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iShares Core Euro Government Bond (Dist): analisi (IE00B4WXJJ64)

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iShares Core Euro Government Bond (Dist): analisi (IE00B4WXJJ64)
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 13 Giugno 2026

iShares Core Euro Government Bond (Dist): analisi completa (ISIN IE00B4WXJJ64)

L’ETF di titoli di Stato area euro a distribuzione: stacca le cedole per chi cerca una rendita. Cosa compri, il confronto accumulazione vs distribuzione (anche fiscale), cos’e’ la duration e perche’ i governativi euro godono della tassazione agevolata al 12,5%.

  • TER 0,07% · Fisica · Distribuzione
  • Solo govies area euro · nessun cambio
  • >5,2 mld € · cedole periodiche
  • Fisco agevolato: 12,5% (white list)

Dati di prodotto aggiornati al 12 giugno 2026. Fonte: iShares (factsheet ufficiale) e justETF. La duration e la cadenza delle cedole sono indicative: verifica il factsheet. I dati dei fondi a confronto sono della stessa rilevazione.

L’iShares Core Euro Government Bond UCITS ETF (Dist) (ISIN IE00B4WXJJ64) e’ uno dei piu’ grandi e diffusi ETF di titoli di Stato dell’area euro: contiene un paniere ampio di BTP italiani, Bund tedeschi, OAT francesi, Bonos spagnoli e gli altri governativi dell’Eurozona, tutti in euro. La sua caratteristica distintiva e’ la politica dei proventi: e’ a distribuzione, cioe’ stacca le cedole ai suoi sottoscrittori invece di reinvestirle. Con un patrimonio di oltre 5,2 miliardi di euro e un TER di appena lo 0,07%, e’ un caposaldo del reddito fisso europeo.

Se cerchi proprio questo prodotto, e’ probabile che la tua domanda riguardi proprio la rendita: conviene un ETF di governativi euro a distribuzione, che mi paga cedole periodiche? E in cosa differisce dalla versione ad accumulazione, anche sul piano fiscale?. E’ la domanda giusta, perche’ sullo stesso identico segmento — i titoli di Stato dell’area euro, tassati al 12,5% — la scelta tra incassare le cedole o reinvestirle non cambia l’esposizione ma cambia molto l’esperienza e l’efficienza dell’investimento. Questa scheda mette al centro proprio questo: spiega cosa compri con i govies euro, il confronto rendita-vs-reinvestimento, la duration, il confronto coi fratelli e la tassazione agevolata, con un esempio numerico.

1. Scheda sintetica del fondo

Nome completoiShares Core Euro Government Bond UCITS ETF (Dist)
ISINIE00B4WXJJ64
EsposizioneTitoli di Stato dell’area euro (solo governativi)
Costo annuo (TER)0,07%
Metodo di replicaFisica a campionamento
Politica dei proventiDistribuzione (cedole staccate)
ValutaEUR (nessun rischio di cambio)
DurationMedia (~7-8 anni, indicativa)
DomicilioIrlanda
UCITS / armonizzatoSi’ (UCITS, armonizzato)
Patrimonio (AUM)oltre 5,2 miliardi di euro (al 12 giugno 2026)
Fiscalita'12,5% (titoli di Stato white list)
In sintesi: uno dei piu’ grandi ETF di titoli di Stato area euro, a DISTRIBUZIONE (stacca cedole). Niente cambio, TER 0,07%, tassazione agevolata 12,5%. Per chi cerca una rendita periodica dal portafoglio.

2. Cosa compri: i governativi dell’area euro

Partiamo da cosa contiene. Questo ETF replica un indice di titoli di Stato dell’area euro: i bond emessi dai governi dei Paesi che adottano l’euro, ponderati in base al debito in circolazione, su una gamma di scadenze. In pratica si compra un paniere diversificato di debito sovrano europeo — dalla Germania «porto sicuro» all’Italia e alla Spagna, che offrono rendimenti un po’ piu’ alti per via di un rischio percepito leggermente superiore (il cosiddetto «spread»). E’ l’esposizione obbligazionaria piu’ prudente e istituzionale: debito di economie sviluppate, tutto in euro.

La diversificazione qui non e’ tanto sul rischio di credito (sono tutti Stati, con default molto improbabile) quanto sui diversi emittenti sovrani e sulle scadenze. Un ETF che li contiene tutti media le differenze tra i Paesi, offrendo un rendimento intermedio e una solida diversificazione tra gli emittenti dell’area euro, senza dover scegliere su quale Stato puntare. E’ la stessa esposizione del «fratello» ad accumulazione (l’Xtrackers Eurozone Government Bond): stesso segmento, stesso vantaggio fiscale, ma con la differenza cruciale che qui le cedole vengono distribuite invece che reinvestite.

3. La distribuzione: la cedola in tasca

Ed eccoci al cuore di questo ETF: la distribuzione. A intervalli regolari (di norma con cadenza semestrale o annuale, a seconda del fondo), l’ETF paga in contanti le cedole incassate dai titoli di Stato in portafoglio, accreditandole sul conto dell’investitore. E’ la scelta tipica di chi cerca una rendita periodica dal proprio capitale: un flusso di cassa regolare, senza dover vendere quote del fondo.

La distribuzione e’ particolarmente apprezzata da chi e’ in fase di decumulo — per esempio un pensionato che vuole integrare il reddito con le cedole — o semplicemente da chi gradisce «vedere» i frutti dell’investimento arrivare sul conto. E’ anche utile psicologicamente: la cedola periodica aiuta a percepire il rendimento e a non toccare il capitale. Va detto pero’ che, dal punto di vista puramente matematico, ricevere una cedola e reinvestirla a mano equivale, al lordo, a un fondo che la reinveste in automatico: la differenza sostanziale, come vedremo, e’ di natura fiscale e di comodita’, non di rendimento dell’indice, che e’ identico.

Conviene chiarire un equivoco diffuso: la cedola distribuita non e’ un «extra» rispetto al valore del fondo. Il giorno dello stacco, il prezzo dell’ETF scende di un importo pari alla cedola pagata (il cosiddetto «stacco del dividendo»): hai ricevuto contanti, ma il valore della quota si e’ ridotto della stessa cifra. Non e’ denaro creato dal nulla, ma una parte del tuo capitale che cambia forma, da valore della quota a liquidita’ sul conto. Capirlo evita l’illusione che la distribuzione «renda di piu’»: a parita’ di tutto, dist e acc rendono lo stesso al lordo, e la differenza e’ solo nella forma (cedola vs crescita del prezzo) e nella tempistica fiscale.

4. Accumulazione o distribuzione? Il confronto

Veniamo al confronto che sta al centro di questa scheda: accumulazione o distribuzione?. La scelta non riguarda l’esposizione (identica) ne’ il rendimento lordo dell’indice (identico), ma due aspetti pratici. Il primo e’ l’esigenza: se vuoi far crescere il capitale e sei in fase di accumulo, l’accumulazione lascia lavorare l’interesse composto senza interruzioni; se vuoi una rendita periodica, la distribuzione te la fornisce senza dover vendere quote.

Il secondo aspetto, decisivo per un italiano, e’ fiscale. La versione a distribuzione fa scontare l’imposta (qui il 12,5%, trattandosi di titoli di Stato) a ogni cedola: ogni stacco viene tassato subito, e cio’ che reinvesti e’ gia’ al netto. La versione ad accumulazione, invece, differisce l’imposta: non distribuendo nulla, non genera tassazione durante il possesso, e il 12,5% si applica solo alla vendita finale, lasciando lavorare per piu’ tempo l’intero capitale. Per chi e’ in accumulo e non ha bisogno della rendita, l’accumulazione e’ quindi di norma piu’ efficiente; per chi vuole davvero il flusso di cassa periodico, la distribuzione fa il suo lavoro, accettando la tassazione anticipata sulle cedole. Non c’e’ una scelta «giusta» in assoluto: dipende dalla tua fase di vita e dai tuoi obiettivi.

Da capire: stessa esposizione, stesso rendimento lordo. Cambia solo l’esigenza (rendita vs crescita) e la fiscalita’: la distribuzione tassa a ogni cedola (12,5%), l’accumulazione differisce l’imposta alla vendita.

5. La duration e il rischio tassi

Il concetto-chiave da capire e’ la duration: la sensibilita’ del fondo alle variazioni dei tassi, espressa in anni. La regola e’ fondamentale: quando i tassi salgono, il prezzo delle obbligazioni scende (tanto piu’ quanto piu’ lunga e’ la duration); quando scendono, accade il contrario. Un ETF di governativi euro «all-maturities» come questo ha una duration media, tipicamente intorno ai sette-otto anni, che riflette il mix di scadenze del debito sovrano europeo.

Questo significa un rischio tassi non trascurabile: nel 2022, con la BCE che alzava i tassi rapidamente, anche gli ETF di governativi euro hanno perso valore in modo significativo, smentendo l’idea che «i titoli di Stato non possono scendere». Il rovescio e’ che dopo quella risalita le nuove cedole sono molto piu’ generose: e proprio per un fondo a distribuzione, questo si traduce in cedole staccate piu’ alte rispetto all’era dei tassi a zero, un beneficio tangibile per chi cerca la rendita. La duration media e’ un compromesso tra rendimento e sensibilita’ ai tassi; chi teme rialzi puo’ preferire un ETF a breve termine, chi vuole piu’ rendimento o scommette su cali accetta la duration media.

Da ricordare: i titoli di Stato NON sono immuni alle perdite. Quando i tassi salgono, il prezzo scende (tanto piu’ quanto piu’ lunga e’ la duration). Il 2022 ne e’ stato l’esempio.

6. A cosa serve in portafoglio

A cosa serve in portafoglio? I governativi euro sono il «core» obbligazionario per eccellenza di un portafoglio europeo: la componente piu’ sicura e prevedibile, che stabilizza rispetto alle azioni. In molte fasi di stress dei mercati azionari, i titoli di Stato di qualita’ tendono a tenere o a salire, perche’ gli investitori cercano rifugio e i tassi calano: e’ questa decorrelazione difensiva a renderli preziosi.

La versione a distribuzione e’ la scelta naturale per chi vuole costruire una rendita dal proprio portafoglio: la quota obbligazionaria stabilizza e, al tempo stesso, genera un flusso di cassa periodico. Per un italiano, unisce due vantaggi: la tassazione agevolata al 12,5% dei titoli di Stato e la comodita’ delle cedole in contanti. Lo si puo’ usare come componente difensiva «da reddito», affiancandolo eventualmente a corporate (per piu’ rendimento, ma al 26%) o a un aggregate globale (per la diversificazione internazionale). Il peso dipende dal profilo: piu’ alto per chi e’ prudente o in fase di decumulo, piu’ basso per chi e’ giovane e aggressivo.

Il ruolo giusto: componente difensiva «da reddito». Stabilizza il portafoglio e genera un flusso di cassa periodico, con tassazione agevolata e senza rischio di cambio.

7. Confronto con i fratelli obbligazionari

Vediamo come si colloca tra gli ETF obbligazionari del confronto. Sul costo, e’ tra i piu’ economici con lo 0,07%, alla pari con l’Xtrackers Eurozone Government e l’iShares USD Treasury, e piu’ conveniente del corporate (0,09%), dell’aggregate hedged (0,10%) e del breve termine (0,15%). Per un mattone essenziale, e’ un costo minimo.

Sul patrimonio, con oltre 5,2 miliardi di euro e’ uno dei piu’ grandi del gruppo, secondo solo al colosso del corporate euro (~9,3 mld): una dimensione che garantisce massima liquidita’ e spread strettissimi. Il confronto piu’ istruttivo e’ col «fratello» Xtrackers Eurozone Government, che replica lo stesso segmento allo stesso costo ma ad accumulazione: la scelta tra i due e’ interamente una questione di rendita vs reinvestimento. Vuoi le cedole in tasca (questo iShares, dist) o vuoi capitalizzarle e differire l’imposta (l’Xtrackers, acc)? A parita’ di tutto il resto, e’ questo l’unico criterio che li distingue, ed e’ una scelta che dipende dalla tua fase di vita.

Costo annuo (TER) degli ETF obbligazionari a confrontoiShares Core Euro Government Bond (questo)0.07%Xtrackers Eurozone Government Bond0.07%iShares USD Treasury 7-10yr0.07%iShares Core EUR Corporate Bond0.09%iShares Global Aggregate EUR Hedged0.10%iShares Euro Government Bond 1-3yr0.15%
Costo annuo (TER) degli ETF obbligazionari del confronto. Fonte: iShares (factsheet ufficiale) e justETF, dati al 12 giugno 2026.
Patrimonio (mln EUR) degli ETF obbligazionari a confrontoiShares Core EUR Corporate Bond9332iShares Core Euro Government Bond (questo)5213iShares USD Treasury 7-10yr3080iShares Global Aggregate EUR Hedged2403Xtrackers Eurozone Government Bond2325iShares Euro Government Bond 1-3yr1715
Patrimonio in milioni di euro. Fonte: iShares (factsheet ufficiale) e justETF, al 12 giugno 2026.

8. Come leggere il rendimento atteso

Come ci si fa un’idea del rendimento atteso? L’indicatore di riferimento e’ il rendimento a scadenza (yield to maturity) medio del paniere: in prima approssimazione, il rendimento annuo lordo atteso mantenendo il fondo a lungo. Per un fondo a distribuzione e’ utile distinguerlo dal rendimento da cedola (il flusso effettivamente staccato): i due possono differire, perche’ lo yield to maturity considera anche lo scarto tra prezzo di acquisto dei titoli e valore di rimborso, non solo le cedole.

Dopo la risalita dei tassi degli ultimi anni, i governativi euro offrono un rendimento atteso e cedole sensibilmente piu’ interessanti rispetto all’era dei tassi a zero: un cambiamento di scenario rilevante proprio per chi cerca la rendita con un ETF a distribuzione. La presenza di BTP italiani e Bonos spagnoli, con rendimenti un po’ piu’ alti dei Bund tedeschi, alza leggermente il rendimento medio del fondo. Chi guarda solo al pessimo 2022 rischia di dimenticare che proprio quella correzione ha «ricaricato» il rendimento prospettico — e le cedole future — dei governativi euro.

9. Per chi ha senso (e per chi no)

Per chi ha senso, in concreto, questo ETF? Ha senso per l’investitore che vuole una rendita periodica dalla componente obbligazionaria del portafoglio: il pensionato in fase di decumulo, chi integra il reddito con le cedole, o semplicemente chi preferisce «vedere» arrivare i frutti dell’investimento. Unisce la sicurezza dei governativi euro, l’assenza di rischio di cambio (tutto in euro) e la tassazione agevolata al 12,5%, con la comodita’ del flusso di cassa.

E’ meno adatto, invece, a chi e’ in fase di accumulo e non ha bisogno della rendita: per costui la versione ad accumulazione (come l’Xtrackers) e’ di norma piu’ efficiente, perche’ differisce l’imposta e capitalizza automaticamente le cedole. Non e’ la scelta giusta neppure per chi cerca rendimenti piu’ alti accettando piu’ rischio (meglio i corporate, al 26%) o per chi vuole diversificare a livello globale (meglio un aggregate hedged). La distribuzione e’, per definizione, l’opzione «da reddito»: il suo pregio e’ il flusso di cassa, il suo limite e’ la tassazione anticipata delle cedole rispetto a una versione che le reinveste.

10. Gli errori piu’ comuni da evitare

Concludiamo con gli errori piu’ comuni. Il primo e’ scegliere la distribuzione «perche’ le cedole sono gratis»: non lo sono. Ogni cedola e’ tassata subito (qui al 12,5%), e in fase di accumulo questo riduce il capitale che lavora rispetto a una versione ad accumulazione. Se non hai bisogno della rendita, la distribuzione e’ spesso meno efficiente. Il secondo e’ credere che i titoli di Stato non possano perdere: il 2022 ha dimostrato il contrario: il rischio tassi (duration) e’ reale anche sul debito sovrano.

Il terzo e’ vendere nel panico dopo un calo da rialzo dei tassi, cristallizzando la perdita proprio quando le cedole future sono diventate piu’ generose. Il quarto, fondamentale per un italiano, e’ non valorizzare il 12,5%: molti scelgono indistintamente obbligazionari corporate o misti senza rendersi conto che un ETF di soli governativi euro paga meno della meta’ delle imposte sui proventi. Conoscere questi quattro punti — l’efficienza relativa di acc/dist, il rischio tassi reale, la disciplina nei ribassi, la fiscalita’ agevolata sui governativi — vale piu’ di qualunque previsione sui tassi.

11. I rischi

I rischi vanno conosciuti, anche se questo e’ uno strumento prudente. Il primo, e principale, e’ il rischio tassi (legato alla duration): una risalita dei rendimenti fa scendere il prezzo del fondo nel breve, come nel 2022. Non e’ un rischio di default, ma di oscillazione del prezzo: chi vende in un momento sfavorevole realizza una perdita, chi mantiene continua a incassare le cedole e vede il prezzo recuperare con il rinnovo del portafoglio a tassi piu’ alti.

Il secondo e’ il rischio di credito sovrano, qui basso ma non nullo: i Paesi dell’area euro sono solidi, ma esistono differenze (lo «spread» tra Germania e Paesi piu’ indebitati lo riflette); un ETF diversificato attenua il problema. Il rischio di cambio e’ assente: tutto e’ in euro. Un aspetto specifico della distribuzione: le cedole, una volta incassate e tassate, vanno reinvestite a mano se non servono come reddito, altrimenti restano liquidita’ improduttiva — una piccola «frizione» che la versione ad accumulazione evita. Nel complesso, il profilo e’ coerente col ruolo di stabilizzatore prudente da reddito.

12. Replica fisica a campionamento e domicilio

Sul piano tecnico, il fondo adotta una replica fisica a campionamento: detiene un campione rappresentativo dei titoli di Stato dell’indice, replicandone fedelmente l’andamento senza comprare ogni singola emissione — prassi standard sui grandi indici obbligazionari. E’ domiciliato in Irlanda, e’ UCITS armonizzato, denominato in euro e a distribuzione. Il TER e’ dello 0,07%, tra i piu’ bassi della categoria.

Il campionamento non e’ un difetto: su un universo ampio, comprare ogni singola obbligazione sarebbe inefficiente e costoso. Il campione, ben costruito, replica l’indice con scostamento minimo. La grande dimensione del fondo (oltre 5,2 miliardi) garantisce inoltre una liquidita’ eccellente e spread strettissimi in negoziazione, un vantaggio concreto per chi compra e vende. Essendo a distribuzione, le cedole vengono staccate periodicamente: verifica sul factsheet la cadenza esatta dei pagamenti, che incide sulla pianificazione del flusso di cassa.

13. Tassazione italiana: 12,5% e cedole tassate subito

Veniamo alla fiscalita’, dove questo ETF gode del grande vantaggio dei governativi euro per un italiano. Contenendo esclusivamente titoli di Stato dei Paesi dell’area euro, quasi tutti white list (l’elenco degli Stati con adeguato scambio di informazioni fiscali con l’Italia), i suoi proventi — cedole e plusvalenze — sono tassati all’aliquota agevolata del 12,5%, anziche’ al 26% di azioni e corporate. E’ l’aliquota piu’ bassa possibile sul reddito finanziario in Italia.

C’e’ pero’ una specificita’ della distribuzione: l’imposta del 12,5% viene applicata a ogni cedola staccata, non differita alla vendita come accade per l’accumulazione. In pratica, ogni volta che ricevi una cedola, la incassi gia’ al netto del 12,5%. Sulle plusvalenze realizzate alla vendita delle quote vale lo stesso 12,5%. Non devi fare tu i calcoli: con un intermediario italiano in regime amministrato, la banca applica l’aliquota corretta in automatico, sia sulle cedole sia sulle plusvalenze, oltre all’imposta di bollo dello 0,2% annuo.

Sulle minusvalenze vale la consueta asimmetria degli ETF: la plusvalenza e’ reddito di capitale, la minusvalenza e’ reddito diverso, e le due non si compensano; le minusvalenze finiscono nello «zainetto fiscale», utilizzabili contro redditi diversi entro quattro anni. Con un broker estero in regime dichiarativo te ne occupi tu: quadro RW, IVAFE (0,2%) e tassazione in dichiarazione, applicando il 12,5%. Rispetto alla versione ad accumulazione, la distribuzione anticipa il prelievo (12,5% a ogni cedola), rinunciando al differimento dell’imposta: e’ il «costo» fiscale della comodita’ della rendita.

Esempio pratico

Un esempio numerico che chiarisce acc vs dist. Immagina due ETF identici di governativi euro, uno a distribuzione (questo) e uno ad accumulazione, e una cedola lorda di 200 euro l’anno. Con la distribuzione, ricevi ogni anno 200 euro lordi, tassati al 12,5% (25 euro): ti restano 175 euro in contanti, che puoi spendere o reinvestire a mano. Con l’accumulazione, quei 200 euro restano nel fondo senza tassazione e continuano a generare rendimento; il 12,5% si paghera’ solo alla vendita finale, sull’intera plusvalenza maturata. Per chi spende le cedole, la distribuzione e’ perfetta; per chi le reinvestirebbe comunque, l’accumulazione fa lavorare piu’ a lungo l’intero importo, risultando un po’ piu’ efficiente. In entrambi i casi l’aliquota e’ il 12,5% agevolato dei titoli di Stato: cio’ che cambia e’ quando la paghi.

C’e’ poi un dettaglio pratico che molti trascurano: con la distribuzione, le cedole nette che ricevi e che non spendi restano sul conto come liquidita’ improduttiva finche’ non le reinvesti a mano — e ogni reinvestimento comporta tempo, commissioni di acquisto e la scelta del momento. L’accumulazione elimina questa frizione reinvestendo tutto automaticamente, senza costi aggiuntivi e senza tentazioni di market timing. E’ un vantaggio «silenzioso» dell’accumulazione che, sommato al differimento dell’imposta, spiega perche’ in fase di accumulo molti la preferiscano, riservando la distribuzione a chi davvero vive di quel reddito.

Da ricordare: 12,5% (titoli di Stato white list), applicato a ogni cedola staccata e alle plusvalenze. La distribuzione anticipa il prelievo rispetto all’accumulazione (che lo differisce). Asimmetria sulle minusvalenze. RW/IVAFE solo con broker estero.

14. Conclusione

L’iShares Core Euro Government Bond (Dist) (IE00B4WXJJ64) e’ uno dei piu’ grandi e solidi ETF di titoli di Stato dell’area euro, a distribuzione: la scelta naturale per chi vuole una rendita periodica dalla componente obbligazionaria del portafoglio, unendo la sicurezza dei governativi euro, l’assenza di rischio di cambio e la tassazione agevolata al 12,5%, con la comodita’ delle cedole in contanti.

La scelta tra questo e il «fratello» ad accumulazione (l’Xtrackers Eurozone Government) si riduce a una domanda: vuoi la cedola in tasca o preferisci capitalizzare e differire l’imposta?. Per chi e’ in decumulo o cerca un reddito, la distribuzione e’ ideale; per chi e’ in accumulo, l’accumulazione e’ di norma piu’ efficiente. In entrambi i casi valgono i punti chiave dei governativi euro: la duration (rischio tassi reale, come nel 2022), il ruolo di componente difensiva e il 12,5% agevolato. Per impostare correttamente il peso della componente obbligazionaria e scegliere tra rendita e reinvestimento, vale la pena approfondire con le nostre guide dedicate o con un professionista.

Domande frequenti

Cosa significa che e' «a distribuzione»?

Significa che l’ETF stacca periodicamente le cedole dei titoli di Stato in portafoglio, accreditandole in contanti sul tuo conto, invece di reinvestirle. E’ la scelta per chi cerca una rendita periodica senza dover vendere quote.

Meglio distribuzione o accumulazione?

Dipende dalla fase di vita. Se vuoi una rendita (decumulo, integrazione del reddito), la distribuzione e’ ideale. Se sei in accumulo e non ti serve la cedola, l’accumulazione e’ di norma piu’ efficiente, perche’ differisce l’imposta e capitalizza automaticamente. L’esposizione e il rendimento lordo dell’indice sono identici.

Come e' tassato in Italia?

All’aliquota agevolata del 12,5%, perche’ contiene solo titoli di Stato white list (area euro). Nella versione a distribuzione, il 12,5% si applica a ogni cedola staccata (incassata gia’ al netto) e alle plusvalenze alla vendita. La banca lo applica in automatico in regime amministrato.

C'e' rischio di cambio?

No. Tutti i titoli sono in euro: nessuna oscillazione valutaria, nessun costo di copertura. Il rendimento dipende solo dalle cedole e dall’andamento dei tassi dell’area euro.

Cos'e' la duration e perche' conta?

E’ la sensibilita’ ai tassi, in anni. Quando i tassi salgono, il prezzo scende (tanto piu’ quanto piu’ lunga e’ la duration). Questo ETF ha duration media (~7-8 anni): rischio tassi moderato ma reale, come si e’ visto nel 2022. La risalita dei tassi ha pero’ reso piu’ generose le cedole future.

Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o un invito all’investimento. I dati di prodotto sono tratti da fonti ufficiali alla data indicata e possono variare nel tempo; verifica sempre il factsheet aggiornato e il KIID/KID prima di investire. Gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale.

↑ Confronto completo: Migliori titoli di Stato: BTP, BOT e CCT

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Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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