La SRL semplificata (SRLS), introdotta dall’art. 2463-bis c.c. nel 2012, è nata per favorire l’accesso all’impresa con capitale minimo simbolico (1 euro) e costi notarili ridotti. A più di 13 anni dalla sua introduzione, sul piano fiscale la SRLS è identica alla SRL ordinaria: stessa aliquota IRES, stessa IRAP, stesso regime di tassazione dei dividendi. Il differenziale tra le due forme societarie sta tutto nei costi iniziali, nei limiti della compagine sociale e nella flessibilità statutaria. Capirne la reale convenienza dopo 3 anni di attività è essenziale prima di scegliere la forma giuridica.
Cos’è la SRL semplificata
La SRL semplificata (SRLS) è un tipo di società a responsabilità limitata disciplinata dall’art. 2463-bis c.c., caratterizzata da:
- capitale sociale minimo di 1 euro e massimo di 9.999,99 euro (sopra 10.000 € deve trasformarsi in SRL ordinaria);
- conferimenti esclusivamente in denaro, da versare integralmente all’organo amministrativo;
- compagine sociale composta esclusivamente da persone fisiche (escluse altre società);
- atto costitutivo standardizzato conforme al modello tipico previsto dal D.M. 138/2012;
- esonero dal pagamento di onorari notarili per la costituzione (D.L. 76/2013 conv. L. 99/2013), bolli e diritti di segreteria CCIAA;
- denominazione obbligatoria contenente l’indicazione «società a responsabilità limitata semplificata».
SRL ordinaria: i tratti distintivi
La SRL ordinaria (artt. 2462 e ss. c.c.) prevede invece:
- capitale sociale minimo di 10.000 euro, con possibilità di versamento del 25% in fase di costituzione;
- conferimenti anche in natura o di prestazioni d’opera (con perizia di stima);
- compagine sociale aperta a persone fisiche e giuridiche;
- statuto liberamente redatto dal notaio con clausole personalizzate (categorie particolari di quote, prelazione, gradimento, ecc.);
- onorari notarili tipicamente 1.500–3.000 euro per la costituzione + imposte di registro, bolli e diritti.
Regime fiscale: nessuna differenza
Sotto il profilo fiscale, SRLS e SRL ordinaria sono perfettamente equivalenti:
- IRES 24% sul reddito d’impresa, calcolato secondo le regole del TUIR (artt. 81 e ss.);
- IRAP 3,9% sul valore della produzione netta (artt. 5 e ss. D.Lgs. 446/1997), salvo le aliquote regionali maggiorate o ridotte;
- dividendi distribuiti ai soci persone fisiche tassati con imposta sostitutiva 26% (art. 27 DPR 600/1973);
- obbligo di tenuta della contabilità ordinaria, bilancio annuale, deposito CCIAA;
- applicabilità di tutte le agevolazioni del TUIR (ACE, super-deduzioni, credito d’imposta R&S, ecc.).
Non esiste alcun vantaggio fiscale strutturale per la SRLS: la legge ha eliminato già nel 2013 ogni differenza nelle aliquote applicabili. Anche eventuali agevolazioni regionali o comunali si applicano indifferentemente alle due forme.
Costi di costituzione e gestione
| Voce | SRLS | SRL ordinaria |
|---|---|---|
| Capitale minimo | 1 € | 10.000 € (25% versato = 2.500 €) |
| Capitale massimo | 9.999,99 € | Nessun limite |
| Onorario notaio costituzione | 0 € | 1.500–3.000 € |
| Imposta di registro | 200 € | 200 € |
| Bolli e diritti CCIAA costituzione | 0 € (esonero) | ~300 € |
| Aliquota IRES annua | 24% | 24% |
| Aliquota IRAP annua | 3,9% | 3,9% |
| Tassazione dividendi soci | 26% sostitutiva | 26% sostitutiva |
| Conferimenti in natura | NO (solo denaro) | Sì (con perizia) |
| Soci persone giuridiche | NO | Sì |
| Statuto personalizzato | NO (modello tipico) | Sì |
| Costo gestione contabile annuo | 2.500–4.500 € | 2.500–4.500 € |
| Diritto CCIAA annuo | ~120 € | ~120 € |
| Risparmio totale primo anno | ~1.800–3.300 € | — |
Limiti operativi della SRLS
I limiti civilistici della SRLS si manifestano soprattutto dopo i primi anni di attività, quando l’impresa cresce:
- impossibilità di ricevere conferimenti in natura (es. un’auto, un brevetto, un marchio): per inserirli serve aumento di capitale che porterà alla trasformazione;
- impossibilità di emettere categorie particolari di quote (quote senza diritto di voto, con voto plurimo, postergate): tutte le quote sono identiche;
- impossibilità di ingresso di soci persone giuridiche (es. fondi di investimento, holding di famiglia): la presenza di un solo socio persona giuridica fa decadere il regime di SRLS;
- impossibilità di inserire clausole statutarie particolari (prelazione, gradimento, recesso disciplinato) salvo limiti molto stretti;
- difficoltà di accesso al credito bancario per capitale sociale basso e patrimonio netto contenuto.
Trasformazione da SRLS a SRL ordinaria
Quando le esigenze societarie superano i limiti della SRLS, occorre trasformare la società in SRL ordinaria. La trasformazione richiede:
- delibera assembleare di trasformazione con i quorum dell’art. 2480 c.c.;
- aumento di capitale ad almeno 10.000 euro, di cui 25% versato (2.500 euro);
- redazione di nuovo statuto da parte del notaio (onorario ~1.500–2.500 euro);
- deposito presso il Registro delle Imprese (~300 euro tra bolli, diritti e imposta di registro).
Il costo complessivo della trasformazione SRLS → SRL ordinaria si aggira intorno a 4.500–5.500 euro (notaio + capitale + diritti), oltre alla quota di capitale che resta vincolato in società. Il risparmio di costituzione SRLS viene quindi assorbito al momento della trasformazione: il vantaggio economico netto della SRLS si annulla per imprese destinate a crescere.
Esempio pratico
Confrontiamo due imprenditori, Mario e Paola, che nel 2023 hanno costituito una società per attività di consulenza, con utile netto previsto di circa 80.000 €/anno. Mario sceglie SRLS, Paola SRL ordinaria. Analizziamo costi e tasse complessivi dopo 3 anni di attività (2023–2025), nell’ipotesi che entrambe siano ancora attive nel 2026.
Mario (SRLS):
- Costituzione 2023: 0 € notaio + 0 € bolli + 200 € registro = 200 €;
- Capitale versato: 1 €;
- Imposte societarie annue (IRES 24% + IRAP 3,9% ≈ 27,9% × 80.000 ≈ 22.320 €) × 3 anni = 66.960 €;
- Nel 2026 Mario riceve un’offerta di partecipazione da un fondo: deve trasformare in SRL ordinaria con aumento di capitale 9.999 € + notaio 2.000 € + costi 500 € = 12.499 €.
- Totale 4 anni: 79.659 € (compresa trasformazione).
Paola (SRL ordinaria):
- Costituzione 2023: 2.000 € notaio + 300 € CCIAA + 200 € registro = 2.500 €;
- Capitale versato: 2.500 € (sul totale 10.000 sottoscritti);
- Imposte societarie 3 anni: 66.960 €;
- Nel 2026 Paola accoglie il fondo senza modifiche statutarie particolari: 0 €.
- Totale 4 anni: 69.460 €.
Mario ha risparmiato 2.300 € nel primo anno, ma nel quarto anno paga 12.499 € di trasformazione: il bilancio finale è di 10.199 € in più rispetto a Paola, più 3 anni di limitazioni statutarie. La SRLS conviene solo se si pianifica un’attività di piccola dimensione che non avrà mai bisogno di soci persone giuridiche, quote particolari o capitale rilevante.
Il regime SRL ordinaria con capitale ridotto
Una scelta intermedia è rappresentata dalla SRL ordinaria con capitale ridotto: dal 2013 (D.L. 76/2013) anche la SRL ordinaria può essere costituita con capitale tra 1 e 9.999 euro, conservando però tutta la flessibilità statutaria della SRL tradizionale. La condizione richiesta è l’obbligo di accantonamento di almeno il 20% degli utili annui a riserva legale, fino al raggiungimento dei 10.000 euro complessivi di capitale + riserva legale. Questo regime intermedio offre:
- capitale iniziale basso (anche 1 euro) come la SRLS;
- statuto liberamente redatto e flessibile come la SRL ordinaria;
- possibilità di soci persone giuridiche;
- possibilità di conferimenti in natura.
Comporta però i costi notarili pieni e l’obbligo di accantonamento del 20% degli utili. È quindi una soluzione utile quando si vuole partire con capitale minimo ma si ha la prospettiva di crescita rapida o di necessità di flessibilità statutaria.
Limiti di responsabilità degli amministratori SRLS
Un equivoco frequente riguarda la responsabilità degli amministratori di SRLS: nonostante il regime semplificato, gli amministratori della SRLS sono soggetti alle medesime responsabilità degli amministratori di SRL ordinaria, sia sul piano civilistico (art. 2476 c.c.) sia sul piano fiscale (omissione versamenti, dichiarazioni infedeli) sia sul piano penale (reati societari, bancarotta). La forma SRLS non offre alcuna riduzione del rischio personale dell’amministratore: la responsabilità limitata copre solo l’eventuale escussione del patrimonio personale per debiti commerciali della società, ma resta intatta in caso di mala gestio, frodi fiscali o violazioni di legge.
Quando esce dal regime SRLS
La SRLS perde il regime semplificato e si trasforma automaticamente in SRL ordinaria in caso di:
- aumento di capitale oltre i 9.999,99 euro (anche di un solo euro);
- cessione di quote a una persona giuridica;
- cessione di quote a un trust o a un soggetto diverso da persona fisica;
- modifica dello statuto in modo difforme dal modello tipico del D.M. 138/2012;
- delibera volontaria di trasformazione.
La trasformazione, una volta avvenuta, è irreversibile: non è possibile riconvertire una SRL ordinaria in SRLS, neanche riducendo il capitale a 9.999 euro.
Confronto con altre forme societarie minori
Per completezza, ricordiamo le alternative alla SRLS per chi cerca un’impresa con capitale minimo:
- Impresa individuale — nessun capitale, ma responsabilità illimitata e tassazione IRPEF progressiva fino al 43%;
- Ditta individuale regime forfettario — imposta sostitutiva 15% (5% per i primi 5 anni di startup), limite ricavi 85.000 €, indicato per professionisti e piccoli commercianti;
- SAS (società in accomandita semplice) — capitale libero, responsabilità illimitata degli accomandatari, tassazione IRPEF dei soci pro quota;
- SRL ordinaria a capitale ridotto — come descritto sopra, sintesi tra basso capitale e flessibilità SRL.
La SRLS rimane una scelta sensata solo per microimprese stabilmente piccole, con soci familiari fissi e nessuna prospettiva di soci esterni o conferimenti complessi. Per qualsiasi prospettiva di crescita, la SRL ordinaria (anche con capitale ridotto) si rivela mediamente più conveniente nel medio periodo.
Quando scegliere SRLS e quando SRL ordinaria
SRLS è adatta quando:
- l’attività è di piccola dimensione e non richiede capitale di rischio significativo;
- i soci sono solo persone fisiche, tipicamente uno o due familiari;
- non sono previsti ingressi di nuovi soci a breve;
- l’imprenditore vuole testare l’idea con costi iniziali minimi;
- non si prevedono finanziamenti bancari rilevanti.
SRL ordinaria è preferibile quando:
- si prevede l’ingresso di soci persone giuridiche o investitori istituzionali;
- servono clausole statutarie personalizzate (governance, prelazione, gradimento);
- si vogliono fare conferimenti in natura;
- l’impresa avrà bisogno di accesso al credito bancario o di linee di garanzia;
- si pianifica una crescita rilevante o un’eventuale futura quotazione.
Domande frequenti
La SRLS può avere un solo socio?
Sì, la SRLS può essere costituita anche da un unico socio persona fisica (SRLS unipersonale). Il socio unico risponde della responsabilità limitata salvo la mancata pubblicità del regime unipersonale o il mancato versamento integrale del capitale (art. 2462 c. 2 c.c.), regole che si applicano per richiamo anche alla SRLS.
I dividendi della SRLS sono tassati in modo diverso?
No, i dividendi distribuiti dai soci di una SRLS sono tassati esattamente come quelli di una SRL ordinaria: imposta sostitutiva del 26% se i soci sono persone fisiche fuori dall’esercizio d’impresa (art. 27 DPR 600/1973). Anche eventuali dividendi distribuiti a una holding di famiglia beneficiano dell’esclusione del 95% ex art. 89 TUIR, indipendentemente dalla forma SRLS o ordinaria della partecipata.
La trasformazione da SRLS a SRL ordinaria comporta imposte sui plusvalori?
No, la trasformazione da SRLS a SRL ordinaria è un’operazione fiscalmente neutrale, in quanto non comporta scioglimento né passaggio tra forme societarie con regime fiscale diverso (entrambe sono soggetti IRES). Comporta solo i costi notarili e di aumento di capitale richiesto per raggiungere la soglia minima di 10.000 euro.
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