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Fondo pensione Fonchim: come funziona, comparti, costi

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Fondo pensione Fonchim: come funziona, comparti, costi
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 11 Giugno 2026


Fonchim è il fondo pensione negoziale dei lavoratori dell’industria chimica e farmaceutica e dei settori affini. È uno dei fondi complementari più solidi e longevi d’Italia, con oltre 170.000 iscritti e diversi miliardi di patrimonio in gestione.

Vediamo come funziona, chi può aderire, i suoi tre comparti e il trattamento fiscale.

In sintesi

  • È il fondo negoziale del settore chimico-farmaceutico e affini, tra i più grandi e antichi.
  • Offre tre comparti: Garantito, Stabilità (default) e Crescita, a rischio crescente.
  • I nuovi iscritti finiscono di default nel comparto Stabilità, modificabile nei mesi-finestra.
  • Costi molto contenuti e contributo del datore per chi versa secondo il contratto.

Cos'è e chi può aderire

Fonchim è un fondo pensione negoziale (chiuso), nato dalla contrattazione collettiva del settore chimico, farmaceutico e dei comparti affini. Si rivolge ai dipendenti di queste industrie, con adesione volontaria. Come tutti i negoziali, opera a contribuzione definita: la posizione di ogni iscritto cresce con i versamenti e i rendimenti, e la prestazione finale dipende da quanto accumulato. La sua dimensione (oltre 170.000 iscritti e un patrimonio di diversi miliardi) lo rende un punto di riferimento per il settore.

I tre comparti

  • Garantito: rischio medio-basso, punta a una rivalutazione almeno pari a quella del TFR lasciato in azienda; investe soprattutto in obbligazioni governative di breve/media durata e offre la garanzia del capitale a scadenza e in alcuni casi di riscatto.
  • Stabilità: comparto obbligazionario misto a rischio medio, con circa il 30% in azioni. È il comparto in cui confluiscono di default i nuovi iscritti.
  • Crescita: comparto azionario a rischio medio-alto, orientativamente 60% azioni e 40% obbligazioni, adatto a chi ha molti anni davanti.

Il passaggio da un comparto all’altro è possibile nei mesi-finestra previsti dal regolamento del fondo. Vale la regola generale: linea più azionaria quando si è lontani dalla pensione, spostamento verso il garantito man mano che ci si avvicina.

Adesione, costi e contributo del datore

L’adesione è semplice e a basso costo: l’iscrizione comporta una spesa modesta, in larga parte a carico del datore di lavoro. Anche i costi di gestione sono molto contenuti, tipici dei fondi negoziali e nettamente inferiori a quelli di un PIP. Come negli altri fondi chiusi, versando la quota minima prevista dal contratto si ottiene il contributo del datore di lavoro e si può conferire il TFR. Per i valori aggiornati dell’ISC dei singoli comparti fai riferimento alla scheda dei costi del fondo e al comparatore COVIP.

Il fisco

Il vantaggio fiscale è uguale per tutti i fondi

Il trattamento fiscale è identico per qualunque forma di previdenza complementare (negoziale, aperto o PIP): contributi deducibili dal reddito fino a 5.164,57 € l’anno; rendimenti tassati al 20% (12,5% sulla quota in titoli di Stato), comunque meno del 26% degli altri investimenti; prestazione finale tassata al 15%, che scende dello 0,30% per ogni anno di adesione oltre il quindicesimo fino a un minimo del 9% dopo 35 anni. A cambiare tra un fondo e l’altro non è il fisco, ma costi (ISC), comparti e gestione. Per i dettagli vedi gli approfondimenti dell’hub.

Errori da evitare

  • Lasciare il TFR in azienda senza valutare il contributo del datore che si otterrebbe aderendo.
  • Restare nel comparto di default (Stabilità) senza chiedersi se sia adatto al proprio orizzonte.
  • Dimenticare i mesi-finestra: il cambio comparto non è possibile in qualsiasi momento.
  • Valutare il fondo solo dai rendimenti recenti di un comparto, ignorando costi e rischio.

Quando conviene farsi seguire

Decidere comparto e livello di contribuzione richiede di guardare età, orizzonte e quadro complessivo.

Un professionista può aiutarti a usare Fonchim in modo coerente con i tuoi obiettivi previdenziali.

Vuoi una verifica sul tuo caso concreto?

La fiscalità degli investimenti si gioca sui dettagli: aliquote, compensazioni, adempimenti esteri e scadenze si sommano in modo poco visibile. Un professionista può leggere la tua situazione e dirti cosa ottimizzare.

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Domande frequenti

Chi può iscriversi a Fonchim?

I dipendenti dell’industria chimica, farmaceutica e dei settori affini, con adesione volontaria. È un fondo negoziale: versando la quota minima prevista dal contratto si ottiene anche il contributo del datore di lavoro.

Quali sono i comparti di Fonchim?

Tre: Garantito (rischio medio-basso, garanzia del capitale, punta a battere la rivalutazione del TFR), Stabilità (obbligazionario misto con circa il 30% di azioni, comparto di default) e Crescita (azionario, circa 60% azioni). Si cambia nei mesi-finestra.

Quanto costa Fonchim?

Ha costi molto contenuti, tipici dei fondi negoziali e molto inferiori a quelli dei PIP. Il valore esatto dell’ISC per comparto è pubblicato nella scheda dei costi del fondo e nel comparatore COVIP, ed è uno dei principali vantaggi del fondo.

Fonti ufficiali

Le regole fiscali cambiano con le leggi di bilancio: verifica sempre la norma vigente nell’anno d’imposta che ti interessa sulle fonti ufficiali.

Contenuto informativo, non sostituisce la consulenza di un professionista abilitato sul tuo caso concreto.

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Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.