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Azioni Growens (GROW): cosa fa, dividendi e fiscalità

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Azioni Growens (GROW): cosa fa, dividendi e fiscalità
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 14 Giugno 2026

Growens (GROW): martech, dividendi e fisco, spiegati

Growens — la società un tempo nota come MailUp — è un caso particolare dell’Euronext Growth Milan: ha venduto il suo storico business dell’email marketing a TeamSystem e si è riorganizzata attorno a due attività, il software no-code per le email (Beefree) e l’invio di SMS all’ingrosso (Agile Telecom). Ha restituito molta liquidità ai soci con dividendi straordinari. Questa scheda non ti dice se comprarla: ti spiega cosa fa oggi, com’è fatta quella cedola e come si tassa.

  • Settore: martech · software per email (Beefree) + SMS wholesale (Agile Telecom)
  • Perimetro cambiato: ceduto il business ESP (MailUp) a TeamSystem
  • Dividendi straordinari (non ricorrenti): es. 0,79+0,79 € nel 2023, 0,38 € nel 2024
  • ISIN IT0005040354 · ticker GROW · Euronext Growth Milan · 26% + PIR

Dati aggiornati al 14 giugno 2026. Fonti: Growens Investor Relations e Borsa Italiana – Euronext Growth Milan (elenco dividendi per ISIN). Contenuto informativo: non è una raccomandazione di acquisto o vendita.

Growens è un titolo che insegna una lezione importante: le aziende cambiano, e a volte cambiano radicalmente. Nata come MailUp, uno dei nomi italiani dell’email marketing, ha venduto proprio quel business storico a un grande gruppo (TeamSystem) e si è riorganizzata attorno ad attività diverse. Per chi guarda il titolo oggi, capire «cosa è rimasto dentro» è il primo passo indispensabile: il nome è lo stesso, ma il contenuto è cambiato.

Qui la usiamo come caso di scuola per spiegare due concetti delicati. Il primo: come leggere una società che ha ceduto un pezzo importante di sé e ha cambiato perimetro. Il secondo: la differenza tra un dividendo ordinario, che un’azienda paga ogni anno con gli utili, e un dividendo straordinario, che è una restituzione una tantum di liquidità — tipica proprio di chi ha appena venduto un business e ha cassa da distribuire. Niente giudizi di valore, niente target di prezzo.

Carta d’identità: Growens in breve

DenominazioneGrowens S.p.A. (già MailUp)
TickerGROW (Euronext Growth Milan)
ISINIT0005040354
MercatoEuronext Growth Milan (PMI)
SettoreMartech · software email (Beefree) + SMS wholesale (Agile Telecom)
Sede e domicilio fiscaleItalia (gruppo storicamente con base a Cremona/Milano)
Operazione chiaveCessione del business ESP (MailUp/Contactlab/Acumbamail) a TeamSystem
DividendoDistribuzioni straordinarie (non ordinarie ricorrenti)

Growens è un’azienda italiana del settore martech (le tecnologie per il marketing), quotata sull’Euronext Growth Milan, il segmento di Borsa Italiana riservato alle PMI. Nasce come MailUp, storica piattaforma italiana di email marketing, e negli anni ha costruito un gruppo di società attive nei messaggi digitali e nella comunicazione. Il punto da capire subito è che il suo perimetro è cambiato di recente per effetto di una grande cessione.

Il codice ISIN (IT0005040354) è la «targa» internazionale del titolo: il riferimento da usare nel tuo home banking o nella piattaforma del broker, più affidabile del solo nome — utile anche perché la società ha cambiato denominazione (da MailUp a Growens). Il prefisso «IT» segnala una cosa che pesa sulla fiscalità: è una società italiana, con tutto ciò che ne consegue in termini di tassazione semplice (niente doppia imposizione estera) e di possibile accesso al PIR.

Che cosa fa Growens oggi (dopo la cessione)

Per capire un’azione bisogna capire da dove arrivano i suoi soldi — e per Growens questo richiede di distinguere il «prima» dal «dopo». L’operazione chiave è la cessione a TeamSystem del business Email Service Provider (ESP), che comprendeva la storica MailUp e altre attività (come Contactlab e Acumbamail), per un controvalore complessivo di alcune decine di milioni di euro. Dopo quella vendita, il gruppo si è concentrato su due attività principali:

  • Beefree — un software in modalità SaaS per creare email e contenuti digitali con un approccio «no-code» (senza dover programmare), usato da decine di migliaia di clienti in tutto il mondo. È la scommessa di crescita su cui l’azienda ha scelto di concentrarsi.
  • Agile Telecom — l’attività di invio di SMS «all’ingrosso» (wholesale): smista grandi volumi di messaggi per conto di operatori e aziende, con una rete di partnership con operatori telefonici in tutto il mondo.

La chiave per leggere Growens oggi è quindi questa: non è più la MailUp di un tempo. Chi comprasse il titolo pensando all’email marketing classico starebbe guardando un business che l’azienda ha venduto. Il cuore attuale è la scommessa su Beefree (software di design dei contenuti) affiancata dalla cassa più «infrastrutturale» di Agile Telecom (gli SMS wholesale). Sono due mondi diversi: uno orientato alla crescita, l’altro a volumi e margini sottili.

Questa trasformazione ha avuto una conseguenza finanziaria importante: vendendo un business, l’azienda ha incassato molta liquidità, e ne ha restituita una parte agli azionisti. È proprio questo che spiega la peculiare politica di dividendi straordinari di cui parleremo: non sono cedole «normali» alimentate dagli utili ordinari, ma distribuzioni legate a eventi straordinari come una cessione.

L’angolo: una società che ha cambiato pelle

Ecco l’angolo che rende Growens un titolo particolare: è una società che ha cambiato pelle. Operazioni come la vendita di un intero business e il riposizionamento su nuove attività sono tra le più difficili da valutare per un investitore, perché il passato dell’azienda dice poco sul suo futuro. I dati storici di fatturato e utili includono attività che oggi non ci sono più, e quindi vanno letti con grande cautela.

Per chi guarda il titolo, questo significa una cosa pratica: bisogna concentrarsi sul perimetro attuale. Quanto vale e quanto cresce davvero Beefree? Quanto è solida e quanto rende l’attività SMS di Agile Telecom? Quanta cassa è rimasta in azienda dopo la cessione e i dividendi straordinari, e come verrà usata? Sono queste le domande giuste, molto più che «com’erano i conti di MailUp anni fa».

La lezione di fondo vale per qualsiasi azienda che cede o trasforma il proprio business: un’operazione straordinaria può sbloccare valore (e liquidità), ma reimposta da capo la valutazione. Distinguere il valore «sbloccato» una tantum dalla capacità futura di generare profitti col nuovo perimetro è il modo serio di avvicinarsi a un titolo così.

Dividendi ordinari e straordinari: la differenza

Qui sta il concetto fiscale ed educativo più importante della scheda. Esistono due tipi di dividendo, molto diversi tra loro per significato:

  • Dividendo ordinario — la quota di utili che un’azienda distribuisce regolarmente, in genere ogni anno. È il segnale di un’attività che genera profitti e ne condivide una parte con i soci, e su cui (con cautela) si può «contare» nel tempo.
  • Dividendo straordinario — una distribuzione una tantum, spesso legata a un evento eccezionale come la vendita di un business o un eccesso di cassa. Non è ricorrente: arriva, e poi (salvo nuovi eventi) non si ripete.

Capire questa differenza è cruciale proprio per Growens, perché le sue distribuzioni recenti sono state straordinarie: legate alla cessione del business e alla restituzione della liquidità incassata. Un investitore che le scambiasse per un dividendo ordinario «ricco» commetterebbe un errore grave, aspettandosi una rendita che con ogni probabilità non si ripeterà nelle stesse misure. Sul piano fiscale, va detto, per il singolo azionista italiano un dividendo straordinario si tassa esattamente come uno ordinario: ciò che cambia è il significato economico, non l’aliquota.

Storia dei dividendi straordinari

Dividendo straordinario Growens per azione (€)2023 (1ª tranche)0.79 €2023 (2ª tranche)0.79 €20240.38 €
Dividendi STRAORDINARI per azione (non ricorrenti). Nel 2024 con opzione di pagamento alternativo in azioni (scrip). Fonte: Borsa Italiana – elenco dividendi (ISIN IT0005040354).

La storia recente dei dividendi di Growens è fatta di distribuzioni straordinarie, di importo anche rilevante rispetto al prezzo del titolo: due tranche da 0,79 € per azione nel 2023 e una distribuzione da 0,38 € per azione nel 2024 (quest’ultima con l’opzione, per l’azionista, di ricevere nuove azioni al posto del contante — il cosiddetto «scrip dividend»). Sono cifre che riflettono la restituzione ai soci della liquidità generata dalle operazioni straordinarie.

È fondamentale non leggere questi numeri come un «rendimento da dividendo» ordinario e ripetibile. Si tratta, per loro natura, di eventi non ricorrenti: una volta restituita la cassa, non c’è motivo di attendersi che si ripetano negli stessi importi. Il dividendo di un’azione non è mai un obbligo contrattuale, e quello straordinario lo è ancora meno: dipende interamente da eventi specifici. Per la logica generale tra reddito e crescita vedi dividendi o accumulazione, e per capire perché un rendimento «troppo bello» va guardato con sospetto, la dividend trap.

Quanto e come si tassa il dividendo

Sul piano fiscale Growens è semplice, perché è una società italiana: il dividendo — ordinario o straordinario che sia — incassato tramite un intermediario italiano sconta una ritenuta a titolo d’imposta del 26%, applicata direttamente dalla banca o dal broker. Non devi dichiarare nulla e ricevi l’importo già netto.

Esempio. Possiedi 500 azioni Growens e incassi un dividendo straordinario da 0,38 € ad azione: il lordo è 190 €. La ritenuta del 26% vale 49,40 €, quindi ti restano 140,60 € netti. La stessa aliquota si applica a una cedola ordinaria.

Un’avvertenza specifica sullo scrip dividend (l’opzione di ricevere azioni invece di contanti, offerta nel 2024): anche scegliendo le azioni, dal punto di vista fiscale si tratta comunque di una distribuzione, e il trattamento può comportare l’applicazione dell’imposta. È un caso più tecnico in cui conviene affidarsi a quanto comunicato dall’emittente e applicato dal proprio intermediario. Il meccanismo generale è quello del «sostituto d’imposta»: la banca trattiene il 26% e lo versa allo Stato al posto tuo. Per il quadro completo vedi la tassazione dei dividendi.

Plusvalenze: la tassa se vendi in guadagno

Oltre al dividendo, l’altro modo di guadagnare con Growens è venderla a un prezzo più alto di quello d’acquisto: la differenza è una plusvalenza, anch’essa tassata al 26%. Su un titolo in trasformazione, con il prezzo influenzato da operazioni straordinarie e distribuzioni, questa componente va seguita con attenzione: ricorda che lo stacco di un dividendo (specie se grosso e straordinario) fa scendere il prezzo dell’azione di pari importo.

Le plusvalenze su azioni rientrano tra i «redditi diversi» e possono essere compensate con le minusvalenze (le perdite) realizzate su altri titoli, fino al quarto anno successivo a quello in cui le hai realizzate. C’è però un’asimmetria fiscale importante: i dividendi (anche straordinari) non possono essere usati per recuperare le minusvalenze, mentre le plusvalenze sì (vedi capital gain al 26% e compensazione delle minusvalenze).

In «regime amministrato» è la banca a calcolare e versare le imposte e a gestire le minusvalenze; in «regime dichiarativo» riporti tutto nel quadro RT. Se compri in più momenti a prezzi diversi, il guadagno si calcola sul costo medio ponderato: tenere traccia dei prezzi di carico aiuta a non avere sorprese sulla tassa alla vendita.

Growens dentro un PIR: il sotto-vincolo del 30%

Growens può stare in un PIR? Sì, ed è qui che la sua natura di small cap italiana diventa un possibile vantaggio fiscale. Un Piano Individuale di Risparmio «ordinario» deve investire almeno il 70% in strumenti di imprese italiane, e di quel 70% almeno il 30% in società non incluse nel FTSE MIB. Una piccola società dell’Euronext Growth Milan come Growens è proprio il tipo di titolo che riempie quel sotto-vincolo del 30% riservato alle aziende più piccole.

Il vantaggio del PIR è doppio per un titolo come questo: detenuto per almeno 5 anni, sia i dividendi (anche straordinari) sia le plusvalenze diventano esenti da imposta. Su distribuzioni straordinarie importanti come quelle viste, l’esenzione del 26% può valere parecchio. Attenzione però: il PIR rende l’investimento più efficiente sul piano fiscale, ma non riduce di un centesimo il rischio del titolo, che qui è elevato e per giunta legato all’incognita della trasformazione in corso.

Lo strumento ha regole stringenti: tetti annui e complessivi agli importi, il vincolo dei 5 anni (vendere prima fa decadere i benefici) e va aperto presso un intermediario che offra il «contenitore» PIR. Non è un modo per detenere una sola azione, ma una cornice fiscale entro cui Growens può convivere con altri titoli italiani. Vantaggi e limiti nella guida ai PIR.

Come si compra Growens dall’Italia

Come si compra dall’Italia

Per comprare azioni Growens dall’Italia ti serve un conto titoli presso una banca o un broker con accesso all’Euronext Growth Milan (la maggior parte lo offre, ma è bene verificarlo: alcuni intermediari limitano l’operatività su questo segmento). Cerchi il titolo con l’ISIN IT0005040354 o il ticker GROW e invii un ordine: «a mercato» per eseguire subito, oppure «con limite» per fissare il prezzo massimo. Su un titolo poco liquido come questo, l’ordine con limite è quasi sempre la scelta più prudente.

Sui costi guarda due voci: le commissioni di negoziazione del broker e l’imposta di bollo sul deposito titoli (0,2% annuo sul controvalore). Attenzione in più alla liquidità: sui titoli EGM lo scarto tra prezzo di acquisto e di vendita (lo spread denaro-lettera) può essere ampio, e questo è un costo nascosto che paghi ogni volta che entri o esci.

Azione singola o ETF: come decidere il peso

È la domanda che si pone chiunque guardi un titolo come Growens: meglio la singola azione o un ETF che la contiene insieme a tante altre? Non c’è una risposta universale, e non è una risposta che possiamo darti noi: dipende dai tuoi obiettivi, dal tuo orizzonte e da quanta concentrazione e rischio sei disposto a sopportare. Possiamo però mettere in fila le differenze.

Con la singola azione scegli esattamente la scommessa su cui puntare — qui, una società in trasformazione con un nuovo perimetro — senza pagare commissioni di gestione annue. In cambio concentri tutto su un solo titolo, piccolo e con una storia complessa da decifrare: se la scommessa sul nuovo perimetro non funziona, non c’è nulla in portafoglio che compensi. Con un ETF — per esempio sul settore tech o sull’intero mercato — possiedi una piccola fetta di molte società: rinunci alla scommessa mirata e paghi un piccolo costo annuo (il TER), ma diluisci il rischio del singolo emittente.

Una via di mezzo molto usata è considerare la singola azione come una piccola quota satellite ad alto rischio di un portafoglio che ha al centro fondi diversificati: una posizione contenuta, che puoi permetterti di vedere oscillare bruscamente. Per ragionare sul peso e sulla dimensione di un titolo vedi large, mid e small cap; per leggere i conti di un’azienda — qui particolarmente utile per capire il valore del solo perimetro attuale — l’analisi fondamentale.

I rischi di una small cap in trasformazione

Growens è una small cap in trasformazione, ad alto rischio. Ha cambiato perimetro cedendo il business storico, e i dati passati riflettono attività che oggi non ci sono più. I dividendi recenti sono straordinari e non ricorrenti. È tra le azioni più difficili da valutare tra quelle trattate in queste schede.

I rischi specifici di Growens sono particolari. Il primo è il rischio di trasformazione: dopo la cessione, il valore del titolo dipende dalla capacità del nuovo perimetro (Beefree e Agile Telecom) di generare crescita e profitti, una storia ancora da scrivere. Il secondo è la difficoltà di valutazione: i conti storici non sono confrontabili con quelli attuali, e questo rende il titolo più opaco per l’investitore.

Il terzo è il rischio sui due business: Beefree è una scommessa di crescita in un mercato competitivo dominato da grandi player globali; l’attività SMS wholesale opera su margini sottili e volumi. Il quarto è la scarsa liquidità e l’alta volatilità tipiche dei titoli EGM, accentuate dalle distribuzioni straordinarie che fanno muovere bruscamente il prezzo allo stacco. A questo si aggiunge l’incognita sull’uso della cassa residua e sulle scelte strategiche future.

Tutti questi fattori si traducono nel rischio più concreto: la possibilità di perdere una quota rilevante del capitale investito. Su una small cap in trasformazione non è uno scenario teorico ma una possibilità reale, da mettere in conto prima di comprare — e i dividendi straordinari incassati in passato non offrono alcuna garanzia sul futuro. Per ragionare sul peso da dare a un singolo titolo vedi large, mid e small cap. La regola di fondo resta una sola: investi su Growens solo la parte di portafoglio che saresti sereno di vedere oscillare bruscamente.

Domande frequenti

Che cosa fa Growens oggi?

Dopo aver ceduto a TeamSystem il business storico dell’email marketing (MailUp e attività collegate), Growens si concentra su due attività: Beefree, software no-code per creare email e contenuti, e Agile Telecom, l’invio di SMS all’ingrosso. È quotata sull’Euronext Growth Milan.

Growens è ancora MailUp?

No. MailUp era il marchio originario, ma quel business (Email Service Provider) è stato venduto a TeamSystem. Il nome è cambiato in Growens e il perimetro attuale è diverso: chi valuta il titolo deve guardare alle attività rimaste, non alla vecchia MailUp.

Che dividendi paga Growens?

Distribuzioni straordinarie, non ordinarie ricorrenti: per esempio due tranche da 0,79 € per azione nel 2023 e una da 0,38 € nel 2024 (con opzione in azioni). Sono legate alla restituzione della liquidità incassata con le cessioni e non vanno lette come una rendita ripetibile.

Come si tassano i dividendi straordinari di Growens?

Esattamente come quelli ordinari per un azionista italiano: con la ritenuta del 26% a titolo d’imposta, trattenuta dall’intermediario. Cambia il significato economico (una tantum, non ricorrente), non l’aliquota fiscale.

Le azioni Growens si possono mettere in un PIR?

Sì. Essendo una small cap italiana fuori dal FTSE MIB, riempie il sotto-vincolo del 30% di un PIR ordinario. Detenuta 5 anni beneficia dell’esenzione fiscale su dividendi (anche straordinari) e plusvalenze. Il PIR però non riduce il rischio, alto, del titolo.

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Questa scheda ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria o fiscale, né una raccomandazione o un invito a comprare o vendere il titolo. Non contiene giudizi di valutazione, target di prezzo o segnali operativi. I dati societari e i dividendi sono tratti da fonti ufficiali alla data indicata e possono variare nel tempo: verifica sempre i documenti aggiornati dell’emittente e di Borsa Italiana prima di qualsiasi decisione. Investire in singole azioni comporta rischi elevati, inclusa la possibile perdita del capitale.
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Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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