Come comprare azioni estere dall’Italia: la guida passo-passo
Comprare un’azione americana, europea o giapponese dall’Italia è più semplice di quanto sembri: serve un conto titoli e qualche accortezza su mercati accessibili, costi e tasse. Ecco il percorso completo, dal broker al primo ordine.
Ti serve una cosa sola: un conto titoli
Per possedere azioni estere non devi aprire conti all’estero né fare nulla di complicato: basta un conto titoli presso un broker o una banca che dia accesso ai mercati internazionali. Da lì compri e vendi azioni di Wall Street, Londra o Tokyo come faresti con un titolo di Piazza Affari. I passaggi che contano sono quattro.
1Scegliere il broker
È la decisione più importante. Valuta quattro cose: che sia regolamentato e vigilato; quali mercati copre (ti interessano solo USA/Europa o anche Asia ed emergenti?); i costi (commissioni, cambio valuta, custodia); e il regime fiscale — amministrato (le tasse le fa lui) o dichiarativo (le gestisci tu).
2Capire quali mercati puoi raggiungere
Stati Uniti ed Europa sono accessibili in modo diretto con quasi tutti i broker. Giappone, Hong Kong e Canada dipendono dall’intermediario. Per i mercati emergenti (Cina, India, Brasile, Golfo) spesso non c’è accesso diretto: si comprano tramite ADR/GDR o con un ETF.
3Inserire l’ordine
Scegli il titolo (con il suo ticker), la quantità e il tipo di ordine: a mercato (esegui subito al prezzo corrente) o a limite (compri solo fino a un prezzo che decidi tu, più prudente). Se l’azione è in valuta estera, il broker converte: tieni d’occhio il tasso di cambio e l’eventuale commissione di conversione.
4Tenere d’occhio i costi
Oltre alla commissione di acquisto, sui titoli esteri incidono il cambio valuta, lo spread denaro-lettera (più ampio sui mercati poco liquidi) ed eventuali fee di custodia o, sugli ADR, la ADR fee. Su importi piccoli o operazioni frequenti questi costi pesano più della commissione nominale.
Le tasse, in breve
In Italia dividendi e plusvalenze delle azioni sono tassati al 26%. Sui dividendi esteri si aggiunge la ritenuta alla fonte del Paese della società, che cambia molto da mercato a mercato. Con un broker estero servono il quadro RW e l’IVAFE (0,2%).
Azioni singole o ETF?
Comprare singole azioni dà controllo ma richiede tempo, competenza e tolleranza alla volatilità. Per molti il punto di partenza più sensato è un ETF: con un solo acquisto possiedi centinaia o migliaia di società, già diversificate.