Approfondimento

Quadro RT passo-passo: come dichiarare plusvalenze e minusvalenze

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Quadro RT passo-passo: come dichiarare plusvalenze e minusvalenze
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 31 Maggio 2026


Se investi tramite un broker estero, o comunque in regime dichiarativo, le plusvalenze non te le calcola nessuno: devi dichiararle tu nel quadro RT della dichiarazione dei redditi. E’ il quadro dove si liquidano le imposte sui redditi diversi di natura finanziaria e dove si gestisce il riporto delle minusvalenze.

Non e complesso come sembra, ma richiede ordine: servono i dati di ogni operazione, il calcolo corretto della plusvalenza e la coerenza con il quadro RW per le attivita estere. Questa guida spiega la logica del quadro, non sostituisce il modello dell’anno in corso.

In sintesi

  • Il quadro RT serve a dichiarare plusvalenze e minusvalenze (redditi diversi) quando non c’e un sostituto d’imposta.
  • E’ tipico del regime dichiarativo: broker esteri, alcune operazioni non gestite dalla banca.
  • Le minusvalenze si indicano e si riportano nei 4 anni successivi all’interno dello stesso quadro.
  • Va coordinato con il quadro RW (monitoraggio) e con l’IVAFE per gli strumenti detenuti all’estero.

Quando sei obbligato a compilarlo

Il quadro RT entra in gioco quando realizzi plusvalenze o minusvalenze su cui nessun intermediario italiano ha gia applicato l’imposta. Il caso classico e’ il broker estero (Interactive Brokers, Trade Republic, Degiro e simili) che non opera come sostituto d’imposta italiano: e’ tu a liquidare il 26% (o il 12,5% sui titoli di Stato ed equiparati) in dichiarazione.

Anche chi e in regime amministrato puo trovarsi a usare il quadro RT in casi particolari, ma per la maggior parte degli investitori l’RT e’ sinonimo di “investo con un conto estero e devo fare i conti da solo”.

Come si calcola la plusvalenza

La plusvalenza e’ la differenza tra il corrispettivo di vendita e il costo fiscale d’acquisto, al netto degli oneri di diretta imputazione (commissioni). Quando hai comprato lo stesso titolo in piu momenti a prezzi diversi, il costo da usare segue il criterio LIFO previsto dal TUIR: si considerano cedute per prime le quote acquistate piu di recente.

Esempio di calcolo

  • Compri 100 azioni a 10 € (gennaio) e altre 100 a 14 € (giugno).
  • A novembre vendi 100 azioni a 16 €.
  • Con il criterio LIFO si considerano cedute le ultime acquistate (costo 14 €): plusvalenza = (16 – 14) x 100 = 200 €.
  • Imposta = 26% di 200 = 52 €.

Le valute estere vanno convertite in euro al cambio del giorno dell’operazione, sia in acquisto sia in vendita: una parte della plusvalenza puo derivare dal solo movimento del cambio.

Riportare le minusvalenze

Nel quadro RT le minusvalenze dell’anno si sottraggono alle plusvalenze. Se le perdite eccedono i guadagni, l’eccedenza si riporta negli anni successivi (fino al quarto) in apposite sezioni del quadro, divisa per anno di formazione. E’ il tuo “zainetto fiscale” gestito in proprio: a differenza del regime amministrato, qui sei tu a tenere la memoria delle minus residue.

Per questo conviene conservare ordinatamente, anno per anno, il riepilogo delle operazioni e delle minusvalenze residue: e l’unico modo per non perdere il diritto alla compensazione e per ricostruire i dati in caso di controllo.

Errori da evitare

  • Non dichiarare le plusvalenze del broker estero pensando che “se ne occupi la piattaforma”: in regime dichiarativo l’obbligo e tuo.
  • Usare il costo medio invece del criterio LIFO previsto per i redditi diversi.
  • Dimenticare la conversione in euro delle operazioni in valuta al cambio del giorno.
  • Compilare il quadro RT e dimenticare il quadro RW per le stesse attivita detenute all’estero.

Quando conviene farsi seguire

La prima dichiarazione con un broker estero e quella in cui si commettono piu errori: ricostruzione delle operazioni, cambi, LIFO e coordinamento con l’RW richiedono metodo.

Un professionista puo impostare il foglio di calcolo delle operazioni una volta per tutte, cosi gli anni successivi diventano un aggiornamento e non una ricostruzione da zero.

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Aliquote, compensazioni, bollo e adempimenti esteri si sommano in modo poco visibile. Un professionista puo leggere i tuoi estratti conto e dirti cosa ottimizzare prima della prossima dichiarazione.

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Domande frequenti

Chi deve compilare il quadro RT?

Chi realizza plusvalenze o minusvalenze su cui nessun intermediario italiano ha applicato l’imposta: tipicamente chi investe con un broker estero in regime dichiarativo.

Che metodo si usa per il costo d'acquisto?

Il criterio LIFO previsto dal TUIR per i redditi diversi: si considerano cedute per prime le quote acquistate piu di recente.

Le minusvalenze si riportano nel quadro RT?

Si. L’eccedenza di minusvalenze si riporta negli anni successivi (fino al quarto) in apposite sezioni, suddivisa per anno di formazione.

Devo dichiarare anche se ho solo perdite?

Conviene farlo per “registrare” le minusvalenze e poterle compensare in futuro. Inoltre puo esserci obbligo di quadro RW per il monitoraggio delle attivita estere.

Fonti ufficiali

La fiscalita degli strumenti finanziari cambia con le leggi di bilancio. Verifica sempre la regola vigente nell’anno d’imposta che ti interessa sulle fonti ufficiali.

Questo articolo ha finalita informativa e non sostituisce la consulenza di un professionista abilitato sul tuo caso concreto.

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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.