Il break-even fiscale: a quale reddito conviene la SRL
La domanda che ogni professionista con P.IVA ordinaria si pone è: a quale reddito diventa conveniente passare a SRL? La risposta dipende da variabili specifiche, ma i numeri forniscono una guida solida per la maggior parte dei casi.
Con una P.IVA ordinaria, l’IRPEF 2026 si applica su scaglioni progressivi: 23% fino a 28.000€, 35% fino a 50.000€, 43% oltre 50.000€. A questi si aggiungono le addizionali regionali e comunali (in media 1,5-2,5%) e i contributi INPS gestione separata (26,23% per chi non ha altra copertura, fino al massimale di circa 119.650€).
Con una SRL, l’utile societario sconta l’IRES al 24% ordinario (art. 73 TUIR, DPR 917/86), o 20% con IRES premiale introdotta dalla L. 213/2023. Se poi l’utile viene distribuito come dividendo a socio persona fisica non qualificato, si applica una ritenuta definitiva del 26%.
Esempio numerico 1: confronto a 100.000€ di reddito
P.IVA ordinaria, reddito imponibile 100.000€:
- IRPEF primo scaglione (0-28.000€ × 23%): 6.440€
- IRPEF secondo scaglione (28.001-50.000€ × 35%): 7.700€
- IRPEF terzo scaglione (50.001-100.000€ × 43%): 21.500€
- IRPEF lorda totale: 35.640€
- Addizionali regionali/comunali (2%): 2.000€
- INPS gestione separata 26,23% su 100.000€: 26.230€
- Totale carico: 63.870€ — netto: 36.130€
SRL, stesso utile 100.000€, distribuzione totale:
- IRES 24%: 24.000€ → utile netto: 76.000€
- Ritenuta dividendi 26%: 19.760€
- Totale carico: 43.760€ — netto al socio: 56.240€
La differenza è di circa 20.000€ a favore della SRL. Il vantaggio è reale ma deve essere comparato ai costi fissi della struttura societaria.
Tabella comparativa: P.IVA ordinaria vs SRL per livello di reddito
| Reddito/Utile (€) | Carico P.IVA ordinaria (IRPEF+INPS+add.) | Carico SRL (IRES+dividendi 26%) | Risparmio SRL (€) |
|---|---|---|---|
| 50.000 | ~24.100€ (48,2%) | ~21.880€ (43,8%) | ~2.220€ |
| 80.000 | ~42.900€ (53,6%) | ~35.008€ (43,8%) | ~7.892€ |
| 100.000 | ~63.870€ (63,9%) | ~43.760€ (43,8%) | ~20.110€ |
| 150.000 | ~87.600€ (58,4%) | ~65.640€ (43,8%) | ~21.960€ |
| 180.000 | ~104.000€ (57,8%) | ~78.768€ (43,8%) | ~25.232€ |
Calcoli semplificati, INPS incluso per P.IVA. SRL: distribuzione totale, socio non qualificato persona fisica. Non include IRAP, costi struttura SRL.
I costi fissi della SRL: il costo nascosto del risparmio fiscale
Il risparmio fiscale della SRL non è gratuito. Prima di fare i conti, è necessario calcolare i costi della struttura:
- Notaio per la costituzione: 1.500-3.000€ (SRL semplificata con costi ridotti, ma con limitazioni statuarie che possono creare problemi in seguito)
- Commercialista per contabilità ordinaria SRL: 3.000-8.000€/anno (la SRL ha obblighi molto più pesanti della P.IVA: libro giornale, libro inventari, bilancio depositato, dichiarazioni separate)
- Revisore legale dei conti (art. 2477 c.c.): obbligatorio quando si superano per due esercizi consecutivi due dei tre parametri: attivo > 4M€, ricavi > 4M€, dipendenti medi > 20. Costo: 2.000-5.000€/anno
- Diritto camerale annuale CCIAA: circa 200€ fisso + quota variabile sul capitale
- Deposito bilancio, libri sociali, PEC aziendale: 500-800€/anno
- Conto corrente aziendale: 200-600€/anno di commissioni bancarie
In media, il costo strutturale minimo di una SRL operativa è 5.000-12.000€/anno. Questo costo deve essere coperto dal risparmio fiscale per rendere conveniente il passaggio.
Esempio numerico 2: costo-beneficio netto a 80.000€ e a 120.000€
Caso A — Reddito 80.000€:
- Risparmio fiscale lordo SRL: ~7.892€
- Costi struttura SRL (stima conservativa): 6.000€/anno
- Vantaggio netto reale: 1.892€/anno
A 80.000€ di reddito, il vantaggio è marginale. Giustifica il passaggio solo se si aggiungono motivazioni extra-fiscali (responsabilità limitata, credibilità commerciale).
Caso B — Reddito 120.000€:
- Risparmio fiscale lordo SRL: ~26.000€
- Costi struttura SRL: 8.000€/anno
- Vantaggio netto reale: 18.000€/anno
A 120.000€ di reddito, il vantaggio netto è molto significativo e giustifica ampiamente il passaggio.
Vantaggi non fiscali della SRL
La convenienza della SRL non è solo fiscale. I vantaggi strutturali spesso valgono quanto il risparmio di imposte e in certi casi lo superano:
- Responsabilità limitata (art. 2462 c.c.): il socio risponde solo nei limiti del capitale conferito. Fondamentale se l’attività comporta rischi patrimoniali significativi (debiti con fornitori, crediti inesigibili da clienti, responsabilità da prodotto o da consulenza)
- Credibilità commerciale nel B2B: molte aziende di medie e grandi dimensioni preferiscono fornitori strutturati come SRL. L’iscrizione al Registro Imprese e il bilancio depositato danno una percezione di solidità che la P.IVA non comunica
- Accesso al credito bancario: le banche valutano una SRL con bilanci depositati in modo diverso rispetto a una P.IVA. La SRL può presentare stato patrimoniale, conto economico, note integrative — documentazione che rafforza il merito creditizio
- Pianificazione successoria (art. 768-bis c.c.): le quote societarie si trasferiscono attraverso strumenti specifici — patti di famiglia, donazioni con riserva d’usufrutto, trust — con agevolazioni fiscali significative (esenzione IIP e IPR per trasferimenti a discendenti diretti che continuano l’attività)
- Ingresso di soci e investitori: cedere una quota di SRL è incomparabilmente più semplice che cedere una quota di P.IVA (che non esiste come categoria giuridica cedibile). La SRL consente di attrarre capitali o competenze esterne senza stravolgere la struttura
- Welfare aziendale e benefit: la SRL può strutturare piani di welfare per l’amministratore e i dipendenti (previdenza complementare, polizze sanitarie, auto aziendale, buoni pasto) con vantaggi fiscali sia per la società che per i beneficiari
Quando la SRL NON conviene
Esistono casi specifici in cui la SRL è uno strumento sbagliato o prematuro:
- Reddito netto inferiore a 70.000€: il risparmio fiscale spesso non copre i costi di struttura. Meglio restare in P.IVA ordinaria e lavorare sulla riduzione dei costi deducibili
- Lavoro autonomo puro con attività intrasferibile: se l’intera attività dipende dalla reputazione e dalle competenze personali del titolare (consulente individuale, artista, professionista con albo personale non trasferibile), la SRL aggiunge complessità senza vantaggi reali — e complica la distribuzione dei compensi
- Attività con perdite nei primi anni: la SRL accumula perdite riportabili (art. 84 TUIR) ma non può compensarle con redditi personali del socio. Una P.IVA in perdita non paga IRPEF sull’anno in perdita; una SRL in perdita non paga IRES, ma il socio nemmeno recupera fiscalmente la perdita
- Professionisti vicini alla soglia forfettario (85.000€): se si potrebbe tornare sotto l’85.000€, il forfettario con aliquota 15% è spesso più conveniente della SRL anche con redditi significativi. Meglio attendere stabilità del fatturato prima di aprire la SRL
- Attività immobiliare pura: la SRL che gestisce immobili paga l’IRES sugli affitti e poi il socio paga il 26% sui dividendi. La detenzione personale degli immobili con cedolare secca (21% o 26%) può essere più conveniente
Procedura pratica per aprire una SRL nel 2026
Se la SRL è la scelta giusta, questi sono i passi concreti:
- Scelta della forma societaria: SRL standard (capitale min 10.000€, metà da versare alla costituzione), SRL semplificata (un euro di capitale, solo per persone fisiche, statuto standardizzato), SRL PMI innovativa (agevolazioni per startup innovative ex DL 179/2012)
- Redazione atto costitutivo e statuto: dal notaio. Lo statuto regola la governance (quorum deliberativi, diritti dei soci, clausole di prelazione, trasferimento quote). Una volta firmato è difficile modificarlo, quindi va fatto bene
- Versamento del capitale: almeno la metà del capitale sottoscritto su un conto bancario dedicato, intestato alla SRL in formazione. L’attestazione bancaria va allegata all’atto notarile
- Iscrizione al Registro Imprese: il notaio provvede entro 10 giorni lavorativi dalla firma
- Apertura partita IVA societaria: modello AA7 all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’iscrizione alla CCIAA
- Apertura conto corrente aziendale: separato dai conti personali dei soci. Obbligatorio per la tracciabilità delle operazioni
- Iscrizione INPS: l’amministratore unico con poteri gestionali si iscrive alla gestione separata INPS come collaboratore coordinato e continuativo (26,23% sul compenso deliberato)
- Delega F24 e apertura posizione fiscale: con il commercialista per gestire acconti IRES/IRAP e dichiarazioni
Tempi totali: 2-4 settimane dall’inizio alla piena operatività. Costi di avviamento: 2.000-5.000€ (notaio, versamento capitale, commercialista, apertura conti).
IRES premiale 2026: chi ne beneficia davvero
La L. 213/2023 (art. 1 cc. 436-444) ha introdotto l’IRES premiale al 20% (riduzione di 4 punti dall’aliquota ordinaria 24%), applicabile alle SRL che rispettano tutte queste condizioni:
- Almeno l’80% degli utili dell’esercizio precedente accantonato a riserva (non distribuito)
- Investimenti in beni strumentali Industria 4.0 (allegati A e B, L. 232/2016) pari ad almeno il 30% degli utili accantonati
- Nessuna riduzione del numero medio di dipendenti rispetto all’esercizio precedente
Esempio numerico 3 — Risparmio IRES premiale:
SRL con utile 200.000€, soddisfa tutte le condizioni.
IRES ordinaria 24%: 48.000€
IRES premiale 20%: 40.000€
Risparmio annuo: 8.000€
L’IRES premiale è pensata per le SRL che reinvestono in digitalizzazione e mantengono l’occupazione. Per chi distribuisce la maggior parte degli utili ogni anno, non è accessibile.
Il compenso da amministratore come leva di ottimizzazione
Una delle leve principali per il socio-amministratore di SRL è la combinazione di compenso e dividendi. Il compenso dell’amministratore è deducibile per la SRL (art. 95 TUIR, principio di cassa, delibera assembleare obbligatoria) e riduce la base IRES. Per il socio-amministratore, il compenso è reddito da lavoro assimilato, tassato IRPEF con detrazioni applicabili.
Per i dettagli sulla tassazione SRL, consulta l’articolo sulla tassazione SRL 2026: IRES, IRAP e dividendi. Per capire come funziona la distribuzione degli utili, vedi l’analisi sui dividendi SRL 2026.
Conferimento dell’azienda individuale nella SRL
Chi ha già una P.IVA con struttura avviata (clienti fidelizzati, dipendenti, avviamento) può trasferire l’attività nella SRL attraverso il conferimento di azienda ex art. 176 TUIR. Il conferimento in neutralità fiscale consente di non tassare le plusvalenze latenti (avviamento, beni strumentali apprezzati) al momento del trasferimento. Le plusvalenze vengono invece riconosciute fiscalmente in capo alla SRL attraverso gli ammortamenti o al momento della cessione dei beni conferiti.
Il conferimento richiede una perizia di stima giurata (art. 2343 c.c. per conferimenti diversi dal denaro, oppure art. 2343-ter con valutazione da esperto indipendente) e una pianificazione attenta. Il vantaggio è evitare la tassazione immediata che si avrebbe cedendo l’attività a terzi.
SRL vs ditta individuale: altri elementi del confronto
Oltre al confronto P.IVA ordinaria vs SRL, vale la pena considerare:
- IVA: non cambia tra P.IVA ordinaria e SRL. Entrambe applicano IVA secondo le aliquote ordinarie e presentano dichiarazione IVA annuale + liquidazioni periodiche
- Adempimenti contabili: la SRL ha obblighi molto più pesanti: bilancio civilistico (stato patrimoniale, conto economico, nota integrativa), deposito al Registro Imprese, libro giornale, libro inventari. La P.IVA ordinaria ha adempimenti semplificati
- Responsabilità patrimoniale: la differenza chiave. Il socio SRL risponde solo per il capitale conferito; il titolare di P.IVA risponde con tutto il patrimonio personale, presente e futuro
- Cessione dell’attività: cedere una quota di SRL è molto più semplice e ha un regime fiscale specifico (plusvalenza da cessione di partecipazioni, con possibile PEX al 95% se la SRL è una holding, art. 87 TUIR)
Domande frequenti
A partire da quale fatturato conviene la SRL?
Non esiste un limite di fatturato universale perché dipende dai costi deducibili, dalla struttura del business e dai costi fissi della SRL. In linea di massima, il break-even fiscale puro si colloca intorno a 70.000-80.000€ di reddito netto annuo. Sotto quella soglia, spesso i costi di gestione della SRL (5.000-10.000€/anno) superano il risparmio fiscale. A 120.000€ di reddito, il vantaggio netto è già molto significativo (15.000-20.000€/anno).
Posso usare la SRL come holding per altri investimenti?
Sì, la SRL può detenere partecipazioni in altre società, immobili e strumenti finanziari. In questo caso si parla di SRL holding, che può beneficiare della participation exemption (PEX) ex art. 87 TUIR sulle plusvalenze da cessione di partecipazioni (esenzione 95% della plusvalenza ai fini IRES). È uno strumento di pianificazione patrimoniale molto potente ma richiede una struttura e una pianificazione adeguate.
Quanto dura il processo di apertura di una SRL?
In media 2-4 settimane dalla firma dell’atto notarile all’operatività completa. La costituzione vera e propria (atto notarile + iscrizione CCIAA) richiede 5-10 giorni lavorativi. A questi si aggiungono: apertura conto corrente aziendale (2-5 giorni), apertura partita IVA societaria (10-15 giorni), iscrizione INPS e delega F24 (5-10 giorni).
La SRL semplificata è sempre conveniente per ridurre i costi iniziali?
Non necessariamente. La SRLS ha un capitale minimo di 1€ ma può essere costituita solo da persone fisiche e deve adottare lo statuto standardizzato ministeriale. Il risparmio sul notaio è reale (400-800€ in meno), ma le limitazioni dello statuto standard possono creare problemi se in seguito si vuole fare entrare un socio investitore o strutturare una governance personalizzata. Per una SRL destinata a crescere, meglio partire con la forma standard.
Posso passare da P.IVA a SRL conferendo l’avviamento?
Sì, è possibile conferire l’azienda individuale (o un ramo d’azienda) nella SRL, incluso l’avviamento. Il conferimento avviene secondo le norme del codice civile (art. 2343 o 2343-ter) e può beneficiare in certi casi della neutralità fiscale ex art. 176 TUIR. È un’operazione che richiede una perizia di stima e pianificazione fiscale attenta per evitare di generare plusvalenze tassabili nell’immediato.
Cosa succede se la SRL fa perdite nei primi anni?
Le perdite della SRL sono riportabili ai periodi successivi senza limiti di tempo (nei limiti dell’80% del reddito imponibile futuro, ex art. 84 TUIR), ma non possono essere compensate con redditi personali del socio. A differenza della P.IVA, la perdita rimane dentro la società. Le perdite eccedenti il terzo del capitale sociale richiedono interventi societari obbligatori (art. 2482-bis c.c.): riduzione del capitale, copertura da parte dei soci, o messa in liquidazione.
Il compenso dell’amministratore è sempre deducibile dalla SRL?
Sì, ai sensi dell’art. 95 TUIR il compenso spettante agli amministratori è deducibile nell’esercizio in cui viene effettivamente corrisposto (principio di cassa), a condizione che sia stato deliberato dall’assemblea dei soci. La delibera assembleare è obbligatoria — senza delibera, il compenso non è deducibile. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate (Circ. 19/E/2020) può contestare compensi sproporzionati rispetto all’attività svolta dall’amministratore e alla dimensione della società.
Devo aprire una SRL se ho già una P.IVA ordinaria con dipendenti?
Non necessariamente, ma avere dipendenti aumenta la complessità e i rischi della P.IVA ordinaria senza proteggere il patrimonio personale. Se i rischi dell’attività sono significativi (crediti verso clienti, responsabilità da prodotto, debiti con fornitori), la SRL offre la protezione della responsabilità limitata. Valuta anche il conferimento del ramo d’azienda per mantenere la continuità operativa durante la transizione.
SRL e regime forfettario: perché non si possono avere entrambi
Un equivoco comune riguarda la compatibilità tra SRL e regime forfettario. Il regime forfettario (L. 190/2014, art. 1 co. 54-89) è un regime riservato alle persone fisiche che esercitano attività d’impresa o professionale in forma individuale. Una SRL non può mai accedere al forfettario, perché è una persona giuridica soggetta a IRES, non a IRPEF.
Attenzione però: il socio di una SRL può mantenere anche una P.IVA personale in regime forfettario, a condizione che l’attività svolta con la P.IVA sia diversa da quella della SRL e che il reddito da partecipazione nella SRL non crei cause ostative (l’art. 1 co. 57 L. 190/2014 prevede che il reddito da partecipazione in SRL che controlla il 50% dei ricavi rientranti nel forfettario costituisca causa ostativa). Il tema è articolato e richiede una valutazione caso per caso.
La SRL unipersonale: vantaggi e obblighi specifici
La SRL può essere costituita anche da un unico socio — si chiama SRL unipersonale. Questa forma è molto comune tra i professionisti e consulenti che vogliono beneficiare della responsabilità limitata mantenendo il controllo totale. Le regole specifiche:
- Capitale interamente versato alla costituzione: nella SRL unipersonale, tutto il capitale deve essere versato al momento della costituzione (non solo la metà come nella SRL pluripersonale — art. 2464 co. 4 c.c.)
- Pubblicità delle operazioni con il socio: i contratti tra la SRL e il socio unico devono essere documentati per iscritto o risultare da libro delle deliberazioni (art. 2483 c.c.), pena la loro inefficacia verso i creditori sociali
- Responsabilità illimitata in caso di insolvenza: se durante l’insolvenza non risulta rispettato il requisito del capitale versato o la pubblicità, il socio unico risponde illimitatamente per le obbligazioni della società (art. 2462 co. 2 c.c.) — eccezione alla regola della responsabilità limitata
La SRL unipersonale è la scelta tipica per il professionista singolo che vuole la struttura societaria. La SRL pluripersonale (due o più soci) offre maggiore flessibilità e vantaggi in termini di pianificazione della governance e della successione.
Esempio numerico 4: impatto della SRL su un imprenditore con fatturato 500.000€
Per completare il quadro, vediamo il caso di un imprenditore con struttura più complessa: SRL con ricavi 500.000€, costi operativi 280.000€ (personale, fornitori, affitto), compenso amministratore 80.000€.
Utile ante IRES: 500.000 – 280.000 – 80.000 = 140.000€
IRES 24%: 33.600€
Utile netto: 106.400€
Se il socio distribuce tutto: ritenuta 26% = 27.664€ → netto al socio: 78.736€
Compenso netto stimato (IRPEF 35-43% su 80.000€ + INPS): circa 40.000€
Totale al socio: circa 118.736€ su 220.000€ di utile ante compenso disponibile (carico ~46%)
Con P.IVA ordinaria sullo stesso reddito 220.000€: IRPEF 43% sulla fascia eccedente 50.000€ + INPS 26,23% sul totale → carico stimato oltre il 65%, netto circa 77.000€. Il vantaggio della SRL in questo caso supera i 40.000€ annui.
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