Migliori ETF Giappone 2026: quale scegliere
Il Giappone è tornato di moda: fine della deflazione, riforme della corporate governance e la scommessa di Warren Buffett sulle trading house. Ma per un investitore in euro la domanda chiave non è solo «quale indice», è coprire o no il cambio yen. Confrontiamo i 8 principali ETF Giappone UCITS — scoperti ed EUR-hedged — per indice, costo e fiscalità.
- 8 ETF Giappone a confronto (2 a cambio coperto)
- Yen coperto vs scoperto: il nodo decisivo
- MSCI Japan vs FTSE Japan vs TOPIX vs IMI
- TER dallo 0,10% allo 0,64%
Dati: justETF, aggiornati al 12 giugno 2026. A scopo informativo, non è consulenza finanziaria.
Un ETF Giappone compra in un colpo solo le grandi aziende nipponiche — Toyota, Sony, Mitsubishi UFJ, Hitachi — replicando un indice azionario del Paese. È un investimento «satellite» su un singolo mercato, non un sostituto di un azionario mondiale: ricorda che il Giappone è già presente in ogni ETF globale (circa il 5-6% di un MSCI World/All-World).
Questa guida confronta i 8 ETF Giappone più rilevanti (dati justETF, 12 giugno 2026). Il filo conduttore è una scelta che nel Giappone pesa più che altrove: coprire il cambio yen o no. Poi vengono l’indice, il costo e il fisco italiano.
Perché il Giappone è tornato sotto i riflettori
Per trent’anni il Giappone è stato sinonimo di stagnazione: borsa ferma, deflazione, aziende che accumulavano liquidità senza remunerare i soci. Tre cose hanno cambiato la narrazione:
- Riforma della corporate governance: la Borsa di Tokyo ha iniziato a spingere le società che quotano sotto il valore di libro a «sbloccare il valore» — buyback, dividendi, dismissione delle partecipazioni incrociate. Un cambio culturale storico.
- Fine della deflazione: inflazione e salari sono tornati a crescere, e con essi la prospettiva che la Bank of Japan normalizzi i tassi.
- L’effetto Buffett: Berkshire Hathaway ha investito pesantemente nelle cinque grandi sōgō shōsha (trading house), accendendo l’interesse internazionale sul «value» giapponese.
Il nodo decisivo: coprire il cambio yen o no?
Qui sta la vera scelta di un ETF Giappone per un italiano. Quando compri azioni giapponesi sei esposto a due cose insieme: l’andamento della borsa di Tokyo e l’andamento del cambio yen/euro. Lo yen è stato storicamente debole e negli ultimi anni si è svalutato molto: un investitore in euro ha visto buona parte dei guadagni di borsa erosi dalla discesa dello yen.
- ETF scoperto (unhedged): ti prendi sia il rendimento delle azioni sia il rischio cambio. Se lo yen risale, ci guadagni; se scende ancora, perdi. Costo basso (TER ~0,10-0,20%).
- ETF a cambio coperto (EUR hedged): il fondo neutralizza mese per mese il cambio yen→euro, così il tuo rendimento dipende solo dalla borsa giapponese. Ma la copertura costa: un TER più alto (fino allo 0,64%) e un costo implicito legato al differenziale dei tassi d’interesse tra le due valute (storicamente sfavorevole, perché i tassi giapponesi sono bassissimi).
I 8 ETF Giappone a confronto
| ETF | Indice | Cambio yen | TER | Politica | Patrimonio | Dom. |
|---|---|---|---|---|---|---|
| iShares Core MSCI Japan IMI (Acc) IE00B4L5YX21 |
MSCI Japan IMI | Scoperto | 0,12% | Accumulazione | 6,6 mld € | Irlanda |
| Xtrackers MSCI Japan 1C LU0274209740 |
MSCI Japan | Scoperto | 0,12% | Accumulazione | 5,3 mld € | Lussemburgo |
| Amundi Core MSCI Japan Acc LU1781541252 |
MSCI Japan | Scoperto | 0,12% | Accumulazione | 5,2 mld € | Lussemburgo |
| Vanguard FTSE Japan (VJPA) IE00BFMXYX26 |
FTSE Japan | Scoperto | 0,10% | Accumulazione | 1,2 mld € | Irlanda |
| Amundi Japan TOPIX LU1681037609 |
TOPIX | Scoperto | 0,20% | Accumulazione | 331 mln € | Lussemburgo |
| iShares Core MSCI Japan IMI USD (Dist) IE00BFM15T99 |
MSCI Japan IMI | Scoperto | 0,12% | Distribuzione | 51 mln € | Irlanda |
| iShares MSCI Japan EUR Hedged (Acc) IE00B42Z5J44 |
MSCI Japan | Coperto (EUR) | 0,64% | Accumulazione | 1,2 mld € | Irlanda |
| WisdomTree Japan Equity EUR Hedged Acc IE00BYQCZJ13 |
WisdomTree Japan | Coperto (EUR) | 0,45% | Accumulazione | 99 mln € | Irlanda |
MSCI Japan, FTSE Japan, TOPIX, IMI: quale indice cambia qualcosa?
Gli ETF Giappone seguono indici diversi, ma le differenze di rendimento sono in pratica piccole:
- MSCI Japan e FTSE Japan: large e mid cap, ~180-480 titoli. Sono i due standard internazionali; rendono in modo quasi identico. La scelta tra Xtrackers/Amundi (MSCI) e Vanguard (FTSE) è più questione di costo e provider che di indice.
- MSCI Japan IMI (la I sta per Investable Market): aggiunge le small cap (~960 titoli). Più completo e leggermente più «domestico». È l’indice dell’iShares Core, il più ampio del gruppo.
- TOPIX: l’indice «di casa», che copre l’intera Prime Market della Borsa di Tokyo (oltre 2.000 titoli). È il riferimento interno giapponese, più largo del MSCI. Da non confondere col Nikkei 225, che ha solo 225 titoli ed è ponderato sul prezzo (distorto da poche azioni).
I migliori per esigenza
Selezioni su dimensione, costo, ampiezza dell’indice e copertura del cambio. Il rendimento passato non garantisce quello futuro.
Fiscalità italiana: il 26% e il costo nascosto dell’hedging
Un ETF Giappone armonizzato (UCITS, domiciliato in Irlanda o Lussemburgo) segue le regole fiscali italiane degli altri ETF azionari:
- Aliquota 26% su plusvalenze e dividendi: è azionario di un Paese sviluppato, niente quota agevolata al 12,5% (quella è per i titoli di Stato white list).
- Accumulazione = differimento: un ETF Giappone ad accumulazione (la quasi totalità di questo confronto) reinveste i dividendi senza tassazione finché non vendi. È il vantaggio del rinvio d’imposta. La sola versione a distribuzione qui (iShares IMI Dist) paga la cedola, tassata subito al 26%.
- Minusvalenze non compensabili con i dividendi (asimmetria tipica degli ETF armonizzati). Con broker estero: 26% in dichiarazione, più quadro RW e IVAFE 0,2%.
Analisi dei principali ETF Giappone, uno per uno
iShares Core MSCI Japan IMI (Acc) — il riferimento «tutto il Giappone»
L’ETF Giappone più grande e completo: l’indice IMI include large, mid e small cap (~960 titoli), non solo i colossi. Economico (0,12%), capientissimo (6,6 mld €), ad accumulazione, replica fisica a campione. Per chi è: chi vuole l’esposizione più ampia e fiscalmente efficiente al Giappone in un solo ETF, ed è la scelta di default per il «cuore» giapponese di un portafoglio. Cambio yen scoperto.
Xtrackers MSCI Japan 1C — il classico large/mid cap, replica completa
Uno degli ETF Giappone più antichi e liquidi: indice MSCI Japan (large e mid cap, ~180 titoli), replica fisica completa, TER 0,12%, fondo molto grande (5,3 mld €). Senza le small cap dell’IMI, ma con la stessa colonna vertebrale (Toyota, banche, industria). Per chi è: chi vuole un large/mid cap collaudato e ultra-liquido. Concorrenti diretti a parità di costo: Amundi e l’IMI di iShares.
Vanguard FTSE Japan (VJPA) — il più economico, indice FTSE
Segue l’indice FTSE Japan (large e mid cap, ~480 titoli) invece di MSCI: differenze minime nei rendimenti, ma è il più economico del gruppo (0,10%). Replica fisica completa, accumulazione, fondo solido (1,2 mld €). Per chi è: chi bada al costo e si fida dell’ecosistema Vanguard. Abbiamo una scheda completa di VJPA dedicata. Cambio yen scoperto.
Amundi Japan TOPIX — l’alternativa con l’indice «di casa» giapponese
L’unico del gruppo a seguire il TOPIX, l’indice più ampio della Borsa di Tokyo (oltre 2.000 titoli) e il riferimento «interno» giapponese. Replica sintetica (swap), TER 0,20%, fondo medio (331 mln €). Per chi è: chi vuole la massima ampiezza dell’indice domestico, accettando lo swap e un costo leggermente più alto. Da non confondere col Nikkei 225 (solo 225 titoli, ponderato sul prezzo).
iShares MSCI Japan EUR Hedged (Acc) — il Giappone senza il rischio yen
Le stesse azioni del MSCI Japan «liscio», ma con il cambio yen→euro coperto mensilmente: il rendimento in euro non dipende più dall’andamento dello yen. Il prezzo è il costo: TER 0,64% (oltre 5 volte gli unhedged) più il costo implicito della copertura. Per chi è: chi crede nelle azioni giapponesi ma teme un ulteriore indebolimento dello yen. È il miglior banco di prova del currency hedging — vedi la scheda dedicata all’iShares MSCI Japan EUR Hedged.
WisdomTree Japan Equity EUR Hedged Acc — coperto e «fundamentally weighted»
Un secondo ETF a cambio coperto, ma con una torsione: pesa le aziende sui fondamentali (dividendi, qualità) anziché sulla capitalizzazione, e copre lo yen verso l’euro. TER 0,45%, fondo più piccolo (99 mln €). Per chi è: chi vuole copertura del cambio e un’inclinazione verso aziende redditizie/value, non l’indice puro. Più di nicchia rispetto a iShares hedged.
I 6 più rappresentativi (scoperti ed EUR-hedged); le altre righe della tabella sono varianti di indice o politica.
Giappone «da solo» o già dentro il mondiale?
Prima di comprare un ETF Giappone, una domanda onesta: ti serve davvero? Se hai un ETF mondiale (MSCI World o FTSE All-World), il Giappone è già lì dentro per circa il 5-6%, pesato dal mercato. Aggiungere un ETF Giappone significa fare una scommessa attiva: sovrappesare quel Paese rispetto al peso «naturale» perché credi nella sua ripresa.
Approfondisci la fiscalità degli investimenti
Domande frequenti
Qual è il miglior ETF Giappone?
Per la maggior parte degli investitori in euro il riferimento «scoperto» è iShares Core MSCI Japan IMI (Acc, IE00B4L5YX21): il più grande, completo (include le small cap) ed efficiente, con TER 0,12%. Il più economico in assoluto è Vanguard FTSE Japan (VJPA, 0,10%). Se vuoi neutralizzare il cambio yen, l’iShares MSCI Japan EUR Hedged è il più liquido, ma costa molto di più (0,64%).
Conviene coprire il cambio yen (ETF hedged)?
Dipende dalla tua view sullo yen. La copertura ha senso se pensi che la borsa giapponese salga ma lo yen continui a indebolirsi: l’hedged ti protegge dalla discesa della valuta. Se invece credi che lo yen sia sottovalutato e possa rimbalzare, lo scoperto ti fa guadagnare due volte. Attenzione: l’hedging non è gratis: TER più alto (fino allo 0,64%) più un costo implicito legato ai tassi, storicamente sfavorevole.
MSCI Japan, FTSE Japan o TOPIX: che differenza c'è?
Pochissima in pratica. MSCI Japan e FTSE Japan sono large/mid cap quasi identici (la scelta è di costo/provider). Il MSCI Japan IMI aggiunge le small cap (~960 titoli, più completo). Il TOPIX è l’indice «di casa» giapponese, il più largo (oltre 2.000 titoli). Il Nikkei 225 invece ha solo 225 titoli ed è distorto dal peso sul prezzo: meno rappresentativo.
Il Giappone non è già nel mio ETF mondiale?
Sì: in un MSCI World o FTSE All-World il Giappone pesa già circa il 5-6%. Comprare un ETF Giappone a parte significa sovrappesarlo: è una scommessa attiva sulla ripresa nipponica (governance, fine deflazione, effetto Buffett). Ha senso solo come satellite, una fetta piccola di un portafoglio a nucleo globale.
Come sono tassati gli ETF Giappone in Italia?
Come gli altri ETF azionari armonizzati: 26% su plusvalenze e dividendi (niente 12,5%, riservato ai titoli di Stato white list). L’accumulazione rinvia l’imposta alla vendita; la distribuzione la anticipa sulla cedola. Con broker estero servono quadro RW e IVAFE 0,2%. Le minusvalenze restano non compensabili con i dividendi.
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