Pasquarelli Auto (PSQ): concessionaria, fisco e rischi EGM, spiegati
Pasquarelli Auto è la prima concessionaria di automobili quotata in Italia: vende auto nuove e usate multimarca, offre il noleggio a breve, medio e lungo termine ed è radicata nel Centro Italia. È una società dell’Euronext Growth Milan che non paga dividendi e reinveste nella crescita. Questa scheda non ti dice se comprarla: ti spiega che cosa fa, perché non distribuisce cedole e come si tassa l’eventuale guadagno.
- Settore: distribuzione auto · nuovo e usato multimarca · noleggio
- La prima concessionaria di automobili quotata in Italia · ticker PSQ
- ISIN IT0005546319 · Euronext Growth Milan · non distribuisce dividendi
- Sede in Italia → ritenuta del 26% + PIR/PIR Alternativi possibili
Dati aggiornati al 14 giugno 2026. Fonti: Pasquarelli Auto Investor Relations e Borsa Italiana – Euronext Growth Milan. Contenuto informativo: non è una raccomandazione.
Pasquarelli Auto è un caso di scuola interessante: il primo concessionario di automobili quotato in Italia, una piccola-media impresa con un mestiere molto concreto — vendere auto e servizi di mobilità — approdata sull’Euronext Growth Milan, il mercato di Piazza Affari dedicato alle PMI in crescita. È un titolo diverso da una blue chip da cassettista: qui contano i margini sottili del settore auto, la crescita per acquisizioni e i rischi tipici di una small cap.
Qui la usiamo per spiegare concetti validi per qualsiasi società EGM: perché un’azienda che cresce reinveste gli utili invece di distribuirli, come si legge un business a basso margine come la vendita di auto, come si tassa la sola plusvalenza e quando un PIR può azzerare l’imposta. Niente giudizi di valore o target di prezzo: solo gli strumenti per ragionare con la tua testa.
Carta d’identità: Pasquarelli Auto in breve
| Denominazione | Pasquarelli Auto S.p.A. |
|---|---|
| Ticker | PSQ (Euronext Growth Milan) |
| ISIN | IT0005546319 |
| Mercato | Euronext Growth Milan (EGM) – mercato delle PMI in crescita |
| Settore | Distribuzione auto · nuovo e usato multimarca · noleggio |
| Primato | Prima concessionaria di automobili quotata in Italia |
| Sede e domicilio fiscale | San Salvo (Chieti), Italia |
| In Borsa dal | maggio 2023 (IPO su Euronext Growth Milan) |
| Dividendo | Non distribuito (utili reinvestiti) |
Pasquarelli Auto è un’azienda italiana fondata nel 1986 a San Salvo, in Abruzzo. È un concessionario di automobili e un fornitore di servizi di mobilità: vende auto e veicoli commerciali nuovi e usati (questi ultimi anche con il proprio marchio «secondlife») e offre il noleggio a breve, medio e lungo termine. Ha un primato significativo: è stata la prima concessionaria di automobili a quotarsi in Italia, sull’Euronext Growth Milan, nel 2023.
Il codice ISIN (IT0005546319) e il ticker PSQ sono i riferimenti da usare nel tuo home banking o nella piattaforma del broker, più affidabili del solo nome. Il prefisso «IT» segnala una cosa che pesa sulla fiscalità: è una società italiana, con tutto ciò che ne consegue in termini di tassazione semplice e di possibile accesso al PIR e ai PIR Alternativi, pensati proprio per le piccole imprese come questa.
Che cosa fa Pasquarelli Auto: i mestieri dietro l’azione
Per capire un’azione bisogna capire da dove arrivano i suoi soldi. Pasquarelli Auto è un dealer: i suoi ricavi nascono dalla vendita di automobili e di servizi collegati, con alcune anime distinte:
- Auto nuove — la vendita di automobili e veicoli commerciali nuovi di diversi marchi (dealer multimarca), il cuore tradizionale del business.
- Usato — la compravendita di auto di seconda mano, anche con il marchio proprio «secondlife»: un’attività con margini spesso più interessanti del nuovo.
- Noleggio — il noleggio a breve, medio e lungo termine, un’area in crescita che trasforma il dealer in un fornitore di «mobilità» e genera ricavi più ricorrenti.
- Assistenza e ricambi — i servizi post-vendita, manutenzione e ricambi, tipicamente più redditizi della sola vendita del veicolo.
La chiave per leggere Pasquarelli Auto è capire che la vendita di auto nuove è un business ad alti volumi e bassi margini: si fattura molto, ma il guadagno su ogni auto è sottile. Per questo i concessionari puntano sempre più su attività a margine più alto come l’usato, il noleggio, l’assistenza e i ricambi. Leggere un dealer significa quindi guardare non solo al fatturato, ma soprattutto alla redditività e al mix tra le diverse attività.
Negli ultimi anni Pasquarelli Auto ha mostrato una crescita rilevante, sostenuta anche da acquisizioni di altre concessionarie: è una strategia di consolidamento di un settore frammentato, dove crescere per linee esterne permette di guadagnare scala e potere negoziale. È un modello potenzialmente premiante, ma che richiede capitale e una buona integrazione delle aziende acquisite: per questo gran parte delle risorse viene reinvestita, non distribuita.
Va ricordato che Pasquarelli Auto, pur in crescita, resta una società di dimensioni contenute quotata sull’EGM, con flottante ridotto e una storia da società quotata ancora breve. Sono caratteristiche che ne fanno un titolo adatto solo a chi accetta un rischio elevato, su cui torniamo nell’ultima sezione.
Il business della concessionaria: volumi e margini sottili
L’angolo che rende Pasquarelli Auto un titolo istruttivo è proprio il modello della concessionaria. È un settore dove il fatturato è molto alto — vendere auto significa muovere centinaia di milioni — ma i margini sono notoriamente sottili: su ogni automobile nuova il guadagno è una piccola percentuale del prezzo. Questo cambia completamente il modo di leggere i conti rispetto, per esempio, a un’azienda del lusso.
La strategia per migliorare la redditività è duplice. Da un lato, spostare il mix verso le attività a margine più alto: l’usato, il noleggio, l’assistenza e i ricambi, che rendono di più della pura vendita del nuovo. Dall’altro, crescere per dimensione, anche tramite acquisizioni, per guadagnare scala in un mercato frammentato. È una scommessa sul consolidamento del settore della distribuzione auto in Italia.
La lezione pratica è che comprare Pasquarelli Auto significa scommettere sulla capacità di una piccola-media azienda di crescere e di migliorare la redditività in un settore a margini stretti. È un profilo da società in espansione, dove il valore atteso è tutto nello sviluppo futuro e nella qualità dell’esecuzione (integrare le acquisizioni, gestire i costi): distinguere la crescita dei ricavi dalla crescita degli utili è il modo serio di avvicinarsi a un titolo così.
Che cos’è l’Euronext Growth Milan
Pasquarelli Auto è quotata sull’Euronext Growth Milan (EGM), un mercato che vale la pena conoscere perché ha regole diverse dal listino principale. L’EGM è il segmento di Piazza Affari dedicato alle piccole e medie imprese in crescita: ha requisiti di accesso più leggeri rispetto al mercato regolamentato (Euronext Milan), pensati per permettere anche alle aziende di dimensioni contenute di raccogliere capitali e quotarsi.
Per l’investitore questo ha conseguenze concrete. Le società EGM tendono a essere più piccole, più giovani e meno liquide: gli scambi quotidiani sono ridotti, lo spread tra prezzo di acquisto e di vendita può essere ampio e il prezzo può muoversi bruscamente anche con pochi ordini. C’è inoltre meno ricerca finanziaria indipendente che segue questi titoli, e gli obblighi informativi sono più snelli. Non è un mercato «di serie B», ma un mercato con un profilo di rischio più alto, adatto a chi ne è consapevole.
Capire che Pasquarelli Auto è una small cap EGM è quindi il primo passo per inquadrarla correttamente: non va messa sullo stesso piano di una blue chip del FTSE MIB. È un titolo da maneggiare con prudenza, da pesare con attenzione in portafoglio e da comprare possibilmente con ordini «con limite» per controllare il prezzo di esecuzione, come vedremo.
Perché Pasquarelli Auto non paga dividendi
Veniamo al punto più importante per chi guarda il titolo: Pasquarelli Auto non paga dividendi. Non è una mancanza, ma la scelta tipica di una piccola-media azienda in fase di crescita e di consolidamento.
La logica è semplice. Una società che cresce, anche per acquisizioni, ha bisogno di tutta la cassa che genera per finanziare lo sviluppo: comprare altre concessionarie, sviluppare il noleggio, integrare le attività. Distribuire una cedola significherebbe sottrarre risorse alla crescita. Per questo il motore di un eventuale guadagno, qui, è interamente la plusvalenza: la speranza che il titolo si rivaluti se l’azienda cresce e aumenta i propri utili.
Per chi cerca una rendita periodica, quindi, Pasquarelli Auto è il titolo sbagliato: non offre flussi di cassa regolari. È invece un titolo «di crescita», dove tutto si gioca sulla capacità dell’azienda di valere di più in futuro. Per capire la differenza tra titoli da dividendo e titoli da rivalutazione è utile la guida dividendi o accumulazione.
Plusvalenze: la tassa se vendi in guadagno
Se non c’è dividendo, l’unico modo per guadagnare con Pasquarelli Auto è venderla a un prezzo più alto di quello d’acquisto: la differenza è una plusvalenza, tassata al 26%. Su questo titolo, in pratica, tutta la fiscalità rilevante per l’investitore passa di qui.
La buona notizia è che le plusvalenze su azioni rientrano tra i «redditi diversi» e possono essere compensate con le minusvalenze (le perdite) realizzate su altri titoli, fino al quarto anno successivo a quello in cui le hai realizzate. Questo aspetto è particolarmente importante su un titolo rischioso come una small cap: se dovessi venderlo in perdita, quella minusvalenza non andrebbe sprecata, ma potrebbe abbattere guadagni futuri su altri titoli (vedi capital gain al 26% e compensazione delle minusvalenze).
In «regime amministrato» è la banca a calcolare e versare l’imposta sulle plusvalenze e a gestire le minusvalenze; in «regime dichiarativo» riporti tutto nel quadro RT. Ricorda infine che, se compri in più momenti a prezzi diversi, il guadagno si calcola sul costo medio ponderato: su un titolo volatile e poco liquido tenere traccia dei prezzi di carico è ancora più importante per sapere quanta plusvalenza (o minusvalenza) emergerà alla vendita.
Quando (e se) arrivasse un dividendo: come si tasserebbe
Immaginiamo che, con il crescere degli utili, Pasquarelli Auto decida un giorno di distribuire un dividendo. Come si tasserebbe? Esattamente come per qualsiasi azione italiana: con una ritenuta a titolo d’imposta del 26%, applicata direttamente dall’intermediario italiano. Non dovresti dichiarare nulla e riceveresti l’importo già netto.
Il meccanismo si chiama «sostituto d’imposta»: l’intermediario trattiene il 26% e lo versa allo Stato al posto tuo. La ritenuta è «a titolo d’imposta» e non «d’acconto», quindi è secca e non recuperabile con un’aliquota IRPEF più bassa. Trattandosi di una società italiana, non ci sarebbe alcuna complicazione da doppia imposizione estera. Per il quadro generale vedi la tassazione dei dividendi. Ma, ripetiamolo, oggi su Pasquarelli Auto questa sezione è solo una nozione utile per il futuro.
Pasquarelli Auto dentro un PIR: il vantaggio delle small cap
Il vantaggio del PIR è particolarmente calzante per un titolo come questo: poiché qui il risultato atteso è tutto nella plusvalenza (non nel dividendo, assente), l’esenzione dal 26% sul capital gain dopo 5 anni è il beneficio più rilevante. Se la scommessa sulla crescita pagasse, l’esenzione fiscale sulla rivalutazione potrebbe valere molto. Attenzione però: il PIR rende l’investimento più efficiente dal punto di vista fiscale, ma non riduce di un centesimo il rischio del titolo, che qui è elevato.
Lo strumento ha regole stringenti: tetti annui e complessivi agli importi, il vincolo dei 5 anni (vendere prima fa decadere i benefici — un vincolo che su un titolo volatile va valutato con attenzione) e va aperto presso un intermediario che offra il «contenitore» PIR. Non è un modo per detenere una sola azione, ma una cornice fiscale entro cui Pasquarelli Auto può convivere con altri titoli italiani. Vantaggi e limiti nella guida ai PIR.
Come si compra Pasquarelli Auto dall’Italia
Come si compra dall’Italia
Per comprare azioni Pasquarelli Auto dall’Italia ti serve un conto titoli presso una banca o un broker con accesso all’Euronext Growth Milan (la maggior parte, ma non tutti, lo offre: verifica che il tuo intermediario consenta di operare sull’EGM). Cerchi il titolo con l’ISIN IT0005546319 o il ticker PSQ e invii un ordine: «a mercato» per eseguire subito, oppure «con limite» per fissare il prezzo massimo. Su un titolo poco liquido come questo l’ordine con limite è quasi sempre la scelta più prudente, perché evita di farsi eseguire a un prezzo molto diverso da quello atteso.
Sui costi guarda due voci: le commissioni di negoziazione del broker e l’imposta di bollo sul deposito titoli (0,2% annuo sul controvalore). Comprare una singola azione non comporta i costi di gestione di un fondo, ma ti espone al rischio di un solo titolo — qui, per giunta, una small cap EGM: ne parliamo qui sotto.
Azione singola o ETF: come decidere il peso
È la domanda che si pone chiunque guardi un titolo come Pasquarelli Auto: meglio la singola azione o un ETF che la contiene insieme a tante altre? Non c’è una risposta universale, e non è una risposta che possiamo darti noi: dipende dai tuoi obiettivi, dal tuo orizzonte e da quanta concentrazione e rischio sei disposto a sopportare. Possiamo però mettere in fila le differenze che contano.
Con la singola azione scegli esattamente la scommessa su cui puntare — qui, una concessionaria in crescita — senza pagare commissioni di gestione annue. In cambio concentri tutto su un solo titolo, per di più una small cap: se l’azienda non cresce come sperato, non c’è nulla in portafoglio che compensi, e le perdite possono essere severe. Con un ETF — per esempio sulle small cap italiane o europee, o sull’intero mercato — possiedi una piccola fetta di molte società: rinunci alla scommessa mirata e paghi un piccolo costo annuo (il TER), ma diluisci il rischio del singolo emittente.
Una via di mezzo molto usata è considerare la singola azione come una quota satellite, anzi una piccola quota «ad alto rischio», di un portafoglio che ha al centro fondi diversificati. Su una small cap come Pasquarelli Auto questa logica è quasi obbligata: una posizione contenuta, che puoi permetterti di vedere oscillare bruscamente, accanto a un nucleo stabile. Per ragionare sul peso e sulla dimensione di un titolo vedi large, mid e small cap; per leggere i conti di un’azienda, l’analisi fondamentale.
I rischi di una small cap EGM
I rischi specifici di Pasquarelli Auto sono marcati. Il primo è la scarsa liquidità tipica dell’EGM: gli scambi quotidiani sono limitati e il flottante è ridotto, per cui il prezzo può muoversi bruscamente anche con pochi ordini. Il secondo è la marginalità sottile del settore auto: si fattura molto ma si guadagna poco su ogni veicolo, e i conti sono sensibili all’andamento del mercato dell’auto e ai costi.
Il terzo è il rischio legato alle acquisizioni: crescere comprando altre concessionarie richiede capitale e una buona integrazione, e non sempre le operazioni creano valore come previsto. Il quarto è la ciclicità della domanda di automobili, sensibile al reddito delle famiglie, al credito e all’incertezza economica, oltre alla storia breve in Borsa e alla minore ricerca indipendente rispetto a una blue chip.
Tutti questi fattori si traducono nel rischio più concreto: la possibilità di perdere una quota rilevante del capitale investito. Su una small cap non è uno scenario teorico ma una possibilità reale, da mettere in conto prima di comprare. Per ragionare sul peso da dare a un singolo titolo vedi large, mid e small cap. La regola di fondo, qui più che mai, è una sola: investi su Pasquarelli Auto solo la parte di portafoglio che saresti sereno di vedere dimezzata — o peggio.
Domande frequenti
Che cosa fa Pasquarelli Auto?
È una concessionaria di automobili dell’Abruzzo, la prima quotata in Italia. Vende auto e veicoli commerciali nuovi e usati multimarca (anche con il marchio secondlife) e offre il noleggio a breve, medio e lungo termine.
Pasquarelli Auto paga dividendi?
No. È una small cap dell’Euronext Growth Milan in fase di crescita e consolidamento: reinveste gli utili, anche per acquisire altre concessionarie. Non è un titolo da rendita, ma una scommessa sulla crescita.
Che cos'è l'Euronext Growth Milan?
È il mercato di Piazza Affari dedicato alle piccole e medie imprese in crescita, con requisiti più leggeri rispetto al listino principale. Le società EGM tendono a essere più piccole, più giovani e meno liquide: il profilo di rischio è più alto.
Come si tassa il guadagno su Pasquarelli Auto?
Tramite la plusvalenza: la differenza tra prezzo di vendita e di acquisto è tassata al 26% e può essere compensata con eventuali minusvalenze su altri titoli. Essendo una società italiana, non c’è doppia imposizione estera.
Le azioni Pasquarelli Auto si possono mettere in un PIR?
Sì. Essendo una small cap italiana fuori dai principali indici, riempie il sotto-vincolo del 30% di un PIR ordinario ed è coerente con i PIR Alternativi. Detenuta 5 anni beneficia dell’esenzione fiscale, qui rilevante soprattutto sulle plusvalenze. Il PIR però non riduce il rischio, alto, del titolo.
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