Approfondimento

Exit e illiquidita: cosa aspettarsi davvero da un investimento in startup

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Exit e illiquidita: cosa aspettarsi davvero da un investimento in startup
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

Come aggiorniamo i contenuti
📅 Pubblicato il 31 Maggio 2026🔄 Aggiornato il 12 Giugno 2026


La domanda che spesso si fa per ultima – e che andrebbe fatta per prima – è: come e quando recupero i soldi? Nell’investimento in startup la risposta è scomoda: l’uscita (l’exit) è incerta, lontana nel tempo e tutt’altro che garantita. L’illiquidita non è un dettaglio, è una caratteristica strutturale.

Capire questo aspetto prima di investire è cio che evita le delusioni più grandi. Vediamo quali sono le vie d’uscita reali, i tempi plausibili e perché, spesso, il rientro semplicemente non avviene.

In sintesi

  • Le quote di startup sono illiquide: di norma non c’e un mercato dove rivenderle quando vuoi.
  • Le exit tipiche sono acquisizione, quotazione in borsa o vendita delle quote a nuovi investitori.
  • I tempi sono lunghi (spesso molti anni) e l’esito e incerto.
  • Lo scenario più frequente per il singolo investimento può essere la perdita, non l’exit.

Illiquidita: il capitale resta vincolato

Quando compri quote di una startup non quotata, non esiste in genere una ‘borsa’ dove rivenderle quando ti servono i soldi. Il capitale resta vincolato finché non si verifica un evento di liquidità: un acquirente per le tue quote, una vendita dell’intera azienda o una quotazione. Nessuno di questi eventi è garantito, ne’ prevedibile nei tempi.

Cosa significa in pratica

Investire in startup, PMI innovative ed equity crowdfunding significa esporsi al rischio concreto di perdere l’intero capitale. Sono strumenti illiquidi: spesso non esiste un mercato dove rivendere le quote, e i tempi per un eventuale ritorno sono lunghi e incerti. Investi solo somme che puoi permetterti di perdere.

Per questo la regola d’oro è investire solo somme di cui non avrai bisogno per molti anni. Contare su un disinvestimento rapido in caso di necessità è un errore strutturale: in questi strumenti, la liquidità su richiesta non esiste.

Le vie d'uscita (exit)

Quando un’exit avviene, segue di solito una di queste strade:

Via di exit Come funziona Realismo
Acquisizione (M&A) Un’altra azienda compra la startup; i soci vengono liquidati La più frequente tra le exit positive, ma riguarda una minoranza di startup
Quotazione in borsa (IPO) L’azienda si quota e le quote diventano vendibili sul mercato Rara, riservata a poche aziende di grande successo
Vendita delle quote Si cede la partecipazione a nuovi investitori in un round successivo Possibile ma non garantita; dipende dall’interesse di terzi
Riacquisto (buyback) L’azienda o i fondatori riacquistano le quote Poco comune e legato alla disponibilita di cassa

Il dato di realta è che, per il singolo investimento, lo scenario più frequente non è una exit brillante, ma la perdita parziale o totale. Le exit di grande successo, quelle che fanno notizia, sono l’eccezione, non la regola.

Tempi e diluizione: due fattori spesso sottovalutati

Anche nei casi positivi, i tempi sono lunghi: tra l’investimento e un’eventuale exit possono passare molti anni. Durante questo periodo il capitale resta immobilizzato e l’azienda può cambiare profondamente.

C’è poi la diluizione: ogni nuovo aumento di capitale, necessario alla crescita, riduce la percentuale di possesso dei soci esistenti che non partecipano. Si può finire per detenere una fetta molto più piccola di quella iniziale, e con essa un ritorno potenziale ridotto. Le clausole di liquidazione (chi viene pagato per primo) possono ulteriormente penalizzare i piccoli investitori in caso di vendita.

Come impostare aspettative realistiche

La gestione corretta di questi investimenti parte dalle aspettative giuste. Alcuni principi pratici:

  • considerare il capitale investito come potenzialmente perso dal primo giorno;
  • orizzonte temporale lungo: nessuna fretta di rivedere i soldi;
  • diversificare su più investimenti, sapendo che pochi (o nessuno) potrebbero ripagare le perdite degli altri;
  • non aumentare l’esposizione per ‘recuperare’ un investimento che va male;
  • destinare a questa classe di attivo solo una piccola quota del patrimonio.

Queste logiche vanno tenute insieme con la valutazione iniziale dell’azienda (vedi come valutare una startup prima di investire) e con la consapevolezza del quadro fiscale. Un eventuale beneficio fiscale, peraltro, non compensa la perdita del capitale: è un incentivo all’ingresso, non una protezione all’uscita.

Errori da evitare

  • Investire denaro che potrebbe servire a breve: le quote sono illiquide per anni.
  • Aspettarsi un’exit rapida e sicura: e l’eccezione, non la regola.
  • Ignorare la diluizione, che riduce la quota di possesso a ogni nuovo round.
  • Aumentare l’esposizione per ‘recuperare’ un investimento che sta andando male.

Quando rivolgersi a un professionista

Capire le clausole che regolano l’exit e la liquidazione (chi viene pagato per primo, diritti dei piccoli soci) richiede competenze tecniche utili prima di investire.

Inserire correttamente questi strumenti illiquidi e rischiosi in una pianificazione finanziaria complessiva e un lavoro da consulente, non da improvvisare.

Stai valutando un investimento in startup o equity crowdfunding?

Sono investimenti molto rischiosi e illiquidi, con agevolazioni fiscali in continua evoluzione. Far valutare l’operazione e l’inquadramento fiscale da un professionista, prima di firmare, ti aiuta a capire rischi reali e benefici effettivi.

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Domande frequenti

Posso rivendere le quote di una startup quando voglio?

In genere no. Sono investimenti illiquidi: non esiste di norma un mercato secondario dove rivendere le quote su richiesta. Il capitale resta vincolato fino a un eventuale evento di liquidità, che non e garantito.

Quali sono le vie di uscita da un investimento in startup?

Le principali sono l’acquisizione da parte di un’altra azienda, la quotazione in borsa, la vendita delle quote a nuovi investitori e, più raramente, il riacquisto da parte dell’azienda. Tutte incerte nei tempi e nell’esito.

Quanto tempo serve per un'eventuale exit?

Di solito molti anni. Tra l’investimento iniziale e un’eventuale uscita possono passare diversi anni, durante i quali il capitale resta immobilizzato e può diluirsi.

Lo scenario più probabile e guadagnare?

No. Per il singolo investimento, lo scenario più frequente e la perdita parziale o totale. Le exit di grande successo sono l’eccezione. Per questo si investe solo capitale che ci si può permettere di perdere e si diversifica.

Fonti ufficiali

Le regole su agevolazioni fiscali, requisiti delle imprese innovative e crowdfunding cambiano spesso, e alcune misure dipendono da autorizzazioni europee a termine. Verifica sempre l’agevolazione vigente e i requisiti aggiornati sulle fonti ufficiali prima di investire.

Contenuto informativo, non sostituisce la consulenza di un professionista abilitato. Investire in startup e PMI innovative comporta un elevato rischio di perdita totale del capitale e una forte illiquidita: valuta sempre la tua situazione concreta.

Startup e PMI innovative

Agevolazioni, rischi e come valutarle:

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Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.