ADR e GDR: cosa sono e come comprare azioni estere dall’Italia
Vuoi un’azione cinese, indiana, taiwanese o brasiliana ma il tuo broker non ti fa accedere a quella Borsa? Spesso la soluzione esiste e si chiama ADR (o GDR): un certificato, quotato a New York o a Londra, che rappresenta le azioni vere. Ecco come funziona, quanto costa e come viene tassato.
Cosa sono, in parole semplici
Un ADR (American Depositary Receipt) è un certificato negoziabile, quotato su una Borsa americana, che rappresenta una o più azioni di una società estera. Funziona così: una grande banca depositaria acquista e custodisce le azioni vere sul mercato d’origine ed emette in cambio certificati che gli investitori comprano e vendono come una normale azione, in dollari e negli orari di Wall Street. Il GDR (Global Depositary Receipt) è la stessa idea ma quotata su altre piazze, soprattutto Londra.
Per te, in pratica, è un’azione estera comprabile dal tuo broker come se fosse americana — senza dover aprire l’accesso a Shanghai, Mumbai o San Paolo.
A cosa servono
Gli ADR/GDR nascono per avvicinare società estere e investitori: alla società danno visibilità e capitali su mercati profondi come quello americano; all’investitore danno accesso a Borse altrimenti difficili o chiuse. Sono spesso l’unico modo pratico, dall’Italia, per possedere direttamente molte società dei mercati emergenti — dalle big cinesi e indiane a quelle brasiliane e taiwanesi.
Sponsored, unsponsored e livelli
Non sono tutti uguali. Un ADR sponsored è emesso con la collaborazione della società stessa; uno unsponsored è creato da una banca senza il coinvolgimento dell’azienda e tende a essere meno liquido. Si parla poi di livelli: i Level I si scambiano sul mercato OTC (meno regolamentato, spread più ampi), mentre i Level II e III sono quotati sulle Borse principali (NYSE, Nasdaq) con maggiore trasparenza e liquidità. A parità di azienda, un ADR quotato e sponsored è in genere preferibile.
Come sono tassati
Qui sta il punto che molti sbagliano: ai fini fiscali conta la società sottostante, non dove è quotato il certificato. Sul dividendo si applica la ritenuta alla fonte del Paese d’origine dell’azione, poi in Italia il 26%. Le plusvalenze sono tassate in Italia al 26%. Con un broker estero restano gli adempimenti di sempre: quadro RW e IVAFE (0,2%).
Come comprarli dall’Italia
Un ADR quotato su NYSE o Nasdaq si compra come qualsiasi azione USA: ti serve un broker con accesso al mercato americano e il ticker dell’ADR. Prima di comprare, verifica tre cose: che sia sponsored e quotato (non OTC illiquido), il rapporto di conversione con l’azione vera e l’eventuale ADR fee. Per i GDR londinesi serve invece l’accesso alla Borsa di Londra.
L’alternativa: un ETF
Se l’obiettivo è semplicemente esporsi a un mercato lontano e non a una singola azienda, un ETF sui mercati emergenti o globale risolve tutto in uno strumento: diversificazione su centinaia di società, costi trasparenti e nessun certificato da analizzare.