Approfondimento

Azioni Immsi (IMS): la holding Colaninno, dividendi e fiscalità

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Azioni Immsi (IMS): la holding Colaninno, dividendi e fiscalità
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 14 Giugno 2026

Immsi (IMS): la cassaforte dei Colaninno in Borsa

Immsi è la holding con cui la famiglia Colaninno controlla due eccellenze italiane: il gruppo Piaggio (Vespa, Aprilia, Moto Guzzi) e la cantieristica navale di Intermarine. Comprarne un’azione non è come comprare una singola azienda: è acquistare una fetta di un intero portafoglio. Questa scheda spiega come funziona la holding, perché quota con uno «sconto», come paga e come si tassa.

  • Holding della famiglia Colaninno (motori + cantieristica)
  • Controlla Piaggio (~50,6%) e Intermarine (100%)
  • ISIN IT0001413837 · ticker IMS · Euronext Milan
  • Sede in Italia → ritenuta 26% · ammissibile al PIR (small cap)

Dati aggiornati al 14 giugno 2026. Fonti: Immsi S.p.A. Investor Relations e Borsa Italiana – Euronext Milan (ISIN, quotazione, storico dividendi). Contenuto informativo e didattico: non è una raccomandazione di acquisto o vendita.

A differenza di Eni o Enel, Immsi non «fa» un prodotto: è una società di partecipazioni, una holding. Il suo valore dipende da quanto valgono le aziende che possiede — soprattutto Piaggio, di cui è azionista di controllo. Per questo va letta con occhiali diversi da una normale azione industriale, ed è un ottimo caso per capire due concetti che tornano utili a ogni investitore: come si valuta una holding e perché quota «a sconto».

Useremo Immsi come caso di scuola sulle holding italiane. A differenza di una Exor — che ha scelto il domicilio olandese — Immsi resta una società italiana: questo cambia tutto sul piano fiscale, perché significa ritenuta del 26% «secca» e, soprattutto, accesso al PIR. Vedremo il look-through sulle controllate, lo sconto sul NAV, la storia del dividendo e i rischi, in chiave didattica e fiscale, senza giudizi di valore.

Carta d’identità: Immsi in breve

DenominazioneImmsi S.p.A.
TickerIMS (Euronext Milan)
ISINIT0001413837
MercatoEuronext Milan (ex Borsa Italiana)
SettoreHolding di partecipazioni industriali
Sede e domicilio fiscaleItalia
Azionista di controlloFamiglia Colaninno (tramite Omniaholding / Omniainvest)
Partecipazione principaleGruppo Piaggio, circa il 50,6% (controllo)
Altra controllataIntermarine (cantieristica navale), 100% tramite RCN Finanziaria
CapitalizzazioneSmall cap – fuori dal FTSE MIB

Immsi è la holding di partecipazioni che sta in cima a un gruppo industriale storicamente legato alla famiglia Colaninno. La sua attività non è produrre direttamente, ma possedere e gestire quote di altre aziende. Al centro del portafoglio c’è il gruppo Piaggio, leader europeo della mobilità a due ruote (Vespa, Aprilia, Moto Guzzi, Piaggio), affiancato dalla cantieristica navale di Intermarine e da iniziative nel settore immobiliare. È una società di dimensioni medio-piccole, fuori dal paniere delle blue chip.

Da non confondere: Immsi è la holding di vertice, diversa dalle singole aziende che possiede. Comprare un’azione Immsi significa comprare la «cassaforte», non un suo singolo gioiello. La distinzione torna utile anche quando cerchi il titolo: l’ISIN IT0001413837 e il ticker IMS identificano la holding, mentre Piaggio è una società quotata distinta, con un proprio ISIN e un proprio ticker. Sono due azioni diverse.

Che cosa fa Immsi: una holding industriale

Il «lavoro» di Immsi è possedere e gestire partecipazioni di controllo in aziende industriali, sostenendole nel lungo periodo. Il portafoglio è concentrato su poche posizioni ben definite:

  • Gruppo Piaggio — la posizione più importante: il colosso italiano delle due ruote, con i marchi Vespa, Aprilia, Moto Guzzi e Piaggio, oltre ai veicoli commerciali leggeri. Immsi ne controlla circa il 50,6% (vedi la scheda Piaggio).
  • Intermarine — la cantieristica navale, controllata al 100% tramite RCN Finanziaria. Costruisce imbarcazioni militari e commerciali, ed è la gamba «navale» del gruppo, con un portafoglio ordini legato anche alla difesa.
  • Settore immobiliare — iniziative nel real estate, di peso minore rispetto alle due controllate industriali.

Questa è la chiave per capire il titolo: Immsi non guadagna vendendo scooter o navi, ma incassando dividendi dalle sue controllate e — soprattutto — facendo crescere nel tempo il valore delle partecipazioni. Quando Piaggio va bene in Borsa, ne beneficia (in parte) anche Immsi; quando Piaggio soffre, Immsi ne risente. È, in sostanza, un veicolo concentrato e gestito attivamente dalla famiglia che lo controlla.

Il peso delle due controllate è molto diverso. Piaggio è di gran lunga la posizione principale e determina la parte preponderante del valore di Immsi: per questo l’andamento della holding tende a seguire da vicino quello del gruppo delle due ruote. Intermarine, pur più piccola, ha acquisito visibilità grazie a ordini importanti nel comparto della difesa navale, un settore che negli ultimi anni ha attirato l’attenzione del mercato. È un esempio di come, in una holding, anche una controllata «minore» possa muovere il titolo se entra in un tema di forte interesse.

Il filo conduttore del mestiere di Immsi è l’allocazione del capitale: scegliere su quali industrie puntare, sostenerle, e nel tempo far emergere il loro valore. È questo «mestiere» che l’azionista di Immsi compra, più ancora delle singole aziende in portafoglio. Per imparare a leggere i conti di una società di questo tipo vedi l’analisi fondamentale.

Comprare Immsi = comprare (un po’) Piaggio e Intermarine

Ecco il primo angolo da capire bene. Comprando un’azione Immsi non compri «una» azienda: compri una piccola fetta di tutte le sue partecipazioni insieme. È un modo indiretto di esporti a Piaggio e a Intermarine con un solo titolo. Per alcuni investitori è interessante proprio per questo: prendere un po’ del gruppo Piaggio e, in più, una porzione della cantieristica navale di Intermarine, che da sola non è quotata.

Il rovescio è che non scegli tu i pesi: la composizione la decide il management di Immsi, e oggi gran parte del valore dipende da una singola partecipazione, Piaggio. Quindi «Immsi» è sì un paniere, ma un paniere sbilanciato. Se vuoi esattamente l’esposizione a Piaggio, la sua scheda dedicata ti dà il controllo preciso che con Immsi non hai: scheda Piaggio. Se invece ti interessa anche la parte di cantieristica navale, allora la holding è l’unico modo «quotato» per averla.

C’è poi un effetto «doppio strato» da tenere a mente. Acquistando Immsi compri una holding che a sua volta possiede aziende: i risultati delle controllate arrivano a te filtrati dalle scelte e dai costi della holding, e dal fatto che Immsi non possiede il 100% di Piaggio. Una parte degli utili di Piaggio spetta infatti agli altri azionisti (la quota di minoranza), e questo si riflette nei conti consolidati di Immsi. È un buon esempio di come, nella finanza, la «scatola» attraverso cui investi cambi sia i diritti sia la lettura dei numeri. Per ragionare sul peso di un singolo titolo vedi large, mid e small cap.

Lo sconto sul NAV: perché vale «meno» dei suoi pezzi

Il secondo concetto è tipico di tutte le holding quotate e si chiama sconto sul NAV (Net Asset Value, il valore netto degli attivi). Se sommi il valore delle partecipazioni di Immsi — il valore di mercato della quota in Piaggio, una stima di Intermarine e degli immobili — togli i debiti e dividi per il numero di azioni, ottieni il «valore teorico» di un’azione. Quasi sempre, in Borsa, Immsi vale meno di questo numero: scambia cioè a sconto rispetto alla somma delle sue parti.

Perché? Per diversi motivi: i costi della struttura, le tasse latenti se vendesse le partecipazioni, il fatto che il mercato «sconta» il rischio che la holding non venda mai ai prezzi pieni, la minore libertà dell’azionista di minoranza e — su una small cap — la scarsa liquidità del titolo. Per chi investe, lo sconto sul NAV è un’arma a doppio taglio: comprare a sconto può sembrare un affare, ma lo sconto può anche allargarsi e restare ampio per anni. Non è un «errore del mercato» da correggere automaticamente: è una caratteristica strutturale delle holding, e sulle small cap tende a essere persino più marcato.

In pratica. Se le partecipazioni di Immsi valessero, per ipotesi, 1 € per azione e il titolo in Borsa ne valesse 0,70, lo sconto sul NAV sarebbe del 30%. Molti osservatori seguono proprio questo numero per capire se la holding è «cara» o «economica» rispetto alla sua storia — ma resta una stima, non una certezza, anche perché il valore di Intermarine (non quotata) va calcolato e non si legge in Borsa.

La lezione pratica per l’investitore è non confondere «sconto» con «occasione automatica»: uno sconto ampio può essere giustificato dalla struttura e dai rischi, e uno stretto può comunque accompagnare anni positivi se le aziende sottostanti crescono. Su una holding come Immsi, dove buona parte del valore deriva da Piaggio, lo sconto sul NAV va letto sempre insieme alle prospettive della controllata principale.

Storia e politica dei dividendi

Dividendo ordinario Immsi per azione (€)20220.030 €20230.039 €20240.025 €20250.012 €
Dividendo ordinario per azione, anno di stacco (oltre ad acconti in alcuni anni). Fonte: Borsa Italiana.

Immsi paga un dividendo, ma di importo contenuto e variabile: come holding, distribuisce in funzione dei dividendi che a sua volta incassa dalle controllate (soprattutto Piaggio) e delle proprie esigenze finanziarie. Negli ultimi anni la cedola ordinaria è oscillata — circa 0,030 € nel 2022, 0,039 € nel 2023, 0,025 € nel 2024 e 0,012 € nel 2025 — e in alcuni esercizi è stato distribuito anche un acconto in autunno. Sono importi piccoli in valore assoluto, coerenti con un titolo dal prezzo basso.

Quello che conta leggere in questa serie non è il singolo numero, ma la variabilità: il dividendo di una holding non è una rendita fissa, perché dipende a cascata dai risultati e dalle politiche delle controllate. È la prova concreta che il dividendo di un’azione non è un obbligo contrattuale: dipende dagli utili e dalle decisioni dell’assemblea, e su una holding questo meccanismo è amplificato dal «doppio passaggio» — prima la controllata decide quanto distribuire alla holding, poi la holding decide quanto distribuire a te.

Per questo, su un titolo come Immsi, il dividendo è più un «di cui» che il motore principale di un investimento: chi compra la holding lo fa soprattutto per la crescita del valore delle partecipazioni e per l’eventuale riduzione dello sconto sul NAV, non per la cedola. Se il tuo obiettivo è una rendita periodica regolare, le grandi italiane da dividendo descritte nelle altre schede sono più adatte. Sulla differenza tra le due filosofie, vedi dividendi o accumulazione; e ricorda che un rendimento molto alto in un certo momento può essere una «dividend trap».

Quanto rende il dividendo e come si tassa

Qui sta una differenza importante rispetto a una holding come Exor, che ha sede in Olanda. Immsi è una società italiana: il suo dividendo, incassato tramite un intermediario italiano, sconta una ritenuta a titolo d’imposta del 26%, applicata direttamente dalla banca o dal broker. Non c’è nessuna doppia imposizione estera, nessuna ritenuta alla fonte straniera da recuperare: è il regime semplice e «secco» di tutte le azioni di Piazza Affari.

Esempio. Possiedi 10.000 azioni Immsi e incassi un dividendo da 0,012 € ad azione: il lordo è 120 €. La ritenuta del 26% vale 31,20 €, quindi ti restano 88,80 € netti. Lo stesso meccanismo si applica a ogni distribuzione, acconto compreso.

Il meccanismo tecnico si chiama «sostituto d’imposta»: l’intermediario trattiene il 26% e lo versa allo Stato al posto tuo, così il dividendo non concorre al tuo reddito IRPEF e non va riportato in dichiarazione. La ritenuta è «a titolo d’imposta» e non «d’acconto», quindi non è recuperabile nemmeno con un’aliquota IRPEF più bassa: il 26% è uguale per tutti. Per il quadro completo, e per capire perché le holding domiciliate all’estero sono fiscalmente più costose, vedi la tassazione dei dividendi.

Plusvalenze: la tassa se vendi in guadagno

Se vendi le azioni a un prezzo più alto di quello d’acquisto, la differenza è una plusvalenza e viene tassata al 26%, come il dividendo. Le plusvalenze su azioni rientrano tra i «redditi diversi» e possono essere compensate con le minusvalenze (le perdite) realizzate su altri titoli.

Le minusvalenze restano utilizzabili per compensare guadagni futuri fino al quarto anno successivo a quello in cui le hai realizzate. Su una holding small cap come Immsi, dove lo sconto sul NAV e la scarsa liquidità possono produrre oscillazioni ampie, questa possibilità è particolarmente utile. Se usi un broker in «regime amministrato» è la banca a fare i calcoli; in «regime dichiarativo» riporti tutto nel quadro RT. I dettagli sono in guida al capital gain al 26% e in compensazione delle minusvalenze.

Vale l’asimmetria fiscale da ricordare: i dividendi non possono recuperare le minusvalenze, mentre le plusvalenze sì. E il guadagno, quando hai comprato lo stesso titolo a prezzi diversi, si calcola con il costo medio ponderato: tieni traccia dei prezzi di carico. In regime amministrato ci pensa la banca, ma sapere come funziona ti aiuta a non avere sorprese.

Immsi dentro un PIR: il vantaggio della holding italiana

Immsi e il PIR: ecco il grande vantaggio della holding italiana. A differenza di una holding estera come Exor — che non è ammissibile al PIR — Immsi è una società italiana fuori dal FTSE MIB, e quindi rientra nella quota più «pregiata» di un Piano Individuale di Risparmio: quel 30% (del 70% investito in imprese italiane) riservato alle aziende non incluse nell’indice principale. È un punto a favore delle holding italiane rispetto a quelle che hanno scelto il domicilio estero.

Il vantaggio del PIR è notevole: se mantieni l’investimento per almeno 5 anni, le plusvalenze e i dividendi sono esenti da imposta. Su una holding come Immsi, dove il rendimento atteso passa soprattutto dalla crescita del valore delle partecipazioni (cioè dalle plusvalenze), l’esenzione del 26% può fare una differenza concreta nel lungo periodo. È uno dei pochi modi legali per azzerare del tutto il prelievo del 26%, e proprio l’accesso al PIR è uno degli argomenti a favore di una holding italiana rispetto a una estera fiscalmente penalizzata.

Lo strumento ha però regole stringenti: tetto annuo e complessivo agli importi, vincolo dei 5 anni (vendere prima fa decadere i benefici), e va aperto presso un intermediario che offra il «contenitore» PIR. Non è un modo per detenere una sola azione, ma una cornice fiscale dentro cui Immsi può convivere con altri titoli italiani. Vantaggi e limiti sono nella guida ai PIR.

Come si compra Immsi dall’Italia

Come si compra dall’Italia

Per comprare azioni Immsi dall’Italia ti serve un conto titoli presso una banca o un broker che dia accesso a Euronext Milan (praticamente tutti). Cerchi il titolo con il codice ISIN IT0001413837 o il ticker IMS e invii un ordine: «a mercato» per eseguire subito al prezzo corrente, oppure «con limite» per fissare il prezzo massimo che sei disposto a pagare.

Su una small cap come Immsi, l’ordine «con limite» è quasi sempre preferibile: i titoli a minore capitalizzazione scambiano volumi più bassi e lo «spread» tra prezzo di acquisto e di vendita può essere più ampio che su una blue chip. Sui costi fai attenzione a due voci: le commissioni di negoziazione del broker e l’imposta di bollo sul deposito titoli (0,2% annuo sul controvalore). Trattandosi di un titolo italiano, non ci sono complicazioni di valuta né di doppia imposizione.

I rischi specifici di un’azione Immsi

Immsi è un singolo titolo molto concentrato. Una quota rilevante del suo valore dipende da Piaggio: se quel titolo corregge, Immsi lo sente in modo amplificato. Comprare la holding non equivale a comprare un fondo ben diversificato — ed è per giunta una small cap, con i rischi di liquidità che ne derivano.

Oltre alla concentrazione, i rischi specifici sono: lo sconto sul NAV, che può allargarsi e penalizzare il prezzo anche se le partecipazioni vanno bene; la governance familiare, con la famiglia Colaninno che controlla la holding attraverso una catena di società, lasciando ai piccoli azionisti un peso limitato; e la dipendenza da Piaggio, le cui fortune (mobilità a due ruote, mercati asiatici, ciclo economico) si riflettono direttamente sulla holding. Si aggiunge il rischio specifico di Intermarine, legato agli ordini nella difesa navale, che possono essere ingenti ma anche discontinui.

Un rischio meno ovvio è quello della liquidità: come small cap, Immsi ha un flottante e volumi ridotti, e questo può rendere il titolo volatile e non sempre facile da vendere in fretta senza muovere il prezzo. C’è poi il rischio di «doppio sconto emotivo»: chi compra una holding familiare può farlo per fiducia nella famiglia o per affetto verso un marchio come la Vespa, sottovalutando i numeri. Investire in una holding richiede invece freddezza sul NAV, sullo sconto e sulla qualità dell’allocazione del capitale nel tempo.

Tutti questi fattori si sommano al rischio più importante: quello di prezzo. Il valore di un’azione oscilla ogni giorno e può restare sotto il prezzo d’acquisto per anni; su una small cap ciclica le escursioni possono essere ampie. Vale infine il confronto con gli strumenti diversificati: un ETF azionario contiene migliaia di società e non dipende da una singola famiglia né da un singolo titolo come Piaggio. Immsi può avere un senso come posizione satellite, consapevole e contenuta, dentro un portafoglio che ha al centro strumenti più ampi — mai come unica scommessa. Per ragionare sul peso vedi large, mid e small cap e, sulle azioni cicliche, azioni difensive e cicliche.

Domande frequenti

Che cosa controlla Immsi?

Immsi è la holding della famiglia Colaninno. Controlla il gruppo Piaggio (Vespa, Aprilia, Moto Guzzi) con circa il 50,6% e la cantieristica navale Intermarine al 100% (tramite RCN Finanziaria), oltre ad alcune attività immobiliari. Comprando Immsi ti esponi indirettamente a queste aziende.

Comprando Immsi compro anche Piaggio?

Indirettamente sì: Immsi possiede circa il 50,6% di Piaggio, quindi un’azione Immsi ti espone alle sue fortune. Non scegli però tu i pesi, e oggi Piaggio incide in modo preponderante sul valore della holding. Se vuoi solo Piaggio, esiste la sua azione quotata distinta.

Come si tassa il dividendo di Immsi?

Al 26%, trattenuto direttamente dall’intermediario italiano come ritenuta a titolo d’imposta, perché Immsi è una società italiana. A differenza delle holding domiciliate all’estero (come Exor in Olanda), non c’è alcuna doppia imposizione estera da gestire o recuperare.

Immsi si può mettere in un PIR?

Sì, ed è un vantaggio: essendo una holding italiana fuori dal FTSE MIB, rientra nella quota più «pregiata» del 30% riservata alle aziende non incluse nell’indice principale. Detenuta almeno 5 anni in un PIR, plusvalenze e dividendi sono esenti da imposta — cosa impossibile con una holding estera come Exor.

Perché Immsi in Borsa vale meno della somma delle sue partecipazioni?

È il cosiddetto sconto sul NAV, tipico delle holding: costi di struttura, tasse latenti, minori diritti dei piccoli soci e, su una small cap, la scarsa liquidità fanno sì che il titolo quoti sotto il valore teorico dei suoi attivi. Lo sconto può allargarsi o restringersi nel tempo.

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Questa scheda ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria o fiscale, né una raccomandazione o un invito a comprare o vendere il titolo. Non contiene giudizi di valutazione, target di prezzo o segnali operativi. I dati societari e i dividendi sono tratti da fonti ufficiali alla data indicata e possono variare nel tempo: verifica sempre i documenti aggiornati dell’emittente e di Borsa Italiana prima di qualsiasi decisione. Investire in singole azioni comporta rischi elevati, inclusa la possibile perdita del capitale.
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Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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