Approfondimento

iShares SLI (DE) (Dist): analisi (ISIN DE0005933964)

in
iShares SLI (DE) (Dist): analisi (ISIN DE0005933964)
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

Come aggiorniamo i contenuti
📅 Pubblicato il 13 Giugno 2026

iShares SLI (DE) (Dist): analisi completa (ISIN DE0005933964)

Lo storico ETF sulla Borsa svizzera, domiciliato in Germania e il piu’ caro della categoria (0,51%). Segue lo stesso indice SLI dello Xtrackers, che costa la meta’: la fama dello storico vale il doppio del costo? Il domicilio tedesco, il rischio di cambio sul franco e il fisco. Datati.

  • TER 0,51% · il piu’ caro della categoria
  • Storico · domiciliato in Germania
  • Stesso indice SLI, ma il doppio del costo
  • Rischio cambio CHF per l’euro

Dati di prodotto dal CSV verificato (justETF) al 12 giugno 2026. Indice, fiscalita’ e principi sono conoscenza stabile. I confronti TER/patrimonio usano i fratelli dello stesso elenco.

L’iShares SLI UCITS ETF (DE) (ISIN DE0005933964, a distribuzione) e’ uno degli ETF piu’ storici sulla Borsa svizzera: replica lo SLI (Swiss Leader Index), i 30 titoli piu’ grandi e liquidi del listino di Zurigo con un tetto ai pesi dei maggiori, ed e’ sul mercato da molti anni. Ha due tratti che lo rendono unico nella categoria: e’ domiciliato in Germania (non in Lussemburgo come quasi tutti gli altri ETF svizzeri) ed e’ il piu’ caro del gruppo, con un TER dello 0,51%.

Se cerchi proprio questo ETF, la tua vera domanda e’ quasi certamente: «vale la pena pagare questo storico, quando lo Xtrackers SLI segue lo stesso identico indice a meta’ del costo?». E’ la domanda giusta, ed e’ il filo conduttore di questa scheda. La risposta tocca il valore reale dell’anzianita’ e del radicamento di un fondo, il significato del domicilio tedesco e, soprattutto, il principio per cui — quando l’indice e’ identico — il costo diventa il criterio decisivo. Analizziamo il fondo con i dati ufficiali del CSV verificato, sempre datati, con questo angolo: lo storico, il suo prezzo e se la fama giustifica il doppio del costo.

1. Scheda sintetica del fondo

Nome completoiShares SLI UCITS ETF (DE)
ISINDE0005933964
Indice replicatoSLI (Swiss Leader Index) — 30 leader con tetto ai pesi
Costo annuo (TER)0,51% (il piu’ alto della categoria)
Metodo di replicaFisica
Politica dei proventiDistribuzione (dividendi in contanti)
Valuta del fondoCHF (franco svizzero)
DomicilioGermania
UCITS / armonizzatoSi’ (UCITS, armonizzato)
Patrimonio (AUM)circa 550 milioni di euro (al 12 giugno 2026)
EmittenteiShares (BlackRock)
In sintesi: lo storico ETF SLI, domiciliato in Germania, a distribuzione. Segue lo stesso indice dello Xtrackers SLI ma costa il doppio (0,51% vs 0,25%): e’ il piu’ caro della categoria.

2. La Borsa svizzera e l’indice SLI

Partiamo dal mercato. La Borsa svizzera e’ un listino piccolo per numero di societa’ ma di altissima qualita’: poche decine di nomi tra i piu’ grandi e solidi d’Europa, con un’impronta marcatamente difensiva (farmaceutica, alimentare, lusso, industria di precisione) e una valuta forte come il franco. E’ la combinazione che ha reso la Svizzera un classico «porto sicuro» azionario per gli investitori europei.

Questo ETF replica lo SLI (Swiss Leader Index), lo stesso indice dello Xtrackers SLI: i 30 titoli piu’ grandi e liquidi della Borsa svizzera, con un tetto ai pesi dei nomi maggiori per attenuare lo strapotere dei tre colossi (Nestle’, Novartis, Roche). E’ un paniere ristretto e leggibile, una via di mezzo tra l’ampiezza di un MSCI e la concentrazione di un indice non cappato. Il punto e’ che, su questo identico indice, esistono due ETF: questo storico iShares e il piu’ giovane Xtrackers. Cio’ che li distingue non e’ il contenuto — identico — ma costo, domicilio e anzianita’.

3. Lo SLI in breve: 30 leader con tetto

Ricapitoliamo brevemente che cos’e’ lo SLI, perche’ e’ la base comune dei due ETF. Lo Swiss Leader Index e’ un indice ufficiale della Borsa svizzera che prende i 30 titoli piu’ grandi e liquidi del listino — i blue chip elvetici — e li pondera applicando un tetto ai pesi (storicamente intorno al 9% per il titolo maggiore). In pratica frena Nestle’, Novartis e Roche, ridistribuendo sugli altri 27 leader, cosi’ che il fondo non dipenda da due o tre nomi.

Per l’investitore questo significa comprare i campioni svizzeri con un’esposizione piu’ bilanciata di quella di un indice pesato puramente per capitalizzazione. E’ la stessa identica esposizione che otterresti con lo Xtrackers SLI: stessi 30 titoli, stessi pesi, stesso tetto. La scelta tra i due ETF, quindi, non riguarda «cosa compri» — che e’ identico — ma le condizioni a cui lo compri. Ed e’ qui che lo storico iShares mostra il suo punto debole: il prezzo.

4. Questo storico iShares o lo Xtrackers SLI?

Veniamo al cuore della scheda: questo storico iShares SLI o il piu’ giovane Xtrackers SLI? I due ETF replicano lo stesso identico indice, lo SLI, quindi contengono gli stessi 30 titoli negli stessi pesi. La differenza decisiva e’ il costo: questo iShares ha un TER dello 0,51%, mentre lo Xtrackers SLI costa 0,25% — circa la meta’. A parita’ di paniere, pagare il doppio per lo stesso contenuto e’ molto difficile da giustificare.

Quanto pesa, in concreto? Su 10.000 euro investiti, la distanza tra 0,51% e 0,25% e’ di circa 26 euro l’anno: ogni anno, per sempre, su uno strumento identico nel contenuto. Su orizzonti lunghi la differenza si accumula in modo non trascurabile — diverse centinaia di euro su un paio di decenni, senza nemmeno contare l’effetto della capitalizzazione mancata. E’ il classico caso in cui «storico e famoso» non significa «migliore»: il rendimento netto di questo iShares partira’ ogni anno con un handicap di costo rispetto allo Xtrackers, a parita’ di tutto il resto. Per la stragrande maggioranza degli investitori, su un indice identico, il piu’ economico e’ la scelta razionale.

Vale la pena demolire un pregiudizio diffuso: «iShares e’ un marchio piu’ grande e affidabile, quindi vale di piu’». iShares (di BlackRock) e’ effettivamente il maggiore emittente di ETF al mondo, ma questo non significa che ogni suo prodotto sia la scelta migliore in ogni categoria. Su molti indici iShares offre ETF eccellenti e a costo bassissimo; su questo specifico SLI, pero’, il suo prodotto e’ un veicolo storico mai allineato verso il basso, e uno dei suoi piu’ costosi. La solidita’ del gestore non si traduce in un vantaggio per il sottoscrittore quando il prodotto specifico e’ caro: cio’ che conta e’ il singolo ETF e il suo TER, non il nome sulla confezione.

La domanda chiave: stesso indice, stessi 30 titoli. Ma questo iShares costa 0,51% contro lo 0,25% dello Xtrackers. Pagare il doppio per un contenuto identico e’ difficile da giustificare.

5. L’anzianita’ e il radicamento valgono il doppio del costo?

Allora, c’e’ un motivo per scegliere comunque questo storico? Qualche argomento esiste, ma va soppesato con onesta’. Il primo e’ l’anzianita’ e il radicamento: essendo uno dei primi ETF sulla Borsa svizzera, ha una storia lunga, una liquidita’ consolidata e una base di investitori affezionati. Per chi da’ valore alla rassicurazione di un prodotto «testato dal tempo», e’ un elemento psicologicamente rilevante.

Il secondo e’ la liquidita’ radicata sui mercati tedeschi, dove e’ molto scambiato: chi opera prevalentemente su Xetra e con importi importanti potrebbe trovare spread particolarmente stretti. Va detto, pero’, che anche lo Xtrackers SLI e’ liquido a sufficienza per l’investitore comune, quindi questo vantaggio diventa marginale fuori dai casi di operativita’ molto intensa o di importi enormi. In sintesi: l’anzianita’ di questo iShares e’ reale, ma raramente vale 26 euro l’anno di costo aggiuntivo per sempre. E’ un classico caso in cui la «fama» del prodotto storico non si traduce in un vantaggio economico per il risparmiatore.

6. Il domicilio in Germania: cosa cambia (poco)

Un tratto distintivo di questo ETF e’ il domicilio in Germania (lo indica la sigla «(DE)» e l’ISIN che inizia con DE), mentre quasi tutti gli altri ETF svizzeri sono domiciliati in Lussemburgo. Che cosa cambia per l’investitore italiano? Nella pratica, poco: sia la Germania sia il Lussemburgo sono giurisdizioni europee con ETF UCITS armonizzati, pienamente accessibili e con lo stesso trattamento fiscale italiano (26% sulle plusvalenze e sui dividendi).

Il domicilio puo’ avere effetti «di motore» sul recupero delle ritenute alla fonte sui dividendi svizzeri, ma sono dettagli che si riflettono nel rendimento netto e che, in linea di principio, non penalizzano in modo strutturale ne’ l’una ne’ l’altra sede. Per l’investitore italiano, dunque, il domicilio tedesco non e’ ne’ un vantaggio ne’ uno svantaggio decisivo: e’ semplicemente una caratteristica storica di questo prodotto, nato in Germania, che non deve spostare l’ago della bilancia della scelta. Cio’ che conta davvero, lo ripetiamo, resta il costo.

Un dettaglio operativo: gli ETF domiciliati in Germania come questo sono quotati e molto scambiati su Xetra, la borsa elettronica tedesca, dove storicamente godono di grande liquidita’. Per l’investitore italiano che opera tramite un broker collegato a Xetra o a Borsa Italiana questo si traduce in spread tipicamente stretti su questo specifico ETF. E’ uno dei pochi vantaggi pratici dell’anzianita’ e del radicamento tedesco — ma, come gia’ detto, non e’ un vantaggio tale da compensare il doppio del TER rispetto al clone Xtrackers, anch’esso ampiamente liquido.

7. Distribuzione: la cedola in contanti

Questa versione e’ a distribuzione: i dividendi pagati dai 30 leader svizzeri vengono distribuiti in contanti sul conto, non reinvestiti. E’ la scelta naturale per chi cerca una rendita periodica ancorata ai campioni svizzeri, settori difensivi che storicamente pagano cedole generose e stabili. Per chi e’ in fase di accumulo e non ha bisogno di incassare, va ricordato che la distribuzione e’ fiscalmente meno efficiente.

Il motivo e’ la fiscalita’ italiana: ogni cedola e’ tassata subito al 26%, mentre con una versione ad accumulazione l’imposta sui dividendi sarebbe differita fino alla vendita. Se la rendita ti serve davvero, e’ un costo accettabile; ma sommato al TER piu’ alto della categoria, questo iShares risulta doppiamente meno efficiente per chi vuole far crescere il capitale. Per l’accumulo, una classe ad accumulazione e a basso costo (per esempio l’UBS 20/35) lavora molto meglio.

8. Confronto 1: il costo (il piu’ alto della categoria)

Mettiamo i numeri in fila, usando solo dati verificati dal CSV. Sul fronte del costo, questo iShares SLI e’ il piu’ caro della categoria con un TER dello 0,51%: oltre il doppio dello Xtrackers SLI (0,25%, stesso indice), piu’ del doppio dell’UBS MSCI 20/35 (0,20%) e ben sopra anche lo Xtrackers Swiss Large Cap (0,30%) e l’Amundi Titans 30 (0,25%). E’ un’anomalia spiegabile con l’anzianita’ del prodotto, costruito quando i costi degli ETF erano strutturalmente piu’ alti, e mai allineato verso il basso come ha fatto la concorrenza piu’ giovane.

Il punto da interiorizzare e’ che il costo e’ uno dei pochissimi criteri certi di scelta: il rendimento futuro e’ ignoto, il TER no. Su un indice identico (lo SLI), pagare 0,51% invece di 0,25% e’ un handicap di partenza che si ripete ogni anno. Non c’e’ alcuna «magia» dello storico che recuperi questa differenza: a parita’ di paniere, il fondo piu’ caro tende a rendere di meno, semplicemente perche’ parte ogni anno piu’ indietro di un quarto di punto. E’ la lezione piu’ importante di questa scheda.

Costo annuo (TER) — iShares SLI e' il piu' caro (vs stesso indice e fratelli)iShares SLI DE (questo)0.51%Xtrackers SLI 1D (stesso indice SLI)0.25%UBS MSCI Switzerland 20/350.20%Amundi DJ Switzerland Titans 300.25%Xtrackers Swiss Large Cap0.30%
Costo annuo (TER) a confronto. Lo Xtrackers SLI segue lo stesso indice a meta’ del costo. Fonte: justETF (CSV verificato), dati al 12 giugno 2026.

9. Confronto 2: la dimensione

Sul fronte della dimensione, questo iShares SLI ha un patrimonio dell’ordine dei 550 milioni di euro: un fondo solido e liquido, leggermente piu’ grande dello Xtrackers SLI (~466 milioni) che segue lo stesso indice. In testa alla categoria ci sono pero’ l’UBS 20/35 (~2,56 miliardi) e lo Xtrackers Swiss Large Cap 1D (~1,6 miliardi); l’Amundi Titans 30 e’ il piu’ piccolo (~206).

La leggera maggiore dimensione di questo iShares rispetto allo Xtrackers SLI e’ uno dei pochi argomenti a suo favore: riflette la sua anzianita’ e una liquidita’ radicata. Ma e’ un vantaggio marginale: 466 milioni dello Xtrackers sono gia’ ampiamente sufficienti per spread stretti e liquidita’ adeguata. In altre parole, la differenza di dimensione non e’ tale da compensare il doppio del costo. Per chi non scambia importi enormi, la dimensione di entrambi e’ un non-problema, e la scelta torna a decidersi sul TER, dove lo Xtrackers vince nettamente.

Patrimonio in milioni di euro — i fratelli a confrontoUBS MSCI Switzerland 20/352560Xtrackers Swiss Large Cap 1D1600iShares SLI DE (questo)550Xtrackers SLI 1D (stesso indice)466Amundi DJ Switzerland Titans 30206
Patrimonio in milioni di euro a confronto con i fratelli. Fonte: justETF (CSV verificato), dati al 12 giugno 2026.

10. I rischi: cambio, concentrazione e… il costo

Riassumiamo i rischi di un investimento azionario su un singolo Paese. Il primo, e il piu’ caratterizzante, e’ il rischio di cambio: le societa’ svizzere quotano in franchi svizzeri (CHF), quindi per l’investitore in euro il risultato finale — capitale e cedole — dipende anche dal cambio euro/franco. Il franco e’ storicamente una valuta «rifugio» che tende a rafforzarsi nelle fasi di tensione, spesso a favore di chi investe in euro, ma resta una variabile aggiuntiva. Comprare la quota in euro non elimina questa esposizione.

Il secondo e’ la concentrazione: pur con il tetto dello SLI, parliamo di soli 30 titoli, e i grandi nomi farmaceutico-alimentari restano protagonisti. Il terzo, per chi cerca la rendita, e’ che i dividendi non sono garantiti: possono essere tagliati nelle crisi. Il quarto e’ la natura di un solo Paese e pochi settori: la Svizzera, per quanto solida, va intesa come un satellite in un portafoglio piu’ ampio. A questi rischi «di mercato», qui, si aggiunge un rischio «di scelta» peculiare: il costo elevato, che erode il rendimento ogni anno rispetto ad alternative identiche piu’ economiche. E’ un rischio evitabile, semplicemente scegliendo un clone meno caro.

Da ricordare: qui c’e’ un rischio «di scelta» peculiare — il costo elevato erode il rendimento ogni anno rispetto a cloni identici piu’ economici. E’ un rischio evitabile.

11. Replica fisica e domicilio

Sul piano tecnico, questo iShares adotta una replica fisica: il fondo detiene direttamente le 30 azioni dello SLI, senza ricorrere a contratti swap. E’ un aspetto apprezzato perche’ elimina il rischio di controparte tipico della replica sintetica e rende la struttura piu’ trasparente: possiedi davvero i leader svizzeri. Il fondo e’ UCITS armonizzato e — come detto — domiciliato in Germania; la valuta del fondo e’ il franco svizzero, coerente con il mercato sottostante. Appartiene alla gamma iShares di BlackRock, il maggiore gestore di ETF al mondo.

Una nota: i dividendi delle societa’ svizzere scontano all’origine una ritenuta alla fonte elevata, parte della quale puo’ essere recuperata dal fondo grazie ai trattati fiscali della giurisdizione di domicilio. E’ un lavoro che avviene «dietro le quinte» e si riflette nel rendimento netto. La quota e’ negoziabile in euro su Borsa Italiana e in modo molto liquido su Xetra; conviene privilegiare la linea in euro per evitare costi di conversione, fermo restando che la valuta di negoziazione non elimina il rischio di cambio sul franco.

12. Perche’ la Svizzera (e perche’ il costo conta di piu’)

Vale la pena soffermarsi sul perche’ tanti investitori europei dedichino una fetta del portafoglio alla Svizzera. La ragione e’ la rara combinazione di tre ingredienti: aziende leader mondiali nei loro settori (la farmaceutica e l’alimentare svizzere sono colossi globali), una valuta strutturalmente forte come il franco e una stabilita’ politico-economica quasi proverbiale. La Svizzera offre cosi’ un’esposizione azionaria «di qualita’» con un profilo difensivo che pochi altri mercati sviluppati replicano.

Il rovescio della medaglia e’ che, proprio perche’ i leader sono maturi e gia’ enormi, il potenziale di crescita esplosiva e’ limitato: la Svizzera e’ un mercato da «solidita’ e dividendi», non da rendimenti mozzafiato. In questo contesto, pagare un costo elevato come quello di questo iShares pesa ancora di piu’: su un mercato dai rendimenti attesi moderati e difensivi, ogni quarto di punto di costo in piu’ incide proporzionalmente di piu’ sul magro rendimento reale. E’ un argomento aggiuntivo, e non da poco, a favore della scelta del clone piu’ economico. La Svizzera va intesa come satellite difensivo, e su un satellite difensivo il costo va minimizzato.

C’e’ anche una riflessione sul ruolo in portafoglio: un ETF su un solo Paese, per quanto solido, ha senso come satellite, non come nucleo dell’esposizione azionaria, che andrebbe affidato a un indice globale. Su una posizione satellite, di dimensione tipicamente modesta, l’impatto assoluto del costo e’ contenuto in euro, ma resta una spesa inutile se esiste un clone identico piu’ economico. Non c’e’ alcun motivo per cui un tassello secondario del portafoglio debba essere anche quello con il TER piu’ alto: minimizzare i costi sulle posizioni satellite, dove non si aggiunge valore con la selezione, e’ parte di una buona disciplina d’investimento.

13. Tassazione italiana

Sul piano fiscale, e’ un ETF azionario UCITS armonizzato: per l’investitore italiano valgono le regole standard degli ETF azionari, identiche a quelle dei cloni domiciliati in Lussemburgo (il domicilio tedesco non cambia il trattamento). Le plusvalenze alla vendita sono tassate al 26%; non si applica il 12,5%, riservato ai soli titoli di Stato white list. Trattandosi della versione a distribuzione, anche i dividendi sono tassati al 26% a ogni stacco, come reddito di capitale.

Vale la consueta asimmetria fiscale: plusvalenze e dividendi sono «reddito di capitale», le minusvalenze sono «redditi diversi», quindi non compensabili tra loro; le eventuali minusvalenze finiscono nello «zainetto fiscale», utilizzabili solo contro redditi diversi (plusvalenze su azioni singole, certificati, ETC) entro quattro anni.

Essendo a distribuzione, questo ETF non gode del differimento d’imposta tipico delle classi ad accumulazione: il 26% sui dividendi si paga a ogni cedola. Sugli adempimenti, con un intermediario italiano in regime amministrato fa tutto la banca, che applica il 26% sulle cedole e sulle plusvalenze e il bollo 0,2% annuo: non devi indicare nulla nel quadro RW. Con un broker estero in regime dichiarativo te ne occupi tu: quadro RW, IVAFE (0,2%) e tassazione di dividendi e plusvalenze in dichiarazione, oltre alla gestione del cambio sul franco.

Esempio pratico

Un esempio numerico. Investi 10.000 euro in questo iShares SLI invece che nello Xtrackers SLI, che segue lo stesso identico indice. Il contenuto e’ uguale, ma sul costo paghi la differenza di TER: 0,51% contro 0,25% significa circa 26 euro in piu’ all’anno di spese, ogni anno. Su vent’anni, senza considerare la capitalizzazione, sono oltre 500 euro di costi in piu’ su uno strumento identico nel paniere. A questo si aggiunge che, su ogni cedola incassata (per esempio 250 euro lordi), paghi il 26% (65 euro). Ricorda che sia il valore della quota sia le cedole nascono in franchi: il risultato in euro dipende anche dal cambio euro/franco.

Da ricordare: 26% su plusvalenze e su ogni cedola (e’ a distribuzione). Il domicilio tedesco non cambia il fisco italiano. RW/IVAFE solo se detenuto tramite broker estero.

14. Conclusione

L’iShares SLI (DE) e’ uno degli ETF piu’ storici sulla Borsa svizzera: segue lo SLI (i 30 leader con tetto), e’ radicato e molto liquido sui mercati tedeschi, ed e’ domiciliato in Germania. Ma ha un difetto che pesa piu’ di ogni pregio: e’ il piu’ caro della categoria (TER 0,51%), oltre il doppio dello Xtrackers SLI che segue lo stesso identico indice. A parita’ di paniere, pagare il doppio per la sola «fama» dello storico e’ difficile da giustificare per la maggior parte degli investitori.

L’anzianita’ e il radicamento sono reali, ma raramente valgono 26 euro l’anno di costo aggiuntivo per sempre; il domicilio tedesco e’ una caratteristica neutra per l’italiano. La scelta razionale, su questo indice, e’ di norma il clone piu’ economico: lo Xtrackers SLI (stesso indice, meta’ del costo), oppure — per esigenze diverse — l’UBS MSCI 20/35 (piu’ ampio, ancora piu’ economico) o l’Amundi Titans 30. Sul piano fiscale e’ un normale ETF azionario: 26% su plusvalenze e cedole, asimmetria delle minusvalenze, nessun differimento (e’ a distribuzione), rischio di cambio sul franco. La lezione di fondo: quando l’indice e’ identico, smettere di inseguire lo «storico famoso» e scegliere il fondo che costa meno. Per impostare bene il peso della Svizzera vale la pena approfondire con le nostre guide o con un professionista.

Domande frequenti

Perche' questo iShares SLI costa cosi' tanto?

Con un TER dello 0,51% e’ il piu’ caro della categoria, oltre il doppio dello Xtrackers SLI che segue lo stesso indice. E’ un’anomalia legata all’anzianita’: e’ uno degli ETF svizzeri piu’ storici, costruito quando i costi erano piu’ alti, e mai allineato verso il basso come ha fatto la concorrenza piu’ giovane.

Meglio questo storico iShares o lo Xtrackers SLI?

Replicano lo stesso identico indice (lo SLI), quindi contengono gli stessi 30 titoli. Lo Xtrackers costa pero’ la meta’ (0,25% vs 0,51%). A parita’ di paniere, lo Xtrackers e’ la scelta razionale per la maggior parte degli investitori; l’iShares ha solo il vantaggio, marginale, dell’anzianita’ e di una liquidita’ radicata su Xetra.

Il domicilio in Germania cambia qualcosa per un investitore italiano?

Quasi nulla. Sia la Germania sia il Lussemburgo sono giurisdizioni europee con ETF UCITS armonizzati e lo stesso trattamento fiscale italiano (26%). Il domicilio tedesco e’ una caratteristica storica di questo prodotto, ne’ un vantaggio ne’ uno svantaggio decisivo: cio’ che conta resta il costo.

Comprando in euro evito il rischio di cambio sul franco?

No. Le azioni svizzere e le loro cedole nascono in franchi: la valuta di negoziazione (euro) non cambia l’esposizione economica. Il risultato in euro dipende anche dal cambio euro/franco. Il franco e’ pero’ una valuta «rifugio», spesso a favore di chi investe in euro nelle fasi di tensione.

Come e' tassato in Italia?

Come un normale ETF azionario armonizzato: 26% sulle plusvalenze e sui dividendi (e’ a distribuzione), niente 12,5%, asimmetria sulle minusvalenze, nessun differimento. Il domicilio tedesco non cambia il fisco italiano. Con intermediario italiano in regime amministrato fa tutto la banca; con broker estero servono quadro RW e IVAFE.

Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o un invito all’investimento. I dati di prodotto sono tratti da fonti ufficiali alla data indicata e possono variare nel tempo; verifica sempre il factsheet aggiornato e il KIID/KID prima di investire. Gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale.
AM
Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

Scopri di più → · LinkedIn

Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.