Approfondimento

Azioni Italmobiliare (ITM): la holding Pesenti, dividendi e fisco

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Azioni Italmobiliare (ITM): la holding Pesenti, dividendi e fisco
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 14 Giugno 2026

Italmobiliare (ITM): la holding industriale dei Pesenti

Italmobiliare è una holding di partecipazioni della famiglia Pesenti: dopo aver venduto Italcementi, si è reinventata come «investitore industriale» che possiede e fa crescere marchi come Caffè Borbone, l’Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella e altre eccellenze. Comprarne un’azione non è comprare una singola azienda: è acquistare una fetta di un intero portafoglio. Questa scheda spiega come funziona, perché quota con un forte «sconto», come paga e come si tassa.

  • Holding industriale della famiglia Pesenti (ex Italcementi)
  • Caffè Borbone, Santa Maria Novella, Tecnica Group e altro
  • ISIN IT0005253205 · ticker ITM · FTSE Italia Mid Cap
  • Sede a Milano → ritenuta italiana del 26% · PIR ammissibile

Dati aggiornati al 14 giugno 2026. Fonti: Italmobiliare Investor Relations e Borsa Italiana – Euronext Milan (dividendi per ex-date e dati di quotazione). La cedola pagata nel 2024 includeva una componente straordinaria di 2,20 € per azione legata a una distribuzione una tantum. Contenuto informativo e didattico: non è una raccomandazione di acquisto o vendita.

A differenza di una utility o di una banca, Italmobiliare non «fa» un prodotto: è una holding, una società di investimento. Il suo valore dipende da quanto valgono le aziende che possiede. Per questo va letta con occhiali diversi da una normale azione industriale — ed è un ottimo caso per capire due concetti che tornano utili a ogni investitore: come si valuta una holding e cos’è lo «sconto sul NAV», che su Italmobiliare è particolarmente ampio.

C’è una storia importante dietro questo titolo. Per decenni Italmobiliare è stata legata a Italcementi, uno dei colossi mondiali del cemento. Nel 2016 la famiglia Pesenti ha venduto Italcementi alla tedesca HeidelbergCement e ha reinvestito il ricavato trasformando Italmobiliare in un «investitore industriale» diversificato. Oggi, quindi, non è più una società del cemento: è una cassaforte che possiede una galassia di marchi italiani.

Carta d’identità: Italmobiliare in breve

DenominazioneItalmobiliare S.p.A.
TickerITM (Euronext Milan)
ISINIT0005253205
MercatoEuronext Milan (ex Borsa Italiana)
IndiceFTSE Italia Mid Cap
SettoreHolding di partecipazioni / investimento industriale
Sede e domicilio fiscaleMilano, Italia
Azionista di controlloFamiglia Pesenti (tramite veicoli dedicati)
StoriaHolding storica di Italcementi, ceduta a HeidelbergCement nel 2016

Italmobiliare è una holding industriale: il suo mestiere è comprare quote di controllo (o maggioranze rilevanti) di aziende, accompagnarle nella crescita e, quando il momento è giusto, valorizzarle. A differenza di un private equity «puro», che entra ed esce in fretta, Italmobiliare tende a restare a lungo e a gestire da vicino le sue partecipate, spesso assumendone il controllo. È controllata dalla famiglia Pesenti, storica dinastia industriale bergamasca.

La distinzione fondamentale è che Italmobiliare è la holding, diversa dalle singole aziende che possiede: comprare un’azione ITM significa comprare la «cassaforte», non un suo singolo marchio. È una differenza che torna utile anche quando cerchi il titolo: l’ISIN IT0005253205 e l’appartenenza al FTSE Italia Mid Cap ti dicono che stai guardando la holding, una mid cap italiana, non Italcementi (che non esiste più come società quotata indipendente) né uno dei marchi controllati.

Che cosa fa Italmobiliare: una holding industriale

Il «lavoro» di Italmobiliare è possedere e gestire partecipazioni in aziende industriali e di servizi, facendole crescere nel tempo. Il portafoglio — frutto del reinvestimento del ricavato della cessione di Italcementi — è oggi una galassia di marchi italiani, molti dei quali leader nei loro settori. Tra le principali partecipazioni:

  • Caffè Borbone — il noto marchio di caffè in capsule e cialde, una delle posizioni più importanti del portafoglio.
  • Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella — la storica maison fiorentina di profumi e cosmetici, simbolo del lusso artigianale italiano.
  • Tecnica Group — calzature e attrezzatura sportiva (marchi come Nordica, Moon Boot, Lowa).
  • Casa della Salute (CDS) — rete di poliambulatori e servizi sanitari sul territorio.
  • Italgen — produzione di energia da fonti rinnovabili.
  • Capitelli, SIDI Sport, Iseo, Bene Assicurazioni e altre, tra alimentare, sport, sicurezza e assicurazioni.

La composizione del portafoglio cambia nel tempo: Italmobiliare entra ed esce dalle partecipazioni, e per i pesi aggiornati fa sempre fede la documentazione ufficiale dell’azienda. L’elenco qui sopra serve a dare l’idea del «mestiere» — un investitore industriale diversificato — non a fotografare il portafoglio di oggi nei dettagli.

Questa è la chiave per capire il titolo: Italmobiliare non guadagna producendo un singolo bene, ma incassando dividendi dalle controllate e — soprattutto — facendo crescere il valore delle partecipazioni. Quando Caffè Borbone o Santa Maria Novella aumentano ricavi e utili, ne beneficia (in parte) anche Italmobiliare; quando una partecipata soffre, la holding ne risente. È, di fatto, un «fondo» industriale concentrato e gestito attivamente dalla famiglia Pesenti e dal suo management.

Il filo conduttore è l’allocazione del capitale: la storia stessa di Italmobiliare — vendere Italcementi al prezzo giusto e reinvestire in marchi di qualità — è un caso da manuale di come una holding crea (o distrugge) valore nel tempo. È questo «mestiere» che l’azionista compra, più ancora delle singole aziende in portafoglio: sta scommettendo sulla capacità della famiglia di scegliere bene gli investimenti e di gestirli con cura.

Comprare Italmobiliare = comprare Caffè Borbone e gli altri marchi

Ecco il primo angolo da capire bene. Comprando un’azione Italmobiliare non compri «una» azienda: compri una piccola fetta di tutte le sue partecipazioni insieme. È un modo indiretto di esporti a un paniere di marchi italiani — il caffè, il lusso, lo sport, la sanità — con un solo titolo. Molte di queste aziende (Caffè Borbone, Santa Maria Novella) non sono quotate singolarmente: comprando la holding ci entri in modo indiretto, cosa che da solo non potresti fare.

Il rovescio è che non scegli tu i pesi: la composizione la decide il management di Italmobiliare. Quindi «Italmobiliare» è sì un paniere, ma un paniere selezionato da altri, su cui non hai voce in capitolo. È diverso dal comprare una singola azione quotata, dove scegli esattamente l’azienda e la sua fiscalità: con la holding deleghi la selezione e paghi per la competenza del gestore.

C’è poi un effetto «doppio strato». Acquistando Italmobiliare compri una holding che a sua volta possiede aziende: i risultati delle partecipate arrivano a te filtrati dalle scelte e dai costi della holding. È un buon esempio di come, nella finanza, la «scatola» attraverso cui investi cambi sia i diritti sia i risultati. Tra te e l’azienda finale c’è un livello in più di gestione, con i suoi pregi (la selezione e il controllo industriale) e i suoi costi (la struttura della holding).

Lo sconto sul NAV: perché vale «meno» dei suoi pezzi

Il secondo concetto è tipico di tutte le holding quotate e si chiama sconto sul NAV (Net Asset Value, il valore netto degli attivi). Se sommi il valore di tutte le partecipazioni di Italmobiliare, togli i debiti e dividi per il numero di azioni, ottieni il «valore teorico» di un’azione. In Borsa Italmobiliare vale quasi sempre molto meno di questo numero: storicamente quota a uno sconto ampio, in alcune fasi vicino al 40-50% rispetto alla somma delle sue parti.

Perché uno sconto così marcato? Per diversi motivi: i costi della struttura, le tasse latenti che emergerebbero vendendo le partecipazioni, il fatto che molte aziende in portafoglio sono non quotate (e quindi valutate con stime, e difficili da vendere in fretta), e la prudenza con cui il mercato sconta il controllo saldo della famiglia e il rischio che la holding non realizzi mai il valore pieno. Lo sconto sul NAV è un’arma a doppio taglio: comprare a forte sconto può sembrare un affare, ma uno sconto ampio può restare ampio per anni — non è un «errore del mercato» destinato a correggersi da solo.

In pratica. Se le partecipazioni di Italmobiliare valessero, per ipotesi, 50 € per azione e il titolo in Borsa ne valesse 28, lo sconto sul NAV sarebbe di circa il 44%. È proprio questo numero — il divario tra valore degli attivi e prezzo di Borsa — che molti osservatori seguono per capire se la holding è «cara» o «economica» rispetto alla sua storia. Ma resta una stima, non una certezza.

Un modo in cui Italmobiliare cerca di ridurre lo sconto è il buyback: riacquistando azioni proprie quando quotano molto sotto il NAV, la holding «compra a 28 ciò che vale 50», creando valore per chi resta. È una leva potente quando lo sconto è così ampio, ma non garantisce che il divario si chiuda: dipende dalla fiducia del mercato nella gestione e dalle prospettive delle partecipate. La lezione pratica è non confondere «sconto» con «occasione automatica»: uno sconto largo può essere giustificato, e va valutato insieme alla qualità del portafoglio e dell’allocazione del capitale.

Dividendo, straordinari e buyback

Dividendo ordinario Italmobiliare per azione, per anno di pagamento (€)20210.65 €20221.40 €20230.70 €20240.80 €20250.90 €
Dividendo ORDINARIO per azione, per anno (ex-date). Nel 2024 è stata pagata anche una componente straordinaria di 2,20 €. Fonte: Borsa Italiana.

Italmobiliare paga un dividendo ordinario in lenta crescita — dai 0,65 € per azione del 2021 ai 0,90 € del 2025 — ma il suo profilo cedolare ha una caratteristica tipica delle holding: la presenza di distribuzioni straordinarie. Nel 2024, per esempio, accanto al dividendo ordinario di 0,80 € è stata pagata una componente straordinaria di 2,20 € per azione, legata a una distribuzione una tantum del valore generato. È un evento eccezionale, non ripetibile ogni anno.

Questo è un punto importante da non fraintendere. Un anno in cui Italmobiliare ha pagato 3,00 € complessivi (0,80 ordinario + 2,20 straordinario) non significa che il «rendimento normale» del titolo sia così alto: lo straordinario è proprio una cedola eccezionale, spesso collegata alla vendita di una partecipazione o alla volontà di restituire cassa accumulata. Guardare solo all’importo totale di un anno con straordinario porterebbe a sopravvalutare il rendimento «strutturale» del titolo.

Chi compra Italmobiliare, come per ogni holding, lo fa soprattutto per la crescita del valore delle partecipazioni e per la possibilità di chiusura dello sconto sul NAV, più che per la rendita periodica. Il dividendo ordinario è un complemento, non il motore principale. Per la differenza tra chi cerca cedole e chi preferisce far crescere il capitale, vedi dividendi o accumulazione.

Quanto rende il dividendo e come si tassa

Il rendimento da dividendo (dividend yield) si calcola dividendo la cedola annua per il prezzo dell’azione. Per Italmobiliare conviene calcolarlo sul solo dividendo ordinario, escludendo gli straordinari, per non avere un quadro distorto: la formula è spiegata nella guida al rendimento da dividendi.

Sul piano fiscale Italmobiliare è semplice, perché è una società italiana con sede a Milano: il dividendo incassato tramite un intermediario italiano sconta una ritenuta a titolo d’imposta del 26%, applicata direttamente dalla banca o dal broker, ordinari e straordinari compresi. Non devi dichiarare nulla e ricevi l’importo già netto.

Esempio. Possiedi 200 azioni Italmobiliare e incassi il dividendo ordinario da 0,90 € ad azione: il lordo è 180 €. La ritenuta del 26% vale 46,80 €, quindi ti restano 133,20 € netti. Se nello stesso anno fosse pagato anche uno straordinario, sarebbe tassato allo stesso modo (il 26% trattenuto alla fonte).

Il meccanismo tecnico è quello del «sostituto d’imposta»: l’intermediario trattiene il 26% e lo versa allo Stato al posto tuo, così il dividendo non concorre al tuo reddito IRPEF e non va riportato in dichiarazione. Essendo una holding italiana, non c’è alcuna ritenuta estera da scontare — a differenza di Exor, domiciliata in Olanda. Il quadro completo è in la tassazione dei dividendi italiani ed esteri.

Plusvalenze: la tassa se vendi in guadagno

Su una holding come Italmobiliare, dove gran parte del potenziale guadagno è legato alla crescita del valore e alla chiusura dello sconto sul NAV, la plusvalenza conta molto. Se vendi le azioni a un prezzo più alto di quello d’acquisto, la differenza è tassata al 26%. Le plusvalenze su azioni rientrano tra i «redditi diversi» e possono essere compensate con le minusvalenze realizzate su altri titoli entro il quarto anno successivo (vedi capital gain al 26% e compensazione delle minusvalenze).

C’è un’asimmetria fiscale che gioca a favore di un titolo «da capital gain»: i dividendi non possono recuperare le minusvalenze, mentre le plusvalenze sì. È un dettaglio utile in una holding, dove il guadagno principale che speri di realizzare è proprio quello in conto capitale.

Va ricordato il criterio del costo medio ponderato quando hai comprato lo stesso titolo in più momenti a prezzi diversi: tieni traccia dei prezzi di carico, perché determinano quanta plusvalenza (e quindi quanta tassa) emergerà alla vendita. In regime amministrato ci pensa la banca, ma sapere come funziona ti aiuta a non avere sorprese.

Italmobiliare dentro un PIR: l’esenzione e il vincolo del 30%

Italmobiliare può stare in un PIR? Sì. È una società fiscalmente italiana e non fa parte del FTSE MIB: rientra nel FTSE Italia Mid Cap. Per il PIR ordinario questo è prezioso, perché Italmobiliare può riempire non solo la quota principale del 70% di imprese italiane, ma anche il sotto-vincolo del 30% riservato alle società fuori dai grandi indici. Una holding industriale italiana fuori dal FTSE MIB è il tipo di titolo che lo spirito del PIR vuole incoraggiare.

Il vantaggio del PIR è fiscale: se mantieni l’investimento per almeno 5 anni, le plusvalenze e i dividendi (ordinari e straordinari) sono esenti da imposta. Su una holding con forte componente di potenziale capital gain e con distribuzioni straordinarie occasionali, l’esenzione del 26% può valere parecchio sul lungo periodo.

Lo strumento ha regole stringenti: tetti annui e complessivi agli importi, il vincolo dei 5 anni (vendere prima fa decadere i benefici), e va aperto presso un intermediario che offra il «contenitore» PIR. Non è un modo per detenere una sola azione, ma una cornice fiscale dentro cui Italmobiliare può convivere con altri titoli italiani. Vantaggi e limiti sono nella guida ai PIR.

Come si compra Italmobiliare dall’Italia

Come si compra dall’Italia

Per comprare azioni Italmobiliare dall’Italia ti serve un conto titoli presso una banca o un broker che dia accesso a Euronext Milan (praticamente tutti). Cerchi il titolo con il codice ISIN IT0005253205 o il ticker ITM e invii un ordine: «a mercato» per eseguire subito, oppure «con limite» per fissare il prezzo massimo. Il titolo ha un prezzo per azione elevato (decine di euro) e scambi non amplissimi: l’ordine «con limite» è spesso preferibile.

Sui costi fai attenzione a due voci: le commissioni di negoziazione del broker e l’imposta di bollo sul deposito titoli (0,2% annuo sul controvalore). Comprare la holding non comporta i costi di gestione di un fondo, ma ti espone al rischio di un solo titolo: ne parliamo qui sotto.

I rischi specifici di una holding come Italmobiliare

Italmobiliare è un singolo titolo, non un fondo diversificato. Anche se al suo interno tiene molte aziende, resta una sola azione il cui prezzo dipende dalla qualità del portafoglio, dalle scelte della famiglia e dall’ampiezza dello sconto sul NAV. Un ETF azionario contiene centinaia di società e attutisce il colpo del singolo emittente.

I rischi specifici di una holding come Italmobiliare sono: lo sconto sul NAV, che è strutturalmente ampio e può restare tale o allargarsi, penalizzando il prezzo anche se le partecipazioni vanno bene; la presenza di molte aziende non quotate, il cui valore è una stima e che possono essere illiquide; e la governance familiare, con la famiglia Pesenti che mantiene il controllo e quindi un peso decisionale superiore a quello dei piccoli azionisti.

Si aggiunge il legame con l’economia italiana e con i consumi: marchi come Caffè Borbone o Tecnica Group risentono del ciclo dei consumi e della concorrenza nei loro mercati. È il rovescio del punto di forza: la stessa diversificazione su molti settori italiani che rende Italmobiliare interessante la lega comunque al destino del Paese, più di un indice globale. Come per ogni azione, la posizione va dimensionata in base a quanto saresti sereno di vederla oscillare: per ragionare sul peso di un singolo titolo vedi large, mid e small cap, e per leggere i conti di un’azienda l’analisi fondamentale.

Domande frequenti

Che cos'è Italmobiliare?

È una holding industriale della famiglia Pesenti: dopo aver venduto Italcementi a HeidelbergCement nel 2016, ha reinvestito il ricavato in una galassia di marchi italiani (Caffè Borbone, Officina Santa Maria Novella, Tecnica Group e altri). Comprare un’azione significa acquistare una fetta di questo portafoglio, non una singola azienda.

Come si tassa il dividendo di Italmobiliare?

Con il 26%, trattenuto direttamente dall’intermediario italiano come ritenuta a titolo d’imposta, perché Italmobiliare è una società italiana con sede a Milano. Sia il dividendo ordinario sia eventuali straordinari sono tassati allo stesso modo, senza ritenute estere.

Le azioni Italmobiliare si possono mettere in un PIR?

Sì: essendo italiana e fuori dal FTSE MIB, può riempire anche il sotto-vincolo del 30% del PIR ordinario riservato alle società non incluse nei grandi indici. Detenuta 5 anni, beneficia dell’esenzione fiscale su plusvalenze e dividendi.

Perché Italmobiliare in Borsa vale molto meno della somma delle sue partecipazioni?

È il cosiddetto sconto sul NAV, storicamente ampio per Italmobiliare (in alcune fasi vicino al 40-50%): costi di struttura, tasse latenti, molte partecipazioni non quotate difficili da valutare e il controllo familiare fanno sì che il titolo quoti ben sotto il valore teorico dei suoi attivi.

Italmobiliare paga un dividendo alto?

Il dividendo ordinario è moderato e in lenta crescita (intorno a 0,90 € per azione). In alcuni anni si aggiunge una distribuzione straordinaria (2,20 € nel 2024), ma è eccezionale e non va confusa con il rendimento «normale» del titolo: la remunerazione principale di una holding passa dalla crescita del valore delle partecipazioni.

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Questa è una delle schede del settore Holding e investimenti: vedi tutte le aziende del comparto a confronto, con dividendi e fiscalità.

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Questa scheda ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria o fiscale, né una raccomandazione o un invito a comprare o vendere il titolo. Non contiene giudizi di valutazione, target di prezzo o segnali operativi. I dati societari e i dividendi sono tratti da fonti ufficiali alla data indicata e possono variare nel tempo: verifica sempre i documenti aggiornati dell’emittente e di Borsa Italiana prima di qualsiasi decisione. Investire in singole azioni comporta rischi elevati, inclusa la possibile perdita del capitale.
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Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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