eVISO (EVISO): commod-tech, dividendi e fisco, spiegati
eVISO è una società dell’Euronext Growth Milan che si definisce «commod-tech»: vende energia e gas, ma soprattutto usa una propria piattaforma di intelligenza artificiale per gestire e «tradare» commodity — dall’elettricità al gas, fino, curiosamente, alle mele. È una small cap che distribuisce un dividendo. Questa scheda non ti dice se comprarla: ti spiega cosa fa, come paga la cedola e come viene tassata.
- Settore: commod-tech · fornitura energia/gas · piattaforma AI proprietaria
- Dividendo esercizio 2024/25: 0,06 €/azione (ordinario)
- ISIN IT0005430936 · ticker EVISO · Euronext Growth Milan
- Sede a Saluzzo (CN) → ritenuta italiana del 26% + PIR possibile
Dati aggiornati al 14 giugno 2026. Fonti: eVISO Investor Relations e Borsa Italiana – Euronext Growth Milan (elenco dividendi per ISIN). L’esercizio sociale chiude il 30 giugno. Contenuto informativo: non è una raccomandazione di acquisto o vendita.
eVISO è uno dei titoli più particolari dell’Euronext Growth Milan, il mercato di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese. Da un lato è un fornitore di energia elettrica e gas, attività che molti conoscono; dall’altro è una società tecnologica che ha costruito una propria piattaforma di intelligenza artificiale per prevedere prezzi e gestire l’acquisto e la vendita di materie prime. È questa doppia anima — utility e tech insieme — a renderla interessante come caso di studio.
Qui la usiamo per spiegare concetti validi per qualsiasi azione italiana che paga un dividendo, ma con il profilo di rischio elevato tipico di una small cap: come si legge la storia di una cedola, come funziona lo stacco, come si tassa il dividendo rispetto alla plusvalenza e quando un PIR può azzerare quelle imposte. Niente giudizi di valore, niente target di prezzo: solo gli strumenti per ragionare con la tua testa.
Carta d’identità: eVISO in breve
| Denominazione | eVISO S.p.A. |
|---|---|
| Ticker | EVISO (Euronext Growth Milan) |
| ISIN | IT0005430936 |
| Mercato | Euronext Growth Milan (PMI) |
| Settore | Commod-tech · fornitura energia e gas · piattaforma AI |
| Sede e domicilio fiscale | Saluzzo (Cuneo), Italia |
| Esercizio sociale | Chiuso al 30 giugno |
| In Borsa dal | Dicembre 2020 |
eVISO è un’azienda italiana con sede a Saluzzo, in provincia di Cuneo, quotata sull’Euronext Growth Milan dal dicembre 2020. Si autodefinisce una società «commod-tech»: un fornitore di energia elettrica e gas (anche al 100% rinnovabile, su richiesta) che mette al centro una propria infrastruttura di intelligenza artificiale per analizzare grandi quantità di dati e gestire la compravendita di materie prime. È una PMI a bassa capitalizzazione, con gli scambi ridotti tipici del segmento.
Il codice ISIN (IT0005430936) è la «targa» internazionale del titolo: il riferimento da usare nel tuo home banking o nella piattaforma del broker, più affidabile del solo nome. Il prefisso «IT» segnala una cosa che pesa sulla fiscalità: è una società italiana, con tutto ciò che ne consegue in termini di tassazione semplice (niente doppia imposizione estera) e di possibile accesso al PIR. Un dettaglio da ricordare: l’esercizio sociale di eVISO chiude il 30 giugno, non a fine anno solare, e questo spiega perché il dividendo viene tipicamente staccato in autunno.
Che cosa fa eVISO: i mestieri dietro l’azione
Per capire un’azione bisogna capire da dove arrivano i suoi soldi. I ricavi di eVISO nascono da alcune attività diverse, tenute insieme dalla stessa tecnologia di analisi dei dati:
- Vendita di energia elettrica e gas — la fornitura a clienti, con un’attenzione particolare alla clientela business e ai piccoli operatori. È la parte più «utility» del business.
- Trading e gestione di commodity — l’acquisto e la vendita di materie prime energetiche, ottimizzati grazie alla piattaforma di intelligenza artificiale che prevede prezzi e domanda.
- Mobilità elettrica e soluzioni di risparmio — servizi accessori legati al mondo dell’energia e dell’efficienza.
- Filiera agricola (mele) — un’applicazione peculiare della stessa tecnologia al mercato delle materie prime agricole, segno di come l’AI dell’azienda nasca per «leggere» qualunque mercato di commodity.
La chiave per leggere eVISO è capire che non vuole essere «l’ennesimo fornitore di luce e gas», ma una società che usa la tecnologia per fare meglio degli altri un mestiere antico: comprare e vendere materie prime al momento giusto. Il valore, nelle intenzioni, sta nella piattaforma e nella sua capacità di prevedere i mercati, più che nei singoli contratti di fornitura. Per l’azionista questo significa che il titolo è, in parte, una scommessa sulla bontà di quella tecnologia.
Va però mantenuta una sana cautela. Il mercato dell’energia è competitivo e i margini possono essere sottili; il trading di commodity, per quanto «aiutato» dall’intelligenza artificiale, resta un’attività che espone a oscillazioni di prezzo e a rischi di mercato. Distinguere la solidità della narrazione tecnologica dai risultati concreti — margini, cassa, crescita sostenibile — è il modo serio di avvicinarsi a un titolo come questo.
L’angolo: la commod-tech e l’AI proprietaria
Ecco l’angolo che rende eVISO un titolo particolare a Piazza Affari: è una delle poche società quotate in Italia che mette esplicitamente l’intelligenza artificiale al centro del trading di commodity. L’idea di fondo è che chi sa prevedere meglio i prezzi dell’energia — e gestire di conseguenza acquisti e vendite — può guadagnare margini superiori in un mercato dove tutti vendono lo stesso bene fisico.
Il bello e il rischioso di questo modello convivono. Da un lato, se la tecnologia funziona davvero, crea un vantaggio competitivo difficile da copiare e applicabile a mercati diversi (energia, gas, perfino le mele). Dall’altro, è un modello tutto da dimostrare sui numeri: il mercato deve poter verificare che la piattaforma generi margini reali e ricorrenti, non solo in fasi di mercato favorevoli. Per l’azionista, la differenza tra «storia affascinante» e «business solido» è proprio qui.
La lezione pratica è che comprare eVISO significa scommettere sulla capacità di un’azienda piccola di trasformare un vantaggio tecnologico in profitti duraturi, in un settore — quello dell’energia — esposto a forti oscillazioni di prezzo e a una concorrenza agguerrita. È un profilo ad alto potenziale ma anche ad alto rischio, da maneggiare con la consapevolezza che la narrazione tech non riduce, da sola, la volatilità del titolo.
Storia dei dividendi
eVISO ha avviato una politica di distribuzione del dividendo dopo la quotazione, con una cedola che è cresciuta nel tempo: dai 0,016 € per azione del primo esercizio post-IPO si è passati a 0,045 € e poi a 0,06 € per l’esercizio 2024/25 (chiuso il 30 giugno 2025). Sono importi piccoli in valore assoluto, tipici di una small cap, ma il segnale è quello di un’azienda che genera utili e sceglie di condividerne una parte con i soci.
Attenzione però all’idea che la cedola di una società così sia «sicura per definizione». A differenza di una grande utility consolidata, una PMI in crescita può modificare la propria politica di distribuzione in fretta, ad esempio se decide di reinvestire di più o se un esercizio va peggio del previsto. Il dividendo di un’azione, a differenza della cedola di un titolo di Stato, non è un obbligo contrattuale: dipende dagli utili e dalle decisioni dell’assemblea. Su una small cap questa incertezza è ancora più marcata. Se ti interessa la logica di chi punta sulle cedole, la mettiamo a confronto in dividendi o accumulazione.
Stacco, record date e pagamento: come funziona
Per incassare un dividendo non basta «possedere l’azione»: conta possederla nei giorni giusti. Il calendario di ogni cedola ruota intorno a tre date che è utile conoscere, perché valgono per qualsiasi azione:
- Data di stacco (ex-date) — il giorno in cui l’azione comincia a quotare «senza» il dividendo. Da quel momento il prezzo si abbassa, in teoria, di un importo pari alla cedola: per questo non esiste un «trucco» per incassare il dividendo e rivendere subito guadagnandoci.
- Record date — il giorno in cui si fotografa chi sono gli azionisti aventi diritto, tipicamente il giorno lavorativo successivo allo stacco.
- Data di pagamento — il giorno in cui il denaro arriva sul conto, già al netto della ritenuta del 26%.
Poiché l’esercizio di eVISO chiude il 30 giugno, lo stacco del dividendo cade tipicamente in autunno (nelle ultime distribuzioni a novembre), e non in primavera come per molte società con esercizio solare. È un dettaglio di calendario, ma utile per non farsi sorprendere. Il punto da ricordare resta concettuale: comprare un’azione il giorno prima dello stacco solo «per prendere il dividendo» non crea valore, perché il prezzo si aggiusta da solo.
Quanto rende il dividendo e come si tassa
Il rendimento da dividendo (dividend yield) si calcola dividendo la cedola annua per il prezzo dell’azione. È un valore che cambia ogni giorno con il prezzo, quindi qui non ne diamo uno «ufficiale»: trovi la formula spiegata passo-passo nella guida al rendimento da dividendi. Su una small cap, ricorda che un rendimento apparentemente alto può semplicemente riflettere un prezzo sceso molto, non per forza un affare.
Sul piano fiscale eVISO è semplice, perché è una società italiana: il dividendo incassato tramite un intermediario italiano sconta una ritenuta a titolo d’imposta del 26%, applicata direttamente dalla banca o dal broker. Non devi dichiarare nulla e ricevi l’importo già netto.
Il meccanismo tecnico si chiama «sostituto d’imposta»: l’intermediario trattiene il 26% e lo versa allo Stato al posto tuo, così il dividendo non concorre al tuo reddito IRPEF e non va riportato in dichiarazione. È un vantaggio di semplicità, ma ha un risvolto: poiché la ritenuta è «a titolo d’imposta» e non «d’acconto», non puoi recuperarla nemmeno se hai un’aliquota IRPEF più bassa. Il 26% è secco, uguale per tutti. Per il quadro completo vedi la tassazione dei dividendi italiani ed esteri.
Plusvalenze: la tassa se vendi in guadagno
Oltre al dividendo, l’altro modo di guadagnare con eVISO è venderla a un prezzo più alto di quello d’acquisto: la differenza è una plusvalenza, anch’essa tassata al 26%. Su un titolo volatile come una small cap, è spesso la componente più rilevante (e più incerta) del risultato.
Le plusvalenze su azioni rientrano tra i «redditi diversi» e possono essere compensate con le minusvalenze (le perdite) realizzate su altri titoli, fino al quarto anno successivo a quello in cui le hai realizzate. C’è però un’asimmetria fiscale importante: i dividendi non possono essere usati per recuperare le minusvalenze, mentre le plusvalenze sì (vedi capital gain al 26% e compensazione delle minusvalenze).
In «regime amministrato» è la banca a calcolare e versare le imposte e a gestire le minusvalenze; in «regime dichiarativo» riporti tutto nel quadro RT. Se compri in più momenti a prezzi diversi, il guadagno si calcola sul costo medio ponderato: tenere traccia dei prezzi di carico aiuta a non avere sorprese sulla tassa alla vendita.
eVISO dentro un PIR: il sotto-vincolo del 30%
Il vantaggio del PIR è doppio per un titolo come questo, che paga sia un dividendo sia, potenzialmente, una plusvalenza: detenuto per almeno 5 anni, sia la cedola sia il capital gain diventano esenti da imposta. Su un titolo da dividendo crescente l’esenzione del 26% sulla cedola, ripetuta negli anni, può incidere, e a questa si aggiunge l’esenzione su un’eventuale rivalutazione. Attenzione però: il PIR rende l’investimento più efficiente sul piano fiscale, ma non riduce di un centesimo il rischio del titolo, che qui è elevato.
Lo strumento ha regole stringenti: tetti annui e complessivi agli importi, il vincolo dei 5 anni (vendere prima fa decadere i benefici) e va aperto presso un intermediario che offra il «contenitore» PIR. Non è un modo per detenere una sola azione, ma una cornice fiscale entro cui eVISO può convivere con altri titoli italiani. Vantaggi e limiti nella guida ai PIR.
Come si compra eVISO dall’Italia
Come si compra dall’Italia
Per comprare azioni eVISO dall’Italia ti serve un conto titoli presso una banca o un broker con accesso all’Euronext Growth Milan (la maggior parte lo offre, ma è bene verificarlo: alcuni intermediari limitano l’operatività su questo segmento). Cerchi il titolo con l’ISIN IT0005430936 o il ticker EVISO e invii un ordine: «a mercato» per eseguire subito, oppure «con limite» per fissare il prezzo massimo. Su un titolo poco liquido come questo, l’ordine con limite è quasi sempre la scelta più prudente.
Sui costi guarda due voci: le commissioni di negoziazione del broker e l’imposta di bollo sul deposito titoli (0,2% annuo sul controvalore). Attenzione in più alla liquidità: sui titoli EGM lo scarto tra prezzo di acquisto e di vendita (lo spread denaro-lettera) può essere ampio, e questo è un costo nascosto che paghi ogni volta che entri o esci.
Azione singola o ETF: come decidere il peso
È la domanda che si pone chiunque guardi un titolo come eVISO: meglio la singola azione o un ETF che la contiene insieme a tante altre? Non c’è una risposta universale, e non è una risposta che possiamo darti noi: dipende dai tuoi obiettivi, dal tuo orizzonte e da quanta concentrazione e rischio sei disposto a sopportare. Possiamo però mettere in fila le differenze.
Con la singola azione scegli esattamente la scommessa su cui puntare — qui, una specifica commod-tech italiana — incassi il suo dividendo e non paghi commissioni di gestione annue. In cambio concentri tutto su un solo titolo, piccolo e volatile: se la sua storia non si realizza, non c’è nulla in portafoglio che compensi. Con un ETF — per esempio sull’energia o sull’intero mercato — possiedi una piccola fetta di molte società: rinunci alla scommessa mirata e paghi un piccolo costo annuo (il TER), ma diluisci il rischio del singolo emittente.
Una via di mezzo molto usata è considerare la singola azione come una piccola quota satellite ad alto rischio di un portafoglio che ha al centro fondi diversificati: una posizione contenuta, che puoi permetterti di vedere oscillare bruscamente. Per ragionare sul peso e sulla dimensione di un titolo vedi large, mid e small cap; per leggere i conti di un’azienda, l’analisi fondamentale.
I rischi di una small cap commod-tech
I rischi specifici di eVISO sono marcati. Il primo è il rischio di mercato dell’energia: i prezzi di elettricità e gas oscillano molto, e il trading di commodity può generare risultati variabili da un esercizio all’altro. Il secondo è il rischio di esecuzione: il valore del titolo poggia in buona parte sulla promessa che la piattaforma di intelligenza artificiale generi margini reali e ricorrenti, una promessa che va confermata dai numeri nel tempo.
Il terzo è la concorrenza in un mercato dell’energia affollato e a margini spesso sottili. Il quarto è la scarsa liquidità e l’alta volatilità tipiche dei titoli EGM: gli scambi sono ridotti, lo spread può essere ampio e il prezzo reagisce in modo violento alle notizie. A questi si aggiunge la dimensione contenuta dell’azienda, che la rende più fragile di fronte a shock di mercato o regolatori rispetto a una grande utility.
Tutti questi fattori si traducono nel rischio più concreto: la possibilità di perdere una quota rilevante del capitale investito. Su una small cap non è uno scenario teorico ma una possibilità reale, da mettere in conto prima di comprare — e il dividendo, per quanto gradevole, non protegge dalle oscillazioni del prezzo. Per ragionare sul peso da dare a un singolo titolo vedi large, mid e small cap. La regola di fondo resta una sola: investi su eVISO solo la parte di portafoglio che saresti sereno di vedere oscillare bruscamente.
Domande frequenti
Che cosa fa eVISO?
È una società italiana «commod-tech»: vende energia elettrica e gas e usa una propria piattaforma di intelligenza artificiale per gestire e «tradare» commodity, dall’elettricità al gas fino alle materie prime agricole come le mele. È quotata sull’Euronext Growth Milan.
eVISO paga dividendi?
Sì. Ha distribuito un dividendo ordinario crescente: circa 0,016 € per il primo esercizio post-IPO, poi 0,045 € e 0,06 € per l’esercizio 2024/25. Gli importi sono piccoli e, trattandosi di una small cap, la politica di distribuzione può cambiare.
Quante tasse si pagano sul dividendo eVISO?
Il 26%, trattenuto direttamente dall’intermediario italiano come ritenuta a titolo d’imposta. Su un dividendo di 0,06 € per azione, su 1.000 azioni incassi 60 € lordi e 44,40 € netti.
Perché il dividendo di eVISO si stacca in autunno?
Perché l’esercizio sociale di eVISO chiude il 30 giugno, non a fine anno solare. Di conseguenza l’assemblea approva il bilancio e delibera la cedola più avanti, e lo stacco cade tipicamente in autunno (a novembre nelle ultime distribuzioni).
Le azioni eVISO si possono mettere in un PIR?
Sì. Essendo una small cap italiana fuori dal FTSE MIB, riempie il sotto-vincolo del 30% di un PIR ordinario. Detenuta 5 anni beneficia dell’esenzione fiscale su dividendi e plusvalenze. Il PIR però non riduce il rischio, alto, del titolo.
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