Dividendi esteri: come sono tassati in Italia, Paese per Paese
Quando incassi il dividendo di un’azione estera paghi due volte: la ritenuta alla fonte del Paese della società e poi il 26% italiano. Quanto pesa la prima cambia moltissimo da Paese a Paese — ed è la cosa che quasi nessuno ti spiega. Qui trovi la mappa completa di quasi 40 mercati, con il link a ogni Borsa.
Il meccanismo: perché paghi due volte
Sul dividendo di una società estera intervengono due fischi. Prima lo Stato in cui ha sede l’azienda applica una ritenuta alla fonte (withholding tax): trattiene una percentuale prima ancora che il denaro lasci il Paese. Poi, quando il dividendo arriva sul tuo conto in Italia, il Fisco italiano applica il 26% di imposta sostitutiva sulla parte rimanente.
Le convenzioni contro le doppie imposizioni servono proprio a contenere la prima trattenuta, di norma al 15%. Il punto pratico, però, è questo: con un dossier in regime amministrato presso un intermediario italiano il recupero dell’eventuale eccedenza non è automatico e richiede una procedura di rimborso allo Stato estero. Ecco perché un dividendo che arriva da un Paese a ritenuta 0% è semplicemente più efficiente di uno che parte da una ritenuta del 30% da recuperare.
La mappa Paese per Paese
Le percentuali sono la regola generale per l’investitore italiano; il singolo titolo può avere particolarità che trovi nella sua scheda. Clicca sul Paese per vedere tutte le società quotate in quella Borsa.
| Paese di domicilio | Ritenuta alla fonte | Riducibile a | Note |
|---|---|---|---|
| Ritenuta 0% — i più favorevoli — Sul dividendo paghi solo il 26% italiano: nessuna ritenuta nel Paese della società. | |||
| Regno Unito | 0% | — | — |
| Hong Kong | 0% | — | — |
| Singapore | 0% | — | — |
| Malesia | 0% | — | sistema single-tier |
| Emirati Arabi Uniti | 0% | — | — |
| Qatar | 0% | — | — |
| Ritenuta bassa (5–10%) — Carico alla fonte contenuto, spesso già definitivo: si aggiunge il 26% italiano. | |||
| Arabia Saudita | 5% | — | tra i più bassi al mondo |
| Messico | 10% | — | — |
| Thailandia | 10% | — | — |
| Cina (H-share) | 10% | — | azioni cinesi quotate a Hong Kong |
| Taiwan | 21% | 10% | — |
| Polonia | 19% | 10% | — |
| Ritenuta riducibile al 15% (convenzione) — La maggioranza dei Paesi: la convenzione contro le doppie imposizioni porta la ritenuta al 15%, poi il 26% italiano sul netto. | |||
| Stati Uniti | 30% | 15% | modulo W-8BEN presso il broker |
| Germania | 26,375% | 15% | — |
| Francia | fino al 30% | 15% | — |
| Spagna | 19% | 15% | — |
| Paesi Bassi | 15% | 15% | — |
| Irlanda | 25% | 15% | molte large cap pagano comunque ritenuta ridotta |
| Giappone | 20,315% | 15% | — |
| Canada | 25% | 15% | — |
| Australia | 30% | 15% | i dividendi ‘franked’ possono essere esenti |
| Corea del Sud | circa 22% | 15% | — |
| Indonesia | 20% | 15% | — |
| Filippine | 25% | 15% | — |
| Sudafrica | 20% | 15% | — |
| Turchia | 15% | 15% | — |
| Svezia | 30% | 15% | — |
| Norvegia | 25% | 15% | — |
| Belgio | 30% | 15% | — |
| Austria | 27,5% | 15% | — |
| Portogallo | fino al 28% | 15% | — |
| Casi da conoscere — Regole particolari che cambiano il conto: meritano attenzione prima di comprare per il dividendo. | |||
| India | circa 20% | 15% | l’India tassa anche le plusvalenze sui titoli locali |
| Brasile | esente fino al 2025 | dal 2026 imposta | i dividendi diventano tassati dal 2026 |
| Ritenuta alta — da recuperare — La ritenuta supera il 15%: l’eccedenza non è persa, ma va chiesta a rimborso allo Stato estero (procedura lunga). | |||
| Svizzera | 35% | 15% | l’eccedenza si chiede a rimborso |
| Danimarca | 27% | 15% | l’eccedenza si chiede a rimborso |
| Finlandia | fino al 35% | 15% | l’eccedenza si chiede a rimborso |
Aliquote di riferimento, soggette a modifiche normative e convenzionali: verifica sempre la situazione aggiornata del singolo titolo e del tuo intermediario.
Come si dichiara
Se usi un intermediario italiano in regime amministrato, è lui a fare da sostituto d’imposta: applica il 26% e in genere non devi dichiarare nulla. Se invece usi un broker estero, sei tu a dover gestire:
- Quadro RW del modello Redditi: monitoraggio delle attività finanziarie detenute all’estero;
- IVAFE: imposta patrimoniale dello 0,2% sul controvalore del dossier;
- dividendi e plusvalenze: imposta sostitutiva del 26% da liquidare in dichiarazione.
Con un ETF è più semplice
Ragionare Paese per Paese ha senso se compri singole azioni per il dividendo. Per la maggior parte degli investitori, però, possedere il mondo con un ETF azionario globale elimina il problema: la ritenuta sui dividendi delle migliaia di società in pancia al fondo è gestita a monte, e per te la fiscalità si riduce al 26% (12,5% sulla quota di titoli di Stato white-list) su distribuzioni e plusvalenze.