Approfondimento

VanEck Sustainable Future of Food: analisi (ISIN IE0005B8WVT6)

in
VanEck Sustainable Future of Food: analisi (ISIN IE0005B8WVT6)
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

Come aggiorniamo i contenuti
📅 Pubblicato il 13 Giugno 2026

VanEck Sustainable Future of Food UCITS ETF: analisi completa (ISIN IE0005B8WVT6)

Scheda completa dell’ETF VanEck sul «future of food» sostenibile: il confronto con il gemello Rize (quale scegliere), il fattore decisivo della dimensione (fondo piccolo), i rischi del tematico e la tassazione italiana. Dati verificati.

  • TER 0,45% · replica fisica · accumulazione
  • Gemello del Rize Future of Food
  • Fondo minuscolo (~12 mln): rischio chiusura
  • ETF azionario armonizzato → 26%

Dati di prodotto (ISIN, TER, patrimonio, replica, politica, domicilio) verificati al 12 giugno 2026. Fonte: justETF (dati verificati al 12 giugno 2026) e indice MVIS Global Future of Food ESG. La composizione di un fondo tematico varia nel tempo. Contenuto a scopo informativo, non consulenza finanziaria.

Il VanEck Sustainable Future of Food UCITS ETF (ISIN IE0005B8WVT6) e’ un fondo azionario tematico che punta sulla transizione del sistema alimentare: proteine alternative, agricoltura sostenibile e di precisione, ingredienti e packaging innovativi, sicurezza alimentare. E’ ad accumulazione, ha un costo annuo (TER) dello 0,45% e replica l’indice MVIS Global Future of Food ESG. Fin qui, la descrizione assomiglia molto a quella di un altro ETF: il Rize Sustainable Future of Food. E qui sta il punto.

Sul mercato esistono due ETF quasi gemelli sullo stesso identico tema — il VanEck e il Rize — con lo stesso costo e una tesi sovrapponibile. La domanda vera di chi cerca proprio questo prodotto, allora, e’ spesso un’altra: «VanEck o Rize? Quale dei due «future of food» scegliere?». E’ una domanda legittima, e questa scheda le da’ una risposta argomentata, perche’ l’angolo qui non e’ tanto il tema (che abbiamo gia’ approfondito nella scheda dedicata al Rize), quanto la scelta tra i due emittenti — e, soprattutto, un fattore che fa pendere la bilancia in modo netto: la dimensione.

1. Scheda sintetica del fondo

Nome completoVanEck Sustainable Future of Food UCITS ETF (Acc)
ISINIE0005B8WVT6
Indice replicatoMVIS Global Future of Food ESG
TemaTransizione del sistema alimentare (proteine alternative, agricoltura sostenibile, food-tech)
Costo annuo (TER)0,45%
Metodo di replicaFisica
Politica dei proventiAccumulazione (proventi reinvestiti)
Valuta del fondoUSD (dollaro USA)
DomicilioIrlanda
UCITS / armonizzatoSi’ (UCITS, armonizzato)
Patrimonio (AUM)circa 12 milioni di euro (al 12 giugno 2026)
StrutturaETF azionario tematico (ESG)
In sintesi: uno dei due ETF «gemelli» sul «future of food» sostenibile (l’altro e’ il Rize). Stesso TER (0,45%), tesi sovrapponibile. La differenza che conta: il VanEck e’ minuscolo (~12 mln), quindi meno liquido e piu’ esposto al rischio di chiusura.

2. Il tema e l’indice MVIS Global Future of Food

Cominciamo dal tema, comune a entrambi i fondi. L’idea e’ che il modo in cui produciamo, confezioniamo e consegniamo il cibo dovra’ cambiare profondamente nei prossimi decenni: la popolazione cresce, la terra coltivabile e l’acqua sono risorse sotto pressione, e l’impatto ambientale dell’attuale sistema alimentare e’ enorme. Da qui la tesi: investire nelle aziende che stanno costruendo il «cibo del futuro» — piu’ efficiente, piu’ sostenibile, meno dipendente da risorse scarse.

Il VanEck traduce questa tesi tramite l’indice MVIS Global Future of Food ESG, che seleziona aziende globali attive in aree come le proteine alternative, l’agricoltura sostenibile e di precisione, gli ingredienti e gli imballaggi innovativi e la tecnologia alimentare, con un filtro di sostenibilita’ (ESG). E’ un perimetro tematico, non «di mercato»: il fondo non prende le aziende piu’ grandi a prescindere, ma quelle coerenti con il tema. Questo lo rende, come il gemello Rize, un fondo concentrato su un numero contenuto di titoli, esposto al destino di sottosettori ancora giovani. Anche se l’indice di partenza e’ diverso da quello del Rize (Foxberry), la sostanza economica e’ molto simile: due strumenti che scommettono sullo stesso cambiamento strutturale, con sfumature di selezione che pesano molto meno di quanto si creda.

Un aspetto da capire bene e’ che, proprio perche’ il tema e’ ampio e ancora in via di definizione, la composizione di un fondo come questo puo’ cambiare nel tempo: i confini del «future of food» non sono scolpiti nella pietra, e l’indice puo’ rivedere periodicamente quali aziende includere. Questo lo rende uno strumento «vivo», che evolve con il tema, ma anche meno prevedibile di un indice di mercato tradizionale. Per l’investitore, la conseguenza pratica e’ che non si compra un paniere stabile e noto, ma una scommessa su un settore in formazione, la cui forma esatta e’ destinata a mutare. E’ un motivo in piu’ per limitarsi a una quota contenuta e per non aspettarsi il comportamento «tranquillo» di un fondo diversificato e maturo.

3. VanEck o Rize? Il confronto tra i due gemelli

Veniamo al cuore di questa scheda: VanEck o Rize? Partiamo da cio’ che li accomuna, ed e’ molto. Entrambi sono ETF azionari tematici ESG sul «future of food», entrambi ad accumulazione, entrambi a replica fisica, entrambi domiciliati in Irlanda e — dettaglio non banale — entrambi con lo stesso identico TER dello 0,45%. Sul piano del costo, quindi, la scelta e’ un pareggio perfetto. Anche le tesi d’investimento sono sovrapponibili: chi compra l’uno o l’altro sta facendo, in sostanza, la stessa scommessa sulla trasformazione del cibo.

La prima differenza «di superficie» e’ l’indice: il VanEck segue l’MVIS Global Future of Food ESG, il Rize il Foxberry Tematica Research Sustainable Future of Food. Indici diversi significano regole di selezione e pesi leggermente diversi, e quindi rendimenti che non saranno mai identici: in certi periodi sara’ avanti l’uno, in altri l’altro. Ma — come accade per i «cloni» sullo stesso tema — prevedere in anticipo quale fara’ meglio e’ impossibile: sono due implementazioni della stessa idea, non due strategie alternative. La differenza di rendimento e’ un fattore imprevedibile, non un criterio di scelta affidabile. C’e’ pero’ una differenza che e’ un criterio di scelta solido, e pende nettamente a sfavore del VanEck: la dimensione.

Vale la pena sottolineare un punto spesso frainteso: due ETF sullo stesso tema con indici diversi non sono «strategie alternative» tra cui scommettere su quale vincera’. Sono due tentativi di catturare la stessa idea — il futuro del cibo — con metodologie di selezione leggermente differenti. Chi spera di «scegliere il vincitore» tra VanEck e Rize insegue, in larga misura, un’illusione: le piccole differenze di rendimento dipendono da dettagli di indice e da fasi di mercato, e si alternano nel tempo senza un chiaro vantaggio strutturale dell’uno sull’altro. Per questo il criterio razionale di scelta si sposta su elementi oggettivi e stabili — costo (qui pari) e dimensione (qui nettamente a favore del Rize) — piuttosto che sulla rincorsa di un rendimento passato che non si ripetera’ allo stesso modo.

Da capire: stesso tema, stesso costo, stessa struttura. Gli indici diversi (MVIS vs Foxberry) producono rendimenti che non saranno mai identici, ma in modo imprevedibile: non e’ un criterio di scelta affidabile.

4. Il fattore decisivo: la dimensione

Qui sta il vero discrimine. Il VanEck Sustainable Future of Food, al 12 giugno 2026, gestisce un patrimonio di circa 12 milioni di euro. E’ una cifra molto piccola, persino per gli standard dei fondi tematici di nicchia. Per confronto, il gemello Rize sullo stesso tema gestisce circa 52 milioni — oltre quattro volte tanto — e resta comunque un fondo piccolo rispetto ai grandi ETF di mercato. Un patrimonio cosi’ contenuto ha conseguenze pratiche che vanno ben oltre la statistica.

La prima e’ la liquidita’: un fondo minuscolo tende a essere poco scambiato, con uno spread denaro-lettera piu’ ampio — cioe’ un costo implicito in piu’ ogni volta che si compra o si vende. La seconda, piu’ seria, e’ il rischio di chiusura: un ETF che non raccoglie abbastanza asset puo’ diventare antieconomico per l’emittente, che a quel punto puo’ decidere di liquidarlo. La liquidazione non comporta, di per se’, la perdita del capitale (il valore residuo viene restituito al netto delle spese), ma e’ un evento scomodo e involontario: arriva quando decide l’emittente, magari in una fase di mercato sfavorevole, cristallizza eventuali perdite e puo’ avere strascichi fiscali (una vendita forzata e’ comunque un realizzo). Su un fondo da 12 milioni, questo rischio e’ tutt’altro che teorico, ed e’ la ragione principale per cui, a parita’ di tutto il resto (tema, costo, struttura), il fratello piu’ grande tende a essere la scelta piu’ prudente.

Patrimonio (milioni di euro): VanEck vs i fratelli del confrontoRize Future of Food52 mlnVanEck Future of Food12 mlnWisdomTree Wheat (ETC)101 mlnWisdomTree Grains (ETC)67 mln
Patrimonio in milioni di euro: il VanEck a confronto con il gemello Rize e con gli ETC del tema. Dati verificati al 12 giugno 2026.
Da ricordare: 12 milioni e’ un patrimonio molto piccolo. Liquidita’ ridotta e rischio di chiusura piu’ alto rispetto al fratello da 52 milioni.

5. Quando ha senso preferire il VanEck

Significa che il VanEck e’ «da scartare»? No, ma va scelto con cognizione di causa. Ci sono ragioni legittime per preferirlo: chi ha fiducia nell’emittente VanEck (una casa specializzata proprio in ETF tematici e di nicchia) o ritiene piu’ convincente la metodologia dell’indice MVIS rispetto al Foxberry puo’ sceglierlo consapevolmente. Anche la coerenza di portafoglio e’ un criterio valido: chi gia’ possiede altri ETF VanEck puo’ preferire restare nella stessa «casa» per comodita’ di gestione.

Ma queste sono sfumature, e vanno soppesate contro un fatto concreto: la dimensione contenuta e il conseguente rischio di chiusura. Il consiglio operativo, per chi e’ indeciso, e’ semplice: se la convinzione sull’emittente o sull’indice non e’ forte, a parita’ di tema e costo conviene privilegiare il fondo piu’ grande e liquido, perche’ la dimensione e’ un vantaggio reale e misurabile, mentre la differenza di rendimento tra due gemelli e’ un’illusione imprevedibile. E, in ogni caso, vale la regola che abbiamo ripetuto per tutto il comparto: la scelta tra VanEck e Rize conta molto meno della decisione, ben piu’ sostanziale, di mettere (o non mettere) un tematico cosi’ rischioso in portafoglio — e in che proporzione.

Costo annuo (TER) vs i fratelli del confronto agricolturaVanEck Future of Food0.45%Rize Future of Food0.45%WisdomTree Grains (ETC)0.49%WisdomTree Agriculture EUR Hedged (ETC)0.49%
Costo annuo (TER): pareggio perfetto con il gemello Rize. La scelta non si gioca sul costo. Fonte: justETF (dati verificati al 12 giugno 2026) e indice MVIS Global Future of Food ESG.

6. «Future of food» e le altre porte all’agricoltura

Vale la pena ribadire, anche qui, una distinzione che e’ il filo conduttore del nostro confronto sull’agricoltura: il «future of food» e’ solo una delle porte d’ingresso al tema agricolo, e non quella tradizionale. Chi vuole l’agricoltura «solida e con dividendi» dovrebbe guardare all’agribusiness classico — ETF che comprano le aziende mature della filiera (fertilizzanti, sementi, macchine, trasformazione). Chi vuole una copertura tattica sui prezzi dei raccolti dovrebbe guardare agli ETC sulle materie prime agricole (grano, mais, soia), che hanno per giunta una fiscalita’ italiana diversa e piu’ favorevole sulle minusvalenze.

Il VanEck (come il Rize) e’, invece, una scommessa growth e di frontiera sull’innovazione alimentare: piu’ volatile, piu’ concentrata, piu’ incerta. Confondere queste porte e’ l’errore piu’ comune di chi «vuole investire nell’agricoltura» senza distinguere. Per inquadrare tutte le opzioni e capire quale faccia al caso proprio, e’ utile partire dal nostro confronto completo degli ETF sull’agricoltura, che mette in fila le tre famiglie con i rispettivi profili di rischio e di tassazione.

7. I rischi (elevati) del fondo

I rischi del VanEck Sustainable Future of Food sono elevati e in larga parte coincidono con quelli del gemello Rize, con un’aggravante sulla dimensione. Il primo e’ la concentrazione tematica: poche nicchie tecnologiche legate alla trasformazione del cibo; se quei sottosettori deludono, l’intero fondo ne risente, senza la rete di un indice ampio. Il secondo e’ il profilo «growth» e volatile: aziende giovani, valutazioni sensibili ad aspettative e tassi d’interesse, oscillazioni ampie. Le proteine alternative, in particolare, hanno gia’ attraversato cicli di forte entusiasmo seguiti da brusche delusioni di mercato. A cio’ si aggiunge la sensibilita’ ai tassi d’interesse: i titoli growth valgono soprattutto per i profitti attesi in un futuro lontano, e quando i tassi salgono quei profitti vengono «scontati» a un valore inferiore, penalizzando le quotazioni — un fenomeno che ha colpito duramente l’intero comparto dell’innovazione, food-tech compreso.

Il terzo, e qui piu’ marcato che altrove, e’ il rischio dimensionale: con appena 12 milioni di patrimonio, il fondo e’ poco liquido e relativamente esposto a una possibile chiusura. Il quarto e’ il rischio di cambio: le aziende sono in larga parte estere e quotate in valute diverse dall’euro, quindi il risultato per l’investitore italiano dipende anche dall’andamento dei cambi. Il quinto e’ il rischio «narrativa» tipico dei temi: una storia affascinante attrae capitali nelle fasi di euforia e delude quando l’entusiasmo rientra. Tutto cio’ conferma che un ETF del genere ha senso solo come piccola quota «satellite» di un portafoglio gia’ diversificato — e che, tra i due gemelli, la dimensione e’ una buona ragione per preferire quello piu’ grande.

Da capire bene: concentrazione tematica, profilo growth e volatile, rischio dimensione (12 mln), rischio di cambio, rischio «narrativa». Solo come piccola quota satellite.

8. Per chi ha senso (e per chi no)

Per chi ha senso questo ETF, e per chi no? Ha senso per l’investitore convinto della tesi sul futuro del cibo e consapevole del rischio, che preferisce l’emittente VanEck o l’indice MVIS e che — punto cruciale — accetta esplicitamente la dimensione contenuta del fondo, monitorandone l’evoluzione nel tempo. Ha senso per chi ha un orizzonte lungo e un’alta tolleranza alla volatilita’, perche’ un tema di frontiera come questo procede a strappi, con fasi di entusiasmo e fasi di delusione. E puo’ avere senso per chi gia’ detiene altri prodotti VanEck e cerca coerenza nel proprio portafoglio.

Ha invece poco senso per chi cerca un mattone «core»: per quello servono gli indici globali diversificati, non un tematico minuscolo e concentrato. Ha poco senso per chi ha un orizzonte breve o teme le forti oscillazioni. Ha poco senso per chi vuole una rendita (i dividendi sono strutturalmente bassi). E ha poco senso, in generale, per chi e’ indeciso tra i due gemelli ma non ha una ragione precisa per preferire il VanEck: in quel caso, la maggiore dimensione del Rize e’ un argomento concreto a favore del fratello piu’ grande. La regola di fondo, valida per ogni tematico, e’ duplice: dosaggio (una quota piccola) e consapevolezza (sapere esattamente cosa si compra e quali sono i suoi punti deboli, dimensione in testa).

9. Come usarlo: il modello core-satellite

Come si colloca un fondo cosi’ in una strategia sensata? Vale il modello «core-satellite». Il core, il cuore del portafoglio, dovrebbe essere fatto di strumenti ampi, diversificati e a basso costo — tipicamente un ETF azionario globale — che svolgono il lavoro principale di accumulazione del capitale con un rischio gestibile. Intorno al core si possono aggiungere, in quote contenute, alcuni satelliti: scommesse tematiche o geografiche piu’ rischiose, scelte deliberatamente per «inclinare» il portafoglio verso una propria convinzione.

Il VanEck Sustainable Future of Food e’ un satellite tipico: una piccola percentuale del portafoglio dedicata alla tesi del cibo del futuro, calibrata in modo che, se la scommessa va male, l’insieme non ne risenta in modo grave. Su un fondo cosi’ piccolo, anzi, c’e’ una ragione in piu’ per essere prudenti nel dosaggio: alla volatilita’ del tema si aggiunge il rischio specifico della dimensione. Usato come satellite ben dosato, e’ un’aggiunta legittima; usato come pilastro o in quote eccessive, diventa un azzardo. La differenza tra un investimento intelligente e una scommessa avventata, su strumenti del genere, sta quasi tutta nel peso assegnato. Per ragionare su quel peso e confrontare le diverse porte d’ingresso all’agricoltura, il nostro confronto dedicato e’ il punto di partenza.

Da ricordare: il cuore resta un ETF globale diversificato; questo «future of food» e’ un satellite, una piccola quota deliberata — e su un fondo cosi’ piccolo c’e’ una ragione in piu’ per non esagerare con il peso.

10. Struttura, replica fisica e domicilio irlandese

Sul piano tecnico, il VanEck Sustainable Future of Food e’ un fondo UCITS (lo standard europeo con tutele per il risparmiatore, diversificazione minima e patrimonio separato), domiciliato in Irlanda e ad accumulazione. La replica e’ fisica: il fondo possiede realmente le azioni dell’indice MVIS, senza derivati o controparti swap — la modalita’ piu’ trasparente, in cui si sa esattamente cosa si possiede e non si aggiunge rischio di controparte.

Il domicilio irlandese porta il consueto beneficio «silenzioso»: l’Irlanda gode di un’ampia rete di trattati fiscali che riducono le ritenute estere «a monte» sui dividendi incassati dal fondo — un piccolo vantaggio strutturale gia’ incorporato nel rendimento (anche se, trattandosi di società «growth», i dividendi sono comunque modesti). In sintesi, sul piano della struttura il VanEck e’ uno strumento «pulito» e standard, perfettamente in linea con il gemello Rize: le differenze rilevanti, lo ribadiamo, non stanno nella meccanica del fondo ma nella sua dimensione e nel rischio che ne deriva.

11. Tassazione italiana

Sul piano fiscale, il VanEck Sustainable Future of Food e’ un ETF azionario UCITS armonizzato domiciliato in Irlanda: valgono le regole degli ETF azionari, le stesse del gemello Rize. Le plusvalenze alla vendita sono tassate al 26%; non si applica il 12,5%, riservato ai titoli di Stato della white list. Questa e’ anche la differenza-chiave rispetto agli ETC sulle materie prime agricole, su cui torniamo subito.

Vale la consueta asimmetria fiscale: il guadagno e’ «reddito di capitale», la perdita e’ «reddito diverso». In pratica non puoi compensare un guadagno su questo ETF con minusvalenze pregresse, e le minusvalenze che eventualmente realizzi finiscono nello «zainetto fiscale», utilizzabili solo contro altri «redditi diversi» (plusvalenze su azioni singole, certificati o ETC) entro quattro anni. E’ il limite tipico di tutti gli ETF azionari armonizzati, gemello Rize incluso. Qui sta una differenza importante rispetto agli ETC sulle materie prime agricole: quelli generano «redditi diversi» e le loro minusvalenze sono compensabili con altre plusvalenze finanziarie. E’ la struttura del prodotto (ETF azionario vs ETC), non il fatto di essere «agricoli», a determinare il trattamento.

L’accumulazione aggiunge il vantaggio del differimento: non distribuendo proventi, il fondo non genera tassazione durante il possesso, e il 26% scatta solo alla vendita. Sugli adempimenti, con un intermediario italiano in regime amministrato fa tutto la banca, che applica anche il bollo dello 0,2% annuo, senza obblighi nel quadro RW. Con un broker estero in regime dichiarativo te ne occupi tu: quadro RW, IVAFE (0,2%) e tassazione delle plusvalenze, oltre alla gestione del rischio di cambio. Sul piano fiscale, va da se’, VanEck e Rize sono identici: la scelta dell’emittente non cambia un centesimo di imposta.

Esempio pratico

Un esempio numerico. Investi 6.000 euro nel VanEck Sustainable Future of Food e dopo qualche anno rivendi a 7.500: la plusvalenza e’ di 1.500 euro, tassata al 26% per 390 euro. Quei 390 euro non sono riducibili con minusvalenze pregresse, neppure se derivano da altri ETF azionari. Se avessi scelto il gemello Rize, la tassazione sarebbe stata identica: tra i due emittenti, dal punto di vista fiscale, non cambia nulla. E se l’investimento avesse invece prodotto una perdita di 1.500 euro, quella minusvalenza finirebbe nello zainetto e potrebbe compensare, entro quattro anni, solo «redditi diversi» (per esempio le plusvalenze di un ETC sui raccolti), non i guadagni di un altro ETF azionario. La differenza, ancora una volta, la fa la struttura del prodotto, non il settore.

Da ricordare: 26% sulle plusvalenze, niente 12,5%, asimmetria sulle minusvalenze (NON compensabili, a differenza degli ETC agricoli), differimento grazie all’accumulazione. Tassazione identica al Rize. RW/IVAFE solo con broker estero.

12. Conclusione

Il VanEck Sustainable Future of Food UCITS ETF e’ uno dei due ETF «gemelli» sul tema della transizione alimentare: una scommessa azionaria growth, tematica e a sfondo ESG sulle aziende che stanno reinventando il cibo. Sul piano della tesi e del costo (TER 0,45%) e’ praticamente equivalente al gemello Rize. La differenza che conta davvero, e l’angolo di questa scheda, e’ la dimensione: con circa 12 milioni di patrimonio, il VanEck e’ molto piccolo, quindi meno liquido e piu’ esposto al rischio di chiusura del fratello da 52 milioni.

La regola pratica, per chi e’ indeciso tra i due, e’ chiara: a parita’ di tema, costo e struttura, conviene privilegiare il fondo piu’ grande e liquido, a meno di una forte preferenza per l’emittente o l’indice del VanEck. E vale, ancora una volta, l’avvertenza di fondo: la scelta tra i due gemelli conta meno della decisione, piu’ sostanziale, di inserire un tematico cosi’ rischioso in portafoglio, e in che dose. Sul piano fiscale e’ un normale ETF azionario (26%, asimmetria delle minusvalenze, differimento grazie all’accumulazione, rischio di cambio, RW solo con broker estero), del tutto identico al Rize. Per collocare correttamente il «future of food» accanto alle altre porte d’ingresso al tema agricolo, parti dal nostro confronto completo degli ETF sull’agricoltura o confrontati con un professionista.

Domande frequenti

VanEck o Rize Future of Food: quale scegliere?

Sono due ETF quasi gemelli sullo stesso tema, con lo stesso TER (0,45%), entrambi azionari, ad accumulazione, a replica fisica e domiciliati in Irlanda. Gli indici sono diversi (MVIS per VanEck, Foxberry per Rize), ma la tesi e’ la stessa. La differenza che conta e’ la dimensione: il Rize (circa 52 mln) e’ molto piu’ grande del VanEck (circa 12 mln), quindi piu’ liquido e meno esposto al rischio di chiusura. A parita’ di tutto, conviene il fondo piu’ grande.

Perche' la dimensione di 12 milioni e' un problema?

Un ETF cosi’ piccolo e’ poco scambiato (spread piu’ ampi, costo implicito in piu’) e relativamente esposto al rischio che l’emittente lo chiuda per antieconomicita’. La chiusura non fa perdere il capitale (il valore residuo viene restituito), ma e’ involontaria, puo’ arrivare in un momento sfavorevole e avere strascichi fiscali. Va tenuta presente come fattore di rischio.

Il VanEck e' un ETF sull'agricoltura tradizionale?

No. Non compra le aziende storiche della filiera (fertilizzanti, macchine, sementi) ne’ il prezzo dei raccolti. Punta sulle aziende che stanno trasformando il sistema alimentare: proteine alternative, agricoltura sostenibile e di precisione, packaging e tecnologia alimentare. E’ un tematico growth, diverso dall’agribusiness classico e dagli ETC sui raccolti.

La tassazione e' diversa da quella del Rize?

No, e’ identica: entrambi sono ETF azionari armonizzati, tassati al 26% sulle plusvalenze, con asimmetria sulle minusvalenze (non compensabili con altri ETF). La scelta dell’emittente non cambia un centesimo di imposta. Diverso e’ il caso degli ETC sulle materie prime agricole, le cui minusvalenze sono invece compensabili.

Come e' tassato in Italia?

Come un normale ETF azionario armonizzato: plusvalenze al 26%, niente 12,5%, asimmetria sulle minusvalenze. Essendo ad accumulazione, l’imposta si paga solo alla vendita (differimento). Con intermediario italiano fa tutto la banca (piu’ bollo 0,2%); con broker estero servono quadro RW e IVAFE.

Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o un invito all’investimento. I dati di prodotto sono tratti da fonti ufficiali alla data indicata e possono variare nel tempo; verifica sempre il factsheet aggiornato e il KIID/KID prima di investire. Gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale.
AM
Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

Scopri di più → · LinkedIn

Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.