Migliori titoli di Stato 2026: BTP, BOT e CCT a confronto
La parte sicura del portafoglio
I titoli di Stato italiani sono diventati un fenomeno di massa: BTP Valore da record, cedole tornate interessanti, tassazione agevolata al 12,5%. Ma «quale BTP» dipende dall’obiettivo. Qui li mettiamo in fila per tipo, rendimento netto e rischio.
Dopo anni di tassi a zero, le obbligazioni dello Stato italiano sono tornate al centro dei portafogli delle famiglie. Il vantaggio fiscale è notevole: le cedole e le plusvalenze sono tassate al 12,5% (contro il 26% di azioni e quasi tutto il resto), perché si tratta di titoli «white-list». Ma sotto la sigla «BTP» convivono strumenti molto diversi tra loro.
Questa guida fa ordine: i diversi tipi di titolo (BTP nominali, indicizzati all’inflazione, BTP Valore con premio fedeltà, BOT a breve, CCT a cedola variabile), come si calcola il rendimento netto reale, e — per chi preferisce un paniere diversificato e gestito — gli ETF di titoli di Stato equivalenti. Tutto con il fisco alla mano.
BTP per tipo: quale scegliere
I diversi BTP rispondono a esigenze diverse: rendimento fisso, protezione dall’inflazione, premio fedeltà, sostenibilità.
BOT e CCT: breve termine e cedola variabile
Oltre ai BTP, lo Stato emette buoni a breve (BOT) e titoli a cedola variabile (CCT): utili per la liquidità e per i contesti di tassi in movimento.
Capire rendimento e tassazione
Prima di comprare: come si legge il rendimento (lordo, netto, effettivo), la ritenuta 12,5% e cosa segnala lo spread BTP-Bund.
Gli ETF di titoli di Stato (paniere diversificato)
Se preferisci un portafoglio di titoli di Stato già diversificato per scadenze ed emittenti, gli ETF governativi sono l’alternativa: questi i principali.
BTP o alternative? I confronti
BTP contro ETF, contro buoni postali e conto deposito: dove conviene tenere la parte sicura.
Il vantaggio fiscale
I titoli di Stato italiani (e quelli dei Paesi white-list) godono dell’aliquota agevolata del 12,5% su cedole e plusvalenze, contro il 26% della maggior parte degli altri strumenti. Sul controvalore si applica l’imposta di bollo dello 0,2% annuo. Le minusvalenze sono redditi diversi (zainetto fiscale, 4 anni). In regime amministrato la banca fa da sostituto d’imposta.