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SFDR: cosa sono i fondi articolo 6, 8 e 9

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SFDR: cosa sono i fondi articolo 6, 8 e 9
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 11 Giugno 2026🔄 Aggiornato il 12 Giugno 2026


Sfogliando le schede dei fondi capita di leggere «articolo 8» o «articolo 9». Sono le categorie della SFDR, il regolamento europeo sull’informativa di sostenibilità, che classifica i prodotti finanziari in base a quanto integrano la sostenibilità. Capirle aiuta a orientarsi — a patto di sapere cosa garantiscono e, soprattutto, cosa no.

Vediamo le tre categorie e come leggerle senza illusioni.

In sintesi

  • La SFDR è il regolamento UE sulla trasparenza della finanza sostenibile.
  • Articolo 6: prodotti senza focus di sostenibilità (o che non lo promuovono).
  • Articolo 8: prodotti che «promuovono» caratteristiche ambientali o sociali («light green»).
  • Articolo 9: prodotti con un obiettivo di investimento sostenibile («dark green»).

Cos'è la SFDR

La SFDR (Sustainable Finance Disclosure Regulation) è una normativa europea che obbliga gestori e consulenti a dichiarare in modo trasparente come trattano la sostenibilità nei loro prodotti. Nasce proprio per combattere il greenwashing e dare all’investitore informazioni comparabili. È importante capire fin da subito la sua natura: la SFDR è una regola di trasparenza e informativa, non un’etichetta di qualità assegnata da un’autorità. Classifica i prodotti in base a ciò che il gestore dichiara di fare, organizzandoli in tre categorie note dagli articoli del regolamento.

Articolo 6, 8 e 9

Categoria Cosa indica
Articolo 6 Prodotti che non promuovono caratteristiche di sostenibilità o non la integrano come elemento centrale.
Articolo 8 («light green») Prodotti che promuovono caratteristiche ambientali e/o sociali, pur senza farne l’obiettivo unico.
Articolo 9 («dark green») Prodotti che hanno come obiettivo specifico un investimento sostenibile o la riduzione delle emissioni.

In sintesi: l’articolo 6 è il «default», l’articolo 8 promuove la sostenibilità tra i suoi tratti, l’articolo 9 la pone come obiettivo dichiarato. Sembra una scala crescente di «verde», ed è il modo in cui spesso viene letta — ma è una semplificazione che nasconde alcune trappole.

Cosa NON dicono le etichette

Qui sta il punto che pochi spiegano. Primo: la classificazione si basa su quanto dichiara il gestore, non su una verifica indipendente azienda per azienda. Secondo: la categoria articolo 8 è amplissima e contiene prodotti molto diversi tra loro, da impegni seri a impegni molto blandi: «articolo 8» da solo dice poco. Terzo: la SFDR non stabilisce quali valori siano «giusti», quindi due fondi articolo 9 possono perseguire obiettivi diversi. Le etichette sono un punto di partenza per la comparazione, non un voto finale di sostenibilità: vanno sempre lette insieme alla metodologia concreta del fondo.

«Articolo 8» non è un sigillo

Poiché la categoria articolo 8 è molto vasta, trovarci un fondo non garantisce un impegno forte. È capitato che fondi venissero riclassificati da articolo 9 a 8 al cambiare delle interpretazioni delle regole: segno che le etichette sono meno nette di quanto sembrino. Usale per filtrare, non per concludere.

Come usarle bene

Le categorie SFDR sono comunque utili, se usate per quello che sono. Servono a filtrare rapidamente (un articolo 6 difficilmente fa al caso di chi cerca sostenibilità) e a confrontare prodotti simili. Ma la decisione vera si prende leggendo la documentazione precontrattuale del fondo, dove sono descritti i criteri concreti di selezione, le esclusioni e gli obiettivi. La sequenza sensata: usa l’etichetta SFDR per scremare, poi verifica la coerenza tra promessa e portafoglio (come spieghiamo nell’articolo sul greenwashing) e l’aderenza ai tuoi valori. L’etichetta è la prima domanda, non l’ultima risposta.

Errori da evitare

  • Leggere «articolo 8/9» come un sigillo di qualità verificato da un’autorità.
  • Considerare tutti gli articolo 8 equivalenti: la categoria è vastissima.
  • Dare per scontato che articolo 9 significhi obiettivi allineati ai propri valori.
  • Fermarsi all’etichetta senza leggere la metodologia del fondo.

Quando conviene farsi seguire

Tradurre le etichette SFDR in una scelta coerente con i propri valori richiede di leggere i documenti.

Un professionista può aiutarti a confrontare i fondi oltre la sola classificazione.

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Domande frequenti

Cosa sono i fondi articolo 8 e 9?

Sono categorie della normativa europea SFDR: l’articolo 8 («light green») indica prodotti che promuovono caratteristiche ambientali o sociali; l’articolo 9 («dark green») prodotti con un obiettivo di investimento sostenibile. L’articolo 6 è il default senza focus di sostenibilità.

La classificazione SFDR garantisce la sostenibilità?

No: si basa su quanto dichiara il gestore, non su una verifica indipendente, e la categoria articolo 8 è molto ampia. Le etichette servono a filtrare e confrontare, ma vanno lette insieme alla metodologia concreta del fondo.

Articolo 9 è meglio di articolo 8?

Articolo 9 pone la sostenibilità come obiettivo dichiarato, articolo 8 la promuove tra i suoi tratti. Ma non significa automaticamente «migliore per te»: due fondi articolo 9 possono perseguire valori diversi. Conta verificare i criteri concreti.

Fonti ufficiali

Le regole fiscali cambiano con le leggi di bilancio: verifica sempre la norma vigente nell’anno d’imposta che ti interessa sulle fonti ufficiali.

Contenuto informativo, non sostituisce la consulenza di un professionista abilitato sul tuo caso concreto.

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Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.