Una delle ragioni per cui due consulenti possono proporti prodotti diversi sta in una parola tecnica che vale la pena conoscere: inducement. Sono gli incentivi – commissioni, retrocessioni, benefici – che chi colloca un prodotto può ricevere da terzi (le società che quei prodotti li costruiscono). Quando esistono, possono orientare il consiglio.
Capire come funzionano gli inducement e come nasce il conflitto di interessi ti permette di distinguere chi ti consiglia nel tuo interesse da chi, anche senza malafede, è spinto a venderti un determinato prodotto.
- Gli inducement sono incentivi che chi colloca un prodotto riceve da terzi (es. le società prodotto).
- Generano un conflitto di interesse: il prodotto più remunerativo per chi vende può non essere il migliore per te.
- La consulenza indipendente (fee-only), per MiFID II, non può trattenere inducement.
- Per gli altri servizi gli incentivi sono ammessi solo a condizioni precise (qualità del servizio, trasparenza, interesse del cliente).
Cosa sono gli inducement
Quando sottoscrivi un fondo o una polizza tramite una banca o una rete, una parte dei costi che paghi può tornare, sotto forma di commissioni, a chi te lo ha collocato. Questi flussi di denaro tra la società che produce lo strumento e chi lo distribuisce si chiamano inducement (o, in italiano, incentivi o retrocessioni).
Non sono illegali di per se, ma sono la radice di un possibile disallineamento: se un prodotto fa guadagnare di più chi lo colloca, c’è una spinta a proporlo, indipendentemente dal fatto che sia il migliore per il cliente.
Cosa dice MiFID II
La normativa europea sui servizi di investimento (MiFID II) ha messo paletti precisi. Il principio cardine è la distinzione tra consulenza indipendente e altri servizi:
- Nella consulenza indipendente (e nella gestione di portafogli) gli inducement sono in linea di principio vietati: il consulente non può ricevere o trattenere incentivi da terzi. E il fondamento del modello fee-only.
- Negli altri servizi gli incentivi sono ammessi solo se hanno lo scopo di migliorare la qualità del servizio reso al cliente, non ledono l’obbligo di agire nel suo migliore interesse e sono comunicati con chiarezza.
Se un consulente si definisce indipendente, per legge non deve trattenere incentivi dai prodotti. Se invece e legato a una rete o a una banca, gli incentivi possono esserci: in quel caso hai diritto a sapere che esistono e a leggere come incidono. Chiederlo e legittimo.
Come riconoscere il conflitto di interesse
Il conflitto di interesse raramente si presenta in modo plateale. Più spesso emerge da piccoli segnali nella relazione, che con un po’ di attenzione diventano leggibili:
- ti vengono proposti quasi solo prodotti della casa o della rete;
- le alternative a costo più basso (come gli ETF) non vengono mai menzionate;
- c’è insistenza su prodotti con commissioni elevate o su frequenti cambi di portafoglio;
- alla domanda ‘lei come guadagna da questo prodotto?’ segue una risposta vaga.
Nessuno di questi segnali, da solo, prova la malafede. Ma insieme delineano un contesto di vendita in cui conviene tenere alta l’attenzione e chiedere sempre alternative più economiche e neutrali.
Come proteggerti
La difesa migliore è la consapevolezza, unita a poche domande dirette. Sapere che gli inducement esistono cambia il modo in cui leggi ogni proposta.
- Chiedi sempre se il consulente e indipendente (fee-only) o legato a un intermediario.
- Chiedi esplicitamente come viene remunerato sul prodotto che ti propone.
- Domanda quali alternative a costo più basso esistono per lo stesso obiettivo.
- Per un consiglio neutrale sul tuo portafoglio, valuta un confronto con un consulente fee-only, che per definizione non incassa inducement.
Errori da evitare
- Ignorare l’esistenza degli inducement e prendere ogni proposta come neutrale.
- Non chiedere mai come il consulente guadagna sul prodotto proposto.
- Accettare solo prodotti della casa senza chiedere alternative più economiche.
- Confondere l’indipendenza dichiarata con quella reale: verificala sull’albo OCF.
Quando rivolgersi a un professionista
Capire se e quanto gli incentivi stanno incidendo sul tuo portafoglio richiede di leggere i documenti di costo: un’analisi indipendente rende visibile cio che di solito resta implicito.
Un consulente fee-only, che per legge non trattiene inducement, può darti un parere neutrale sui prodotti che ti sono stati proposti.
Capire chi hai davanti e quanto stai pagando davvero fa la differenza sul rendimento di lungo periodo. Un professionista qualificato può leggere il tuo portafoglio, i costi e gli eventuali conflitti di interesse con occhi terzi.
Domande frequenti
Cosa sono gli inducement?
Sono gli incentivi (commissioni, retrocessioni, benefici) che chi colloca un prodotto finanziario può ricevere da terzi, tipicamente le società che producono quegli strumenti. Possono orientare il consiglio.
Gli inducement sono vietati?
Nella consulenza indipendente e nella gestione di portafogli sono in linea di principio vietati. Negli altri servizi sono ammessi solo se migliorano la qualità del servizio, non ledono l’interesse del cliente e sono comunicati con chiarezza.
Come riconosco un conflitto di interesse?
Da segnali come la proposta quasi esclusiva di prodotti della casa, l’assenza di alternative a basso costo, l’insistenza su prodotti con commissioni elevate o risposte vaghe alla domanda su come il consulente guadagna.
Come mi proteggo dagli inducement?
Chiedendo se il consulente e indipendente, come viene remunerato e quali alternative più economiche esistono. Per un parere neutrale, un consulente fee-only per legge non trattiene incentivi dai prodotti.
Fonti ufficiali
Per verificare l’iscrizione di un consulente, le regole sulla trasparenza dei costi e i tuoi diritti come cliente, le fonti istituzionali sono gratuite e aggiornate:
- OCF – Organismo di vigilanza e tenuta dell'Albo unico dei consulenti finanziari
- CONSOB – consulenti finanziari e investor education
- Banca d'Italia – educazione finanziaria (L'Economia per tutti)
- Comitato Edufin – portale nazionale di educazione finanziaria
Contenuto informativo ed educativo, non e una raccomandazione di investimento ne una consulenza personalizzata. Prima di firmare un mandato, verifica sempre l’iscrizione del professionista all’albo e leggi i documenti sui costi.
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