Approfondimento

iShares MSCI World ESG Screened (SAWD): analisi (ISIN IE00BFNM3J75)

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iShares MSCI World ESG Screened (SAWD): analisi (ISIN IE00BFNM3J75)
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 13 Giugno 2026

iShares MSCI World ESG Screened (SAWD): analisi completa (ISIN IE00BFNM3J75)

Scheda completa dell’ETF azionario mondiale ESG dal filtro piu’ leggero: cosa fa un semplice screening, se sia «abbastanza ESG», il minimo scostamento dal mercato, costi e tassazione italiana. Dati di prodotto sempre datati.

  • ESG minimale: solo esclusioni (~1.198 titoli)
  • Il near-market del gruppo ESG
  • Armi, tabacco, carbone esclusi – TER 0,20%
  • Massima fedelta’ al mercato, impatto di base

Dati di prodotto aggiornati al 12 giugno 2026. Fonte: scheda prodotto justETF e factsheet iShares. I dati dei fratelli ESG nei grafici provengono dalla stessa lista verificata.

L’iShares MSCI World ESG Screened UCITS ETF (ticker SAWD) e’ l’ETF azionario sostenibile dal filtro piu’ leggero del gruppo: con un solo acquisto compri quasi tutto il mercato mondiale sviluppato — circa 1.200 aziende, praticamente quante l’MSCI World normale — semplicemente escludendo le attivita’ piu’ controverse (armi, tabacco, carbone e poche altre). Non c’e’ selezione delle «migliori»: si parte dall’intero indice e si tolgono solo i casi peggiori. E’ la versione «ESG minimale» dell’azionario globale.

Se cerchi proprio questo ETF, e’ molto probabile che la tua vera domanda sia: «questo e’ abbastanza ESG? Che differenza c’e’ tra un semplice «screened» e un SRI vero? E ha senso scegliere un ESG cosi’ leggero?». Sono le domande giuste, e meritano risposte oneste — anche quando la risposta e’ «dipende da cosa cerchi». Questa scheda analizza l’iShares MSCI World ESG Screened con dati di prodotto sempre datati, con un filo conduttore preciso: cosa significa, davvero, un semplice screening di esclusione, in cosa differisce dagli approcci piu’ rigorosi, e perche’ — pur essendo il piu’ «leggero» — a volte e’ proprio la scelta piu’ sensata.

1. Scheda sintetica del fondo

Nome completoiShares MSCI World ESG Screened UCITS ETF (Acc)
TickerSAWD
ISINIE00BFNM3J75
Indice replicatoMSCI World ESG Screened
Costo annuo (TER)0,20%
Metodo di replicaFisica
Politica dei proventiAccumulazione (proventi reinvestiti)
Valuta del fondoUSD
DomicilioIrlanda
UCITS / armonizzatoSi’ (UCITS, armonizzato)
Numero di titolicirca 1.198 (il piu’ vicino al mercato)
Patrimonio (AUM)circa 5,0 miliardi di euro (al 12 giugno 2026)
Approccio ESGSolo screening di esclusione (mercato meno i casi peggiori)
In sintesi: l’ESG MINIMALE: l’azionario mondiale quasi intatto (~1.198 titoli), solo «ripulito» dai settori piu’ controversi (armi, tabacco, carbone). E’ il near-market del gruppo: massima fedelta’ al mercato, filtro etico di base. Enorme e liquido (5,0 mld), TER 0,20%.

2. L’indice: solo screening di esclusione

L’indice replicato e’ l’MSCI World ESG Screened. Il meccanismo e’ il piu’ semplice di tutto il filone: si parte dall’MSCI World completo e si applicano solo esclusioni — si rimuovono le aziende coinvolte in armi controverse, armi da fuoco civili, armi nucleari, tabacco, carbone termico, sabbie bituminose e in gravi violazioni dei principi del Global Compact ONU. Tutto il resto resta. Nessuna selezione «best-in-class», nessuna ottimizzazione dei pesi: solo un setaccio che toglie i casi peggiori.

Il risultato e’ un paniere di circa 1.198 titoli (dato di prodotto), praticamente sovrapponibile all’MSCI World normale (~1.400): si escludono poche decine di aziende, lasciando il resto intatto. Comprare l’ETF Screened, quindi, significa comprare quasi esattamente il mercato mondiale, solo «ripulito» dagli estremi. E’ il near-market del gruppo ESG: il fondo che meno si discosta dall’indice classico, perche’ la sua unica «mossa» e’ escludere una manciata di settori, senza toccare i pesi di tutti gli altri. E’ l’opposto di un SRI, che invece tiene solo un quarto delle aziende.

3. Cosa fa (e cosa non fa) un semplice screening

Ed eccoci all’angolo che conta: cosa fa (e cosa non fa) un semplice screening?. Lo screening esclude, ma non seleziona ne’ ottimizza. In pratica dice «non voglio possedere armi, tabacco, carbone», ma non si preoccupa di preferire le aziende piu’ virtuose tra quelle che restano. Una compagnia con un pessimo (ma non escludente) profilo ambientale o sociale resta dentro il fondo, con lo stesso peso che ha nell’MSCI World. E’ un filtro «di base», che pone un pavimento etico minimo, non un tetto di eccellenza.

Questo ha due conseguenze speculari. Da un lato, lo scostamento dal mercato e’ minimo: il fondo si comporta quasi come l’MSCI World, perche’ contiene quasi le stesse aziende negli stessi pesi. Per chi vuole restare fedele al mercato, e’ un pregio. Dall’altro, l’impatto «etico» e’ limitato: chi cerca un vero allineamento ai propri valori potrebbe trovarlo insufficiente, perche’ il fondo tiene dentro moltissime aziende che un SRI escluderebbe o sottopeserebbe. E’ il classico trade-off, qui portato all’estremo «leggero»: massima fedelta’ al mercato, minima incisivita’ del filtro. Capire questo e’ essenziale per non sopravvalutare la «sostenibilita’» dello Screened: e’ il mercato meno i casi peggiori, non una selezione di eccellenze.

L’angolo: lo screening ESCLUDE i casi peggiori ma non SELEZIONA le virtuose ne’ OTTIMIZZA i pesi. Conseguenza: minimo scostamento dal mercato (pregio), ma impatto etico limitato (limite). E’ il mercato meno i casi peggiori, non una selezione di eccellenze.

4. E’ «abbastanza ESG»? (la domanda onesta)

La domanda piu’ onesta da porsi e’: e’ «abbastanza ESG»?. La risposta dipende interamente dalle tue aspettative. Se per te «sostenibile» significa non finanziare armi, tabacco e carbone — un pavimento etico minimo ma significativo — allora lo Screened fa esattamente il suo lavoro, e lo fa al minimo scostamento dal mercato. Molti investitori, in tutta sincerita’, vogliono solo questo: non possedere le attivita’ che ritengono moralmente inaccettabili, senza per questo scommettere lontano dalla borsa mondiale.

Se invece per te «sostenibile» significa selezionare attivamente le aziende migliori, ridurre le emissioni o allinearti al clima, allora lo Screened e’ troppo poco: e’ qui che si annida la critica del «greenwashing», cioe’ di prodotti che si vendono come verdi pur restando quasi identici al mercato. La verita’ e’ che lo Screened non e’ ne’ un imbroglio ne’ un fondo «pienamente» ESG: e’ un filtro di esclusione onesto e dichiarato, che fa esattamente cio’ che promette — niente di piu’, niente di meno. Il punto non e’ se sia «abbastanza», ma se corrisponde a cosa cerchi tu. Per chi vuole il minimo etico a costo di mercato, e’ perfetto; per chi vuole un impatto reale, serve salire la scala (Xtrackers, SRI, PAB).

C’e’ anche un argomento «a difesa» dello Screened che vale la pena fare, perche’ spesso viene snobbato come «ESG annacquato». Proprio la sua leggerezza ha un pregio sottile: non introduce scommesse implicite. Gli SRI e i PAB, filtrando molto, finiscono per sovrappesare la tecnologia e i settori a basse emissioni, trasformandosi — quasi senza che l’investitore se ne accorga — in puntate settoriali che possono andare bene o male. Lo Screened, restando vicino al mercato, evita questo: ti da’ il rendimento della borsa mondiale, meno i settori che hai deciso di non finanziare, senza inclinazioni nascoste. Per un investitore che vuole esattamente il mercato (con un filtro etico) e nessuna scommessa sottostante, questa neutralita’ e’ un valore, non un limite. Non e’ «poco ESG»: e’ «ESG senza effetti collaterali sul profilo di rischio».

5. Dove sta sulla scala del rigore ESG

Collochiamo l’iShares ESG Screened sulla scala del rigore degli ETF sostenibili. Con i suoi ~1.198 titoli, e’ all’estremo piu’ leggero, il piu’ vicino al mercato dell’intero gruppo (perfino piu’ dell’enhanced CTB, ~1.112). Salendo in rigore: l’enhanced CTB, poi lo Xtrackers ESG (~627), gli SRI (SUSW ~369, UBS ~377), infine il Paris-Aligned (Amundi ~293), il piu’ radicale.

La differenza chiave rispetto all’enhanced CTB — che ha un numero simile di titoli — sta nell’approccio: lo Screened solo esclude, mentre l’enhanced ottimizza anche i pesi e ha un obiettivo climatico CTB. Lo Screened e’ quindi ancora piu’ «puro mercato meno i peggiori»: nessuna inclinazione attiva, nessun obiettivo di decarbonizzazione, solo esclusioni. E’ il fondo concettualmente piu’ semplice del gruppo, e il piu’ fedele all’MSCI World. Il numero di titoli (~1.198, quasi quanti il mercato) racconta tutto: chi cerca un ESG che sia, in pratica, «il mercato con un filtro etico minimo» e’ nel posto giusto. Chi vuole di piu’ deve salire la scala, accettando in cambio un maggiore scostamento.

Avere chiara questa scala aiuta a evitare l’errore piu’ comune di chi si avvicina agli ETF ESG: scegliere a caso tra prodotti che sembrano simili (tutti «MSCI World ESG qualcosa») ma stanno a estremi opposti per rigore e scostamento. Prima di guardare i singoli fondi, conviene decidere quanto rigore si vuole — e quindi quanto scostamento dal mercato si e’ disposti ad accettare. Chi risponde «pochissimo scostamento, solo un filtro etico minimo» arriva direttamente allo Screened. Chi risponde «voglio un impatto forte e accetto di divergere» arriva agli SRI o ai PAB. Il numero di titoli e’ la bussola: piu’ e’ alto, piu’ il fondo somiglia al mercato; piu’ e’ basso, piu’ filtra. Con ~1.198 titoli, lo Screened e’ la bussola puntata tutta verso il mercato.

6. Il costo: in linea, ma vicino al mercato

Sul costo, l’iShares MSCI World ESG Screened ha un TER dello 0,20%, in linea con la maggior parte dei fratelli ESG di questa lista. Su 10.000 euro investiti significa 20 euro l’anno. Rispetto a un MSCI World «normale», che oggi puo’ costare anche meno di 0,20%, il sovrapprezzo per l’esclusione dei casi peggiori e’ minimo: per pochi euro l’anno ci si garantisce di non possedere armi, tabacco e carbone.

C’e’ pero’ una riflessione di costo specifica per questo fondo. Essendo cosi’ vicino al mercato (near-market), il suo «valore aggiunto» rispetto a un MSCI World classico e’ tutto nelle esclusioni etiche. Chi non attribuisce valore a quelle esclusioni potrebbe legittimamente preferire un MSCI World puro, magari piu’ economico, ottenendo quasi lo stesso comportamento di mercato. Chi invece tiene a non finanziare quei settori trova nello Screened esattamente cio’ che cerca, al minimo «costo di divergenza» dal mercato di tutto il gruppo ESG: e’ il fondo che, per costruzione, rischia meno di sorprenderti rispetto alla borsa mondiale. Il TER, in linea col gruppo, e’ un fattore secondario: la vera domanda e’ se vuoi o no quel pavimento etico minimo.

Costo annuo (TER) – ETF ESG mondiali a confrontoAmundi MSCI World SRI Climate PAB0.18%iShares MSCI World SRI (SUSW)0.20%Xtrackers MSCI World ESG0.20%iShares MSCI World ESG Enhanced CTB0.20%iShares MSCI World ESG Screened (questo)0.20%UBS MSCI World SRI0.22%
Costo annuo (TER) degli ETF ESG mondiali di questa lista. Fonte: scheda prodotto justETF e factsheet iShares, dati al 12 giugno 2026.

7. Rigore e dimensione: il confronto coi fratelli ESG

Sui numeri verificati, l’iShares ESG Screened e’ tra i piu’ grandi del gruppo ESG di questa lista, con un patrimonio dell’ordine di 5,0 miliardi di euro — terzo dietro SUSW e Xtrackers, ma sostanzialmente alla pari. E’ un colosso liquido e consolidato: la sua grande diffusione conferma che l’approccio «mercato meno i peggiori» intercetta una domanda vastissima, fatta di investitori che vogliono un minimo di igiene etica senza rinunciare alla fedelta’ al mercato.

Sul fronte del rigore, con ~1.198 titoli e’ il meno selettivo del gruppo: il piu’ vicino al mercato in assoluto. La fotografia e’ quella di un fondo enorme, semplice e near-market: la scelta per chi vuole l’azionario mondiale con un filtro etico di base e il minimo scostamento possibile. Chi vuole un’inclinazione ESG attiva guardera’ allo Xtrackers o all’enhanced CTB; chi vuole un impatto forte salira’ a SRI o PAB; ma chi vuole semplicemente «il mercato senza i settori che detesta» trova qui la risposta piu’ diretta e capiente. E’ l’ESG per chi parte dall’idea di voler comprare il mercato, e gli aggiunge solo un filtro minimo.

Numero di titoli (rigore del filtro) – ETF ESG mondialiAmundi MSCI World SRI Climate PAB293iShares MSCI World SRI (SUSW)369UBS MSCI World SRI377Xtrackers MSCI World ESG627iShares MSCI World ESG Enhanced CTB1112iShares MSCI World ESG Screened (questo)1198
Numero di titoli degli ETF ESG mondiali: ~1.198 = il piu’ vicino al mercato (filtro piu’ leggero). Fonte: scheda prodotto justETF e factsheet iShares, dati al 12 giugno 2026.
Patrimonio gestito (mln EUR) – ETF ESG mondialiiShares MSCI World SRI (SUSW)6619Xtrackers MSCI World ESG5092iShares MSCI World ESG Screened (questo)5050iShares MSCI World ESG Enhanced CTB4114Amundi MSCI World SRI Climate PAB2931UBS MSCI World SRI1713
Patrimonio gestito degli ETF ESG mondiali. Fonte: scheda prodotto justETF e factsheet iShares, dati al 12 giugno 2026.

8. Screened vs MSCI World normale (near-market)

Rispetto a un MSCI World «normale», l’iShares ESG Screened si scosta pochissimo, anzi meno di ogni altro fondo del gruppo: e’ il suo tratto definente. Escludendo solo poche decine di aziende e lasciando intatto il resto, tende a rendere in modo quasi identico al mercato. Le divergenze sono minime e dipendono solo dall’andamento dei pochi settori esclusi: se le armi o il tabacco corrono, lo Screened resta leggermente indietro; se crollano, fa un po’ meglio. Ma parliamo di differenze marginali.

Questo e’ esattamente cio’ che molti investitori cercano: la sostanza dell’MSCI World, con la tranquillita’ di non possedere i settori che ritengono inaccettabili. Il rovescio e’ che, proprio per questo, lo Screened offre poca «sostenibilita’» oltre il pavimento minimo: non premia le aziende virtuose, non riduce le emissioni, non si allinea al clima. Per un nucleo di portafoglio «di mercato ma pulito», e’ ideale; per un investitore che vuole davvero spingere il proprio capitale verso la sostenibilita’, e’ insufficiente. Come per ogni ETF di questo tipo, il rendimento relativo rispetto al mercato dipendera’ dai cicli, ma qui — essendo il piu’ vicino al mercato — le differenze saranno le piu’ piccole dell’intero gruppo. Non promette nulla di diverso dal mercato, se non l’assenza di alcuni settori: ed e’ proprio questa la sua promessa onesta.

9. «Sostenibile» secondo chi? Guarda la lista delle esclusioni

Anche per lo Screened vale il principio che «sostenibile» non e’ oggettivo, e qui in modo particolare: quali attivita’ escludere, e con quali soglie, e’ una scelta della metodologia MSCI. Un altro provider potrebbe escludere il nucleare (MSCI di norma no, o solo in parte), trattare diversamente le armi difensive, o usare soglie di ricavo diverse per il carbone. Due ETF entrambi «screened» possono quindi escludere cose un po’ diverse, riflettendo visioni etiche diverse incorporate nella metodologia.

Per l’investitore la lezione e’ la solita, ma qui ancora piu’ importante: guardare la lista delle esclusioni, non l’etichetta. Se hai valori specifici (per esempio sei contrario al nucleare, o vuoi escludere il petrolio e non solo il carbone), devi verificare che lo screening del fondo li copra — e quello dello Screened, essendo «minimo», potrebbe non bastare. Lo Screened e’ onesto in cio’ che promette (escludere armi, tabacco, carbone, gravi violazioni), ma e’ un pavimento, non un menu personalizzato. Chi vuole esclusioni piu’ ampie o una selezione attiva deve salire la scala. La sostenibilita’, anche al suo livello piu’ semplice, resta una questione di metodologia e di valori: leggere cosa c’e’ davvero dentro l’indice e’ l’unico modo per scegliere consapevolmente.

Da capire: con uno screening, cio’ che conta sono le esclusioni precise (armi, tabacco, carbone…). Se hai valori specifici (es. niente petrolio o nucleare), verifica che siano coperti: il filtro minimo dello Screened potrebbe non bastare.

10. I rischi (basso impatto, poco distinguibile, fraintendimento)

I rischi dell’iShares ESG Screened vanno conosciuti, e sono lo specchio della sua leggerezza. Il primo, paradossale, e’ il basso impatto: chi cerca un vero allineamento ai propri valori potrebbe restare deluso dal fatto che il fondo somigli quasi all’MSCI World e tenga dentro moltissime aziende non «virtuose». Il secondo, di segno opposto: essendo quasi identico al mercato, lo Screened e’ poco distinguibile da un MSCI World normale (che oggi puo’ costare meno), il che pone la domanda se valga la pena per chi non tiene particolarmente alle esclusioni.

Il terzo e’ il rischio di cambio: aziende globali con forte peso americano, quindi conta anche il cambio euro/dollaro. Il quarto e’ la soggettivita’ delle esclusioni: lo screening copre un set preciso di attivita’ (armi, tabacco, carbone, gravi violazioni), ma potrebbe non coincidere con i tuoi valori specifici — chi vuole escludere altro (per esempio tutto il petrolio, o il nucleare) non lo trova qui. Nessuno di questi e’ un difetto: sono le caratteristiche di un filtro deliberatamente minimo, pensato per la fedelta’ al mercato. Il rischio vero e’ di fraintenderlo: comprarlo credendo di fare un investimento «pienamente verde» quando e’, per scelta, il mercato meno i casi peggiori.

Da ricordare: il rischio vero e’ fraintenderlo, comprandolo come fosse «pienamente verde». E’ il mercato meno i casi peggiori: un pavimento etico minimo, non un impatto forte. Chi cerca di piu’ deve salire la scala (Xtrackers, SRI, PAB).

11. Per chi e’ (e per chi non e’)

A chi conviene, in concreto, l’iShares ESG Screened? All’investitore minimalista e pragmatico che vuole essenzialmente il mercato mondiale, ma con la tranquillita’ di non finanziare armi, tabacco e carbone: chi parte dall’idea di comprare l’MSCI World e gli aggiunge solo un filtro etico di base, senza voler scommettere lontano dalla borsa. Essendo enorme, liquido e near-market, e’ un’ottima scelta da nucleo del portafoglio per chi concilia fedelta’ al mercato e un pavimento etico minimo.

Non conviene a chi cerca un vero impatto sostenibile: chi vuole selezionare le aziende migliori, ridurre le emissioni o allinearsi al clima trovera’ lo Screened insufficiente (meglio Xtrackers, SRI o PAB). Non conviene nemmeno a chi e’ del tutto indifferente alle esclusioni: in quel caso un MSCI World puro, magari piu’ economico, offre quasi lo stesso comportamento senza il filtro. E non conviene a chi ha valori specifici non coperti dallo screening minimo (per esempio chi vuole escludere tutto il petrolio o il nucleare). In sintesi: lo Screened e’ l’ESG «di soglia», ideale per chi vuole il mercato meno i settori che detesta — un profilo molto comune — ma inadatto a chi cerca di piu’ o a chi non cerca nulla.

12. Tassazione italiana

Sul piano fiscale, l’iShares MSCI World ESG Screened e’ un ETF azionario UCITS armonizzato domiciliato in Irlanda: per l’investitore italiano valgono le regole degli ETF azionari, identiche a quelle di un MSCI World «normale» e degli altri ETF ESG (lo screening, dal punto di vista fiscale, e’ del tutto indifferente). Le plusvalenze alla vendita sono tassate al 26%; non si applica il 12,5%, riservato ai soli titoli di Stato white list.

Vale la consueta asimmetria fiscale: il guadagno e’ «reddito di capitale», le perdite sono «redditi diversi». In pratica non puoi compensare un guadagno su questo ETF con minusvalenze pregresse; le eventuali minusvalenze finiscono nello «zainetto fiscale», utilizzabili solo contro redditi diversi entro quattro anni.

L’iShares ESG Screened e’ ad accumulazione: i dividendi delle aziende mondiali vengono reinvestiti automaticamente dentro il fondo, senza generare tassazione durante il possesso. Il 26% si applica solo alla vendita, differendo l’imposta e lasciando lavorare l’interesse composto — il consueto vantaggio dell’accumulazione. Sugli adempimenti, con un intermediario italiano in regime amministrato fa tutto la banca (bollo 0,2% annuo, niente quadro RW); con un broker estero in regime dichiarativo te ne occupi tu, con quadro RW e IVAFE (0,2%).

Esempio pratico

Un esempio numerico. Investi 10.000 euro nell’iShares ESG Screened e rivendi a 14.000: la plusvalenza e’ di 4.000 euro, tassata al 26% per 1.040 euro, non riducibili con minusvalenze pregresse. La tassazione e’ identica a quella di un MSCI World non-ESG: lo screening non cambia un centesimo di imposta. E poiche’ il fondo si scosta pochissimo dal mercato, anche il rendimento tende a essere quasi identico a quello di un MSCI World classico — la differenza, qui, e’ minima per costruzione, e dipende solo dall’andamento dei pochi settori esclusi. Il risultato in euro dipende anche dal cambio euro/dollaro.

Da ricordare: 26% sulle plusvalenze, nessun 12,5%, asimmetria sulle minusvalenze, imposta differita grazie all’accumulazione. Lo screening e’ fiscalmente indifferente: tassazione identica a un MSCI World normale. RW/IVAFE solo se broker estero.

13. Conclusione

L’iShares MSCI World ESG Screened (SAWD) e’ l’ESG minimale del gruppo: l’azionario mondiale quasi intatto (~1.198 titoli), «ripulito» solo dai settori piu’ controversi (armi, tabacco, carbone, gravi violazioni), su un prodotto enorme e liquido (5,0 miliardi). E’ il near-market del filone ESG: il fondo che meno si discosta dall’MSCI World. Per chi vuole semplicemente «il mercato senza i settori che detesta», al minimo scostamento, e’ la scelta di riferimento.

La sua onesta’ e’ anche il suo limite: fa esattamente cio’ che promette — escludere i casi peggiori — niente di piu’. Non seleziona le virtuose, non riduce le emissioni, non si allinea al clima. La domanda «e’ abbastanza ESG?» non ha una risposta assoluta: dipende da cosa cerchi. Per il pavimento etico minimo a costo di mercato, e’ perfetto; per un impatto reale, serve salire la scala (Xtrackers, SRI, PAB). Il vero rischio e’ fraintenderlo, comprandolo come fosse «pienamente verde». Sul piano fiscale e’ un normale ETF azionario: 26%, asimmetria delle minusvalenze, vantaggio dell’accumulazione, rischio di cambio sul dollaro. Per capire dove collocare un ESG «minimale» rispetto agli approcci piu’ rigorosi e impostare bene il tuo portafoglio sostenibile, vale la pena approfondire con le nostre guide dedicate o con un professionista.

Domande frequenti

Cosa significa «screened» e in cosa differisce da un SRI?

Screened significa che il fondo si limita a escludere le attivita’ piu’ controverse (armi, tabacco, carbone, gravi violazioni), tenendo tutto il resto del mercato: ~1.198 titoli, quasi quanti l’MSCI World. Un SRI invece seleziona solo le aziende migliori (~369 titoli), scostandosi molto dal mercato. Lo Screened e’ il filtro piu’ leggero, il piu’ vicino al mercato.

E' «abbastanza ESG»?

Dipende da cosa cerchi. Se per te sostenibile significa non possedere armi, tabacco e carbone, lo Screened fa il suo lavoro al minimo scostamento dal mercato. Se invece vuoi selezionare le aziende migliori, ridurre le emissioni o allinearti al clima, e’ troppo poco: serve un SRI o un Paris-Aligned. Non e’ un imbroglio, ma e’ un pavimento minimo.

Quanto si scosta da un MSCI World normale?

Pochissimo, meno di ogni altro fondo del gruppo. Escludendo solo poche decine di aziende e lasciando il resto intatto, rende in modo quasi identico al mercato. Le divergenze sono marginali e dipendono solo dall’andamento dei pochi settori esclusi. E’ il near-market del filone ESG.

Se voglio escludere anche il petrolio o il nucleare?

Lo screening dello Screened copre un set preciso (armi, tabacco, carbone, gravi violazioni), ma non esclude tutto il petrolio ne’ necessariamente il nucleare. Se hai valori specifici, verifica la lista delle esclusioni: potrebbe non bastare. In tal caso servono un SRI (esclusioni piu’ ampie) o un Paris-Aligned (esclude i fossili).

Come e' tassato in Italia?

Come un normale ETF azionario armonizzato: plusvalenze al 26%, niente 12,5%, asimmetria sulle minusvalenze. Lo screening e’ fiscalmente indifferente. Essendo ad accumulazione, l’imposta si paga solo alla vendita. Con intermediario italiano fa tutto la banca; con broker estero servono quadro RW e IVAFE.

Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o un invito all’investimento. I dati di prodotto sono tratti da fonti ufficiali alla data indicata e possono variare nel tempo; verifica sempre il factsheet aggiornato e il KIID/KID prima di investire. Gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale.
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Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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