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PIR 2026: piani individuali di risparmio dopo la riforma

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A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 14 Marzo 2026🔄 Aggiornato il 27 Maggio 2026

PIR 2026: piani individuali di risparmio dopo la riforma

I Piani Individuali di Risparmio (PIR) consentono di investire in imprese italiane ottenendo l’esenzione fiscale su capital gain e successioni se lo strumento e detenuto per almeno cinque anni. Nel 2026 esistono due tipologie: il PIR ordinario, regolato dall’art. 1, cc. 100-114, L. 232/2016, e il PIR alternativo, introdotto dalla L. 178/2020 per investitori che accettano maggiore illiquidita in cambio di agevolazioni piu generose.

  • Esenzione capital gain e successioni dopo 5 anni
  • Vincolo 70% imprese italiane: come si applica
  • PIR ordinario vs PIR alternativo a confronto
  • Limiti di investimento annui e cumulativi 2026

1. Cos’e un PIR e come funziona

Il Piano Individuale di Risparmio e uno strumento fiscale agevolato che incentiva l’investimento nel tessuto produttivo italiano, in particolare nelle piccole e medie imprese. E possibile istituire un PIR tramite fondi comuni di investimento dedicati, gestioni patrimoniali, polizze vita, conti deposito titoli o altri rapporti di risparmio amministrato, purche il soggetto gestore sia un intermediario abilitato.

Il meccanismo agevolativo e semplice: se l’investimento nel PIR viene mantenuto per almeno cinque anni consecutivi senza interruzioni significative, i proventi realizzati — cedole, dividendi e plusvalenze — sono totalmente esenti da imposta sostitutiva. L’esenzione si applica anche ai trasferimenti per successione: le somme accumulate nel PIR non entrano nell’attivo ereditario ai fini dell’imposta di successione.

Il PIR e uno strumento strettamente personale: ogni persona fisica residente in Italia puo detenere un solo PIR ordinario e un solo PIR alternativo. Non e possibile intestare un PIR a una persona giuridica, a un minore non emancipato o a una persona non residente fiscalmente in Italia.

Regola dei cinque anni. Il vincolo temporale e la condizione fondamentale per l’esenzione. Se si disinveste prima del quinto anno, si perdono i benefici fiscali e si devono versare le imposte sui redditi maturati, maggiorate degli interessi. Il conteggio dei cinque anni parte dalla data di primo investimento nel piano.

2. PIR ordinario e PIR alternativo: regole e limiti

Le due tipologie di PIR si differenziano per le caratteristiche degli investimenti sottostanti, i limiti di importo e il profilo di liquidita.

PIR ordinario (art. 1, cc. 100-114, L. 232/2016)

Il PIR ordinario e accessibile a tutti gli investitori retail e prevede i seguenti vincoli di composizione:

  • Almeno il 70% del patrimonio deve essere investito in strumenti finanziari emessi da imprese italiane o europee con stabile organizzazione in Italia.
  • Di questo 70%, almeno il 25% (pari al 17,5% del totale) deve essere investito in strumenti di imprese non incluse nell’indice FTSE MIB (cioe PMI e small cap).
  • Di questo sottoinsieme, almeno il 5% del portafoglio complessivo deve essere in strumenti di imprese non incluse nel FTSE MIB e nemmeno nell’FTSE Mid Cap.
  • Non e possibile investire piu del 10% del portafoglio in strumenti dello stesso emittente.

PIR alternativo (L. 178/2020, cc. 219-220)

Il PIR alternativo e rivolto a investitori in grado di tollerare un orizzonte temporale piu lungo e una minore liquidita. Investe in strumenti tipicamente illiquidi come fondi di private equity, fondi di credito, fondi infrastrutturali e fondi di private debt.

Caratteristica PIR ordinario PIR alternativo
Base normativa Art. 1, cc. 100-114, L. 232/2016 L. 178/2020, cc. 219-220
Limite annuo investimento 40.000 euro 300.000 euro
Limite cumulativo totale 200.000 euro 1.500.000 euro
Vincolo 70% Italia/UE Si (imprese italiane/europee) Si (pmi non quotate/semi-quotate)
Tipologia strumenti Fondi, azioni, obbligazioni liquide Fondi illiquidi, private equity, debt
Orizzonte consigliato 5+ anni 7-10+ anni
Esenzione fiscale Si (dopo 5 anni) Si (dopo 5 anni)
Esenzione successione Si Si

3. Esempi di risparmio fiscale 2026

Esempio 1 — PIR ordinario: risparmio fiscale su plusvalenza

Investitore che versa 30.000 euro l’anno in un fondo PIR ordinario per cinque anni, per un totale di 150.000 euro. Al termine del quinto anno il valore del portafoglio e cresciuto a 198.000 euro, con una plusvalenza cumulata di 48.000 euro. Senza PIR, l’imposta sostitutiva al 26% ammonterebbe a 12.480 euro. Con il PIR, l’esenzione e totale: risparmio fiscale 12.480 euro. In aggiunta, le cedole e i dividendi percepiti durante il quinquennio (ipotesi 1,8% annuo) non subiscono ritenuta, per un ulteriore risparmio stimato di circa 1.400 euro.

Esempio 2 — PIR alternativo: esenzione su rendimento da private debt

Investitore professionale che sottoscrive un fondo di private debt tramite PIR alternativo per 200.000 euro. Il fondo distribuisce un rendimento annuo medio del 7% su un orizzonte di sette anni, per un totale di proventi pari a circa 98.000 euro (interessi composti approssimativi). Senza PIR alternativo, l’imposta al 26% sarebbe di circa 25.480 euro. Con il PIR alternativo, l’esenzione totale genera un rendimento netto che coincide con quello lordo, con un risparmio fiscale rilevante rispetto a un investimento equivalente non strutturato in piano PIR.

4. Rischi e limiti dei PIR

Il beneficio fiscale del PIR e condizionato al mantenimento dell’investimento per il periodo minimo e alla corretta composizione del portafoglio. Esistono rischi specifici che l’investitore deve conoscere prima di aderire.

Rischio di concentrazione geografica: il vincolo del 70% su imprese italiane espone il portafoglio alla rischiosita specifica del mercato italiano, che storicamente presenta volatilita superiore alla media europea e una forte concentrazione settoriale (finanza, utilities, energia).

Rischio di illiquidita (PIR alternativo): i fondi di private equity e private debt non sono quotati e non prevedono finestre di rimborso frequenti. L’investitore deve essere in grado di immobilizzare il capitale per l’intero orizzonte del fondo.

Rischio normativo: la disciplina PIR ha subito numerose modifiche dal 2017 ad oggi. Non e escluso che futuri interventi legislativi possano modificare i vincoli di composizione o le soglie di investimento.

Perdita dei benefici in caso di rimborso anticipato: se l’investitore disinveste prima del quinto anno, le imposte sui redditi maturati (cedole, dividendi, plusvalenze) diventano immediatamente dovute, maggiorate degli interessi calcolati dalla data di percezione. L’eventuale decadenza dal beneficio fiscale e comunicata dall’intermediario che gestisce il piano.

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La scelta tra PIR ordinario e alternativo dipende dal patrimonio disponibile, dall’orizzonte temporale e dalla propensione al rischio. Un consulente finanziario qualificato puo aiutarti a valutare se il PIR e adatto al tuo profilo.

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Domande frequenti

Quanti PIR puo avere una persona fisica?

Ogni persona fisica residente in Italia puo detenere al massimo un PIR ordinario e un PIR alternativo contemporaneamente. Non e possibile intestare piu di un PIR ordinario, anche se gestiti da intermediari diversi. E invece consentito detenere parallelamente un PIR ordinario e un PIR alternativo, usufruendo delle agevolazioni di entrambe le tipologie nei rispettivi limiti di investimento.

Cosa succede se il PIR viene liquidato prima dei cinque anni?

Il rimborso anticipato fa decadere i benefici fiscali. Tutti i redditi (cedole, dividendi, plusvalenze) maturati durante il periodo di detenzione diventano immediatamente assoggettabili all’imposta sostitutiva ordinaria (26% o 12,5% per la quota agevolata), maggiorata degli interessi maturati dalla data di percezione. L’intermediario calcola e versa l’imposta dovuta al momento della chiusura anticipata del piano.

Il PIR e esente dall’imposta di bollo?

No. L’esenzione fiscale del PIR riguarda i redditi finanziari (cedole, dividendi, plusvalenze) e l’imposta di successione. L’imposta di bollo dello 0,2% annuo sul valore del dossier titoli si applica normalmente anche ai conti PIR, in quanto si tratta di un’imposta patrimoniale distinta dall’imposta sostitutiva sui redditi. Questo aspetto riduce leggermente il rendimento netto effettivo del piano.

Quanto si puo investire in un PIR ordinario ogni anno?

Il limite annuo di investimento in un PIR ordinario e di 40.000 euro per persona fisica (art. 1, c. 101, L. 232/2016). Il limite cumulativo nel corso della vita del piano e di 200.000 euro. Per il PIR alternativo i limiti sono piu elevati: 300.000 euro annui e 1.500.000 euro cumulativi. Il superamento dei limiti determina la perdita dei benefici fiscali sulla parte eccedente.

I PIR ordinari devono investire solo in azioni italiane?

No. Il vincolo prevede che almeno il 70% del portafoglio sia in strumenti di imprese italiane o europee con stabile organizzazione in Italia. Questi strumenti possono essere azioni, obbligazioni, quote di fondi o altri titoli ammessi. Il restante 30% puo essere investito liberamente, anche in strumenti non qualificanti, inclusi titoli di Stato o azioni di imprese non italiane.

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Disclaimer. Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Riferimenti normativi aggiornati al 2026.


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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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