cognizione del suo costo fiscale.

Da capire: con la distribuzione paghi il 26% sulle cedole ogni anno; con l’accumulazione l’imposta e’ differita alla vendita. Per chi e’ in accumulo, l’accumulazione e’ di norma piu’ efficiente.

5. La replica sintetica del fondo

Sul piano tecnico, il BNP Easy S&P 500 (Dist) adotta una replica sintetica: non compra fisicamente le 500 azioni, ma ottiene il rendimento dell’indice tramite un contratto swap con una banca. E’ una tecnica legittima e regolamentata UCITS, che puo’ offrire vantaggi di costo ed efficienza fiscale sui dividendi americani, ma introduce un rischio di controparte (se la banca dello swap fallisse). Tale rischio e’ limitato dalla normativa UCITS — esposizione netta massima del 10% verso una controparte — e mitigato dal collaterale a garanzia.

Un aspetto interessante e’ che, in un ETF sintetico a distribuzione, i dividendi distribuiti non derivano dal materiale incasso di cedole su azioni possedute (il fondo non le possiede), ma dalla struttura dello swap, che consente comunque al fondo di erogare una distribuzione coerente con il rendimento da dividendo dell’indice. Per l’investitore il risultato pratico e’ identico — riceve una cedola periodica — ma e’ utile sapere che dietro c’e’ un meccanismo finanziario, non il possesso diretto delle azioni. Chi preferisce la trasparenza di un fondo fisico puo’ orientarsi verso le versioni fisiche a distribuzione dell’S&P 500 di altri emittenti.

Da ricordare: la replica sintetica comporta un rischio di controparte (swap), limitato dalla normativa UCITS (max 10% netto) e mitigato dal collaterale. Chi preferisce la trasparenza puo’ scegliere una versione fisica a distribuzione.

6. Il domicilio francese (e perche’ non cambia la tua tassazione)

Il BNP Easy S&P 500 (Dist) e’ domiciliato in Francia, una particolarita’ rispetto alla maggioranza degli ETF S&P 500 accessibili agli europei, che sono domiciliati in Irlanda o in Lussemburgo. Il domicilio incide sul trattamento fiscale dei dividendi americani a livello di fondo (la ritenuta alla fonte che gli USA applicano), aspetto in cui i fondi irlandesi godono di un trattato particolarmente favorevole (ritenuta ridotta al 15%). Nel caso di un ETF a replica sintetica, pero’, la struttura dello swap puo’ attenuare la rilevanza del domicilio sul fronte dei dividendi, perche’ il rendimento arriva dal contratto e non dall’incasso diretto.

Per l’investitore italiano, va chiarito un punto importante: il domicilio del fondo (Francia, Irlanda o Lussemburgo) non cambia la tassazione italiana in capo a te. Un ETF UCITS armonizzato e’ tassato in Italia secondo le regole italiane (26% sulle plusvalenze e sui dividendi distribuiti) a prescindere dal Paese di domicilio. Il domicilio incide sull’efficienza «interna» del fondo, non sull’imposta che paghi tu. E’ una distinzione sottile ma utile per non confondere i due piani.

7. Costo e dimensione

Sul fronte del costo, il BNP Easy S&P 500 (Dist) ha un TER dello 0,14% l’anno: tra i piu’ alti della categoria, dove molti cloni costano lo 0,03-0,05%. Su 10.000 euro investiti, 0,14% sono 14 euro l’anno, contro i 3-5 euro dei fondi piu’ economici: una differenza di circa 10 euro l’anno. Non e’ una cifra drammatica, ma e’ un costo intermedio-alto che va messo in conto, soprattutto sul lungo periodo.

Anche la dimensione e’ contenuta: circa 275 milioni di euro (al 12 giugno 2026), una taglia piccola rispetto ai colossi dello stesso indice che gestiscono decine di miliardi. BNP offre anche versioni piu’ recenti e capienti della propria gamma S&P 500; questa specifica linea a distribuzione e’ piu’ contenuta. Un fondo da 275 milioni e’ comunque operativo e adeguato per l’investitore comune, ma meno liquido dei fondi-colosso. I due grafici collocano il BNP Easy (Dist) tra gli ETF S&P 500 della stessa lista verificata per costo e per patrimonio: utile per avere le proporzioni corrette.

Costo annuo (TER): BNP Easy (Dist) tra gli ETF S&P 500SPDR S&P 500 (Dist)0.03%SPDR S&P 500 (Acc)0.03%UBS Core S&P 500 (Acc)0.03%Xtrackers S&P 500 4C (Acc)0.03%UBS Core S&P 500 (Dist)0.03%Xtrackers S&P 500 4D (Dist)0.03%Xtrackers S&P 500 Swap II 1C0.04%Xtrackers S&P 500 Swap II 1D0.04%BNP Easy S&P 500 (Dist)0.14%
TER degli ETF S&P 500 a confronto, dati verificati al 12 giugno 2026. Fonte: justETF (dati di prodotto verificati).
Patrimonio (mln EUR): la taglia del BNP Easy (Dist) vs i colossi dello stesso indiceInvesco S&P 500 (SPXS)33760 mlniShares Core S&P 500 (Dist)18414 mlnSPDR S&P 500 (Dist)17482 mlnAmundi Core S&P 500 Swap (Acc)14740 mlnSPDR S&P 500 (Acc)14699 mlniShares S&P 500 Swap (Acc)10910 mlnInvesco S&P 500 (Dist)8812 mlnHSBC S&P 500 (Dist)7967 mlnBNP Easy S&P 500 (Dist)275 mln
Patrimonio in milioni di euro: il BNP Easy (Dist) vs i fondi piu’ grandi dello stesso indice. Dati verificati al 12 giugno 2026. Fonte: justETF (dati di prodotto verificati).

8. La rendita dell’S&P 500: aspettative realistiche

Approfondiamo il tema della rendita, perche’ e’ la ragione principale per cui molti cercano un ETF S&P 500 a distribuzione e merita aspettative corrette. L’S&P 500 e’ un indice costruito attorno alla crescita del valore delle aziende, non alla loro generosita’ nei dividendi. I colossi tecnologici che lo dominano — pensiamo a una NVIDIA o a una Amazon — tendono a reinvestire gli utili per crescere, distribuendo poco o nulla. Il risultato e’ un rendimento da dividendo dell’intero indice storicamente basso, intorno all’1,2-1,3% lordo: tra i piu’ bassi tra i grandi indici azionari mondiali.

Per chi vuole costruire una vera rendita da investimenti, dunque, l’S&P 500 a distribuzione e’ uno strumento poco adatto: la cedola e’ troppo esile. Strumenti pensati per la rendita — ETF a dividendo elevato, ETF obbligazionari, ETF immobiliari, oppure strategie di prelievo programmato dal capitale — offrono flussi ben superiori. Il BNP Easy (Dist) ha senso non come «macchina da rendita», ma come modo per ottenere l’esposizione all’S&P 500 ricevendo al contempo il (piccolo) flusso dei suoi dividendi, per chi preferisce vederli arrivare sul conto invece che reinvestiti. E’ una preferenza di stile di gestione, non una strategia di reddito robusta.

9. Perche’ un indice cosi’ semplice batte i gestori attivi

Vale la pena ricordare perche’ un ETF sull’S&P 500 — a distribuzione o ad accumulazione — sia uno strumento cosi’ raccomandato. La ragione e’ una delle evidenze piu’ solide della finanza: nel lungo periodo, la grande maggioranza dei gestori attivi, che cercano di battere il mercato selezionando i titoli, non riesce a fare meglio del semplice indice S&P 500, soprattutto al netto delle loro commissioni, molto piu’ alte (spesso l’1,5-2% l’anno).

Il motivo e’ quasi aritmetico: il mercato e’ fatto da tutti gli investitori e non possono battere tutti la media; i costi piu’ alti dei gestori attivi partono in svantaggio ogni anno. Cosi’ il modesto ETF che si limita a comprare l’intero indice supera, anno dopo anno, la maggior parte dei professionisti pagati per batterlo. Un ETF S&P 500 non promette di battere il mercato, promette di essere il mercato a costo basso. La scelta tra distribuzione e accumulazione, in questa logica, e’ una scelta di «confezione» del rendimento, non di rendimento in se’: l’indice sottostante e’ identico. Per l’investitore comune resta il punto liberatorio di sempre: non serve saper scegliere i titoli vincenti, basta comprare l’indice e tenerlo nel tempo, decidendo poi se preferire la comodita’ della cedola o l’efficienza dell’accumulazione.

10. Per chi ha senso (e per chi no)

Per chi ha senso il BNP Easy S&P 500 (Dist)? Per l’investitore che vuole davvero ricevere una cedola periodica dall’esposizione all’S&P 500 — per esempio per integrare un reddito o per una preferenza personale verso il flusso di cassa — ed e’ consapevole che quella cedola sara’ modesta (l’S&P 500 rende poco da dividendo) e tassata al 26% a ogni stacco. Va inoltre a chi e’ a proprio agio con la replica sintetica.

Non e’ invece la scelta indicata per chi e’ in fase di accumulo e vuole solo far crescere il capitale: in quel caso una versione ad accumulazione e’ fiscalmente piu’ efficiente. E non e’ la scelta di chi cerca il costo minimo (questo TER e’ tra i piu’ alti) o la massima liquidita’ (la taglia e’ piccola). Riassumendo: il BNP Easy (Dist) e’ uno strumento di nicchia, sensato per chi cerca specificamente la distribuzione sull’S&P 500 ed e’ disposto ad accettarne il costo e l’attrito fiscale. Come sempre, la decisione piu’ importante resta a monte: quanta America avere in portafoglio e con quale orizzonte.

11. Il BNP Easy (Dist) nella famiglia degli ETF S&P 500

Per collocare il BNP Easy (Dist) nella «famiglia» degli ETF S&P 500: sullo stesso indice convivono fondi fisici e sintetici, ad accumulazione e a distribuzione, di taglia molto diversa e con TER dallo 0,03% allo 0,15%. Questo fondo si posiziona come sintetico, a distribuzione, taglia piccola, costo intermedio-alto e domicilio francese. La sua ragion d’essere e’ servire chi cerca specificamente la cedola sull’S&P 500.

La lezione generale, valida ben oltre questo fondo, e’ che sull’S&P 500 la scelta non si gioca sul rendimento (identico) ma su pochi assi: fisico o sintetico, accumulazione o distribuzione, dimensione/liquidita’ e costo. Su questo fondo l’asse decisivo e’ proprio acc vs dist: e per la maggioranza degli investitori in accumulo l’accumulazione resta piu’ efficiente, mentre la distribuzione e’ la scelta giusta solo per chi vuole davvero incassare il flusso. Capire questi assi evita di scegliere la distribuzione «per abitudine» pagandone il costo fiscale senza usarne il beneficio.

12. I rischi: indice, controparte e attrito fiscale

I rischi del BNP Easy S&P 500 (Dist) si sommano su tre piani. Primo, i rischi dell’indice S&P 500, comuni a tutti i cloni: concentrazione geografica su un solo Paese; concentrazione su pochi titoli e su un settore (la tecnologia, oltre un terzo dell’indice); rischio di cambio euro/dollaro; valutazioni storicamente elevate.

Secondo, il rischio di controparte legato alla replica sintetica: reale ma limitato dalla normativa UCITS (esposizione netta max 10%) e mitigato dal collaterale. Terzo, i fattori specifici di questo fondo: il costo intermedio-alto (0,14%) e la taglia piccola (275 milioni), meno liquida dei colossi. A questi si aggiunge l’attrito fiscale della distribuzione, che tassa le cedole anno per anno riducendo, sul lungo periodo, la crescita del capitale rispetto all’accumulazione. Nessuno di questi elementi e’ un «deal-breaker» se la distribuzione e’ davvero cio’ che cerchi, ma vanno conosciuti.

13. Tassazione italiana

Sul piano fiscale, il BNP Easy S&P 500 (Dist) e’ un ETF azionario UCITS armonizzato: per l’investitore italiano valgono le regole degli ETF azionari. Le plusvalenze alla vendita sono tassate al 26%; non si applica il 12,5%, riservato ai titoli di Stato white list. Ma il punto centrale, trattandosi di un ETF a distribuzione, riguarda le cedole: ogni dividendo distribuito e’ tassato al 26% al momento dello stacco, come reddito di capitale.

Questo e’ il cuore della differenza fiscale rispetto all’accumulazione: con la distribuzione paghi il 26% sulle cedole ogni anno, mentre con l’accumulazione l’imposta sui dividendi e’ di fatto differita alla vendita. Vale inoltre la consueta asimmetria fiscale sulle plusvalenze/minusvalenze: il guadagno e’ «reddito di capitale», le perdite sono «redditi diversi», e non puoi compensare un guadagno su questo ETF con minusvalenze pregresse; queste finiscono nello «zainetto fiscale», utilizzabili solo contro redditi diversi entro quattro anni.

Sugli adempimenti: con un intermediario italiano in regime amministrato fa tutto la banca, che tassa le cedole alla fonte, applica l’imposta di bollo dello 0,2% annuo e non richiede il quadro RW. Con un broker estero in regime dichiarativo te ne occupi tu: quadro RW, IVAFE (0,2%), tassazione delle plusvalenze e dichiarazione dei dividendi incassati, oltre al rischio di cambio sul dollaro.

Esempio pratico

Un esempio numerico. Investi 10.000 euro nel BNP Easy S&P 500 (Dist). Con un rendimento da dividendo dell’1,3% lordo, ricevi circa 130 euro di cedola lorda nel primo anno, su cui paghi il 26% (circa 34 euro): ti restano circa 96 euro netti. Se avessi scelto la versione ad accumulazione, quei 130 euro sarebbero rimasti reinvestiti nel fondo senza tassazione immediata, lavorando per intero fino alla vendita. Alla vendita finale, in entrambi i casi, la plusvalenza e’ tassata al 26%. La distribuzione ti da’ liquidita’ subito, ma al prezzo di un’imposta annuale che l’accumulazione rinvia. Il risultato in euro dipende anche dal cambio euro/dollaro. In sintesi, la distribuzione anticipa una piccola imposta che l’accumulazione differisce: su orizzonti lunghi e importi crescenti, questo differimento e’ un vantaggio concreto dell’accumulazione per chi non ha bisogno della cedola.

Da ricordare: 26% sulle plusvalenze e sulle cedole (a ogni stacco), asimmetria sulle minusvalenze. A differenza dell’accumulazione, la distribuzione tassa i dividendi anno per anno, senza differimento.

14. Conclusione

Il BNP Paribas Easy S&P 500 (Dist) e’ un ETF a distribuzione e a replica sintetica che offre l’esposizione all’S&P 500 con una cedola periodica. La sua caratteristica distintiva — la distribuzione — e’ anche il criterio su cui valutarlo: ha senso per chi vuole davvero incassare un flusso periodico ed e’ consapevole che, sull’S&P 500, quella cedola e’ modesta (~1,2-1,3% lordo) e tassata al 26% a ogni stacco. Per chi e’ in fase di accumulo e punta alla crescita del capitale, una versione ad accumulazione e’ di norma piu’ efficiente.

Da considerare anche il costo intermedio-alto (0,14%), la taglia piccola (275 milioni), la replica sintetica con il suo rischio di controparte limitato, e il domicilio francese (che non cambia la tua tassazione italiana). Cio’ che conta davvero resta a monte: quanta esposizione all’America vuoi avere e con quale orizzonte. Sul piano fiscale e’ un normale ETF azionario, con la specificita’ della tassazione delle cedole anno per anno tipica della distribuzione. Per il confronto completo tra i cloni dell’S&P 500 e tra accumulazione e distribuzione, rimandiamo al nostro pillar comparativo e alle schede dedicate. La distribuzione resta una scelta legittima, da fare con piena consapevolezza del suo costo fiscale e del suo beneficio.

Domande frequenti

Il BNP Easy S&P 500 (Dist) paga dividendi?

Si’, e’ un ETF a distribuzione: stacca i dividendi in contanti versandoli periodicamente sul conto. La cedola e’ pero’ modesta, perche’ l’S&P 500 rende poco da dividendo (circa 1,2-1,3% lordo l’anno).

Meglio distribuzione o accumulazione sull'S&P 500?

Per chi e’ in fase di accumulo e vuole solo far crescere il capitale, l’accumulazione e’ di norma piu’ efficiente (le cedole non sono tassate subito, ma alla vendita). La distribuzione conviene a chi vuole davvero incassare un flusso periodico, accettando il 26% su ogni cedola.

Come sono tassate le cedole in Italia?

Ogni dividendo distribuito e’ tassato al 26% al momento dello stacco, come reddito di capitale. Con un intermediario italiano fa tutto la banca; con broker estero vanno dichiarati nel quadro RW e in dichiarazione.

E' a replica fisica o sintetica?

Sintetica: ottiene il rendimento dell’indice tramite uno swap con una banca, senza possedere le azioni. Comporta un rischio di controparte, limitato dalla normativa UCITS e mitigato dal collaterale.

Quanto costa e quant'e' grande?

Il TER e’ dello 0,14% l’anno, tra i piu’ alti della categoria, e il patrimonio e’ di circa 275 milioni di euro, una taglia piccola rispetto ai colossi dello stesso indice.

Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o un invito all’investimento. I dati di prodotto sono tratti da fonti ufficiali alla data indicata e possono variare nel tempo; verifica sempre il factsheet aggiornato e il KIID/KID prima di investire. Gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale.
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Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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