Approfondimento

Tobin tax 2026: l’imposta sulle transazioni finanziarie, raddoppiata

in
Tobin tax 2026: l’imposta sulle transazioni finanziarie, raddoppiata
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

Come aggiorniamo i contenuti
📅 Pubblicato il 10 Giugno 2026🔄 Aggiornato il 12 Giugno 2026


Esiste un’imposta che molti investitori pagano senza accorgersene, perché finisce in una riga dell’eseguito: la Tobin tax, cioè l’imposta italiana sulle transazioni finanziarie. Dal 1° gennaio 2026 le sue aliquote sono raddoppiate, ed è quindi il momento giusto per capire cosa colpisce e come limitarne l’impatto.

Vediamo su cosa si applica, le esenzioni e perché, per il piccolo investitore in ETF, spesso non è il problema principale.

In sintesi

  • Dal 2026 la Tobin tax sale a 0,20% sui trasferimenti di azioni quotate e 0,40% per quelle non negoziate sui mercati.
  • Colpisce le azioni (e strumenti partecipativi) di società italiane; non i titoli di Stato né, in genere, gli ETF.
  • Sono esenti le azioni di società italiane con capitalizzazione media inferiore a 500 milioni (lista MEF).
  • Sui derivati si applica in misura fissa, non colpita dal raddoppio.

Cosa colpisce (e cosa no)

La Tobin tax si applica ai trasferimenti di proprietà di azioni e strumenti finanziari partecipativi emessi da società residenti in Italia. Non colpisce, invece, i titoli di Stato, le obbligazioni e — aspetto importante per il piccolo investitore — in genere non grava sull’acquisto di ETF e fondi. Per chi costruisce un portafoglio di ETF diversificati, dunque, l’imposta incide poco o nulla.

Chi è esente

Sono escluse dall’imposta le azioni di società italiane con capitalizzazione media inferiore a 500 milioni di euro: ogni anno il MEF pubblica l’elenco delle società che, per l’anno successivo, rientrano in questa soglia e sono quindi esenti.

Le nuove aliquote dal 2026

Operazione Fino al 2025 Dal 2026
Azioni quotate (mercati regolamentati/MTF) 0,10% 0,20%
Azioni non negoziate sui mercati 0,20% 0,40%
Derivati su titoli soggetti Importi fissi Importi fissi (invariati)

Il raddoppio riguarda la componente proporzionale sulle azioni. L’imposta si calcola sul saldo netto giornaliero delle operazioni sullo stesso titolo, non su ogni singolo acquisto: chi compra e vende lo stesso titolo nella stessa giornata riduce la base. Per l’investitore «cassettista» che compra e tiene, l’imposta si paga una volta sull’acquisto netto.

Quanto pesa davvero

Mettiamo le proporzioni nella giusta luce. Su un acquisto di 10.000 euro di azioni italiane quotate, lo 0,20% sono 20 euro. Non è la voce che determina il successo di un investimento, ma per chi opera con frequenza (molte operazioni su azioni italiane) il costo si accumula e va considerato nel rendimento netto. Per chi investe in ETF globali, invece, l’imposta è marginale o assente.

Il punto pratico: la Tobin tax penalizza il trading frequente su azioni italiane molto più dell’investimento di lungo periodo. È un altro argomento, fiscale, a favore di un approccio paziente.

Tobin tax e le altre imposte

Attenzione a non confondere la Tobin tax con la tassazione dei guadagni: la prima si paga sull’operazione (a prescindere dal fatto che tu guadagni o perda), la seconda (26% sulle plusvalenze) si paga sul risultato. Si sommano: comprando azioni italiane paghi la Tobin tax all’acquisto e, se rivendi in guadagno, il 26% sulla plusvalenza. Per il quadro completo delle imposte sugli investimenti, vedi l’hub Fiscalità.

Errori da evitare

  • Confondere la Tobin tax (sull’operazione) con l’imposta sulle plusvalenze (sul guadagno): sono due cose diverse e si sommano.
  • Pensare che colpisca tutto: titoli di Stato ed ETF in genere non la pagano.
  • Ignorare che dal 2026 le aliquote sulle azioni sono raddoppiate.
  • Sottovalutarne l’effetto cumulato per chi fa trading frequente su azioni italiane.

Quando conviene farsi seguire

Per chi opera molto su azioni italiane, l’imposta sulle transazioni incide sul rendimento netto e va messa nel conto.

Un professionista può aiutarti a valutare l’impatto fiscale complessivo della tua operatività.

Vuoi una verifica sul tuo caso concreto?

La fiscalità degli investimenti si gioca sui dettagli: aliquote, compensazioni, adempimenti esteri e scadenze si sommano in modo poco visibile. Un professionista può leggere la tua situazione e dirti cosa ottimizzare.

Trova un esperto →

Domande frequenti

Quanto è la Tobin tax nel 2026?

Dal 2026 è lo 0,20% sui trasferimenti di azioni italiane quotate (era 0,10%) e lo 0,40% per quelle non negoziate sui mercati. Sui derivati resta in misura fissa.

Gli ETF pagano la Tobin tax?

In genere no: l’imposta colpisce le azioni e gli strumenti partecipativi di società italiane, non gli ETF né i titoli di Stato.

Si paga anche se vado in perdita?

Sì: la Tobin tax si applica all’operazione di acquisto, indipendentemente dal risultato. È diversa dall’imposta del 26% sulle plusvalenze, che si paga solo sui guadagni.

Fonti ufficiali

Le regole fiscali cambiano con le leggi di bilancio: verifica sempre la norma vigente nell’anno d’imposta che ti interessa sulle fonti ufficiali.

Contenuto informativo, non sostituisce la consulenza di un professionista abilitato sul tuo caso concreto.

Investimenti esteri e adempimenti

Quadro RW, IVAFE e doppia imposizione:

AM
Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

Scopri di più → · LinkedIn

Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.