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L&G Clean Water UCITS ETF: analisi (ISIN IE00BK5BC891)

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L&G Clean Water UCITS ETF: analisi (ISIN IE00BK5BC891)
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 13 Giugno 2026

L&G Clean Water UCITS ETF: analisi completa (ISIN IE00BK5BC891)

Scheda completa dell’ETF dal taglio «clean water»: cosa cambia rispetto agli indici «acqua generale» (piu’ tecnologia, meno utility), il costo competitivo (0,49%), l’accumulazione e la tassazione italiana. Dati di prodotto datati.

  • TER 0,49% (sotto iShares e Amundi)
  • Taglio «clean water» (piu’ tecnologico)
  • Fisico · accumulazione · ~580 mln €
  • ETF azionario -> 26% con asimmetria

Dati di prodotto (TER, patrimonio, indice, politica) tratti dalla riga CSV verificata (justETF) del 12 giugno 2026. I valori variano nel tempo: verifica sempre il factsheet/KID aggiornato. Contenuto informativo, non consulenza.

L’L&G Clean Water UCITS ETF (ISIN IE00BK5BC891) e’ un ETF sull’acqua con un taglio leggermente diverso dai «classici» del segmento: come dice il nome, punta sull’acqua pulita («clean water»), cioe’ sulle aziende della depurazione, del trattamento e della qualita’ dell’acqua e delle relative tecnologie, piu’ che sulle sole grandi utility regolamentate. Replica l’indice Solactive Clean Water, e’ a replica fisica e ad accumulazione, domiciliato in Irlanda, con un costo annuo (TER) dello 0,49% (piu’ basso dei due grandi rivali iShares e Amundi) e un patrimonio dell’ordine di 580 milioni di euro.

L’angolo di questa scheda e’ proprio il taglio «clean water»: un’esposizione un po’ piu’ «tecnologica» e tematica al mondo dell’acqua, rispetto agli indici «acqua generale» di iShares (S&P Global Water) e Amundi (MSCI ACWI Water). Vedremo cosa significa in pratica, come si colloca rispetto agli altri ETF acqua, e perche’ il suo costo competitivo (0,49% contro 0,60-0,65%) e l’accumulazione lo rendono un’opzione interessante. Per il resto — l’acqua come megatrend difensivo, la fiscalita’ azionaria al 26% — vale quanto detto per gli altri ETF acqua, a cui rimandiamo: qui il filo conduttore e’ il focus sull’acqua «pulita».

1. Scheda sintetica del fondo

Nome completoL&G Clean Water UCITS ETF
ISINIE00BK5BC891
Indice replicatoSolactive Clean Water
TipologiaETF azionario tematico (acqua «pulita»)
Costo annuo (TER)0,49% (piu’ basso di iShares e Amundi)
ReplicaFisica
Politica dei proventiAccumulazione (dividendi reinvestiti)
Patrimonio (AUM)circa 580 milioni di euro (al 12 giugno 2026)
DomicilioIrlanda
UCITS / armonizzatoSi’ (UCITS, armonizzato)
In sintesi: ETF acqua dal taglio «CLEAN WATER» (indice Solactive): focus su depurazione, trattamento, qualita’ dell’acqua e tecnologie, piu’ che sulle sole utility. Fisico, Irlanda, accumulazione, ~580 mln €. Punto di forza: TER 0,49%, piu’ basso di iShares e Amundi. ETF azionario: 26%, asimmetria.

2. Perche’ investire nell’acqua (e il taglio «clean»)

Ricordiamo brevemente perche’ si investe nell’acqua. E’ una risorsa essenziale e sotto pressione crescente: la domanda mondiale aumenta, l’offerta di acqua dolce e’ limitata e minacciata dal clima, e c’e’ un enorme bisogno di investimenti nelle infrastrutture (acquedotti vecchi, depuratori da costruire). Investire nell’acqua significa puntare sulle aziende che la gestiscono, depurano e «rendono efficiente». Gli ETF acqua «generalisti» (iShares, Amundi) mescolano due mondi: le utility idriche regolamentate (stabili, da dividendo) e le imprese di tecnologia per l’acqua (piu’ dinamiche).

Il taglio «clean water» di questo L&G inclina la bilancia verso il secondo mondo: il focus e’ sulle aziende che si occupano della qualita’ e della «pulizia» dell’acqua — depurazione, trattamento delle acque reflue, filtraggio, analisi, tecnologie per rimuovere contaminanti, sistemi di efficienza. E’ un sottoinsieme piu’ tematico e «tecnologico» del mondo acqua, centrato sull’idea (potente e d’attualita’) che garantire acqua pulita e sicura sia una sfida crescente: inquinamento, contaminanti emergenti, depurazione delle acque reflue, riuso. Rispetto a un indice «acqua generale», questo taglio e’ un po’ meno «utility» e un po’ piu’ «soluzioni e tecnologia», con le conseguenze che vedremo in termini di profilo e volatilita’.

3. «Clean water»: un taglio piu’ tecnologico

Vale la pena capire cosa cambia, in pratica, con il taglio «clean water» rispetto agli indici «acqua generale». Un indice come l’S&P Global Water (iShares) o l’MSCI ACWI Water (Amundi) e’ bilanciato tra utility (la parte difensiva, da dividendo) e tecnologia. Un indice «clean water» come il Solactive replicato da questo L&G tende a dare piu’ spazio al mondo delle soluzioni per la qualita’ dell’acqua: trattamento, depurazione, filtraggio, tecnologie. Questo ha due conseguenze.

La prima e’ il profilo di rischio/rendimento: un taglio piu’ «tecnologico» tende a essere un po’ meno difensivo e un po’ piu’ «growth» rispetto a un indice ricco di utility, perche’ le aziende di tecnologia e soluzioni sono piu’ legate al ciclo e alle aspettative di crescita (potenzialmente piu’ redditizie ma anche piu’ volatili). La seconda e’ la «storia» d’investimento: il «clean water» intercetta un tema molto sentito — la sfida di garantire acqua pulita e sicura di fronte a inquinamento, contaminanti emergenti e crescente attenzione normativa — che ad alcuni investitori appare piu’ «mirato» e attuale del generico «acqua». Non e’ ne’ meglio ne’ peggio degli indici generalisti: e’ un taglio diverso, leggermente piu’ tecnologico e tematico, che va scelto se se ne condivide l’impostazione. In pratica, comunque, le differenze di andamento tra i vari ETF acqua tendono a essere contenute: il tema di fondo e’ lo stesso, e i panieri si sovrappongono in buona parte, dato che le grandi aziende dell’acqua finiscono, chi piu’ chi meno, in tutti gli indici del settore.

Da ricordare: il «clean water» pesa di piu’ su soluzioni e tecnologia (qualita’ dell’acqua, depurazione) e meno sulle utility «difensive» da dividendo. Un po’ piu’ «growth» e volatile, ma centrato su un tema sentito (acqua pulita e sicura).

4. Da dove arriva la domanda (depurazione, PFAS, riuso)

Per valutare il taglio «clean water» conviene capire da dove arriva la domanda di soluzioni per la qualita’ dell’acqua. Il primo motore e’ la depurazione delle acque reflue: in mezzo mondo (paesi sviluppati ed emergenti) servono nuovi impianti e l’ammodernamento di quelli esistenti, per trattare scarichi civili e industriali prima di restituirli all’ambiente. Il secondo sono i contaminanti emergenti: sostanze come i «PFAS» (i cosiddetti «inquinanti eterni»), microplastiche, residui farmaceutici e nitrati richiedono tecnologie di rimozione sempre piu’ sofisticate, spinte da normative via via piu’ severe sulla qualita’ dell’acqua potabile.

Il terzo motore e’ il riuso e l’efficienza: di fronte alla scarsita’, cresce la domanda di tecnologie per riciclare l’acqua (industriale, agricola, urbana) e per ridurre gli sprechi, dalle reti «intelligenti» che rilevano le perdite ai sistemi di dissalazione. Il quarto e’ la regolamentazione: governi e autorita’ alzano costantemente l’asticella sugli standard di qualita’ e depurazione, creando una domanda «obbligata» di soluzioni. Sono tutti fattori strutturali e di lungo periodo, che danno alla tesi «clean water» fondamenta concrete. La differenza rispetto a un indice «acqua generale» e’ che questo taglio punta piu’ direttamente sulle aziende che forniscono queste soluzioni (tecnologia, impianti, trattamento), e meno sulle utility che gestiscono il servizio — un’inclinazione verso la parte piu’ «innovativa» del tema.

Da ricordare: domanda da depurazione, contaminanti emergenti (PFAS, microplastiche), riuso/efficienza e regolamentazione sempre piu’ severa. Il taglio «clean water» punta sulle aziende che forniscono queste soluzioni, piu’ che sulle utility.

5. Il costo competitivo (TER 0,49%)

Un punto a favore di questo L&G e’ il costo competitivo. Con un TER dello 0,49%, e’ piu’ economico dei due grandi rivali «storici» (l’iShares Global Water allo 0,65%, l’Amundi MSCI Water allo 0,60%), pur restando piu’ caro del piccolo Xtrackers (0,35%). Su un tema dove i costi sono strutturalmente alti (e’ una nicchia, non un indice globale a basso costo), una differenza di 0,11-0,16 punti percentuali l’anno rispetto ai leader non e’ trascurabile: su un orizzonte lungo, ogni decimo di punto risparmiato si traduce in piu’ rendimento netto per l’investitore.

Questo rende il L&G Clean Water un’opzione interessante per il rapporto qualita’/prezzo: offre un’esposizione al tema acqua (con il taglio «clean water») a un costo inferiore a quello dei due prodotti piu’ famosi e grandi, pur con una dimensione piu’ che adeguata (circa 580 milioni di euro, sufficiente per liquidita’ e solidita’). Per l’investitore attento ai costi, che non ha una preferenza forte per l’indice «acqua generale» dei leader, e’ un’alternativa concreta e ben posizionata. Resta il fatto che, anche allo 0,49%, e’ pur sempre un ETF tematico di nicchia: il costo e’ competitivo nel suo segmento, ma alto rispetto a un indice azionario globale (0,10-0,20%) — il «pedaggio» inevitabile dei tematici.

Una precisazione, per evitare di sopravvalutare il fattore costo. La differenza di TER tra questo L&G e i due leader (0,11-0,16 punti l’anno) e’ reale e, composta su molti anni, conta; ma non e’ cosi’ grande da rendere il L&G «automaticamente migliore». Se un investitore preferisce nettamente il taglio «acqua generale» (piu’ utility, piu’ difensivo) di iShares o Amundi, o vuole la classe a distribuzione per la rendita, quelle esigenze possono valere piu’ di qualche decimo di punto di costo. Il costo competitivo del L&G e’, insomma, un buon argomento a parita’ di tutto il resto, e un punto di forza per chi e’ indifferente al taglio specifico — ma non l’unico criterio. La scelta migliore resta quella che combina il taglio, i proventi e il costo piu’ adatti alle proprie preferenze, e su questo fronte il L&G offre un’opzione «clean water», ad accumulazione, conveniente.

Costo annuo (TER): il L&G e' piu' economico dei leaderiShares Global Water0.65%Amundi MSCI Water0.60%L&G Clean Water (questo)0.49%Xtrackers Clean Water & Sanitation0.35%
Costo annuo (TER) degli ETF acqua dello stesso CSV: il L&G e’ piu’ economico dei due leader (iShares, Amundi). Fonte: riga CSV verificata (justETF) del 12 giugno 2026.

6. Accumulazione (per chi accumula)

Questo ETF e’ ad accumulazione: i dividendi delle aziende non vengono staccati, ma reinvestiti automaticamente dentro il fondo. Per l’investitore italiano in fase di accumulo e’ la scelta fiscalmente piu’ efficiente: i dividendi reinvestiti non vengono tassati subito, e il 26% si paga solo alla vendita (differimento d’imposta, che lascia lavorare per intero l’interesse composto). Con il taglio «clean water», piu’ tecnologico e meno «da dividendo» rispetto agli indici ricchi di utility, i dividendi staccati sono verosimilmente piu’ contenuti, ma il vantaggio del reinvestimento automatico resta valido.

Chi cerca una rendita periodica, invece, dovrebbe orientarsi su un ETF acqua a distribuzione (per esempio le classi dist di iShares o Amundi): questo L&G, essendo solo ad accumulazione, non stacca cedole. E’ quindi pensato per chi vuole far crescere il capitale, non per chi vuole incassare un flusso di denaro. E’ una caratteristica da tenere presente nella scelta: la politica dei proventi (accumulazione qui) deve essere coerente con le proprie esigenze (crescita o rendita).

Da capire bene: questo ETF e’ SOLO ad accumulazione (reinveste i dividendi, 26% solo alla vendita): efficiente per chi accumula. Chi cerca una RENDITA periodica deve guardare a un ETF acqua a distribuzione (iShares/Amundi dist).

7. I rischi: nicchia, volatilita’, costo

I rischi di questo ETF sono quelli di un tematico azionario sull’acqua, con qualche sfumatura legata al taglio «clean water». Il primo e’ la concentrazione settoriale: e’ un ETF su una nicchia (l’acqua, e in particolare l’acqua «pulita»), meno diversificato di un indice globale. Il secondo, specifico del taglio piu’ tecnologico, e’ una volatilita’ potenzialmente un po’ maggiore rispetto agli indici ricchi di utility «difensive»: il «clean water» pesa di piu’ su aziende di soluzioni e tecnologia, piu’ legate al ciclo. Il terzo e’ il rischio di valutazione (l’acqua e i temi «clean/ESG» sono popolari, a tratti cari).

Il quarto e’ il rischio regolatorio (anche se meno marcato che per un indice tutto utility, le aziende del settore sono comunque sensibili alle normative ambientali e sulle acque). Il quinto e’ il rischio di cambio (paniere globale, in larga parte in dollari e altre valute). Il sesto e’ il costo (TER 0,49%): competitivo nel segmento, ma alto rispetto a un indice globale. C’e’ infine il tema della composizione specifica dell’indice Solactive: indici «tematici» costruiti da provider diversi possono includere aziende un po’ differenti, ed e’ bene capire (dal factsheet) cosa contiene davvero. Nel complesso, e’ un tematico relativamente «morbido» ma un po’ piu’ tecnologico dei generalisti, da trattare come posizione «satellite» contenuta.

Un rischio «invisibile» merita una nota: la sovrapposizione con il resto del portafoglio. Le aziende di tecnologia e soluzioni per l’acqua sono in parte gia’ presenti dentro gli indici azionari globali e in altri ETF tematici/industriali: comprando il L&G se ne aggiunge una dose «extra» e mirata. E’ lo scopo di un tematico, ma e’ bene esserne consapevoli per non concentrare troppo rischio sul settore. C’e’ poi un rischio «narrativo» tipico dei temi «green/clean»: l’entusiasmo per un tema d’attualita’ puo’ gonfiare temporaneamente le valutazioni delle aziende coinvolte, esponendo chi compra «sull’onda» a delusioni se le aspettative si ridimensionano. Come per ogni tematico, l’approccio sensato e’ una quota contenuta, un orizzonte lungo e la consapevolezza che si tratta di una scommessa settoriale, per quanto su un tema solido.

Patrimonio (mln €): adeguato, sotto i colossiiShares Global Water dist1774Amundi MSCI Water dist1448L&G Clean Water (questo)580Xtrackers Clean Water & Sanitation7
Patrimonio (mln €) degli ETF acqua dello stesso CSV: il L&G e’ adeguato, sotto i colossi. Fonte: riga CSV verificata (justETF) del 12 giugno 2026.

8. Per chi ha senso (e per chi no)

Per chi ha senso questo ETF? Per l’investitore che: 1) crede nel megatrend dell’acqua e in particolare nella sfida dell’acqua pulita e sicura (depurazione, trattamento, qualita’); 2) apprezza un taglio un po’ piu’ «tecnologico» e tematico rispetto agli indici «acqua generale» ricchi di utility; 3) e’ attento ai costi (il TER 0,49% e’ inferiore a iShares e Amundi); 4) e’ in fase di accumulo e apprezza l’accumulazione; 5) lo usa come quota «satellite» contenuta. Per questo profilo, il L&G Clean Water e’ un’alternativa ben posizionata, dal buon rapporto qualita’/prezzo.

Ha meno senso per chi cerca una rendita periodica (e’ solo ad accumulazione: meglio una classe a distribuzione), per chi vuole il taglio piu’ «difensivo» e ricco di utility degli indici «acqua generale» (iShares, Amundi), o per chi cerca il costo assoluto piu’ basso (il piccolo Xtrackers, allo 0,35%, costa meno). E ha poco senso per chi cerca un mattone «core»: l’acqua resta una scommessa tematica. La sintesi: questo L&G e’ l’opzione «clean water, tecnologica e a costo competitivo» tra gli ETF acqua — un taglio un po’ piu’ tematico, accumulazione, TER inferiore ai leader — da scegliere in modo deliberato e in quota contenuta, sapendo che esistono alternative piu’ «utility», a distribuzione o ancora piu’ economiche.

Un’ultima riflessione sul dosaggio. Come ogni tematico, anche il L&G Clean Water va usato in quota contenuta, affiancato a un nucleo ben diversificato di azioni globali. Il suo taglio un po’ piu’ tecnologico lo rende potenzialmente un filo piu’ volatile di un ETF acqua «tutto utility», quindi se ne dovrebbe tenere conto nel dimensionare la posizione. Il vantaggio di costo (TER 0,49%) e la solidita’ del patrimonio (~580 milioni) lo rendono comunque un veicolo adatto a un investimento di lungo periodo «compra e tieni», coerente con la sua politica ad accumulazione. La sintesi pratica: e’ un’ottima alternativa «value» (per costo) e tematica (per taglio) ai due grandi leader, per chi condivide il focus sull’acqua pulita e accumula nel tempo.

9. Struttura, replica e costi

Sul piano tecnico, l’L&G Clean Water UCITS ETF e’ un fondo UCITS (lo standard europeo con patrimonio separato e tutele per il risparmiatore), domiciliato in Irlanda — con i consueti vantaggi sulla doppia imposizione dei dividendi esteri grazie ai trattati irlandesi. La replica e’ fisica (il fondo compra realmente le azioni dell’indice Solactive Clean Water). La politica e’ ad accumulazione: i dividendi vengono reinvestiti automaticamente, alimentando la crescita composta senza tassazione immediata. Il patrimonio e’ dell’ordine di 580 milioni di euro: piu’ che adeguato per liquidita’ e solidita’, anche se inferiore ai colossi iShares e Amundi.

Il costo annuo (TER) dello 0,49% e’ il punto di forza: piu’ basso di iShares (0,65%) e Amundi (0,60%), pur restando superiore al piccolo Xtrackers (0,35%). Su un tema dove i costi sono strutturalmente alti, e’ un vantaggio concreto. Il messaggio operativo: e’ un prodotto solido e ben costruito, l’opzione «clean water» a costo competitivo tra gli ETF acqua — un taglio un po’ piu’ tecnologico, accumulazione, TER inferiore ai leader — ideale per l’investitore attento ai costi che condivide il focus sull’acqua «pulita», purche’ si accetti la natura tematica e di nicchia dell’investimento.

10. Tassazione italiana

Sul piano fiscale, questo e’ un ETF azionario UCITS armonizzato domiciliato in Irlanda: per l’investitore italiano valgono le regole degli ETF azionari. Le plusvalenze alla vendita sono tassate al 26%; non si applica il 12,5% riservato ai titoli di Stato white list.

Vale la consueta asimmetria fiscale: il guadagno e’ «reddito di capitale», le perdite sono «redditi diversi». In pratica non puoi compensare un guadagno su questo ETF con minusvalenze pregresse, e le minusvalenze che generi finiscono nello «zainetto fiscale», utilizzabili solo contro «redditi diversi» (azioni singole, certificati, ETC) entro quattro anni. E’ il limite tipico di tutti gli ETF azionari armonizzati.

Il punto a favore di questo ETF e’ l’accumulazione: non distribuendo dividendi, non genera tassazione durante il possesso; il 26% si applica solo alla vendita, differendo l’imposta e lasciando lavorare l’interesse composto. Con il taglio «clean water», piu’ tecnologico, i dividendi sono verosimilmente piu’ contenuti rispetto a un indice ricco di utility, ma il vantaggio del differimento resta. Sul fronte operativo: con un intermediario italiano in regime amministrato fa tutto la banca (26% alla vendita, bollo 0,2% annuo), senza obblighi RW; con un broker estero in regime dichiarativo te ne occupi tu, con quadro RW e IVAFE (0,2%), oltre al rischio di cambio. La fiscalita’ e’ identica a quella degli altri ETF acqua azionari: cio’ che distingue questo L&G non e’ il fisco, ma il taglio «clean water» e il costo competitivo.

Vale la pena ribadire un concetto, perche’ e’ la chiave per scegliere bene tra gli ETF acqua: la fiscalita’ e’ uguale per tutti (sono tutti ETF azionari armonizzati: 26%, asimmetria minus/plus, bollo 0,2%). Quindi il fisco non aiuta a distinguere un ETF acqua dall’altro. Cio’ che li differenzia, e su cui ha senso ragionare, sono: il taglio dell’indice (qui «clean water», piu’ tecnologico), la politica dei proventi (qui accumulazione, per chi accumula) e il costo (qui 0,49%, competitivo). E’ su queste tre dimensioni — non sulla fiscalita’, identica — che si gioca la scelta tra il L&G e gli altri ETF acqua. Conoscere questa «mappa» evita di perdersi: una volta decisi taglio, proventi e budget di costo, il prodotto giusto emerge quasi da se’.

Esempio: quanto conta il costo (TER) nel tempo

Un esempio numerico: il peso del costo. Immagina di investire 20.000 euro e di tenerli per 20 anni, con un rendimento lordo ipotetico del 6% l’anno (le cifre sono solo illustrative). Con un TER dello 0,49% (questo L&G), il costo annuo erode una parte del rendimento; con lo 0,65% di un rivale «storico», l’erosione e’ maggiore. La differenza di 0,16 punti l’anno sembra minima, ma composta su 20 anni su un capitale crescente diventa una somma tutt’altro che trascurabile (diverse centinaia di euro, a seconda dell’andamento). E’ la dimostrazione concreta del perche’, a parita’ di tema e di taglio simile, il costo conta: su orizzonti lunghi, ogni decimo di punto risparmiato sul TER si traduce in piu’ capitale finale. Sul piano fiscale, trattandosi di un ETF azionario ad accumulazione, l’imposta del 26% si paga solo alla vendita (differimento). Il risultato in euro dipende anche dai cambi.

Da ricordare: ETF azionario -> 26% sulle plusvalenze, minusvalenze NON compensabili (asimmetria). Essendo ad ACCUMULAZIONE, l’imposta si paga solo alla vendita (differimento). La fiscalita’ e’ identica agli altri ETF acqua; cio’ che distingue il L&G e’ il taglio e il costo. RW/IVAFE solo con broker estero.

11. Conclusione

L’L&G Clean Water UCITS ETF (ISIN IE00BK5BC891) e’ l’opzione dal taglio «clean water» tra gli ETF sull’acqua: un focus un po’ piu’ tecnologico e tematico (depurazione, trattamento, qualita’ dell’acqua) rispetto agli indici «acqua generale» ricchi di utility di iShares e Amundi. Replica fisica, indice Solactive Clean Water, accumulazione, patrimonio adeguato (~580 milioni) e — punto di forza — un costo competitivo (TER 0,49%, inferiore ai due leader).

Va capito per il suo taglio: piu’ «soluzioni e tecnologia», un po’ meno «utility difensive», quindi potenzialmente un po’ piu’ volatile ma centrato su un tema molto sentito (l’acqua pulita e sicura). E’ ad accumulazione (per chi accumula; chi cerca rendita guardi alle classi a distribuzione di altri ETF acqua). Sul piano fiscale e’ un normale ETF azionario (26%, asimmetria minus/plus; differimento grazie all’accumulazione). E’ un tematico relativamente difensivo ma un po’ piu’ tecnologico, sempre «satellite». Il suo punto di forza e’ il rapporto qualita’/prezzo: esposizione al tema acqua a un costo inferiore ai leader. Per la scelta tra i vari ETF acqua (taglio, indice, proventi, costo) e per dimensionare il tutto, vale la pena consultare le nostre altre schede sull’acqua, il pillar dedicato o un professionista.

Domande frequenti

Cosa significa il taglio «clean water»?

Significa che l’ETF si concentra di piu’ sull’acqua PULITA: depurazione, trattamento delle acque reflue, filtraggio, qualita’ e tecnologie per rimuovere contaminanti, piu’ che sulle sole grandi utility regolamentate. E’ un sottoinsieme piu’ «tecnologico e tematico» del mondo acqua rispetto agli indici «acqua generale» di iShares e Amundi.

In cosa si differenzia da iShares e Amundi?

Soprattutto nel taglio (piu’ «tecnologia/soluzioni», meno «utility difensive») e nel COSTO: il L&G ha un TER dello 0,49%, piu’ basso dell’iShares (0,65%) e dell’Amundi (0,60%). Inoltre e’ solo ad accumulazione, mentre iShares e Amundi hanno anche classi a distribuzione.

E' piu' o meno rischioso degli altri ETF acqua?

Potenzialmente un po’ piu’ volatile: il taglio «clean water» pesa di piu’ su aziende di tecnologia e soluzioni (piu’ legate al ciclo, piu’ «growth») e un po’ meno sulle utility «difensive» da dividendo. In pratica, comunque, le differenze di andamento tra gli ETF acqua tendono a essere contenute.

Stacca dividendi?

No: e’ solo ad ACCUMULAZIONE, quindi reinveste i dividendi (efficiente per chi accumula, 26% solo alla vendita). Chi cerca una rendita periodica dovrebbe orientarsi su un ETF acqua a distribuzione (come le classi dist di iShares o Amundi).

Come e' tassato in Italia?

Come un ETF azionario armonizzato: plusvalenze al 26% («reddito di capitale»), con la consueta ASIMMETRIA (minusvalenze «redditi diversi», non compensabili con altri ETF). Essendo ad ACCUMULAZIONE, l’imposta si paga solo alla vendita (differimento). Bollo 0,2% annuo; RW/IVAFE solo con broker estero.

Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o un invito all’investimento. I dati di prodotto sono tratti da fonti ufficiali alla data indicata e possono variare nel tempo; verifica sempre il factsheet aggiornato e il KIID/KID prima di investire. Gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale.
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Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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