Approfondimento

iShares Space Technologies (STAR): analisi (ISIN IE000A9G9R73)

in
iShares Space Technologies (STAR): analisi (ISIN IE000A9G9R73)
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

Come aggiorniamo i contenuti
📅 Pubblicato il 13 Giugno 2026

iShares Space Technologies (STAR): analisi completa (ISIN IE000A9G9R73)

Scheda completa dell’ETF spazio passivo focalizzato su satelliti e droni: cosa cambia rispetto all’ETF attivo, i rischi del fondo appena nato (~2 mln, storico zero), costi e tassazione italiana. Dati CSV justETF datati.

  • TER 0,50% · passivo · accumulazione
  • Indice satelliti e droni (new space)
  • Fondo NUOVO (giu 2026), ~2 mln: rischio chiusura
  • ETF armonizzato -> 26% con asimmetria

Dati di prodotto tratti dalla scheda CSV justETF al 12 giugno 2026 (TER, patrimonio, indice, ISIN, lancio). Fonte: iShares (factsheet) e justETF. Composizione di un fondo nuovo ancora in consolidamento: verifica il factsheet.

L’iShares Space Technologies UCITS ETF (ticker STAR, ISIN IE000A9G9R73) e’ uno strumento appena nato — lanciato a giugno 2026 — che permette di investire, in modo passivo (cioe’ replicando un indice, senza un gestore che sceglie i titoli), nella nuova economia dello spazio. La sua peculiarita’ sta nell’indice: lo STOXX Global Space Satellites and Drones, che mette a fuoco la parte piu’ «commerciale» e civile dello spazio — i satelliti (telecomunicazioni, internet, osservazione della Terra, navigazione) e i droni — anziche’ un generico «spazio piu’ difesa».

Se sei arrivato qui, probabilmente ti stai chiedendo: che differenza c’e’ tra questo iShares e gli altri ETF spazio (il VanEck, o l’ARK attivo)? Conviene un fondo cosi’ nuovo?. Sono le due domande chiave. Questa scheda analizza lo STAR con un angolo preciso: la sua natura di ETF passivo e focalizzato su satelliti e droni, e i rischi che derivano dalla sua estrema gioventu’ (fondo nuovo, piccolissimo, senza storico). Per il ritratto «di mercato» della space economy come tema d’investimento, rimandiamo al pillar dedicato e alle schede sugli altri ETF spazio, che qui richiamiamo per non duplicare.

1. Scheda sintetica del fondo

Nome completoiShares Space Technologies UCITS ETF (STAR)
ISINIE000A9G9R73
Indice replicatoSTOXX Global Space Satellites and Drones
TemaSpazio: satelliti e droni (new space commerciale)
Costo annuo (TER)0,50%
Metodo di replicaPassiva (fisica)
Politica dei proventiAccumulazione (proventi reinvestiti)
ValutaUSD (dollaro USA)
DomicilioIrlanda
UCITS / armonizzatoSi’ (UCITS, armonizzato)
Patrimonio (AUM)circa 2 milioni di euro (al 12 giugno 2026)
Data di lanciogiugno 2026 (fondo nuovo)
In sintesi: l’ETF spazio PASSIVO focalizzato su SATELLITI e DRONI (la parte piu’ commerciale dello «new space»). TER 0,50% (meno dell’attivo ARK). MA: fondo appena nato (giu 2026), minuscolo (~2 mln), senza storico -> rischi di liquidita’ e chiusura.

2. La gestione passiva: regola chiara, basso costo

Partiamo dalla natura passiva del fondo, che e’ la prima differenza importante rispetto all’ETF attivo del tema (l’ARK). Essere passivi significa che lo STAR replica meccanicamente un indice — lo STOXX Global Space Satellites and Drones — secondo regole prestabilite e pubbliche, senza che nessun gestore decida «quali siano i titoli migliori». Il fondo compra cio’ che l’indice prescrive, nei pesi prescritti, e si limita a seguirlo.

Per l’investitore, la gestione passiva ha due grandi pregi. Il primo e’ la trasparenza e prevedibilita’: sai sempre cosa stai comprando (le regole dell’indice sono note e stabili), senza sorprese dovute alle scelte discrezionali di un gestore. Il secondo e’ di norma il costo piu’ basso: replicare un indice costa meno che pagare un gestore attivo, e infatti il TER dello STAR (0,50%) e’ inferiore a quello dell’ARK attivo (0,75%). Il «rovescio» e’ che un ETF passivo, per definizione, non puo’ battere il suo indice: ne segue l’andamento, al netto dei costi, senza la pretesa di fare meglio. Per chi crede che, su un tema cosi’ nuovo, sia meglio una regola chiara e a basso costo che la scommessa sulla bravura di un gestore, l’approccio passivo dello STAR e’ il piu’ adatto.

3. L’indice: satelliti e droni (cosa compri)

Veniamo al cuore dello strumento: l’indice STOXX Global Space Satellites and Drones. A differenza di un generico «ETF spazio», che spesso mescola tutto (lanciatori, difesa, aziende dei materiali), questo indice ha un focus piu’ preciso: i satelliti e i droni. Il mondo dei satelliti e’ la parte forse piu’ «matura» e commercialmente concreta della nuova economia spaziale: telecomunicazioni, internet dallo spazio, navigazione (GPS e simili), osservazione della Terra per agricoltura, meteo, logistica, sicurezza. I droni, a loro volta, sono una tecnologia in forte espansione, dal civile (logistica, agricoltura, ispezioni) al militare.

Questo focus ha un’implicazione importante: lo STAR e’ meno «difesa-centrico» e meno «esplorativo» (razzi, missioni lunari) di altri prodotti, e piu’ orientato alle applicazioni concrete dello spazio. E’ un’esposizione tematica piu’ «a fuoco», che alcuni investitori troveranno piu’ comprensibile e meno speculativa (i satelliti generano gia’ ricavi reali e ricorrenti), altri meno «entusiasmante» (manca la parte piu’ avventurosa dell’esplorazione spaziale). E’ importante saperlo, per capire cosa esattamente si sta comprando: non «lo spazio» in generale, ma la filiera satelliti e droni.

Da capire: NON e’ «lo spazio» in generale, ma la filiera satelliti e droni — la parte piu’ concreta e commerciale (telecomunicazioni, internet, osservazione della Terra). Meno difesa e meno esplorazione di altri ETF spazio.

4. Dentro l’ETF: nicchia ristretta e concentrata

Cosa contiene, in concreto, lo STAR? Un paniere di aziende globali legate ai satelliti e ai droni: operatori e costruttori di satelliti, aziende delle telecomunicazioni spaziali e dell’osservazione della Terra, produttori di droni e dei relativi sistemi. Essendo un tema di nicchia, l’universo investibile e’ ristretto, e l’indice raccoglie un numero contenuto di titoli — molti dei quali societa’ specializzate, di media o piccola dimensione, alcune ancora in fase di crescita.

Trattandosi di un fondo cosi’ nuovo, la composizione precisa e’ ancora in fase di consolidamento e va verificata sul factsheet ufficiale aggiornato (non riportiamo qui pesi o titoli specifici, per non fornire dati non verificati su un prodotto appena lanciato). Cio’ che e’ strutturale, e che si puo’ affermare con certezza, e’ che si tratta di un’esposizione concentrata e tematica: pochi titoli, un’unica nicchia (satelliti e droni), alta sensibilita’ all’andamento di quel comparto. Non e’ uno strumento diversificato — e’ una scommessa mirata, da dimensionare come piccola quota satellite.

5. Il tema: satelliti e droni (lungo periodo)

Perche’ interessarsi ai satelliti e ai droni come tema d’investimento? La tesi e’ che si tratti della parte piu’ concreta e commerciale della rivoluzione spaziale: mentre razzi e missioni richiedono ancora anni per diventare profittevoli, i satelliti generano gia’ ricavi reali e ricorrenti (abbonamenti a internet satellitare, servizi di telecomunicazione, dati di osservazione della Terra venduti ad aziende e governi). La domanda di connettivita’ globale, di dati geospaziali e di droni per logistica e agricoltura e’ in crescita strutturale di lungo periodo.

Va detto, pero’, con chiarezza, che resta un tema di nicchia, speculativo e di lungo periodo. Molte aziende sono giovani e specializzate, la concorrenza e’ intensa, gli investimenti in infrastrutture (costellazioni di satelliti) sono enormi e non sempre ripagano, e la regolamentazione (sull’uso dello spazio e dei droni) e’ in evoluzione. La volatilita’ e’ alta e nulla garantisce che gli operatori di oggi siano i vincitori di domani. Non e’ un investimento «tranquillo»: e’ una scommessa tematica ad alto rischio, da trattare come una piccola quota satellite, non come un pilastro di portafoglio.

Un aspetto da non sottovalutare e’ la «narrazione» dei temi di moda. Gli ETF tematici come questo nascono spesso nel momento di massimo entusiasmo per un settore, quando le valutazioni sono gia’ alte e se ne parla molto. Lo storico degli ETF tematici insegna che comprare un tema «quando e’ sulla bocca di tutti» espone al rischio di pagare caro e di assistere poi a un lungo «smaltimento» dell’euforia. Non e’ una previsione su questo specifico fondo, ma un avvertimento generale: i temi entusiasmanti non coincidono sempre con i buoni rendimenti, e la disciplina — entrare con quote piccole, su orizzonti lunghi, senza inseguire la moda — conta piu’ della «bella storia». Per i satelliti questo vale in modo particolare: e’ un settore capital-intensive, dove costruire le costellazioni richiede investimenti colossali e dove i ritorni, pur promettenti, arrivano lentamente e non senza incidenti di percorso.

Da ricordare: tema di nicchia, speculativo e di lungo periodo. Aziende spesso giovani, concorrenza intensa, investimenti enormi non sempre ripagati. Volatilita’ alta. Piccola quota satellite «da rischio».

6. STAR vs VanEck vs ARK vs indice globale

Per collocare bene lo STAR, conviene distinguerlo dai suoi «cugini». Il primo confronto e’ con il VanEck Space Innovators, l’ETF spazio passivo piu’ consolidato: tratta un universo spaziale piu’ ampio (non solo satelliti e droni) ed e’ un prodotto con piu’ storia e patrimonio. Rispetto a esso, lo STAR e’ piu’ focalizzato (satelliti e droni) ma molto piu’ giovane: il VanEck offre piu’ maturita’ e track record, lo STAR un focus piu’ preciso. Il secondo confronto e’ con l’ARK Space & Defence attivo: quello scommette su un gestore e include la difesa; lo STAR e’ passivo e «puro satelliti/droni». La scelta tra i due e’ tra disciplina dell’indice e fiducia nel gestore, e tra inclusione o esclusione della difesa.

Il terzo confronto, il piu’ importante per l’asset allocation, e’ con un indice azionario globale (MSCI World o ACWI): lo spazio e’ un tema di nicchia, completamente diverso da un mattone «core» globale. Un indice mondiale contiene gia’, in piccolissima parte, alcune aziende legate allo spazio, ma diluite tra migliaia di altre: lo STAR serve a chi vuole una dose «extra» e mirata proprio su satelliti e droni, accettandone i rischi. Non e’ un sostituto del «core» globale, ma un satellite ad alto rischio. In un portafoglio, dunque, lo STAR ha un ruolo ben preciso e ben circoscritto: una piccola scommessa tematica sulla filiera satelliti/droni, distinta dal VanEck (piu’ ampio e maturo), dall’ARK (attivo e con difesa) e dall’indice globale (il vero mattone di base).

7. L’estrema gioventu’ del fondo (il rischio chiave)

Il punto piu’ delicato dello STAR e’ la sua estrema gioventu’. E’ stato lanciato a giugno 2026 e al 12 giugno 2026 ha un patrimonio di appena circa 2 milioni di euro. Questo cumula diversi rischi pratici, che vanno valutati con grande serieta’. Il primo e’ lo storico operativo nullo: non esistono dati su come il fondo si comporta nel tempo, su come segue il suo indice (qualita’ di replica) o su come reagisce alle fasi di stress. Si compra «al buio», fidandosi della solidita’ dell’emittente (iShares, uno dei piu’ grandi al mondo) ma senza track record del prodotto.

Il secondo rischio e’ la liquidita’: con un patrimonio cosi’ piccolo, gli spread denaro-lettera possono essere larghi e i volumi sottili, rendendo meno efficienti gli acquisti e le vendite. Il terzo, il piu’ importante, e’ il rischio di chiusura: gli ETF che non raccolgono abbastanza patrimonio nei primi tempi vengono talvolta liquidati dall’emittente, costringendo l’investitore a vendere in un momento non scelto (con possibili conseguenze fiscali). E’ un rischio concreto per un fondo appena nato e cosi’ piccolo. Il messaggio operativo e’ netto: lo STAR e’ un prodotto «da osservare nella sua crescita» piu’ che da comprare a occhi chiusi appena nato. Chi vuole un’esposizione spazio piu’ consolidata puo’ guardare ai prodotti piu’ grandi e con storico (come il VanEck); chi sceglie lo STAR deve accettare consapevolmente i rischi della partenza «da zero».

Attenzione: lanciato a giugno 2026, ~2 mln di patrimonio. Storico ZERO (qualita’ di replica ignota), liquidita’ da consolidare e rischio reale di CHIUSURA (realizzo forzato + impatto fiscale). Prodotto «da osservare nella crescita», non da comprare al buio.

8. I rischi (cumulativi)

Riassumiamo i rischi, che qui si sommano. Il primo e’ il rischio di tema: la space economy (qui satelliti e droni) e’ un settore di nicchia, speculativo, di lungo periodo, con aziende spesso giovani e una volatilita’ elevata. Il secondo e’ la concentrazione: pochi titoli in un’unica nicchia, con forte dipendenza dall’andamento del comparto. Il terzo, specifico e cruciale, e’ la gioventu’ del fondo: storico zero, patrimonio minuscolo (~2 mln), rischi di liquidita’ e di chiusura.

Il quarto e’ il costo: il TER (0,50%) e’ inferiore a quello dell’ARK attivo, ma resta alto rispetto ai grandi indici globali — il prezzo tipico di un ETF tematico di nicchia. Il quinto e’ il rischio di cambio: molte aziende quotano in dollari e in altre valute, quindi per l’investitore in euro pesa anche l’andamento valutario. Il sesto e’ la qualita’ di replica ancora ignota: non sapendo come il fondo abbia seguito il suo indice (manca lo storico), c’e’ un’incertezza in piu’ rispetto a un ETF consolidato. Nessuno di questi rischi rende lo STAR «da evitare» — ma il loro cumulo, e in particolare la gioventu’ del prodotto, lo collocano tra gli strumenti piu’ aggressivi e «da monitorare»: una quota piccola, consapevole e a lungo orizzonte, mai una posizione centrale.

Patrimonio (milioni di euro): i due ETF spazio nuoviARK Space & Defence34 mlniShares Space Technologies (questo ETF)2 mln
Patrimonio (milioni di euro) dei due ETF spazio nuovi. Lo STAR (~2 mln) e’ ancora piu’ piccolo dell’ARK (~34 mln). Dati CSV justETF al 12 giugno 2026.

9. Per chi ha senso (e per chi no)

Per chi ha senso lo STAR? Ha senso per l’investitore esperto e ad alta tolleranza al rischio che: 1) crede nel tema dei satelliti e droni come parte concreta e commerciale della nuova economia spaziale; 2) preferisce un approccio passivo (regola chiara, basso costo, trasparenza) alla scommessa su un gestore attivo; 3) accetta i rischi di un fondo appena nato (storico zero, taglia minuscola, possibile chiusura); 4) lo usa come piccola quota satellite, mai come pilastro, e con la pazienza di un lungo orizzonte. Per questo profilo, lo STAR e’ l’opzione passiva e «a fuoco» del tema.

Ha invece poco senso per chi vuole un’esposizione spazio piu’ consolidata e con storico (in tal caso, il VanEck e’ piu’ maturo), o per chi non sopporta i rischi di un prodotto appena lanciato. Ha poco senso per chi preferisce la scommessa «sul gestore» (allora l’ARK attivo), o per chi cerca un’esposizione «pura» all’esplorazione spaziale (razzi, missioni), qui meno presente. E ha poco senso, soprattutto, per l’investitore prudente o alle prime armi: e’ uno strumento speculativo e nuovo, inadatto a chi non puo’ permettersi forti oscillazioni e l’incognita di un fondo senza track record. La scelta tra STAR, VanEck e ARK e’, in fondo, una scelta tra focus (satelliti/droni), maturita’ (storico) e stile (passivo vs attivo).

Costo annuo (TER): passivo vs attivo (ETF spazio)ARK Space & Defence (attivo)0.75%iShares Space Technologies (passivo, questo ETF)0.50%
Costo annuo (TER): lo STAR passivo (0,50%) costa meno dell’ARK attivo (0,75%). Il passivo non puo’ pero’ battere il suo indice. Dati CSV justETF.

10. Struttura, replica passiva e domicilio

Sul piano tecnico, l’iShares Space Technologies (STAR) e’ un fondo UCITS armonizzato domiciliato in Irlanda, a replica fisica (compra i titoli dell’indice STOXX Global Space Satellites and Drones) e ad accumulazione (gli eventuali dividendi — modesti, vista la natura «growth» del paniere — vengono reinvestiti). La replica fisica garantisce trasparenza e assenza di rischio di controparte da derivato. La valuta di riferimento e’ il dollaro e molte aziende quotano in valute estere: per l’investitore in euro c’e’ quindi un rischio di cambio.

Il vantaggio di affidarsi a iShares (il piu’ grande emittente di ETF al mondo) e’ la solidita’ e la competenza della «casa», anche se — come visto — il singolo prodotto e’ giovane. Il domicilio irlandese e lo status UCITS collocano il fondo nel regime fiscale piu’ favorevole per il risparmiatore italiano (ETF armonizzati), e — per gli ETF azionari — offrono il vantaggio «silenzioso» di una rete di trattati che riduce la doppia imposizione sui dividendi esteri. Resta il limite della taglia (~2 mln) e dello storico nullo: una struttura solida e «pulita», ma un prodotto da seguire nella sua crescita.

11. Tassazione italiana

Sul piano fiscale, lo STAR e’ un ETF azionario UCITS armonizzato (domiciliato in Irlanda): per l’investitore italiano valgono le regole standard degli ETF azionari. Le plusvalenze alla vendita sono tassate al 26%; non si applica il 12,5%, riservato ai titoli di Stato white list. La natura passiva o il focus tematico non cambiano il trattamento: conta solo che il fondo sia armonizzato.

Vale la consueta asimmetria fiscale: la plusvalenza e’ «reddito di capitale», la minusvalenza «reddito diverso». In pratica non puoi compensare un guadagno su questo ETF con minusvalenze pregresse; le eventuali minusvalenze finiscono nello «zainetto fiscale» (utilizzabili solo contro redditi diversi — plusvalenze su azioni singole, certificati, ETC — entro quattro anni). Su uno strumento volatile come questo, le perdite non sono improbabili, e non sono «riciclabili» contro i guadagni di altri ETF: un limite da conoscere. La classe ad accumulazione offre il vantaggio del differimento: l’imposta si applica solo alla vendita.

Sugli adempimenti: con un intermediario italiano in regime amministrato fa tutto la banca, che applica anche il bollo dello 0,2% annuo, e non devi indicare nulla nel quadro RW. Con un broker estero in regime dichiarativo te ne occupi tu: quadro RW, IVAFE (0,2%) e tassazione delle plusvalenze. Un’avvertenza pratica legata alla taglia: in caso di liquidazione del fondo (non improbabile per un prodotto cosi’ piccolo e nuovo), il rimborso forzato realizza la plus/minus latente in quel momento, con il relativo impatto fiscale — un motivo in piu’ per valutare bene il rischio dimensione.

Esempio pratico (con scenari di rischio)

Un esempio numerico (e un avvertimento). Investi 3.000 euro nello STAR e, dopo qualche anno, lo rivendi a 4.200: la plusvalenza e’ di 1.200 euro, tassata al 26% per 312 euro. Ma su un tema cosi’ volatile e’ altrettanto plausibile lo scenario opposto: rivendi a 2.100, con una minusvalenza di 900 euro. Quella minusvalenza finisce nello «zainetto» e non puo’ ridurre i guadagni di altri ETF (asimmetria): potrai usarla solo contro «redditi diversi» entro quattro anni. C’e’ poi lo scenario specifico del fondo nuovo: se lo STAR venisse liquidato per scarso patrimonio, ti verrebbe rimborsata la quota al valore di quel momento, realizzando forzatamente la plus o la minus. E’ un promemoria concreto dei rischi di un prodotto cosi’ giovane.

Da ricordare: 26% sulle plusvalenze, niente 12,5%, asimmetria sulle minusvalenze (qui non improbabili), differimento con l’accumulazione. RW/IVAFE solo con broker estero. Un’eventuale chiusura del fondo realizza forzatamente la plus/minus.

12. Conclusione

L’iShares Space Technologies (STAR, ISIN IE000A9G9R73) e’ l’opzione passiva e «a fuoco» tra gli ETF dedicati allo spazio: replica un indice trasparente focalizzato su satelliti e droni (la parte piu’ commerciale e concreta dello «new space»), a un costo (0,50%) inferiore all’ETF attivo del tema. Le due domande che portano molti a cercarlo — «meglio passivo o attivo?» e «conviene un fondo cosi’ nuovo?» — hanno risposte chiare: il passivo offre trasparenza e basso costo (a chi non crede nella scommessa sul gestore); ma la gioventu’ estrema del fondo e’ un rischio reale, da non sottovalutare.

Va capito per quello che e’: uno strumento tematico, speculativo e «da osservare nella crescita» — tema di nicchia ad alta volatilita’, forte concentrazione, e soprattutto un prodotto appena nato (storico zero, ~2 mln di patrimonio, rischi di liquidita’ e di chiusura). Va dosato come una piccola quota satellite, mai come pilastro, e solo da chi ha alta tolleranza al rischio e lungo orizzonte. Sul piano fiscale e’ un normale ETF azionario armonizzato: 26%, asimmetria sulle minusvalenze (qui non improbabili), vantaggio dell’accumulazione, RW/IVAFE solo con broker estero. Per il ritratto «di mercato» della space economy e il confronto con gli altri ETF spazio (il VanEck consolidato, l’ARK attivo), rimandiamo al nostro pillar. La sintesi: lo STAR e’ la scelta «passiva e satelliti-centrica» del tema — pulita e a basso costo, ma appena partita, da seguire nella crescita prima di puntarci forte.

Domande frequenti

Che differenza c'e' tra lo STAR e gli altri ETF spazio?

Lo STAR e’ PASSIVO (replica un indice, l’ARK invece e’ a gestione attiva) ed e’ FOCALIZZATO su satelliti e droni (la parte piu’ commerciale dello spazio), mentre altri ETF mescolano spazio e difesa o l’esplorazione. Costa meno dell’ARK (0,50% vs 0,75%) ed e’ piu’ trasparente, ma e’ un fondo nuovo e piccolo: il VanEck e’ piu’ consolidato e con storico.

Perche' «satelliti e droni» e non «spazio» in generale?

Perche’ l’indice (STOXX Global Space Satellites and Drones) mette a fuoco la parte piu’ concreta e commerciale dello spazio: i satelliti generano gia’ ricavi reali (telecomunicazioni, internet, osservazione della Terra, navigazione) e i droni sono in forte espansione. E’ un’esposizione piu’ «a fuoco» e meno speculativa dell’esplorazione (razzi, missioni), ma anche piu’ di nicchia.

E' rischioso comprare un fondo appena nato?

Si’, e’ il rischio principale dello STAR. Lanciato a giugno 2026 e con ~2 milioni di patrimonio, non ha storico (non si sa come segue l’indice ne’ come reagisce allo stress), ha liquidita’ da consolidare e rischia la chiusura per scarso patrimonio (con realizzo forzato e impatto fiscale). E’ un prodotto «da osservare nella crescita» piu’ che da comprare a occhi chiusi.

Passivo o attivo per lo spazio?

Dipende. Il passivo (STAR) offre trasparenza, regole chiare e costo piu’ basso, ma non puo’ battere il suo indice. L’attivo (ARK) scommette sulla bravura di un gestore, costa di piu’ ed e’ meno prevedibile. Su un tema nuovo come lo spazio, chi crede nella selezione di un esperto preferira’ l’attivo; chi vuole disciplina e basso costo, il passivo.

Come e' tassato in Italia?

Come un normale ETF azionario armonizzato: plusvalenze al 26%, niente 12,5%, asimmetria sulle minusvalenze (non compensano altri ETF; zainetto 4 anni). Essendo ad accumulazione, l’imposta si paga solo alla vendita. Con intermediario italiano fa tutto la banca (bollo 0,2%); con broker estero servono RW e IVAFE. Attenzione: un’eventuale chiusura del fondo realizza forzatamente la plus/minus.

Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o un invito all’investimento. I dati di prodotto sono tratti da fonti ufficiali alla data indicata e possono variare nel tempo; verifica sempre il factsheet aggiornato e il KIID/KID prima di investire. Gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale.
AM
Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

Scopri di più → · LinkedIn

Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.