Regime amministrato o dichiarativo: il confronto che cambia il tuo Modello Redditi
Tra le scelte fiscali più importanti per chi investe c’è il regime di tassazione dei capital gain. Amministrato significa zero adempimenti e tutto sulle spalle del broker; dichiarativo significa flessibilità ma un quadro RT da compilare ogni anno.
- Differenze pratiche di compilazione
- Quale broker richiede quale regime
- Impatto su minusvalenze e quadro RW
- Esempio numerico con stesso portafoglio
1. I due regimi previsti dal D.Lgs. 461/1997
Il D.Lgs. 461/1997, ancora oggi pilastro della tassazione dei redditi finanziari, individua tre regimi: dichiarativo (art. 5), amministrato (art. 6) e gestito (art. 7). In questa guida ci concentriamo sui primi due, perché il gestito riguarda solo chi sottoscrive una gestione patrimoniale individuale (GPM) presso una banca o SGR.
La differenza sostanziale è chi calcola e versa l’imposta del 26% sulle plusvalenze: nel regime amministrato il broker italiano lo fa al posto tuo come sostituto d’imposta; nel regime dichiarativo lo fai tu in dichiarazione attraverso il quadro RT del Modello Redditi PF.
2. Regime amministrato: come funziona
È il regime di default offerto da banche e broker italiani autorizzati (Fineco, Directa, IWBank, Banca Sella, BG Saxo, Mediobanca Premier, BPER Trading). Il funzionamento è automatico:
- ad ogni vendita, il sistema calcola la plusvalenza/minusvalenza sul costo medio ponderato;
- se è plusvalenza, il broker trattiene il 26% (12,5% per titoli di Stato white list) e lo versa al Fisco entro il 16 del mese successivo;
- se è minusvalenza, viene accantonata nello «zainetto fiscale» del cliente e utilizzata in automatico per compensare future plusvalenze entro 4 anni;
- l’imposta di bollo titoli 0,2% è addebitata trimestralmente.
Vantaggi
Zero adempimenti dichiarativi (per le plusvalenze), nessun rischio di errori, conferma automatica del calcolo, comodità per chi opera con frequenza.
Limiti
Le minusvalenze restano vincolate a quel broker: cambiando intermediario si perde lo zainetto se non si certifica. Non è possibile compensare minusvalenze maturate su un broker con plusvalenze realizzate su un altro.
3. Regime dichiarativo: cosa devi fare
Si applica obbligatoriamente quando si opera con broker esteri non residenti fiscalmente in Italia (Degiro, Interactive Brokers, Trade Republic, eToro, Saxo Bank Germania, Lightyear). Il contribuente diventa responsabile diretto del calcolo e del versamento.
Adempimenti annuali
- compilare il quadro RT del Modello Redditi PF per plusvalenze e minusvalenze;
- compilare il quadro RW per il monitoraggio fiscale di tutte le attività finanziarie estere (anche se vuote a fine anno);
- versare l’IVAFE (0,2% del valore dei prodotti finanziari esteri al 31 dicembre, art. 19 D.L. 201/2011);
- versare il saldo IRPEF entro il 30 giugno 2027 per i redditi 2026.
4. Quando il regime è obbligato e quando si sceglie
Il regime amministrato è opzionale: il cliente di un broker italiano può chiedere il passaggio al regime dichiarativo, di solito per centralizzare la dichiarazione di più conti o per compensare minusvalenze accumulate altrove. Il regime dichiarativo è invece obbligato per:
- broker esteri non operanti in Italia come sostituti d’imposta;
- partecipazioni qualificate in società non quotate;
- plusvalenze su criptovalute eccedenti 2.000 euro annui detenute su exchange esteri (Binance, Kraken);
- operazioni di trading professionale dichiarate come reddito d’impresa.
5. Esempio numerico a confronto
Esempio — Portafoglio identico, due regimi a confronto
Anna nel 2026 realizza 4.000 euro di plusvalenze su azioni e ha 1.500 euro di minusvalenze pregresse del 2024 (utilizzabili fino al 2028). Confronto operativo:
| Voce | Amministrato (Fineco) | Dichiarativo (Degiro) |
|---|---|---|
| Plusvalenza lorda 2026 | 4.000 € | 4.000 € |
| Minusvalenza compensata | −1.500 € | −1.500 € |
| Base imponibile | 2.500 € | 2.500 € |
| Imposta 26% | 650 € | 650 € |
| Versamento | Trattenuta broker | F24 entro 30/06/2027 |
| Dichiarazione | Nessuna | Quadri RT+RW |
L’imposta finale è uguale, ma il regime dichiarativo richiede compilazione manuale e versamento tramite F24. L’amministrato è più comodo, il dichiarativo offre maggiore controllo nei casi complessi.
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