Amundi Physical Gold ETC: analisi completa (ISIN FR0013416716)
Scheda completa del «terzo grande» ETC sull’oro: oro fisico reale, costo 0,12%, firma del piu’ grande gestore europeo. L’alternativa solida ai colossi iShares e Invesco. Quale comprare, il rischio di cambio e la tassazione italiana vantaggiosa degli ETC. Dati ufficiali, sempre datati.
- TER 0,12% · oro fisico · ~9,6 mld €
- L’alternativa europea ai colossi
- ETC, non ETF: minus compensabili
- Firma Amundi, domicilio Francia
Dati di prodotto aggiornati al 12 giugno 2026. Fonte: justETF (dati di prodotto verificati). I TER e i patrimoni a confronto sono verificati alla stessa data e possono variare nel tempo.
L’Amundi Physical Gold ETC e’ uno dei principali strumenti europei per esporsi al prezzo dell’oro: con un patrimonio dell’ordine dei 9,6 miliardi di euro e un costo annuo di appena lo 0,12%, e’ tra i prodotti sull’oro fisico piu’ grandi, economici e accessibili per l’investitore italiano. Porta la firma di Amundi, il piu’ grande gestore di risparmio d’Europa, ed e’ domiciliato in Francia.
Se stai valutando proprio questo prodotto, la tua vera domanda e’ probabilmente: «l’Amundi Physical Gold e’ una buona alternativa ai due colossi iShares (SGLN) e Invesco (SGLD)? Conviene scegliere l’emittente europeo?». E’ la domanda giusta, perche’ sull’oro fisico esistono diversi prodotti quasi gemelli e la scelta dell’emittente genera dubbi. Questa scheda analizza l’Amundi Physical Gold con dati sempre datati, con un angolo preciso: il suo ruolo di terzo grande a basso costo, valida alternativa europea ai due colossi, e come collocarlo nella scelta. Per la panoramica completa rimandiamo alla guida ai migliori ETF (ETC) sull’oro.
1. Scheda sintetica del prodotto
| Nome completo | Amundi Physical Gold ETC (C) |
|---|---|
| ISIN | FR0013416716 |
| Emittente | Amundi (il piu’ grande gestore d’Europa) |
| Tipologia | ETC garantito da oro fisico (physically backed) |
| Sottostante | Prezzo dell’oro (in USD) |
| Costo annuo (TER) | 0,12% |
| Metodo di replica | Fisica (lingotti reali in caveau) |
| Politica dei proventi | Nessun provento (l’oro non distribuisce) |
| Copertura del cambio | No (esposto a euro/dollaro) |
| Valuta del fondo | USD (dollaro USA) |
| Domicilio | Francia |
| Patrimonio (AUM) | circa 9,6 miliardi di euro (al 12 giugno 2026) |
2. ETC, non ETF: che cosa compri davvero
Un chiarimento che evita errori: l’Amundi Physical Gold non e’ un ETF in senso stretto, ma un ETC (Exchange Traded Commodity). Non e’ un cavillo: e’ una distinzione che cambia la struttura giuridica e — per l’investitore italiano — la tassazione, in meglio. Un fondo comune armonizzato UCITS, per legge, non puo’ investire in un’unica materia prima: per questo l’oro «da Borsa» arriva come ETC.
Concretamente, un ETC come l’Amundi e’ un titolo garantito da oro fisico reale: a ogni quota corrisponde una frazione di lingotti effettivamente custoditi in caveau e periodicamente certificati. Non e’ un derivato sintetico ne’ «carta» sull’oro: e’ metallo vero, detenuto per conto degli investitori, semplicemente confezionato in un titolo quotabile. Questa struttura physically backed e’ cio’ che distingue gli ETC seri sull’oro dai prodotti piu’ rischiosi che replicano il prezzo con contratti derivati.
3. Perche’ l’oro in portafoglio (e quanto)
Ricordiamo perche’ si tiene l’oro, perche’ l’Amundi Physical Gold non e’ uno strumento di crescita. L’oro non produce nulla: niente dividendi, niente cedole. Non lo si compra per il rendimento, ma per il ruolo di bene rifugio: storicamente tende a tenere o ad apprezzarsi quando le borse crollano o quando l’inflazione corre, ed e’ poco correlato all’azionario. E’ un «assicuratore» del portafoglio, non un motore di rendimento.
Proprio perche’ non rende, l’oro va dosato: la quota tipicamente citata e’ piccola, dell’ordine del 5-10% del portafoglio, come diversificatore. Troppo oro «zavorra» i rendimenti di lungo periodo; un po’ d’oro puo’ ridurre le oscillazioni complessive e dare stabilita’ nei momenti di stress.
L’oro attrae perche’ e’ una riserva di valore riconosciuta da millenni: non e’ il debito di nessuno, non puo’ essere «stampato» come la moneta e nei periodi di forte inflazione o tensioni geopolitiche viene cercato da investitori e banche centrali di tutto il mondo. Ma non offre garanzie: ci sono stati lunghi tratti in cui ha reso poco o nulla in termini reali. Va inteso per cio’ che e’ — un’assicurazione di portafoglio — e non come una scommessa di crescita ne’ come una protezione automatica contro il caro-vita anno per anno. L’Amundi Physical Gold e’ un modo efficiente per ottenere questa dose difensiva, ma resta un ingrediente, non il piatto principale.
4. L’emittente Amundi e l’identita’ europea
L’angolo distintivo dell’Amundi Physical Gold e’ proprio l’emittente. Amundi e’ il piu’ grande gestore di risparmio d’Europa, nato dall’integrazione di realta’ storiche del risparmio continentale e oggi presente su tutta la gamma degli strumenti quotati. Per molti investitori europei questo conta: scegliere un grande emittente europeo, anziche’ i pur ottimi iShares (del gruppo statunitense BlackRock) o Invesco, e’ una preferenza legittima — per affinita’, per coerenza con altri strumenti gia’ detenuti, o semplicemente per fiducia nel marchio.
Sul piano della solidita’ della struttura, l’Amundi Physical Gold e’ allineato ai concorrenti di primo livello: oro fisico reale, allocato e custodito presso depositari di primo piano, con certificazione periodica. Non e’ un prodotto «di seconda fascia» a basso costo, ma un’alternativa a tutti gli effetti paragonabile ai colossi, con il valore aggiunto, per chi lo apprezza, di un’identita’ europea. Resta inteso che, sul piano puramente economico, l’oro sottostante e’ lo stesso e il risultato dipendera’ dal prezzo del metallo, non dall’emittente.
Vale la pena aggiungere una considerazione sull’ecosistema Amundi. Avere prodotti dello stesso emittente puo’ semplificare la vita all’investitore: un’unica fonte per i documenti informativi (KID), una logica di rendicontazione coerente, e la possibilita’ di costruire un portafoglio «a marchio unico» se si predilige la semplicita’. Non e’ un vantaggio finanziario in senso stretto — il rendimento dell’oro non cambia — ma un beneficio pratico e psicologico che molti investitori apprezzano. All’opposto, chi predilige la diversificazione anche tra emittenti, per non concentrare tutto su un’unica casa di gestione, puo’ vedere proprio nell’Amundi il tassello europeo da affiancare a strumenti di altri gruppi. In entrambi i casi, l’Amundi Physical Gold svolge bene il suo ruolo: la scelta dipende dalla filosofia di costruzione del portafoglio, non da differenze nella qualita’ del prodotto.
5. Perche’ esistono Amundi, SGLN, SGLD e altri?
Perche’ esistono Amundi, SGLN, SGLD e altri sullo stesso oro, e come si sceglie? La risposta richiede di capire una cosa fondamentale: tutti questi ETC contengono lo stesso identico metallo e seguono lo stesso prezzo. Le differenze non stanno in cio’ che contengono — equivalente — ma in dettagli «di confezione» che incidono molto meno di quanto si creda. Non esiste «l’oro che rende di piu’»: esiste solo l’oro, confezionato da emittenti diversi.
6. Confronto 1: il costo (identico ai colossi)
Il primo criterio che tutti guardano e’ il costo annuo (TER). L’Amundi Physical Gold costa 0,12% l’anno, esattamente come l’iShares SGLN e l’Invesco SGLD: sul costo, tra i tre grandi, c’e’ perfetta parita’. Su 10.000 euro investiti significa 12 euro l’anno per ciascuno. Allargando lo sguardo, gli ETC sull’oro fisico hanno tutti costi contenuti e ravvicinati: il piu’ economico in assoluto e’ lo Xtrackers IE (0,11%), ma la distanza con i grandi a 0,12% e’ di pochi centesimi.
E’ un punto liberatorio: sull’oro fisico la concorrenza ha gia’ compresso i costi al punto che i principali prodotti sono tutti convenienti. Inseguire l’ETC piu’ economico per risparmiare uno o due euro l’anno, magari su un prodotto meno liquido, e’ spesso un falso risparmio. Tra Amundi, SGLN e SGLD il costo non e’ un criterio di scelta: e’ identico. Il che, di nuovo, riporta la decisione su altri fattori — emittente, liquidita’, comodita’ sul proprio broker.
7. Confronto 2: dimensione e liquidita’
Un criterio piu’ sensato, dove emerge una differenza reale, e’ la dimensione e la liquidita’. Su questo l’Amundi Physical Gold, con circa 9,6 miliardi di euro di patrimonio, e’ grande e ben scambiato, ma piu’ piccolo dei due colossi: l’Invesco SGLD e l’iShares SGLN superano abbondantemente i 20 miliardi. E’ una differenza che va contestualizzata: 9,6 miliardi sono comunque una dimensione enorme in assoluto, piu’ che sufficiente a garantire spread stretti, liquidita’ abbondante e nessun rischio pratico di chiusura.
In altre parole, oltre una certa soglia la dimensione smette di contare per l’investitore comune, e l’Amundi e’ ampiamente oltre quella soglia. La maggiore capienza dei due colossi diventa dirimente solo per chi opera su importi molto importanti o cerca la massima rassicurazione del prodotto piu’ grande. Per la stragrande maggioranza degli investitori, l’Amundi Physical Gold offre tutta la liquidita’ che serve: la sua dimensione, pur inferiore a quella dei due leader, non e’ affatto un limite pratico.
Un’osservazione utile sul perche’ la dimensione conti: un patrimonio elevato e tanti scambi giornalieri si traducono in spread denaro-lettera stretti, cioe’ una differenza minima tra il prezzo a cui compri e quello a cui rivendi. Su un prodotto poco scambiato, quello spread puo’ «mangiare» piu’ di quanto si risparmi sul TER; su un prodotto enorme come l’Amundi e’ tipicamente trascurabile. Inoltre, un fondo molto capiente non rischia di essere chiuso o fuso per scarso patrimonio — un evento raro ma fastidioso che puo’ costringere a vendere in un momento sfavorevole. Da questo punto di vista i 9,6 miliardi dell’Amundi sono una garanzia di tranquillita’: abbastanza grandi da offrire tutti i vantaggi della scala, senza che la pur maggiore dimensione dei colossi aggiunga benefici percepibili all’investitore comune.
8. Valuta del fondo e rischio di cambio
Un aspetto che genera confusione e’ la valuta del fondo. L’oro si quota in dollari a livello mondiale, e l’Amundi Physical Gold ha il dollaro come valuta di riferimento. Questo significa che — anche comprandolo in euro su Borsa Italiana — l’investitore italiano resta esposto all’andamento del cambio euro/dollaro: il risultato finale dipende sia dal prezzo dell’oro sia dal cambio. Non e’ un difetto del prodotto, e’ la natura stessa dell’oro come asset quotato in dollari.
Attenzione a non farsi ingannare: comprare in euro non elimina il rischio di cambio, lo rende solo meno visibile. L’esposizione economica al dollaro resta identica. Chi vuole davvero neutralizzare il cambio deve cercare una versione coperta in euro (hedged), che ha pero’ un TER piu’ alto e un piccolo costo di copertura continuo. Per molti, peraltro, l’oro e’ gia’ una copertura implicita contro la debolezza delle valute, quindi la versione non coperta come l’Amundi va benissimo.
9. Allora, Amundi o uno dei colossi?
Tiriamo le somme su «quale comprare». La verita’, un po’ anticlimatica ma liberatoria, e’ che tra Amundi, SGLN e SGLD non si commette un errore in nessun caso: sono tre ottimi ETC, sullo stesso oro fisico, allo stesso costo (0,12%), tutti grandi e liquidi, tutti ben custoditi. La scelta tra loro e’ molto meno importante della decisione, ben piu’ sostanziale, di quanto oro tenere in portafoglio.
Se proprio si vuole un criterio: l’Amundi e’ l’opzione naturale per chi preferisce un emittente europeo o ha gia’ altri strumenti Amundi e vuole restare nella stessa «casa» per comodita’ di gestione. Chi invece da’ priorita’ assoluta alla massima dimensione e liquidita’ puo’ privilegiare uno dei due colossi. Ma sono sfumature: l’Amundi Physical Gold fa benissimo il suo mestiere, e su importi normali nessuno noterebbe la differenza rispetto a SGLN o SGLD. L’energia mentale e’ meglio spesa sul peso dell’oro nel portafoglio che sulla scelta tra tre prodotti quasi identici.
10. Accumulazione o distribuzione? (l’oro non distribuisce)
Una nota sulla politica dei proventi: l’Amundi Physical Gold non distribuisce nulla, e non potrebbe, perche’ l’oro non genera reddito. Non ci sono dividendi ne’ cedole; il valore della quota segue semplicemente il prezzo dell’oro, al netto del piccolo costo annuo. La distinzione «accumulazione vs distribuzione», centrale per gli ETF azionari o obbligazionari, qui non si applica.
Cio’ ha il consueto risvolto fiscale positivo: non distribuendo nulla, l’Amundi non genera tassazione durante il possesso; l’eventuale imposta scatta solo al momento della vendita, sulla plusvalenza realizzata. Per l’investitore in fase di accumulo significa che il capitale resta interamente investito e segue il prezzo dell’oro, senza prelievi intermedi.
11. I rischi dell’oro e dell’ETC
Riassumiamo i rischi, che sono quelli dell’oro come asset e dell’ETC come strumento. Il primo e’ la volatilita’ del prezzo: l’oro puo’ restare fermo per anni e poi muoversi bruscamente; non e’ un porto sicuro garantito, ma un asset che oscilla. Il secondo e’ il rischio di cambio: quotando in dollari, per l’investitore in euro il risultato dipende anche dall’euro/dollaro.
Il terzo e’ il costo-opportunita’: tenere oro significa rinunciare ai flussi (dividendi, cedole) che darebbero azioni e obbligazioni; in fasi di mercati toro l’oro tende a restare indietro. Il quarto e’ il rischio emittente/controparte, tipico degli ETC: pur essendo physically backed e collateralizzato da oro reale, l’Amundi resta un titolo emesso da un veicolo; la garanzia fisica e la segregazione del metallo mitigano fortemente questo rischio. In caso di default dell’emittente, l’oro a copertura delle quote e’ destinato ai portatori e non finisce nella massa fallimentare: e’ una garanzia robusta, ma strutturalmente diversa da quella di un fondo. Ecco perche’ conviene scegliere ETC grandi, trasparenti e ben custoditi come l’Amundi. Nessuno di questi rischi rende l’oro un cattivo diversificatore — resta uno dei pochi asset davvero decorrelati — ma vanno conosciuti.
12. Replica fisica, custodia e domicilio francese
Sul piano tecnico, l’Amundi Physical Gold adotta una replica fisica (possiede oro reale, non derivati), e’ domiciliato in Francia, ha il dollaro come valuta del fondo e — trattandosi di oro — non distribuisce proventi. Il costo annuo (TER) e’ di appena lo 0,12%. A ogni quota corrisponde una frazione di lingotti effettivamente custoditi, certificata periodicamente.
Il domicilio francese e’ un tratto coerente con l’identita’ europea dell’emittente: garantisce un quadro normativo solido all’interno dell’Unione e prodotti facilmente negoziabili sui mercati europei, inclusa Borsa Italiana. A differenza dei prodotti tedeschi con «diritto alla consegna» (come Xetra-Gold), l’Amundi e’ un ETC standard senza opzione di ritiro fisico: per la stragrande maggioranza degli investitori, che vogliono solo esposizione al prezzo senza custodire metallo, e’ esattamente cio’ che serve, con il vantaggio di un trattamento fiscale piu’ lineare e consolidato di quello dei prodotti con consegna.
13. Tassazione italiana: il vantaggio dell’ETC
Veniamo al punto che distingue un ETC sull’oro da un ETF azionario. L’Amundi Physical Gold non e’ un fondo armonizzato UCITS: e’ un ETC, e la sua plusvalenza alla vendita e’ in genere trattata come reddito diverso di natura finanziaria. L’aliquota resta il 26%, identica agli ETF azionari, e non si applica il 12,5% riservato ai titoli di Stato white list.
La conseguenza pratica e’ molto importante e favorevole: a differenza degli ETF armonizzati — dove il guadagno e’ «reddito di capitale» e non e’ compensabile con le perdite — sull’Amundi la plusvalenza e’ un reddito diverso, e quindi le minusvalenze sono compensabili. In pratica puoi usare un guadagno su questo ETC per recuperare minusvalenze ferme nello «zainetto fiscale» (da azioni singole, certificati o altri ETC) prima che scadano, abbattendo l’imposta. E’ l’opposto della rigida asimmetria che penalizza gli ETF azionari, ed e’ uno dei motivi per cui gli ETC sull’oro sono apprezzati anche in ottica fiscale.
Sugli adempimenti, con un intermediario italiano in regime amministrato fa tutto la banca, che applica anche l’imposta di bollo dello 0,2% annuo, e non devi indicare nulla nel quadro RW. Con un broker estero in regime dichiarativo te ne occupi tu: quadro RW, IVAFE (0,2%) e tassazione delle plusvalenze, oltre alla gestione del cambio sul dollaro. La materia e’ delicata e le interpretazioni sui singoli prodotti possono evolvere: conviene sempre verificare la classificazione dell’ETC specifico con il proprio intermediario o un fiscalista prima di contare sulla compensazione.
Esempio pratico: la compensazione delle minusvalenze
Un esempio numerico. Investi 10.000 euro nell’Amundi Physical Gold e, dopo qualche anno, rivendi a 13.000: la plusvalenza e’ di 3.000 euro, tassata al 26% per 780 euro. Supponi pero’ di avere 2.000 euro di minusvalenze pregresse nello «zainetto fiscale». Trattandosi di un ETC (reddito diverso), quei 2.000 euro sono compensabili: la base imponibile scende a 1.000 euro e l’imposta a soli 260 euro. Se al posto dell’oro avessi avuto un ETF azionario armonizzato, quella stessa compensazione non sarebbe stata possibile e avresti pagato l’intero 26% sui 3.000 euro. E’ qui che il trattamento da ETC mostra il suo vantaggio. Ricorda che il risultato in euro dipende anche dal cambio euro/dollaro nel periodo.
Questo meccanismo spiega perche’ molti investitori usano gli ETC sull’oro non solo per il loro ruolo di diversificazione, ma anche come strumento di pianificazione fiscale: avendo minusvalenze in scadenza nello «zainetto» (che, ricordiamo, valgono solo quattro anni), realizzare una plusvalenza su un ETC consente di «assorbirle» prima che vadano perse. E’ una possibilita’ preclusa con gli ETF azionari armonizzati, le cui plusvalenze, essendo redditi di capitale, non possono compensare nulla. Naturalmente la logica fiscale non deve mai guidare da sola le scelte d’investimento — l’oro va comprato perche’ serve in portafoglio, non solo per il fisco — ma e’ un vantaggio reale che rende l’Amundi e gli altri ETC sull’oro doppiamente interessanti per chi gestisce con attenzione la propria fiscalita’.
14. ETC sull’oro, oro fisico o miniere d’oro?
Conviene collocare l’Amundi nel panorama dell’oro, perche’ «investire in oro» significa cose diverse. La via piu’ comune e’ l’ETC sull’oro come questo: possiedi oro reale via un titolo quotato, senza custodirlo, in modo semplice, liquido ed economico. L’oro fisico vero e proprio (lingotti e monete) lo possiedi materialmente, ma con costi di custodia, spread d’acquisto ampi e rischio furto; la fiscalita’ e’ simile (26% sulla plusvalenza, con l’onere di documentare il prezzo di carico).
Da non confondere con gli ETF sulle miniere d’oro, che non sono oro ma azioni delle societa’ che lo estraggono: molto piu’ volatili del metallo, legate ai costi di produzione e all’umore dei mercati azionari, con la classica fiscalita’ da ETF azionario (26% e minusvalenze non compensabili). Seguono il prezzo dell’oro solo in modo indiretto e amplificato. Chi cerca esposizione «pura» e difensiva all’oro deve restare sull’ETC fisico come l’Amundi; le miniere sono una scommessa diversa e piu’ rischiosa.
15. Per chi e’ (e per chi no) l’Amundi Physical Gold
L’Amundi Physical Gold e’ particolarmente adatto a chi vuole una piccola dose di oro in un portafoglio diversificato e preferisce un emittente europeo, o ha gia’ altri strumenti Amundi e vuole coerenza di gestione. Offre tutto cio’ che serve: oro fisico reale, costo bassissimo (0,12%), ampia liquidita’, quotazione comoda su Borsa Italiana e un trattamento fiscale lineare da ETC. E’ un’alternativa a tutti gli effetti ai due colossi, senza compromessi sostanziali.
Non e’ adatto, invece, a chi cerca crescita o flussi periodici (per quello servono azioni e obbligazioni), a chi vuole la massima dimensione possibile a tutti i costi (i due colossi sono piu’ grandi), o a chi vuole possedere fisicamente i lingotti — in quel caso valuta l’oro fisico vero e proprio o i prodotti tedeschi con diritto di consegna, con i loro pro e contro. Come ogni strumento sull’oro, va dosato: e’ un diversificatore difensivo (spesso 5-10% del portafoglio), non il motore del rendimento.
16. Conclusione
L’Amundi Physical Gold e’ uno degli strumenti piu’ solidi, economici e diffusi per mettere l’oro in portafoglio: grande, liquido, a costo bassissimo (0,12%), garantito da lingotti reali e con la firma del piu’ grande gestore europeo. La domanda che porta molti a cercarlo — «e’ una buona alternativa a SGLN e SGLD?» — ha una risposta chiara: si’, e ottima, con il valore aggiunto, per chi lo apprezza, di un’identita’ europea. Stesso metallo, stesso costo dei colossi, dimensione comunque enorme: non si sbaglia.
Cio’ che conta davvero e’ altro: capire che l’oro e’ un diversificatore «assicurativo» da dosare (spesso 5-10%), non un motore di rendimento; sapere che quotando in dollari aggiunge un rischio di cambio; e — sul piano fiscale — sfruttare il vantaggio dell’ETC, le cui minusvalenze sono compensabili (a differenza degli ETF azionari). Per scegliere il prodotto specifico e impostare bene il peso dell’oro nel tuo portafoglio, vale la pena confrontare le alternative nella nostra guida ai migliori ETF (ETC) sull’oro o rivolgersi a un professionista. La lezione di fondo: tra i grandi ETC sull’oro — Amundi inclusa — non c’e’ una scelta sbagliata; conta molto di piu’ quanto oro tenere e perche’.
Domande frequenti
L'Amundi Physical Gold e' una buona alternativa a SGLN e SGLD?
Si’, e ottima: stesso oro fisico, stesso costo (0,12%), ampia liquidita’ e quotazione su Borsa Italiana, con il valore aggiunto di un emittente europeo. E’ piu’ piccolo dei due colossi (~9,6 mld contro oltre 20), ma comunque enorme: per l’investitore comune la differenza di dimensione non si nota.
L'Amundi Physical Gold e' un ETF?
No: e’ un ETC (Exchange Traded Commodity), un titolo garantito da oro fisico reale. Un fondo UCITS non puo’ investire in una sola materia prima, quindi l’oro «da Borsa» si compra tramite ETC. La differenza conta soprattutto per la tassazione.
Come e' tassato l'Amundi Physical Gold in Italia?
La plusvalenza e’ tassata al 26%, ma come ‘reddito diverso’: a differenza degli ETF armonizzati, le minusvalenze sono compensabili con le plusvalenze di altri ETC, azioni e certificati. Per questo gli ETC sull’oro sono usati anche per recuperare minusvalenze. Verifica sempre la classificazione del prodotto specifico.
Comprando in euro evito il rischio di cambio?
No. L’oro quota in dollari: anche comprando la linea in euro resti esposto all’andamento euro/dollaro. Per neutralizzarlo serve una versione coperta (hedged), che pero’ costa di piu’. Per molti l’oro e’ gia’ una copertura valutaria implicita, quindi la versione non coperta va bene.
Quanto oro tenere in portafoglio?
L’oro non rende (niente dividendi ne’ cedole): va dosato come diversificatore, spesso citato intorno al 5-10%. Troppo oro zavorra i rendimenti di lungo periodo; un po’ d’oro puo’ ridurre le oscillazioni complessive.