Patto di famiglia notarile 2026: trasferire azienda
Il patto di famiglia è il contratto con cui l’imprenditore trasferisce l’azienda o le quote societarie a uno o più discendenti, con il consenso del coniuge e degli altri legittimari. L’art. 768-bis c.c. impone l’atto pubblico notarile a pena di nullità. L’operazione può beneficiare dell’esenzione dall’imposta di successione prevista per i trasferimenti d’azienda. Questa guida illustra procedura, liquidazione dei legittimari e costi nel 2026.
- Normativa: artt. 768-bis ss. c.c., introdotti dalla L. 55/2006
- Forma obbligatoria: atto pubblico con consenso di tutti i legittimari
- Liquidazione della quota ai legittimari non assegnatari
- Esenzione fiscale per trasferimento d’azienda: condizioni 2026
1. Il patto di famiglia: struttura e normativa
Il patto di famiglia è stato introdotto nell’ordinamento italiano con la L. 14 febbraio 2006, n. 55, che ha inserito nel codice civile gli artt. 768-bis a 768-octies. Si tratta di un contratto tra vivi (non un testamento) con cui l’imprenditore dispone, in tutto o in parte, della propria azienda o delle proprie partecipazioni societarie a favore di uno o più discendenti.
L’istituto risponde all’esigenza di garantire la continuità aziendale nel passaggio generazionale, evitando che alla morte dell’imprenditore l’azienda sia oggetto di controversie ereditarie tra gli eredi. Prima della L. 55/2006, qualsiasi accordo preventivo tra eredi in tema di successione era nullo per il divieto dei patti successori (art. 458 c.c.). Il patto di famiglia è un’eccezione legale a tale divieto.
L’art. 768-ter c.c. impone la forma dell’atto pubblico con la presenza di due testimoni. La nullità per mancanza di forma è assoluta.
2. Procedura notarile: soggetti e consenso obbligatorio
La caratteristica più rilevante del patto di famiglia è che richiede la partecipazione e il consenso di tutti i soggetti che sarebbero legittimari alla morte dell’imprenditore al momento della stipula (art. 768-quater, comma 1, c.c.). Questi soggetti sono:
- Il coniuge (o il convivente di fatto, se l’atto lo prevede)
- Tutti i figli, compresi quelli adottivi e nati fuori dal matrimonio riconosciuti
- Gli ascendenti, solo se sarebbero legittimari in assenza di discendenti
Se uno dei legittimari non partecipa all’atto, il patto è annullabile su sua istanza entro un anno (art. 768-quinquies c.c.).
La liquidazione della quota ai legittimari non assegnatari
I legittimari che non ricevono l’azienda devono essere liquidati con una somma di denaro corrispondente alla loro quota di legittima sul valore dell’azienda trasferita (art. 768-quater, comma 2, c.c.). La liquidazione può avvenire:
- Contestualmente al patto, con pagamento in denaro da parte dell’assegnatario o del disponente
- In forma dilazionata, se tutti i legittimari acconsentono
- Con l’attribuzione di altri beni del disponente di valore equivalente
I legittimari che ricevono la liquidazione possono rinunciarvi espressamente nell’atto (art. 768-quater, comma 2, ultima parte). Questa rinuncia è irrevocabile e definitiva.
Impugnazione e modifica
Il patto di famiglia può essere sciolto o modificato con un nuovo contratto stipulato dagli stessi soggetti partecipanti o dai loro successori (art. 768-septies c.c.). La modifica richiede nuovamente la forma dell’atto pubblico notarile.
3. Fiscalità del patto di famiglia 2026
Il trattamento fiscale del patto di famiglia è uno dei suoi principali vantaggi rispetto alla donazione o alla successione. L’art. 3, comma 4-ter, D.Lgs. 346/1990 (TUS) prevede l’esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni per i trasferimenti di aziende, rami di azienda, quote o azioni societarie a favore dei discendenti, purché siano rispettate le seguenti condizioni:
- I beneficiari devono proseguire l’esercizio dell’attività d’impresa per almeno 5 anni dalla data del trasferimento
- I beneficiari devono rendere apposita dichiarazione in tal senso nell’atto
- Per le partecipazioni societarie, il trasferimento deve garantire il controllo della società
| Tipo di trasferimento | Imposta succ./don. | Note |
|---|---|---|
| Azienda a discendenti con continuità 5 anni | Esente | Art. 3, c. 4-ter, D.Lgs. 346/1990 |
| Quote di controllo SRL/SpA a discendenti | Esente | Maggioranza del capitale con diritto di voto |
| Quote di minoranza (senza controllo) | 4% sull’eccedenza la franchigia | Franchigia 1.000.000 € per beneficiario |
| Liquidazione ai legittimari non assegnatari | Esente | Corrispettivo della rinuncia alla legittima |
La liquidazione ai legittimari non assegnatari non è soggetta a imposta di donazione perché rappresenta un corrispettivo della rinuncia alla quota di legittima sull’azienda, non una liberalità (risoluzione AE n. 117/E del 2011).
4. Costi e esempi pratici
Esempio 1 — Imprenditore con un figlio assegnatario e un figlio non assegnatario, azienda valutata 1.000.000 euro
Carlo, titolare di una SRL con valore di 1.000.000 euro, trasferisce la totalità delle quote al figlio Giacomo. L’altro figlio Lorenzo riceve liquidazione in denaro pari alla sua quota di legittima (1/4 del patrimonio).
- Valore azienda trasferita: 1.000.000 euro
- Quota legittima Lorenzo (1/4 del valore trasferito): 250.000 euro da liquidare
- Imposta su trasferimento a Giacomo: esente (art. 3, c. 4-ter, D.Lgs. 346/1990)
- Imposta su liquidazione a Lorenzo: esente (risoluzione AE n. 117/E/2011)
- Onorario notaio (atto complesso con perizia e liquidazione): 3.000–5.000 euro + IVA
- Spese perizia di stima dell’azienda: 3.000–10.000 euro (variabile per complessità)
- Totale costi operativi stimati: circa 7.000–18.000 euro
Il risparmio rispetto a una successione ordinaria è considerevole: senza patto di famiglia, alla morte di Carlo, l’azienda entrerebbe nell’asse ereditario e potrebbe generare controversie tra eredi e imposte di successione significative.
Esempio 2 — Trasferimento ramo d’azienda a figlia unica, nessun altro legittimario
Maria, titolare di un’impresa individuale (ramo d’azienda valutato 400.000 euro), vedova e con una sola figlia, effettua il patto di famiglia a favore della figlia.
- Unico legittimario: la figlia assegnataria stessa
- Nessuna liquidazione da effettuare ai sensi dell’art. 768-quater
- Imposta trasferimento: esente
- Onorario notaio: 2.000–3.500 euro + IVA (struttura semplificata per assenza di liquidazione)
- Perizia di stima: 2.000–5.000 euro
Anche in assenza di altri legittimari, il patto di famiglia è consigliabile rispetto alla semplice donazione perché cristallizza il valore dell’azienda al momento del trasferimento, impedendo ai futuri eredi (es. nipoti non ancora nati) di ricalcolare le quote di legittima sul valore futuro dell’azienda.
Per un confronto con il trust come strumento alternativo di passaggio generazionale, si veda la guida Atto notarile trust 2026: costi e procedura.
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Il patto di famiglia richiede la perizia di stima dell’azienda, il coordinamento tra tutti i legittimari e una strutturazione fiscale accurata. Un notaio specializzato in diritto societario e successorio guida l’intera operazione.
Domande frequenti
Se un legittimario si rifiuta di partecipare al patto, è possibile procedere ugualmente?
No. La partecipazione di tutti i legittimari esistenti al momento della stipula è requisito essenziale del patto di famiglia (art. 768-quater c.c.). Se uno dei legittimari non partecipa, il patto non è nullo ma annullabile su istanza del legittimario escluso entro un anno dalla notizia dell’atto. In pratica, il consenso di tutti è indispensabile per avere un atto stabile e non impugnabile.
Come si determina il valore dell’azienda per il patto di famiglia?
La determinazione del valore avviene tipicamente tramite una perizia giurata redatta da un esperto (commercialista o revisore). Nella prassi vengono utilizzati metodi reddituali, patrimoniali o misti. Il valore periziato è vincolante per il calcolo della liquidazione ai legittimari non assegnatari e per le eventuali controversie future sulla lesione della legittima.
Il patto di famiglia è revocabile dal disponente?
No. Il patto di famiglia produce effetti immediati e irrevocabili al momento della stipula (salvo annullamento per vizi del consenso o per mancata partecipazione dei legittimari). Può essere modificato o sciolto solo con un nuovo atto pubblico notarile cui partecipino tutte le stesse parti o i loro successori (art. 768-septies c.c.).
Cosa succede se il discendente assegnatario aliena l’azienda entro 5 anni?
Se il discendente aliena l’azienda prima del quinquennio senza mantenere la continuità dell’attività, decade dall’esenzione fiscale. L’Agenzia delle Entrate recupera l’imposta di successione e donazione non versata, con sanzione del 30% e interessi. La dichiarazione di continuità nell’atto è vincolante e il suo inadempimento espone a conseguenze fiscali rilevanti.
Il patto di famiglia può includere immobili aziendali?
Gli immobili strumentali all’azienda (es. il capannone produttivo di proprietà dell’imprenditore) possono essere inclusi nel patto di famiglia come componenti del complesso aziendale, beneficiando dell’esenzione fiscale se trasferiti unitariamente con l’azienda. Gli immobili patrimoniali non funzionali all’attività non rientrano nel perimetro del patto di famiglia.
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