Approfondimento

Fondo pensione Mediolanum (TaxBenefit New): come funziona

in
Fondo pensione Mediolanum (TaxBenefit New): come funziona
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

Come aggiorniamo i contenuti
📅 Pubblicato il 11 Giugno 2026🔄 Aggiornato il 13 Giugno 2026


Il fondo pensione di Mediolanum per i privati è oggi il PIP TaxBenefit New (gestito da Mediolanum Vita), che ha sostituito il precedente «MyPension». È un Piano Individuale Pensionistico di tipo assicurativo, iscritto all’albo COVIP.

Vediamo come funziona, quali comparti offre, quanto costa — con la nota onesta sui costi dei PIP — e il trattamento fiscale.

In sintesi

  • È un PIP assicurativo di Mediolanum Vita (ex MyPension), aperto a chiunque.
  • Offre cinque comparti «Challenge», dall’azionario al breve termine, a rischio decrescente.
  • Versamenti flessibili e possibilità di conferire il TFR.
  • I PIP hanno in genere l’ISC più alto: i costi vanno confrontati. Il fisco è quello comune.

Cos'è (e come funziona)

TaxBenefit New è una forma di previdenza complementare individuale a base assicurativa, gestita da Mediolanum Vita: ha preso il posto del precedente prodotto «MyPension» per adeguarsi all’evoluzione normativa. È sottoscrivibile da chiunque e opera a contribuzione definita: la posizione individuale cresce con i versamenti e i rendimenti dei comparti scelti. Si può alimentare con versamenti liberi e con il TFR; la prestazione finale dipende dal capitale accumulato.

I cinque comparti Challenge

TaxBenefit New investe attraverso i comparti Challenge, a rischio decrescente, combinabili tra loro:

Comparto Profilo Adatto a chi…
Challenge 1 Azionario, rischio alto è giovane e ha molti anni davanti
Challenge 2 Bilanciato, rischio medio-alto ha un orizzonte lungo
Challenge 3 Obbligazionario, rischio medio ha un orizzonte medio
Challenge 4 Titoli di Stato a breve, rischio medio-basso è vicino alla pensione
Challenge 5 Bilanciato a gestione flessibile, rischio medio vuole una gestione attiva del rischio

La possibilità di combinare i comparti permette di calibrare il rischio. Vale il principio del ciclo di vita: più azioni quando la pensione è lontana, prudenza man mano che ci si avvicina.

I costi: il punto delicato dei PIP

PIP: la nota onesta sui costi

I PIP, come categoria, hanno storicamente l’ISC più elevato tra le forme di previdenza complementare (lo certifica COVIP), più alto di fondi negoziali e aperti. Poiché i costi si sottraggono al rendimento ogni anno, su orizzonti di 30-35 anni anche pochi decimi di punto in più pesano molto sul capitale finale. Prima di sottoscrivere, confronta sempre l’ISC sul comparatore COVIP con quello di un fondo negoziale o aperto. Se sei un dipendente con un negoziale di categoria, quello viene quasi sempre prima (costa meno e dà il contributo del datore). Un PIP ha senso soprattutto per chi non ha alternative o cerca la flessibilità dei versamenti.

Il fisco

Il vantaggio fiscale è uguale per tutti i fondi

Il trattamento fiscale è identico per qualunque forma di previdenza complementare (negoziale, aperto o PIP): contributi deducibili dal reddito fino a 5.164,57 € l’anno; rendimenti tassati al 20% (12,5% sulla quota in titoli di Stato), comunque meno del 26% degli altri investimenti; prestazione finale tassata al 15%, che scende dello 0,30% per ogni anno di adesione oltre il quindicesimo fino a un minimo del 9% dopo 35 anni. A cambiare tra un fondo e l’altro non è il fisco, ma costi (ISC), comparti e gestione. Per i dettagli vedi gli approfondimenti dell’hub.

Errori da evitare

  • Sottoscrivere il PIP senza confrontarne l’ISC con quello di un fondo negoziale o aperto.
  • Ignorare il contributo del datore che si otterrebbe con un negoziale di categoria.
  • Scegliere il comparto più prudente (Challenge 4) da giovani, rinunciando alla crescita di lungo periodo.
  • Guardare la rendita «promessa» senza considerare quanto i costi erodono il montante nel tempo.

Quando conviene farsi seguire

Capire se un PIP è la scelta giusta richiede di confrontare i costi con le alternative disponibili.

Un professionista indipendente può aiutarti a confrontare PIP, fondi aperti e negoziali senza conflitti di interesse.

Vuoi una verifica sul tuo caso concreto?

La fiscalità degli investimenti si gioca sui dettagli: aliquote, compensazioni, adempimenti esteri e scadenze si sommano in modo poco visibile. Un professionista può leggere la tua situazione e dirti cosa ottimizzare.

Trova un esperto →

Domande frequenti

Che cos'è il fondo pensione Mediolanum TaxBenefit New?

È il PIP (Piano Individuale Pensionistico assicurativo) di Mediolanum Vita, che ha sostituito il precedente MyPension. È aperto a chiunque, opera a contribuzione definita e investe attraverso i cinque comparti Challenge.

Quali comparti offre TaxBenefit New?

Cinque comparti Challenge a rischio decrescente: Challenge 1 (azionario), 2 (bilanciato medio-alto), 3 (obbligazionario), 4 (titoli di Stato a breve) e 5 (bilanciato a gestione flessibile). Si possono combinare in base all’orizzonte.

Conviene il PIP Mediolanum o un fondo negoziale?

Se hai accesso a un fondo negoziale di categoria, di norma è più efficiente per costi e dà anche il contributo del datore. Un PIP ha senso soprattutto per chi non ha un fondo di categoria. Confronta sempre l’ISC sul comparatore COVIP; il fisco è identico per tutte le forme.

Fonti ufficiali

Le regole fiscali cambiano con le leggi di bilancio: verifica sempre la norma vigente nell’anno d’imposta che ti interessa sulle fonti ufficiali.

Contenuto informativo, non sostituisce la consulenza di un professionista abilitato sul tuo caso concreto.

↑ Confronto completo: Migliori fondi pensione: negoziali, aperti e PIP

AM
Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

Scopri di più → · LinkedIn

Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.