Ravvedimento dichiarazione tardiva 2026: entro 90 giorni dalla scadenza
Chi presenta il Modello Redditi o il 730 oltre la scadenza ordinaria ma entro 90 giorni puo ricorrere al ravvedimento per la dichiarazione tardiva: la sanzione fissa e di 250 euro ridotta a 1/10 (25 euro) se il versamento dell’imposta eventualmente dovuta viene effettuato contestualmente. Oltre i 90 giorni, la dichiarazione si considera omessa con conseguenze ben piu severe. Questa guida illustra la procedura aggiornata al 2026.
- Differenza tra dichiarazione tardiva (entro 90 gg) e omessa (oltre 90 gg)
- Sanzione fissa 250 euro ridotta a 25 euro con ravvedimento
- Imposta dovuta: ravvedimento su eventuale debito residuo
- Procedura di presentazione integrativa 2026
1. Dichiarazione tardiva vs dichiarazione omessa
La legge distingue nettamente tra due fattispecie di inadempimento dichiarativo, con conseguenze sanzionatorie assai diverse.
La dichiarazione tardiva e quella presentata oltre la scadenza ordinaria ma entro 90 giorni da essa. Per il Modello Redditi 2026 (riferito all’anno d’imposta 2025), la scadenza ordinaria cade il 30 settembre 2026 per persone fisiche: la finestra della dichiarazione tardiva copre quindi dal 1° ottobre al 29 dicembre 2026. Per il 730, la scadenza ordinaria e il 30 settembre 2026; la dichiarazione tardiva tramite CAF o professionista puo essere presentata entro il 29 dicembre 2026.
La dichiarazione omessa e quella non presentata entro i 90 giorni dalla scadenza. In quel caso la sanzione non e piu quella fissa da ravvedimento (25 euro) ma l’aliquota proporzionale all’imposta dovuta: dal 120% al 240% dell’IRPEF risultante (art. 1 D.Lgs. 471/1997). L’omessa dichiarazione comporta anche la perdita del diritto alla detrazione per oneri eventualmente non indicati e l’impossibilita di utilizzare il credito d’imposta da essi derivante.
| Situazione | Sanzione | Ravvedimento |
|---|---|---|
| Dichiarazione entro scadenza, imposta tardiva | 25% imp. (ridotta) | Coeff. 1/10 – 1/6 |
| Dichiarazione tardiva entro 90 gg + imposta | 250 euro fissa + 25% imp. | 250 → 25 euro + coeff. su imposta |
| Dichiarazione omessa (oltre 90 gg) | 120–240% imposta | Nessun ravvedimento ordinario |
2. La sanzione e il meccanismo di ravvedimento
La sanzione per la dichiarazione tardiva e disciplinata dall’art. 1 c. 1 D.Lgs. 471/1997: la misura ordinaria e di 250 euro. Con il ravvedimento ai sensi dell’art. 13 D.Lgs. 472/1997, questa sanzione si riduce applicando il coefficiente 1/10, portandola a 25 euro.
Questa riduzione e fissa e non dipende dal numero di giorni di ritardo entro la finestra dei 90 giorni: che si presenti la dichiarazione con 5 giorni di ritardo o con 89 giorni di ritardo, la sanzione ridotta e sempre 25 euro. L’unica condizione e che il pagamento della sanzione avvenga contestualmente alla presentazione della dichiarazione tardiva.
Se la dichiarazione tardiva genera un debito d’imposta (perche il contribuente doveva versare imposte non versate), su quel debito si applicano le regole ordinarie del ravvedimento per omesso versamento: sanzione 25% ridotta in base al ritardo dalla scadenza originaria del versamento, piu interessi legali.
3. Esempi numerici 2026
Esempio 1 — 730 presentato con 45 giorni di ritardo, credito d’imposta
Un lavoratore dipendente presenta il 730/2026 (anno d’imposta 2025) il 14 novembre 2026 (45 giorni oltre il 30 settembre 2026). Dal 730 risulta un credito IRPEF di 380 euro: nessuna imposta da versare.
- Sanzione dichiarazione tardiva: 250 × 1/10 = 25,00 euro — codice tributo 8911 (o codice specifico sanzione dichiarazione, da verificare)
- Imposta da versare: 0 (e presente un credito)
- Totale F24: 25,00 euro
Il credito IRPEF e ancora rimborsabile nonostante la tardivita, purche la dichiarazione sia presentata entro i 90 giorni.
Esempio 2 — Modello Redditi presentato con 60 giorni di ritardo, debito IRPEF
Un lavoratore autonomo presenta il Modello Redditi 2026 il 29 novembre 2026 (60 giorni dopo il 30 settembre 2026). Risulta un debito IRPEF (saldo) di 1.800 euro che avrebbe dovuto essere versato entro il 30 giugno 2026 (circa 152 giorni di ritardo al momento del ravvedimento). Ravvedimento lungo (1/8) sull’imposta.
- Sanzione dichiarazione tardiva: 250 × 1/10 = 25,00 euro
- Imposta: 1.800,00 euro — cod. 4001, anno 2025
- Sanzione su imposta (25% × 1/8): 1.800 × 0,03125 = 56,25 euro — cod. 8901
- Interessi (2,5%/365 × 152): 1.800 × 0,000068 × 152 = 18,68 euro — cod. 1989
- Totale F24: 1.899,93 euro
4. Come presentare la dichiarazione tardiva
La dichiarazione tardiva si presenta con le stesse modalita della dichiarazione ordinaria, attraverso i canali telematici: Fisconline, intermediario abilitato (CAF, commercialista, consulente del lavoro) o portale dell’Agenzia delle Entrate. Non esiste un modello separato per la dichiarazione tardiva: si usa il modello ordinario (730 o Modello Redditi) per l’anno d’imposta di riferimento.
Indicazioni nella dichiarazione tardiva
Nel modello non e necessario barrare caselle particolari per segnalare la tardivita: il sistema telematico acquisisce la data di presentazione e la confronta con la scadenza. Tuttavia, e opportuno che il contribuente si assicuri che nella dichiarazione siano correttamente indicati tutti i redditi e gli oneri, per evitare che la tardiva si trasformi in una dichiarazione infedele oltre che tardiva.
Il versamento dei 25 euro
La sanzione ridotta di 25 euro si versa tramite modello F24. Il codice tributo corretto e 8911 per il solo importo della sanzione dichiarazione tardiva (alcuni operatori usano il codice specifico 8914 per sanzioni su dichiarazioni; verificare le istruzioni dell’Agenzia per l’anno di riferimento). L’anno da indicare e quello dell’imposta dichiarata tardivamente.
Per il dettaglio del ravvedimento sull’eventuale imposta dovuta, con i coefficienti di riduzione applicabili in funzione del ritardo, si consulti la guida Ravvedimento operoso 2026: calcolo, sanzioni, scadenze.
Valuta il caso con un avvocato tributarista
Dichiarazioni omesse per piu anni, o tardive con importi rilevanti, richiedono un’analisi professionale prima di procedere: l’esposizione cumulata puo essere significativa e alcuni casi ammettono strumenti alternativi al ravvedimento.
Domande frequenti
Cosa si intende per dichiarazione tardiva entro 90 giorni?
La dichiarazione tardiva e quella presentata dopo la scadenza ordinaria (30 settembre per il Modello Redditi) ma entro 90 giorni dalla stessa. Per l’anno d’imposta 2025, la finestra e dal 1° ottobre al 29 dicembre 2026. In questo intervallo la sanzione e fissa a 250 euro, riducibile a 25 euro con il ravvedimento operoso (coefficiente 1/10).
Se dalla dichiarazione tardiva risulta un credito, perdo il rimborso?
No, purche la dichiarazione tardiva sia presentata entro i 90 giorni. Se risulta un credito IRPEF, questo e ancora rimborsabile o utilizzabile in compensazione. Oltre i 90 giorni (dichiarazione omessa), il credito da oneri e detrazioni potrebbe non essere riconosciuto, in quanto la dichiarazione si considera non presentata.
Qual e la sanzione per dichiarazione omessa (oltre 90 giorni)?
Per la dichiarazione omessa la sanzione e proporzionale all’imposta: dal 120% al 240% dell’IRPEF risultante, con un minimo di 250 euro anche in assenza di imposta. L’Agenzia delle Entrate determina l’imposta in via presuntiva e applica la sanzione piena. Non e applicabile il ravvedimento ordinario per la sola sanzione dichiarativa; rimangono possibili solo la definizione agevolata da accertamento o il concordato.
Il 730 puo essere presentato tardivamente?
Si. Il 730 puo essere presentato tardivamente entro il 30 novembre (per la presentazione ordinaria) o entro il 29 dicembre (con le stesse regole del Modello Redditi entro 90 giorni dalla scadenza del 30 settembre). Dal 1° dicembre e possibile presentare solo il Modello Redditi come dichiarazione integrativa o tardiva. La sanzione di 25 euro si applica anche in questo caso.
Si puo ravvedere la dichiarazione tardiva se si e gia ricevuto un controllo automatico?
Il ravvedimento sulla sanzione per dichiarazione tardiva e accessibile fino a quando l’Agenzia non ha constatato formalmente la violazione. Se il controllo automatico ha gia generato una comunicazione di irregolarita, occorre verificare se si riferisce alla mancata presentazione: in quel caso il ravvedimento sulla sanzione dichiarativa non e piu praticabile e si procede con la definizione agevolata dalla comunicazione stessa.
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