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Azioni Zignago Vetro (ZV): cosa fa e fiscalità

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Azioni Zignago Vetro (ZV): cosa fa e fiscalità
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 14 Giugno 2026

Zignago Vetro (ZV): profilo, dividendi e tasse, spiegati a chi investe

Zignago Vetro produce contenitori in vetro: bottiglie e vasi per alimentari e bevande, e i flaconi di pregio per profumeria e cosmetica. È una mid cap del segmento STAR di Piazza Affari, fuori dal FTSE MIB, con una storia di dividendi consistente. Questa scheda non ti dice se comprarla: ti spiega che cosa fa davvero l’azienda, quanto e come paga i dividendi, come vengono tassati e quali rischi corri con una singola azione.

  • Settore: Industria · Contenitori in vetro per food, beverage e profumeria
  • Dividendo esercizio 2023: 0,75 €/azione (annuale)
  • ISIN IT0004171440 · ticker ZV · FTSE Italia Mid Cap (STAR)
  • Sede a Fossalta di Portogruaro → ritenuta italiana del 26% + PIR-eligibile

Dati aggiornati al 14 giugno 2026. Fonti: Borsa Italiana – Euronext STAR Milan (storico dividendi, ISIN IT0004171440, indice FTSE Italia Mid Cap) e Zignago Vetro Investor Relations. Contenuto informativo: non è una raccomandazione di acquisto o vendita.

Zignago Vetro è un’azienda «invisibile» ma presente nella vita di tutti: produce i contenitori in vetro che ritroviamo sugli scaffali — bottiglie per acqua, vino e spumanti, vasi per alimentari — e i flaconi di pregio per profumi e cosmetici. È un fornitore industriale (B2B) che vende ad altre aziende, non al consumatore finale. Capire questo modello — e capire la fiscalità del dividendo e della plusvalenza — è il modo serio di avvicinarsi al titolo. Qui trovi tutto in chiave didattica e fiscale, senza giudizi di valore né target di prezzo.

Useremo Zignago Vetro anche come «caso di scuola» per due cose: che cosa significa investire in un fornitore B2B di packaging, con i suoi punti di forza (domanda legata ai consumi di base) e le sue vulnerabilità (il costo dell’energia), e perché — essendo una mid cap fuori dal FTSE MIB — è un titolo particolarmente interessante per chi costruisce un PIR. È un angolo fiscale che su una big cap non esiste, e che spieghiamo passo per passo.

Carta d’identità: Zignago Vetro in breve

DenominazioneZignago Vetro S.p.A.
TickerZV (Euronext STAR Milan)
ISINIT0004171440
MercatoEuronext STAR Milan (segmento ad alti requisiti)
IndiceFTSE Italia Mid Cap · FTSE Italia STAR
SettoreIndustria – contenitori in vetro cavo
Sede e domicilio fiscaleFossalta di Portogruaro (Venezia), Italia
Azionista di riferimentoGruppo Zignago (famiglia Marzotto)
In Borsa dal2007 (IPO)

Zignago Vetro è uno dei principali produttori italiani di contenitori in vetro cavo. Opera su tre fronti: il vetro per alimentari e bevande (bottiglie per acqua, vino, spumante, vasi per conserve), il vetro di pregio per profumeria e cosmetica (flaconi e boccette di alta gamma) e gli articoli per la tavola e gli usi speciali. Fa parte del gruppo Zignago, riconducibile alla famiglia Marzotto, ed è quotata nel segmento STAR di Piazza Affari.

Il codice ISIN (IT0004171440) è la «targa» internazionale del titolo: è il riferimento che usi quando cerchi l’azione nel tuo home banking o nella piattaforma del broker, ed è più affidabile del semplice nome. Il prefisso «IT» ti dice subito una cosa fiscalmente importante: Zignago Vetro è una società italiana a tutti gli effetti, con tutte le conseguenze — semplici — che vedremo sulla tassazione del dividendo. L’appartenenza al segmento STAR, inoltre, è un indizio di qualità: vi accedono solo le mid cap con standard di trasparenza e governance più stringenti.

Che cosa fa Zignago Vetro: i mestieri dietro l’azione

Per capire un’azione bisogna capire da dove arrivano i suoi soldi. I ricavi di Zignago Vetro nascono da diversi mercati, tutti accomunati dal vetro come materiale:

  • Food & beverage — bottiglie per acqua minerale, vino, spumante e altre bevande, e vasi per alimenti. È il business di volume, legato ai consumi quotidiani.
  • Vetro di profumeria e cosmetica — i flaconi e le boccette di alta gamma per profumi e cosmetici, prodotti a maggior valore aggiunto, dove contano design e finiture di pregio.
  • Articoli per la tavola e usi speciali — calici, bicchieri e contenitori per impieghi particolari.
  • Vetro riciclato — il vetro è riciclabile all’infinito, e l’uso del «rottame» (cullet) è una leva sempre più importante, sia per i costi sia per la sostenibilità.

La forza del modello sta nella combinazione tra volume e pregio: il food & beverage garantisce volumi stabili legati ai consumi di base, mentre la profumeria di alta gamma offre margini più ricchi. Per chi guarda all’azione, significa che Zignago Vetro non dipende da un solo mercato: una domanda solida dal settore alimentare può bilanciare l’andamento più ciclico del lusso, e viceversa. Il vetro, inoltre, è un materiale «premium» percepito come naturale e sostenibile, una tendenza che gioca a favore nel lungo periodo.

C’è però un fattore che pesa moltissimo su questo business: il costo dell’energia. Fondere il vetro richiede forni che lavorano a temperature altissime, alimentati in gran parte a gas: l’energia è una delle voci di costo più rilevanti. Quando i prezzi del gas e dell’elettricità salgono, i margini di Zignago Vetro si comprimono; quando scendono, si allargano. È la variabile più importante da tenere d’occhio per capire l’andamento dei conti, molto più del singolo dato di fatturato.

Sul piano industriale Zignago Vetro investe in efficienza energetica, in forni più moderni e nell’uso del vetro riciclato, sia per ridurre i costi sia per rispondere alla domanda di packaging sostenibile. È un operatore di media dimensione in un settore dominato da pochi grandi gruppi europei, e la sua forza è la specializzazione nel vetro di pregio e la qualità del prodotto. Su rischi e crescita torniamo nell’ultima sezione.

Il modello del fornitore B2B di packaging

Vale la pena soffermarsi sulla natura del business, perché aiuta a leggere il titolo in modo corretto. Zignago Vetro è un fornitore B2B («business to business»): non vende ai consumatori, ma ad altre aziende — cantine, imbottigliatori d’acqua, case di profumi, marchi cosmetici — che usano i suoi contenitori per i propri prodotti. Non ha quindi un marchio noto al grande pubblico, ma è un anello essenziale della filiera di tantissimi beni di consumo.

Questo modello ha pregi e limiti. Il pregio è che la domanda è relativamente stabile: le persone continuano a comprare acqua, vino e alimenti anche nelle fasi difficili, e questo dà al fornitore di packaging una base ricorrente. Il limite è che, come fornitore, Zignago Vetro ha un potere di prezzo limitato verso i grandi clienti e una forte esposizione ai costi delle materie prime e dell’energia. È un business solido ma con margini che dipendono molto da fattori esterni — il costo del gas su tutti — più che dalle scelte commerciali. Tenere a mente questa dinamica aiuta a non leggere il titolo come se fosse un marchio di consumo qualsiasi.

Storia e politica dei dividendi

Dividendo Zignago Vetro per azione, per esercizio (€)20200.422 €20210.360 €20220.400 €20230.600 €20240.450 €
Dividendo per azione per esercizio (pagato nel maggio successivo; alcune annate includono componenti straordinarie). Fonte: Borsa Italiana.

Zignago Vetro ha una lunga tradizione di dividendi generosi, tipica di un’azienda matura e ben patrimonializzata, controllata da una famiglia orientata al lungo periodo. La cedola, però, non è una linea piatta: oscilla di anno in anno seguendo gli utili e, in alcune annate, include componenti straordinarie. Per gli esercizi recenti il dividendo per azione si è mosso tra circa 0,36 € e 0,75 €, con un picco sull’esercizio 2023 e un ridimensionamento sull’esercizio 2024, dopo anni segnati dal forte rialzo dei costi energetici.

Questo andamento ondulante racconta bene il legame tra dividendo e margini: negli anni in cui l’energia costa poco e la domanda è forte, gli utili salgono e con essi la cedola; negli anni di energia cara, i margini si comprimono e il dividendo si riduce. Per valutare quanto «rende» davvero un’azione conviene quindi guardare alla storia completa dei dividendi, non all’ultimo dato isolato: una serie che oscilla è il segno di un’azienda i cui utili dipendono da fattori esterni come il prezzo del gas.

Vale anche qui il principio generale: il dividendo di un’azione, a differenza della cedola di un titolo di Stato, non è un obbligo contrattuale: dipende dagli utili e dalle decisioni del consiglio, e in un anno difficile può essere ridotto. Un rendimento da dividendo molto alto, gonfiato da una componente straordinaria, può ingannare: è una variante del fenomeno della «dividend trap». Per il confronto tra chi punta sulle cedole e chi preferisce far crescere il capitale, vedi dividendi o accumulazione.

Stacco, record date e pagamento: come funziona

Per incassare un dividendo non basta «possedere l’azione»: conta possederla nei giorni giusti. Il calendario di ogni cedola ruota intorno a tre date che è utile conoscere, perché valgono per qualsiasi azione, non solo per Zignago Vetro:

  • Data di stacco (ex-date) — il giorno in cui l’azione comincia a quotare «senza» il dividendo. Da quel momento il prezzo si abbassa, in teoria, di un importo pari alla cedola: per questo non esiste un «trucco» per incassare il dividendo e rivendere subito guadagnandoci.
  • Record date — il giorno in cui si fotografa chi sono gli azionisti aventi diritto. Cade tipicamente il giorno lavorativo successivo allo stacco.
  • Data di pagamento — il giorno in cui il denaro arriva effettivamente sul conto, già al netto della ritenuta del 26%.

Zignago Vetro paga in genere un’unica cedola annuale, in maggio, dopo l’approvazione del bilancio. Il punto da ricordare è concettuale: comprare un’azione il giorno prima dello stacco solo «per prendere il dividendo» non crea valore, perché il prezzo si aggiusta da solo. Il dividendo è un modo per distribuire utili reali nel tempo, non un’occasione di guadagno immediato.

Quanto rende il dividendo e come si tassa

Il rendimento da dividendo (dividend yield) si calcola dividendo la cedola annua per il prezzo dell’azione: se per esempio il titolo valesse 10 € e il dividendo fosse 0,45 €, il rendimento lordo sarebbe il 4,5%. È un valore che cambia ogni giorno con il prezzo, quindi qui non ne diamo uno «ufficiale»: trovi la formula spiegata passo-passo nella guida al rendimento da dividendi.

Sul piano fiscale Zignago Vetro è semplice, perché è una società italiana: il dividendo incassato tramite un intermediario italiano sconta una ritenuta a titolo d’imposta del 26%, applicata direttamente dalla banca o dal broker. Non devi dichiarare nulla e ricevi l’importo già netto.

Esempio. Possiedi 500 azioni Zignago Vetro e incassi il dividendo da 0,60 € ad azione: il lordo è 300 €. La ritenuta del 26% vale 78 €, quindi ti restano 222 € netti. Lo stesso meccanismo si applica a qualsiasi importo della cedola, comprese le eventuali componenti straordinarie.

Il meccanismo tecnico si chiama «sostituto d’imposta»: l’intermediario trattiene il 26% e lo versa allo Stato al posto tuo, così il dividendo non concorre al tuo reddito IRPEF e non va riportato in dichiarazione. È un vantaggio di semplicità non da poco, ma ha anche un risvolto: poiché la ritenuta è «a titolo d’imposta» e non «d’acconto», non puoi recuperarla nemmeno se hai un’aliquota IRPEF più bassa. Il 26% è secco, uguale per tutti.

Questa semplicità è esattamente il vantaggio di un titolo italiano come Zignago Vetro rispetto a una blue chip domiciliata all’estero (per esempio in Lussemburgo o nei Paesi Bassi), dove entra in gioco anche una ritenuta estera e il tema della doppia imposizione. Per Zignago Vetro, società del Veneto, non è un problema. Per il quadro completo vedi la tassazione dei dividendi italiani ed esteri e, per i casi esteri, i dividendi esteri e la doppia imposizione.

Plusvalenze: la tassa se vendi in guadagno

Se un giorno vendi le azioni a un prezzo più alto di quello d’acquisto, la differenza è una plusvalenza e viene tassata al 26%, come il dividendo. La buona notizia è che le plusvalenze su azioni rientrano tra i «redditi diversi» e quindi possono essere compensate con le minusvalenze (le perdite) realizzate su altri titoli.

Le minusvalenze restano utilizzabili per compensare guadagni futuri fino al quarto anno successivo a quello in cui le hai realizzate. Se usi un broker in «regime amministrato» è la banca a fare tutti i calcoli e i versamenti per te; in «regime dichiarativo» devi riportare tutto nel quadro RT della dichiarazione. I dettagli e gli esempi sono in guida al capital gain al 26% e in compensazione delle minusvalenze.

C’è un’asimmetria fiscale che è importante conoscere proprio per chi compra singole azioni come Zignago Vetro: i dividendi non possono essere usati per recuperare le minusvalenze, mentre le plusvalenze sì. In altre parole, se hai accumulato perdite in passato, le abbatti solo vendendo altri titoli in guadagno, non incassando cedole. È una delle differenze tecniche che rendono la gestione di un portafoglio di azioni più «manuale» rispetto a un ETF ad accumulazione, dove la tassazione scatta solo al momento della vendita.

Va ricordato infine il criterio con cui si calcola il guadagno quando hai comprato lo stesso titolo in più momenti a prezzi diversi: si usa il costo medio ponderato. Tieni quindi traccia dei prezzi di carico, perché determinano quanta plusvalenza (e quindi quanta tassa) emergerà alla vendita. In regime amministrato ci pensa la banca, ma sapere come funziona ti aiuta a non avere sorprese.

Zignago Vetro dentro un PIR: il sotto-vincolo del 30%

Zignago Vetro può stare in un PIR? Sì, ed è un caso «forte». Un Piano Individuale di Risparmio «ordinario» deve investire almeno il 70% in strumenti di imprese italiane, e di quel 70% almeno il 30% deve andare a società non incluse nel FTSE MIB. Zignago Vetro, essendo una mid cap fuori dal FTSE MIB, rientra proprio in quel sotto-vincolo del 30%: è quindi uno dei titoli che possono dare «doppio» valore a un PIR, contribuendo alla quota più difficile da riempire.

Il vantaggio del PIR è notevole sul piano fiscale: se mantieni l’investimento per almeno 5 anni, le plusvalenze e i dividendi sono esenti da imposta. Su un titolo da dividendo generoso come Zignago Vetro l’esenzione del 26% sulla cedola, ripetuta per anni, può incidere parecchio: è la differenza tra incassare 0,60 € lordi e vederne arrivare 0,444 € netti. Su orizzonti lunghi e su importi consistenti, è un risparmio tutt’altro che simbolico.

Lo strumento ha però regole stringenti: esiste un tetto annuo e complessivo agli importi investibili, il vincolo dei 5 anni va rispettato (vendere prima fa decadere i benefici, con recupero delle imposte), e va aperto presso un intermediario che offra il «contenitore» PIR. Proprio perché Zignago Vetro riempie il sotto-vincolo del 30%, è un mattone tipico di un PIR ben costruito, ma resta una tessera dentro un mosaico diversificato. Per capire se fa al caso tuo, vantaggi e limiti sono spiegati nella guida ai PIR.

Come si compra Zignago Vetro dall’Italia

Come si compra dall’Italia

Per comprare azioni Zignago Vetro dall’Italia ti serve un conto titoli presso una banca o un broker che dia accesso a Euronext Milan (praticamente tutti). Cerchi il titolo con il codice ISIN IT0004171440 o il ticker ZV e invii un ordine: «a mercato» per eseguire subito al prezzo corrente, oppure «con limite» per fissare il prezzo massimo che sei disposto a pagare. Trattandosi di una mid cap, può avere una liquidità inferiore alle big chip: l’ordine «con limite» è spesso la scelta più prudente.

Sui costi fai attenzione a due voci: le commissioni di negoziazione del broker e l’imposta di bollo sul deposito titoli (0,2% annuo sul controvalore). Comprare una singola azione non comporta i costi di gestione di un fondo, ma ti espone al rischio di un solo titolo: ne parliamo qui sotto.

Azione singola o ETF: come decidere il peso

È la domanda che si pone chiunque guardi un titolo come Zignago Vetro: meglio comprare la singola azione o un ETF che la contiene insieme a tante altre? Non c’è una risposta «giusta» universale, e soprattutto non è una risposta che possiamo darti noi: dipende dai tuoi obiettivi, dal tuo orizzonte temporale e da quanta concentrazione sei disposto a sopportare. Possiamo però mettere in fila le differenze che contano.

Con la singola azione scegli esattamente l’azienda su cui puntare, incassi il suo dividendo specifico e non paghi commissioni di gestione annue. In cambio, però, concentri tutto su un solo titolo, molto esposto a una variabile (il costo dell’energia): se Zignago Vetro attraversa una fase difficile, non c’è nulla in portafoglio che compensi. Con un ETF — per esempio un fondo sulle mid cap italiane, sul settore industriale o sull’intero mercato — possiedi una piccola fetta di molte società: rinunci alla «scommessa mirata» e paghi un piccolo costo annuo (il TER), ma ottieni diversificazione automatica.

Una via di mezzo molto usata è considerare la singola azione come una quota satellite di un portafoglio che ha al centro fondi diversificati: una posizione contenuta, di cui conosci bene rischi e fiscalità, accanto a un nucleo più stabile. Per ragionare sul peso di un titolo e sulla sua dimensione vedi large, mid e small cap; per imparare a leggere i conti di un’azienda, l’analisi fondamentale.

I rischi specifici di una singola azione Zignago Vetro

Comprare una sola azione non è diversificare. Per quanto solida, Zignago Vetro resta un singolo titolo molto esposto al costo dell’energia: se va male, non c’è nient’altro a compensare. Un ETF azionario contiene centinaia o migliaia di società e attutisce il colpo del singolo emittente.

Oltre al rischio generale di concentrazione, un’azione Zignago Vetro porta con sé rischi specifici. Il primo, di gran lunga il più importante, è il costo dell’energia: i forni del vetro consumano enormi quantità di gas ed elettricità, e un’impennata dei prezzi energetici — come quella vissuta negli anni recenti — comprime i margini e può ridurre utili e dividendo. È la variabile numero uno da monitorare su questo titolo.

Il secondo è il potere dei grandi clienti: vendendo a marchi e imbottigliatori di grande dimensione, Zignago Vetro ha un potere di prezzo limitato e margini sotto pressione. Il terzo è la ciclicità della profumeria e cosmetica, segmento a margini alti ma più sensibile all’andamento dei consumi di lusso. Il quarto è il rischio competitivo e di sovracapacità nel settore del vetro europeo, dominato da pochi grandi gruppi.

Tutti questi fattori si sommano al rischio più banale ma più importante: quello di prezzo. Il valore di un’azione oscilla ogni giorno e può restare sotto il prezzo d’acquisto per anni, e su una mid cap meno liquida i movimenti possono essere più ampi. Per capire la differenza tra azioni difensive e cicliche vedi azioni difensive e cicliche, e per ragionare sul peso da dare a un singolo titolo large, mid e small cap. La regola di fondo resta una sola: una posizione su Zignago Vetro va dimensionata in base a quanto saresti sereno se quella parte di portafoglio perdesse valore.

Domande frequenti

Ogni quanto Zignago Vetro paga il dividendo?

Di norma una volta l’anno, in maggio, dopo l’approvazione del bilancio. L’importo varia di anno in anno seguendo gli utili: per l’esercizio 2023 è stato di 0,75 € per azione, per il 2024 di 0,45 €.

Quante tasse si pagano sul dividendo Zignago Vetro?

Il 26%, trattenuto direttamente dall’intermediario italiano come ritenuta a titolo d’imposta. Su 0,60 € lordi ti restano 0,444 € netti per azione.

Le azioni Zignago Vetro si possono mettere in un PIR?

Sì, ed è un caso «forte»: essendo una mid cap fuori dal FTSE MIB, Zignago Vetro rientra nel sotto-vincolo del 30% di un PIR ordinario riservato alle società più piccole. Detenuta 5 anni, beneficia dell’esenzione fiscale.

Perché il costo dell'energia è così importante per Zignago Vetro?

Perché fondere il vetro richiede forni a temperature altissime, alimentati in gran parte a gas: l’energia è una delle voci di costo principali. Quando i prezzi energetici salgono i margini si comprimono, quando scendono si allargano.

Il dividendo di Zignago Vetro è garantito?

No. Dipende dagli utili e dalle decisioni del consiglio, e infatti oscilla di anno in anno: sull’esercizio 2024 si è ridotto rispetto al picco del 2023. A differenza di una cedola obbligazionaria, non è un obbligo contrattuale.

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Questa scheda ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria o fiscale, né una raccomandazione o un invito a comprare o vendere il titolo. Non contiene giudizi di valutazione, target di prezzo o segnali operativi. I dati societari e i dividendi sono tratti da fonti ufficiali alla data indicata e possono variare nel tempo: verifica sempre i documenti aggiornati dell’emittente e di Borsa Italiana prima di qualsiasi decisione. Investire in singole azioni comporta rischi elevati, inclusa la possibile perdita del capitale.
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Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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