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Azioni Confinvest (CFV): cosa fa, dividendi e fiscalità

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Azioni Confinvest (CFV): cosa fa, dividendi e fiscalità
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

Come aggiorniamo i contenuti
📅 Pubblicato il 14 Giugno 2026

Confinvest (CFV): l’oro fisico «quotato», dividendi e tasse

Confinvest è una piccola società italiana, fondata nel 1983 e quotata su Euronext Growth Milan, che compra e vende oro fisico da investimento — lingotti e monete — ed è autorizzata dalla Banca d’Italia come Operatore Professionale Oro. Questa scheda non ti dice se comprarla: ti spiega che cosa fa davvero, perché comprare la sua azione non è la stessa cosa che comprare oro, e come si tassano dividendo e plusvalenza.

  • Settore: compravendita di oro fisico da investimento (lingotti e monete)
  • Mercato: Euronext Growth Milan (EGM) · micro cap · titolo poco liquido
  • ISIN IT0005379604 · ticker CFV · sede a Milano
  • Dividendo storicamente irregolare → ritenuta italiana del 26% + PIR possibile

Dati aggiornati al 14 giugno 2026. Fonti: Borsa Italiana – Euronext Growth Milan (elenco dividendi per ISIN) e Confinvest Investor Relations. Contenuto informativo: non è una raccomandazione di acquisto o vendita.

Confinvest è un caso di scuola interessante perché unisce due mondi che gli investitori spesso confondono: l’oro come «bene rifugio» e l’azione di un’azienda che di oro fa il proprio mestiere. Sono due cose diverse, con rischi e fiscalità diversi, ed è proprio questa distinzione il cuore della scheda. Confinvest non è un lingotto: è una piccola impresa quotata che intermedia oro fisico, con i suoi conti, i suoi margini e la sua volatilità di Borsa.

La usiamo per spiegare concetti che valgono per qualsiasi micro cap dell’Euronext Growth Milan: cosa significa comprare un titolo molto piccolo e poco scambiato, perché un dividendo «c’è ma non sempre» va letto con prudenza, come si tassa la cedola e come si tassa la plusvalenza, e quando un PIR può azzerare quelle imposte. Niente giudizi di valore o target di prezzo: solo gli strumenti per ragionare con la tua testa.

Carta d’identità: Confinvest in breve

DenominazioneConfinvest S.p.A.
TickerCFV (Euronext Growth Milan)
ISINIT0005379604
MercatoEuronext Growth Milan (EGM) – mercato non regolamentato
SettoreCompravendita di oro fisico da investimento (lingotti e monete)
StatusOperatore Professionale Oro autorizzato dalla Banca d’Italia
Sede e domicilio fiscaleMilano, Italia
Fondata nel1983 · in Borsa dal 2019
DimensioneMicro cap (PMI innovativa) · titolo poco liquido

Confinvest è un’azienda italiana fondata a Milano nel 1983 con un mestiere molto specifico: la compravendita di oro fisico da investimento. In pratica vende lingotti e monete d’oro riconosciute a livello internazionale (sterline, marenghi, Krugerrand e simili) a risparmiatori e investitori, e li riacquista. È autorizzata dalla Banca d’Italia come Operatore Professionale Oro, una qualifica che la abilita a operare professionalmente sul mercato dell’oro, e offre anche un servizio di custodia del metallo in caveau.

Il codice ISIN (IT0005379604) è la «targa» internazionale del titolo: il riferimento da usare nel tuo home banking o nella piattaforma del broker, più affidabile del solo nome. Il prefisso «IT» segnala subito una cosa che pesa sulla fiscalità: è una società italiana, con una tassazione semplice e la possibile inclusione in un PIR. Da notare il mercato: Confinvest è quotata su Euronext Growth Milan (EGM), il listino dedicato alle piccole e medie imprese, che ha regole più leggere del mercato principale e una liquidità tipicamente ridotta. È un dettaglio che incide molto sul rischio, come vedremo.

Che cosa fa Confinvest: i mestieri dietro l’azione

Per capire un’azione bisogna capire da dove arrivano i suoi soldi. I ricavi di Confinvest nascono essenzialmente dall’attività di intermediazione sull’oro fisico:

  • Vendita di oro da investimento — lingotti e monete d’oro venduti a clienti privati e professionali. È il cuore storico dell’attività: l’azienda compra il metallo all’ingrosso e lo rivende, guadagnando sul margine tra prezzo d’acquisto e di vendita.
  • Riacquisto e intermediazione — Confinvest ricompra l’oro dai clienti che vogliono liquidarlo, chiudendo il cerchio della compravendita.
  • Custodia (caveau) — un servizio che permette al cliente di possedere oro fisico tenendolo al sicuro in un deposito ad alta sicurezza, senza doverlo conservare in casa.

La chiave per leggere Confinvest è capire che il suo mestiere è intermediare, non «possedere» oro per conto degli azionisti. Il guadagno dell’azienda dipende dai volumi di compravendita e dai margini su ogni operazione, non semplicemente dal prezzo dell’oro che sale. È vero che un oro in rialzo tende a far crescere la domanda e l’interesse dei risparmiatori, e quindi può aiutare il business; ma comprare l’azione Confinvest non equivale a comprare un lingotto. È una distinzione così importante che le dedichiamo la prossima sezione.

Trattandosi di una micro cap, i numeri in gioco sono piccoli e i risultati possono oscillare molto da un anno all’altro a seconda dei volumi, dei margini e delle iniziative dell’azienda (per esempio la spinta sul servizio di custodia o su nuovi canali digitali). Per l’azionista questo significa una redditività meno prevedibile rispetto a una grande azienda consolidata, e conti che vanno letti con attenzione anno per anno.

Comprare l’azione non è comprare oro: la distinzione che conta

Ecco l’equivoco più comune e più costoso: pensare che comprare azioni Confinvest sia un modo per «investire in oro». Non lo è, o almeno non direttamente. Quando compri un lingotto o una moneta, possiedi un bene fisico il cui valore segue il prezzo dell’oro. Quando compri un’azione Confinvest, possiedi una piccola quota di un’impresa che fa compravendita di oro: il valore di quella quota dipende dai profitti dell’azienda, dalla sua gestione e dall’umore della Borsa, non solo dalla quotazione del metallo.

La differenza si vede nei rischi. L’oro fisico non «fallisce» e non ha un bilancio; un’azienda sì. Se Confinvest avesse problemi di gestione, di margini o di liquidità del titolo, l’azione potrebbe scendere anche in una fase di oro in rialzo. Viceversa, una buona gestione potrebbe far salire l’azione più del prezzo del metallo. Sono due strumenti con motori diversi: l’uno è una materia prima, l’altro è il capitale di rischio di un’impresa.

La lezione pratica è semplice: se il tuo obiettivo è avere esposizione al prezzo dell’oro come bene rifugio, l’azione di una società che vende oro non è lo strumento più diretto né più «puro» per farlo. Se invece ti interessa scommettere sui risultati di quella specifica impresa, allora stai valutando un’azione a tutti gli effetti, con tutti i rischi di una micro cap. Confondere i due piani è uno degli errori più frequenti su titoli «tematici» come questo.

Storia e politica dei dividendi: una cedola irregolare

Dividendo Confinvest per azione, per anno di stacco (€)20200.060 €20210.100 €20230.100 €20260.034 €
Dividendi ordinari per azione, per anno di pagamento. Fonte: Borsa Italiana, elenco completo dei dividendi per ISIN. Negli anni 2022, 2024 e 2025 non risulta distribuito alcun dividendo.

Confinvest ha distribuito dividendi in alcuni anni ma non in altri, e questo è il dato più importante da leggere con onestà. Stando all’elenco di Borsa Italiana, ha pagato 0,06 € per azione nel 2020, 0,10 € nel 2021, 0,10 € nel 2023 e 0,034 € nel 2026, mentre negli anni 2022, 2024 e 2025 non risulta alcuna distribuzione. Non è quindi un titolo «da cedola» regolare come una blue chip da cassettista.

Questa irregolarità non è di per sé un difetto, ma dice molto sulla natura del titolo. Su una micro cap che vive di intermediazione, gli utili possono variare parecchio di anno in anno, e il consiglio decide se e quanto distribuire in base ai risultati e alle esigenze di investimento dell’azienda. A differenza della cedola di un titolo di Stato, il dividendo di un’azione non è un obbligo contrattuale: può esserci o non esserci. Chi comprasse Confinvest «per il dividendo» rischia di restare deluso negli anni in cui l’azienda decide di non distribuire.

La regola generale, valida ben oltre Confinvest: un dividendo va guardato nella sua continuità, non solo nell’ultimo importo pagato. E un rendimento molto alto in un singolo anno può essere un fuoco di paglia più che una rendita stabile. Per capire la logica di chi punta sulle cedole rispetto a chi preferisce far crescere il capitale, vedi dividendi o accumulazione; per imparare a riconoscere i rendimenti «troppo belli», il fenomeno della dividend trap.

Quanto rende il dividendo e come si tassa

Quando un dividendo c’è, sul piano fiscale Confinvest è semplice, perché è una società italiana: la cedola incassata tramite un intermediario italiano sconta una ritenuta a titolo d’imposta del 26%, applicata direttamente dalla banca o dal broker. Non devi dichiarare nulla e ricevi l’importo già netto.

Esempio. Possiedi 1.000 azioni Confinvest e l’azienda paga un dividendo di 0,034 € ad azione: il lordo è 34 €. La ritenuta del 26% vale 8,84 €, quindi ti restano 25,16 € netti. Negli anni in cui Confinvest non distribuisce, semplicemente non incassi nulla.

Il meccanismo si chiama «sostituto d’imposta»: l’intermediario trattiene il 26% e lo versa allo Stato al posto tuo, così il dividendo non concorre al tuo reddito IRPEF e non va riportato in dichiarazione. La ritenuta è «a titolo d’imposta» e non «d’acconto», quindi è secca e non recuperabile nemmeno con un’aliquota IRPEF più bassa: il 26% è uguale per tutti. Trattandosi di una società italiana, non c’è alcuna complicazione di doppia imposizione estera. Per il quadro completo vedi la tassazione dei dividendi.

Una precisazione utile su un titolo «tematico» come questo: il rendimento da dividendo (dividend yield) si calcola dividendo la cedola annua per il prezzo dell’azione, ma su Confinvest è poco significativo, sia perché il dividendo è irregolare, sia perché il prezzo di una micro cap poco scambiata può muoversi molto. La formula, valida per qualsiasi titolo, è spiegata nella guida al rendimento da dividendi.

Plusvalenze: la tassa se vendi in guadagno

Se vendi le azioni a un prezzo più alto di quello d’acquisto, la differenza è una plusvalenza, tassata al 26% come il dividendo. Su un titolo dal dividendo incerto come Confinvest, è probabile che la parte più rilevante della fiscalità per l’investitore passi proprio di qui.

Le plusvalenze su azioni rientrano tra i «redditi diversi» e possono essere compensate con le minusvalenze (le perdite) realizzate su altri titoli, fino al quarto anno successivo a quello in cui le hai realizzate. È un aspetto importante su una micro cap volatile: se dovessi venderla in perdita, quella minusvalenza non andrebbe sprecata, ma potrebbe abbattere guadagni futuri su altri titoli (vedi capital gain al 26% e compensazione delle minusvalenze).

In «regime amministrato» è la banca a calcolare e versare l’imposta e a gestire le minusvalenze; in «regime dichiarativo» riporti tutto nel quadro RT. Se compri in più momenti a prezzi diversi, il guadagno si calcola sul costo medio ponderato: su un titolo poco liquido, in cui anche un piccolo ordine può muovere il prezzo, tenere traccia dei prezzi di carico è ancora più importante.

Confinvest dentro un PIR: il sotto-vincolo delle PMI

Confinvest può stare in un PIR? Sì, ed è qui che la sua natura di micro cap italiana diventa un possibile vantaggio fiscale. Un Piano Individuale di Risparmio «ordinario» deve investire almeno il 70% in strumenti di imprese italiane, e di quel 70% almeno il 30% in società non incluse nel FTSE MIB. Una piccolissima società quotata su EGM come Confinvest è esattamente il tipo di titolo che riempie quel sotto-vincolo riservato alle aziende più piccole; rientra anche tra i target tipici dei cosiddetti «PIR Alternativi», pensati proprio per l’economia reale e le PMI.

Il vantaggio del PIR è notevole sul piano fiscale: mantenendo l’investimento per almeno 5 anni, plusvalenze ed eventuali dividendi sono esenti da imposta. Su un titolo come Confinvest, dove il guadagno atteso è in larga parte affidato alla rivalutazione (più che a una cedola regolare), l’esenzione dal 26% sulla plusvalenza è il beneficio più rilevante. Attenzione però: il PIR rende l’investimento più efficiente dal punto di vista fiscale, ma non riduce di un centesimo il rischio del titolo, che qui è elevato.

Lo strumento ha regole stringenti: tetti annui e complessivi agli importi, il vincolo dei 5 anni (vendere prima fa decadere i benefici, con recupero delle imposte) e va aperto presso un intermediario che offra il «contenitore» PIR. Non è un modo per detenere una sola azione, ma una cornice fiscale entro cui Confinvest può convivere con altri titoli italiani. Vantaggi e limiti nella guida ai PIR.

Come si compra Confinvest dall’Italia

Come si compra dall’Italia

Per comprare azioni Confinvest dall’Italia ti serve un conto titoli presso una banca o un broker con accesso a Euronext Growth Milan (la gran parte lo offre, ma verifica che il tuo intermediario tratti i titoli EGM). Cerchi il titolo con il codice ISIN IT0005379604 o il ticker CFV e invii un ordine. Su una micro cap poco scambiata l’ordine «con limite» — in cui fissi il prezzo massimo che sei disposto a pagare — è quasi sempre la scelta più prudente: un ordine «a mercato» rischia di essere eseguito a un prezzo molto diverso da quello atteso, perché gli scambi sono pochi.

Sui costi guarda due voci: le commissioni di negoziazione del broker e l’imposta di bollo sul deposito titoli (0,2% annuo sul controvalore). E tieni sempre presente lo «spread» tra prezzo di acquisto e di vendita: su un titolo illiquido può essere ampio, e rappresenta un costo nascosto quando entri ed esci dalla posizione.

Azione singola o ETF: come decidere il peso

È la domanda che si pone chiunque guardi un titolo come Confinvest: meglio la singola azione o un strumento diversificato? Non c’è una risposta universale, e non è una risposta che possiamo darti noi: dipende dai tuoi obiettivi, dal tuo orizzonte e da quanta concentrazione e rischio sei disposto a sopportare. Possiamo però mettere in fila le differenze che contano.

Con la singola azione scegli esattamente la scommessa — qui, una piccola impresa dell’oro — senza pagare commissioni di gestione annue. In cambio concentri tutto su un solo titolo, per di più una micro cap illiquida: se l’azienda va male, non c’è nulla in portafoglio che compensi. Con un ETF azionario possiedi una piccola fetta di centinaia di società e diluisci il rischio del singolo emittente, pagando un piccolo costo annuo (il TER). Va detto, inoltre, che un ETF sull’oro fisico è una cosa ancora diversa: replica il prezzo del metallo, non i conti di un’azienda che lo vende.

Una via di mezzo molto usata è considerare la singola azione come una piccola quota satellite ad alto rischio di un portafoglio che ha al centro fondi diversificati: una posizione contenuta, che puoi permetterti di vedere oscillare bruscamente. Per ragionare sul peso e sulla dimensione di un titolo vedi large, mid e small cap; per leggere i conti di un’azienda, l’analisi fondamentale.

I rischi di una micro cap dell’oro

Confinvest è una micro cap dell’Euronext Growth Milan, ad alto rischio e poco liquida. Gli scambi sono ridotti, lo spread tra acquisto e vendita può essere ampio e il prezzo reagisce in modo brusco alle notizie. Comprare una sola azione, per giunta così piccola, non è diversificare.

I rischi specifici di Confinvest sono marcati. Il primo è la scarsa liquidità: su EGM gli scambi possono essere così rari che vendere quando vuoi, e al prezzo che vorresti, non è garantito. Il secondo è la dimensione: una micro cap ha meno risorse, meno diversificazione interna e una maggiore sensibilità a singole vicende aziendali rispetto a una grande società. Il terzo è la natura del business, legato ai volumi di compravendita dell’oro e ai margini di intermediazione, che possono variare molto da un anno all’altro.

A questi si aggiungono le caratteristiche dell’Euronext Growth Milan: è un mercato con obblighi informativi più leggeri del listino principale, dove le aziende sono spesso giovani o piccole e l’informazione disponibile per l’investitore è meno abbondante. Va inoltre considerato l’equivoco oro vs azione di cui abbiamo parlato: chi compra Confinvest pensando di «comprare oro» sbaglia strumento, e potrebbe trovarsi con un andamento del titolo molto diverso da quello del metallo.

Tutti questi fattori si traducono nel rischio più concreto: la possibilità di perdere una quota rilevante del capitale investito. Su una micro cap illiquida non è uno scenario teorico. Per ragionare sul peso da dare a un singolo titolo vedi large, mid e small cap. La regola di fondo, qui più che mai, è una sola: investi su Confinvest solo la parte di portafoglio che saresti sereno di vedere oscillare bruscamente o perdere.

Domande frequenti

Che cosa fa Confinvest?

È una società italiana fondata nel 1983, quotata su Euronext Growth Milan, che compra e vende oro fisico da investimento (lingotti e monete) ed è autorizzata dalla Banca d’Italia come Operatore Professionale Oro. Offre anche un servizio di custodia del metallo in caveau.

Comprare azioni Confinvest equivale a comprare oro?

No. L’azione Confinvest è una quota di un’impresa che fa compravendita di oro: il suo valore dipende dai profitti dell’azienda e dall’andamento di Borsa, non solo dal prezzo del metallo. È uno strumento diverso da un lingotto o da un ETF sull’oro fisico.

Confinvest paga dividendi?

In modo irregolare. Stando a Borsa Italiana ha distribuito 0,06 € (2020), 0,10 € (2021), 0,10 € (2023) e 0,034 € (2026), mentre nel 2022, 2024 e 2025 non risulta alcun dividendo. Non è un titolo da cedola regolare.

Quante tasse si pagano sul dividendo Confinvest?

Il 26%, trattenuto direttamente dall’intermediario italiano come ritenuta a titolo d’imposta. Essendo una società italiana non c’è doppia imposizione estera.

Le azioni Confinvest si possono mettere in un PIR?

Sì. Essendo una micro cap italiana fuori dal FTSE MIB, riempie il sotto-vincolo del 30% di un PIR ordinario ed è un target tipico dei PIR Alternativi. Detenuta 5 anni beneficia dell’esenzione fiscale, qui rilevante soprattutto sulle plusvalenze. Il PIR però non riduce il rischio, elevato, del titolo.

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Questa scheda ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria o fiscale, né una raccomandazione o un invito a comprare o vendere il titolo. Non contiene giudizi di valutazione, target di prezzo o segnali operativi. I dati societari e i dividendi sono tratti da fonti ufficiali alla data indicata e possono variare nel tempo: verifica sempre i documenti aggiornati dell’emittente e di Borsa Italiana prima di qualsiasi decisione. Investire in singole azioni comporta rischi elevati, inclusa la possibile perdita del capitale.
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Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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