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iShares Euro Government Bond 1-3yr (Dist): analisi (IE00B14X4Q57)

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iShares Euro Government Bond 1-3yr (Dist): analisi (IE00B14X4Q57)
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 13 Giugno 2026

iShares Euro Government Bond 1-3yr (Dist): analisi completa (ISIN IE00B14X4Q57)

Il bond piu’ «tranquillo»: titoli di Stato area euro a breve termine (1-3 anni), con duration cortissima e rischio tassi minimo. Perche’ e’ l’alternativa «evoluta» al conto deposito, a cosa serve la duration corta e perche’ gode della tassazione agevolata al 12,5%.

  • TER 0,15% · Fisica · Distribuzione
  • Govies area euro 1-3 anni · duration corta
  • Alternativa al conto deposito · no cambio
  • Fisco agevolato: 12,5% (vs 26% deposito)

Dati di prodotto aggiornati al 12 giugno 2026. Fonte: iShares (factsheet ufficiale) e justETF. La duration e’ indicativa e varia nel tempo. I TER e i patrimoni dei fondi a confronto sono tratti dalla stessa rilevazione.

L’iShares Euro Government Bond 1-3yr UCITS ETF (Dist) (ISIN IE00B14X4Q57) e’ un ETF di titoli di Stato dell’area euro a breve termine: contiene esclusivamente governativi europei con scadenza residua tra 1 e 3 anni. E’ lo strumento obbligazionario piu’ «tranquillo» del nostro confronto, perche’ la breve scadenza lo rende poco sensibile alle oscillazioni dei tassi. Con un patrimonio dell’ordine di 1,7 miliardi di euro e un TER dello 0,15%, e’ molto usato come alternativa «evoluta» alla liquidita’ e al conto deposito.

Se cerchi proprio questo prodotto, la tua vera domanda riguarda il ruolo della scadenza breve: perche’ scegliere titoli di Stato a 1-3 anni invece di un ETF di governativi a scadenza piu’ lunga? E in cosa differisce da tenere semplicemente liquidita’?. E’ la domanda giusta, perche’ la duration corta cambia radicalmente il profilo dello strumento: poco rendimento extra, ma anche pochissimo rischio di perdita da rialzo dei tassi. Questa scheda mette al centro proprio questo: spiega cosa compri, perche’ la duration corta lo rende il bond piu’ prudente, il confronto con liquidita’ e governativi a lunga, il confronto coi fratelli e la tassazione agevolata al 12,5%, con un esempio numerico.

1. Scheda sintetica del fondo

Nome completoiShares Euro Government Bond 1-3yr UCITS ETF (Dist)
ISINIE00B14X4Q57
EsposizioneTitoli di Stato area euro a breve termine (1-3 anni)
Costo annuo (TER)0,15%
Metodo di replicaFisica a campionamento
Politica dei proventiDistribuzione (cedole staccate)
ValutaEUR (nessun rischio di cambio)
DurationCortissima (~2 anni, indicativa)
DomicilioIrlanda
UCITS / armonizzatoSi’ (UCITS, armonizzato)
Patrimonio (AUM)circa 1,7 miliardi di euro (al 12 giugno 2026)
Fiscalita'12,5% (titoli di Stato white list)
In sintesi: il bond piu’ «tranquillo». Titoli di Stato area euro a 1-3 anni: duration cortissima, rischio tassi minimo. Alternativa «evoluta» al conto deposito, tassata al 12,5% (white list), senza rischio di cambio. TER 0,15% (il piu’ alto del confronto).

2. Cosa compri: i governativi euro a breve termine

Partiamo da cosa contiene. Questo ETF replica un indice di titoli di Stato dell’area euro con scadenza residua tra 1 e 3 anni: BTP italiani, Bund tedeschi, OAT francesi, Bonos spagnoli e gli altri governativi dell’Eurozona, ma solo nella parte a breve termine della curva. Man mano che i titoli si avvicinano alla scadenza minima (un anno), escono dall’indice e vengono sostituiti da nuove emissioni a 2-3 anni: il fondo «ruota» continuamente, mantenendo costante la fascia di scadenza breve.

La selezione della parte corta della curva e’ la sua caratteristica definitoria. A differenza di un ETF di governativi euro «all-maturities», che include anche titoli a 10, 20 o 30 anni, qui ci si limita alle scadenze ravvicinate. Questo ha una conseguenza enorme sul comportamento del fondo: una duration cortissima (intorno ai due anni), che significa scarsa sensibilita’ ai movimenti dei tassi. E’ la stessa esposizione «pulita» e fiscalmente efficiente dei governativi euro (12,5%, niente cambio), ma calibrata sul minimo rischio di prezzo.

3. La duration corta: lo «scudo» contro i tassi

Il concetto-chiave, qui piu’ che mai, e’ la duration: la sensibilita’ del fondo alle variazioni dei tassi, espressa in anni. La regola e’ fondamentale: quando i tassi salgono, il prezzo delle obbligazioni scende, tanto piu’ quanto piu’ lunga e’ la duration. Con titoli a 1-3 anni, questo ETF ha una duration cortissima (intorno ai due anni), quindi una sensibilita’ ai tassi minima.

Cosa significa in pratica? Che anche un brusco rialzo dei tassi fa scendere il prezzo del fondo solo di poco, e per poco tempo: i titoli in scadenza vengono rimborsati a valore pieno e rimpiazzati da nuove emissioni a tassi piu’ alti, cosi’ il fondo «assorbe» rapidamente il nuovo livello dei tassi. E’ l’opposto di un ETF a lunga scadenza, che puo’ perdere molto e impiegare anni a recuperare. Nel terribile 2022, mentre i governativi euro a lunga scadenza crollavano, gli ETF a breve termine come questo hanno subito perdite molto piu’ contenute, dimostrando il valore della duration corta come «scudo» contro il rischio tassi. E’ la ragione per cui questo strumento e’ considerato il bond piu’ prudente: rinuncia a parte del rendimento, ma quasi azzera il rischio di perdita da rialzo dei tassi.

Da capire: con scadenze a 1-3 anni, un rialzo dei tassi fa scendere il prezzo solo di poco e per poco. Nel 2022 ha perso molto meno dei govies a lunga. E’ il bond piu’ prudente: poco rendimento extra, rischio di prezzo quasi azzerato.

4. Alternativa alla liquidita’ e al conto deposito

L’uso piu’ interessante di questo ETF e’ come alternativa alla liquidita’ e al conto deposito. Chi ha somme che non vuole investire in azioni — un fondo di emergenza, denaro destinato a una spesa tra un paio d’anni, liquidita’ «parcheggiata» in attesa di occasioni — puo’ usarlo per ottenere un piccolo rendimento mantenendo un rischio molto basso. Rispetto al conto corrente (che rende quasi nulla) o a un conto deposito vincolato (che blocca il capitale), un ETF a breve termine offre un rendimento legato ai tassi di mercato e resta liquidabile in ogni momento sul mercato.

Va capita una differenza rispetto alla pura liquidita’: l’ETF non garantisce il capitale giorno per giorno: il suo prezzo, pur poco volatile, oscilla leggermente con i tassi, e in un brusco rialzo puo’ scendere di qualche frazione di punto per un breve periodo. Non e’ un conto deposito con capitale garantito: e’ uno strumento di mercato a bassissima volatilita’. Per orizzonti molto brevi (pochi mesi) o per somme che potrebbero servire da un giorno all’altro, la differenza conta; per un «parcheggio» di uno-due anni o piu’, il rischio e’ minimo e il piccolo rendimento extra rispetto al conto corrente lo rende spesso preferibile. E’ l’anello di congiunzione tra la liquidita’ pura e l’investimento obbligazionario vero e proprio.

Da ricordare: NON e’ un conto deposito a capitale garantito. Il prezzo oscilla leggermente coi tassi. Per orizzonti cortissimi o denaro che puo’ servire da un giorno all’altro, la liquidita’ pura e’ piu’ adatta.

5. A cosa serve in portafoglio

A cosa serve in portafoglio? Ha tre usi principali. Il primo, gia’ visto, e’ come parcheggio della liquidita’: un posto dove tenere il denaro a basso rischio ottenendo un piccolo rendimento. Il secondo e’ come componente difensiva ultra-prudente per chi e’ molto avverso al rischio o ha un orizzonte breve: stabilizza il portafoglio con la minima volatilita’ possibile tra i bond. Il terzo e’ come «rifugio tattico» nelle fasi in cui si teme un rialzo dei tassi: spostarsi sul breve termine riduce il rischio di prezzo in attesa di tempi migliori.

Il rovescio della medaglia e’ il rendimento atteso piu’ contenuto: la parte corta della curva rende in genere meno di quella lunga (anche se non sempre: dipende dalla forma della curva dei tassi). Inoltre, su un orizzonte molto lungo, un fondo a breve termine non beneficia di eventuali grandi cali dei tassi quanto un fondo a lunga scadenza. Per questo non e’ lo strumento giusto per chi cerca il massimo rendimento dalla componente obbligazionaria o per chi vuole il massimo «effetto difensivo» nelle recessioni (dove i bond a lunga scadenza, salendo di prezzo, proteggono di piu’). E’ lo strumento della prudenza e della liquidita’, non del rendimento.

Tre usi: parcheggio della liquidita’, componente difensiva ultra-prudente, rifugio tattico dal rischio tassi. Lo strumento della prudenza, non del rendimento.

6. Confronto con i fratelli obbligazionari

Vediamo come si colloca tra gli ETF obbligazionari del confronto. Sul costo, e’ il piu’ caro del gruppo con lo 0,15%: piu’ dei governativi euro all-maturities (0,07%), del corporate (0,09%) e dell’aggregate hedged (0,10%). E’ un piccolo sovrapprezzo da tenere a mente, soprattutto perche’ su uno strumento a basso rendimento il TER «pesa» di piu’ in proporzione: se il fondo rende poco, lo 0,15% si mangia una fetta maggiore del rendimento rispetto a un fondo piu’ redditizio.

Sul patrimonio, con circa 1,7 miliardi di euro e’ il piu’ piccolo del confronto, ma comunque una dimensione ampiamente solida e liquida. La differenza fondamentale rispetto agli altri governativi euro del confronto (Xtrackers e iShares Core Euro Government, entrambi all-maturities) e’ la duration: cortissima qui (1-3 anni), media negli altri (7-8 anni). Stessa esposizione (govies euro, 12,5%, niente cambio), ma profilo di rischio tassi opposto: questo e’ lo «scudo» a bassa volatilita’, gli altri offrono piu’ rendimento e piu’ sensibilita’ ai tassi. La scelta tra breve e lunga scadenza dipende interamente dal tuo orizzonte e dalla tua tolleranza alle oscillazioni di prezzo.

Costo annuo (TER) degli ETF obbligazionari a confrontoiShares Euro Government Bond 1-3yr (questo)0.15%Xtrackers Eurozone Government Bond0.07%iShares Core Euro Government Bond0.07%iShares USD Treasury 7-10yr0.07%iShares Core EUR Corporate Bond0.09%iShares Global Aggregate EUR Hedged0.10%
Costo annuo (TER): il breve termine e’ il piu’ caro. Fonte: iShares (factsheet ufficiale) e justETF, dati al 12 giugno 2026.
Patrimonio (mln EUR) degli ETF obbligazionari a confrontoiShares Core EUR Corporate Bond9332iShares Core Euro Government Bond5213iShares USD Treasury 7-10yr3080iShares Global Aggregate EUR Hedged2403Xtrackers Eurozone Government Bond2325iShares Euro Government Bond 1-3yr (questo)1715
Patrimonio in milioni di euro. Fonte: iShares (factsheet ufficiale) e justETF, al 12 giugno 2026.

7. Come leggere il rendimento atteso (e la curva)

Come ci si fa un’idea del rendimento atteso? Anche qui l’indicatore di riferimento e’ il rendimento a scadenza (yield to maturity) medio del paniere. Su un fondo a breve termine, questo rendimento e’ particolarmente «leggibile»: essendo i titoli vicini alla scadenza, lo yield to maturity e’ una stima affidabile di cio’ che ci si puo’ attendere nel breve periodo, con poca incertezza legata alle oscillazioni di prezzo.

Un aspetto interessante e’ che, quando la curva dei tassi e’ «invertita» (tassi a breve piu’ alti di quelli a lunga, come accaduto in alcune fasi recenti), un fondo a breve termine puo’ addirittura rendere quanto o piu’ di uno a lunga scadenza, con molto meno rischio. E’ una situazione che rende gli ETF a breve particolarmente attraenti: rendimento competitivo e volatilita’ minima. In condizioni «normali» di curva (tassi a lunga piu’ alti), invece, il breve termine rende meno: e’ il prezzo della tranquillita’. In entrambi i casi, dopo la risalita dei tassi degli ultimi anni, anche i governativi euro a breve offrono un rendimento molto piu’ interessante rispetto all’era dei tassi a zero, quando rendevano addirittura negativo.

8. Distribuzione o accumulazione

Questo ETF e’ a distribuzione: stacca periodicamente le cedole dei titoli di Stato in portafoglio. Su uno strumento usato spesso come «parcheggio» della liquidita’, la distribuzione ha un senso pratico: chi lo usa per ottenere un rendimento dal denaro fermo apprezza ricevere le cedole in contanti. Esistono pero’ anche versioni ad accumulazione di prodotti analoghi, per chi preferisce capitalizzare e differire l’imposta.

Per l’investitore italiano, la scelta tra le due dipende dall’uso: se l’ETF e’ un parcheggio temporaneo, la distribuzione fornisce un piccolo flusso di cassa; se e’ una componente stabile e di lungo periodo del portafoglio e non serve la rendita, l’accumulazione e’ un po’ piu’ efficiente, perche’ non tassa le cedole a ogni stacco (qui al 12,5%) ma differisce l’imposta alla vendita. Su uno strumento a basso rendimento, comunque, la differenza tra le due e’ modesta in valore assoluto: le cedole sono contenute, e l’effetto fiscale del differimento e’ proporzionalmente piccolo.

9. Per chi ha senso (e per chi no)

Per chi ha senso, in concreto, questo ETF? Ha senso per chi vuole parcheggiare liquidita’ con un piccolo rendimento e rischio minimo (fondo di emergenza, denaro per una spesa vicina, capitale in attesa di investimento), per l’investitore molto prudente o con orizzonte breve, e per chi vuole un rifugio tattico dal rischio tassi quando teme rialzi. Unisce la sicurezza dei governativi euro, l’assenza di rischio di cambio, la tassazione agevolata al 12,5% e la volatilita’ minima della duration corta.

E’ meno adatto, invece, a chi cerca rendimento dalla componente obbligazionaria (i governativi a lunga scadenza o i corporate rendono di piu’) o il massimo effetto difensivo nelle recessioni (dove i bond a lunga scadenza, salendo di prezzo quando i tassi calano, proteggono il portafoglio piu’ di un fondo a breve). Non e’ neppure ideale per orizzonti cortissimi (pochi mesi) o per denaro che potrebbe servire da un giorno all’altro, dove la pura liquidita’ garantita e’ piu’ adatta. E’ lo strumento della prudenza e del «parcheggio intelligente»: il suo pregio e’ la bassa volatilita’, il suo limite e’ il rendimento contenuto.

10. Gli errori piu’ comuni da evitare

Concludiamo con gli errori piu’ comuni. Il primo e’ scambiarlo per un conto deposito a capitale garantito: il prezzo, pur poco volatile, oscilla con i tassi e non e’ garantito giorno per giorno. Per orizzonti cortissimi o somme che possono servire da un momento all’altro, la liquidita’ pura e’ piu’ adatta. Il secondo e’ usarlo come componente da rendimento: la duration corta rende poco per definizione; chi cerca rendimento dovrebbe guardare ai govies a lunga o ai corporate, accettando piu’ rischio.

Il terzo e’ trascurare il peso del TER: su uno strumento a basso rendimento, lo 0,15% (il piu’ alto del confronto) si mangia una fetta proporzionalmente maggiore del rendimento; vale la pena verificare se un’alternativa a breve termine piu’ economica renda di piu’ al netto. Il quarto, fondamentale per un italiano, e’ non valorizzare il 12,5%: essendo titoli di Stato white list, e’ tassato all’aliquota agevolata, un vantaggio rispetto a un conto deposito (i cui interessi sono tassati al 26%). Conoscere questi quattro punti — non e’ un conto deposito, non e’ uno strumento da rendimento, attenzione al TER, vantaggio fiscale del 12,5% — vale piu’ di qualunque previsione sui tassi.

11. I rischi (i piu’ bassi tra i bond)

I rischi sono i piu’ bassi tra gli ETF obbligazionari, ma non nulli. Il rischio tassi (duration) esiste ma e’ minimo: con scadenze a 1-3 anni, anche un brusco rialzo dei tassi fa scendere il prezzo solo di poco e per poco tempo, perche’ il fondo si «ricarica» rapidamente con nuove emissioni a tassi piu’ alti. E’ il grande punto di forza dello strumento: lo «scudo» contro il rischio di prezzo che affligge i bond a lunga scadenza.

Il rischio di credito sovrano e’ basso (titoli di Stato dell’area euro, diversificati su piu’ emittenti) e ulteriormente attenuato dalla breve scadenza: tanto piu’ un titolo e’ vicino al rimborso, tanto minore e’ l’incertezza sul suo valore. Il rischio di cambio e’ assente: tutto e’ in euro. L’unico vero «rischio» da considerare e’ il costo opportunita’: tenere troppo a lungo somme importanti in uno strumento a basso rendimento significa rinunciare al maggior potenziale di azioni e bond a piu’ lunga scadenza. E’ lo strumento giusto per la liquidita’ e la prudenza, ma usarlo come investimento principale di lungo periodo sarebbe un errore di allocazione, non un rischio dello strumento in se’.

12. Replica e rotazione dei titoli

Sul piano tecnico, il fondo adotta una replica fisica a campionamento: detiene un campione rappresentativo dei titoli di Stato a breve dell’indice, replicandone fedelmente l’andamento — prassi standard, peraltro agevole su titoli liquidi e a breve scadenza. E’ domiciliato in Irlanda, e’ UCITS armonizzato, denominato in euro e a distribuzione. Il TER e’ dello 0,15%.

La rotazione continua dei titoli (quelli che scendono sotto l’anno escono dall’indice) e’ una caratteristica strutturale di questo tipo di ETF a fascia di scadenza: il fondo mantiene sempre la stessa duration corta, rinnovando le emissioni. E’ proprio questo «ringiovanimento» costante a tenere bassa la sensibilita’ ai tassi e a far assorbire rapidamente al fondo i nuovi livelli dei tassi di mercato. Essendo a distribuzione, le cedole vengono staccate periodicamente: verifica sul factsheet la cadenza dei pagamenti.

13. Tassazione italiana: 12,5% (meglio del conto deposito)

Veniamo alla fiscalita’, un altro punto a favore rispetto alle alternative di parcheggio. Contenendo esclusivamente titoli di Stato dei Paesi dell’area euro, quasi tutti white list, i proventi di questo ETF — cedole e plusvalenze — sono tassati all’aliquota agevolata del 12,5%, anziche’ al 26% di azioni e corporate. E’ un vantaggio non da poco rispetto al conto deposito, i cui interessi sono invece tassati al 26%: a parita’ di rendimento lordo, l’ETF di governativi a breve lascia in tasca piu’ netto.

Su questo ETF, composto interamente da titoli di Stato, l’aliquota e’ di fatto il 12,5% pieno (non una media, come negli ETF obbligazionari misti). Essendo a distribuzione, il 12,5% si applica a ogni cedola staccata (incassata gia’ al netto) e alle plusvalenze alla vendita. Non devi fare tu i calcoli: con un intermediario italiano in regime amministrato, la banca applica l’aliquota corretta in automatico, oltre all’imposta di bollo dello 0,2% annuo. Questo bollo, va detto, su uno strumento a basso rendimento incide proporzionalmente di piu’ che su un investimento piu’ redditizio: e’ un costo da considerare nel confronto con altre forme di parcheggio.

Sulle minusvalenze vale la consueta asimmetria degli ETF: la plusvalenza e’ reddito di capitale, la minusvalenza e’ reddito diverso, e le due non si compensano; le minusvalenze (qui rare e piccole, data la bassa volatilita’) finiscono nello «zainetto fiscale», utilizzabili contro redditi diversi entro quattro anni. Con un broker estero in regime dichiarativo te ne occupi tu: quadro RW, IVAFE (0,2%) e tassazione al 12,5%. In sintesi: rispetto al conto deposito, questo ETF unisce un’aliquota agevolata (12,5% contro 26%) alla liquidabilita’ immediata, al prezzo di non garantire il capitale giorno per giorno.

Esempio pratico

Un esempio numerico (vs conto deposito). Supponi che sia questo ETF a breve termine sia un conto deposito rendano il 2,5% lordo. Sull’ETF, essendo titoli di Stato white list, paghi il 12,5%: ti resta un netto del 2,19%. Sul conto deposito, gli interessi sono tassati al 26%: ti resta l’1,85%. A parita’ di rendimento lordo, l’ETF di governativi a breve lascia in tasca circa lo 0,34% in piu’ all’anno, grazie all’aliquota agevolata. Su 20.000 euro parcheggiati sono circa 68 euro l’anno di differenza, in favore dell’ETF. Vanno pero’ considerati il bollo dello 0,2%, eventuali commissioni di acquisto e il fatto che l’ETF non garantisce il capitale giorno per giorno: il confronto va fatto caso per caso, ma il vantaggio fiscale del 12,5% e’ un punto reale a favore di questo strumento. Un’avvertenza: il conto deposito vincolato puo’ offrire, in certe fasi, un tasso lordo promozionale piu’ alto, e garantisce il capitale; l’ETF, in cambio, resta liquidabile in ogni momento e gode dell’aliquota agevolata. Non c’e’ un vincitore assoluto: dipende dai tassi del momento, dalla flessibilita’ che ti serve e dall’orizzonte.

Da ricordare: 12,5% (titoli di Stato white list), contro il 26% degli interessi di un conto deposito: un vantaggio fiscale concreto. Asimmetria sulle minusvalenze. RW/IVAFE solo con broker estero.

14. Conclusione

L’iShares Euro Government Bond 1-3yr (Dist) (IE00B14X4Q57) e’ il bond piu’ «tranquillo» del confronto: titoli di Stato dell’area euro a breve termine, con duration cortissima e quindi rischio tassi minimo. E’ lo strumento ideale per parcheggiare liquidita’ con un piccolo rendimento, come componente difensiva ultra-prudente o come rifugio tattico quando si temono rialzi dei tassi, il tutto con la tassazione agevolata al 12,5% e senza rischio di cambio.

I punti da tenere a mente sono tre: non e’ un conto deposito a capitale garantito (il prezzo oscilla leggermente, anche se poco); non e’ uno strumento da rendimento (la duration corta rende meno dei govies a lunga o dei corporate); e il TER piu’ alto del confronto (0,15%) pesa di piu’ proprio perche’ il rendimento e’ basso. Il suo pregio e’ la combinazione di bassissima volatilita’, liquidabilita’ immediata e aliquota agevolata, che lo rende spesso preferibile al conto corrente o al conto deposito per somme parcheggiate su orizzonti di uno-due anni. Per scegliere correttamente tra liquidita’, breve termine e bond a lunga scadenza in base al tuo orizzonte, vale la pena approfondire con le nostre guide dedicate o con un professionista.

Domande frequenti

Cosa contiene esattamente?

Solo titoli di Stato dell’area euro con scadenza residua tra 1 e 3 anni (BTP, Bund, OAT, Bonos e gli altri), denominati in euro. E’ la parte «corta» della curva governativa: il fondo ruota continuamente, mantenendo costante la breve scadenza e quindi la duration cortissima.

E' come un conto deposito?

E’ un’alternativa, ma con differenze. Rende un piccolo importo legato ai tassi di mercato ed e’ liquidabile in ogni momento, ma NON garantisce il capitale giorno per giorno: il prezzo oscilla leggermente con i tassi. In compenso e’ tassato al 12,5% (white list), contro il 26% degli interessi di un conto deposito.

Perche' rischia cosi' poco?

Per la duration cortissima (~2 anni): con scadenze a 1-3 anni, anche un forte rialzo dei tassi fa scendere il prezzo solo di poco e per poco, perche’ i titoli in scadenza vengono rimborsati e rimpiazzati a tassi piu’ alti. Nel 2022 ha perso molto meno dei governativi a lunga scadenza.

Come e' tassato in Italia?

All’aliquota agevolata del 12,5%, perche’ contiene solo titoli di Stato white list (area euro). E’ un vantaggio rispetto al conto deposito (interessi al 26%). La banca lo applica in automatico in regime amministrato, oltre al bollo dello 0,2%.

Quando preferirlo a un ETF di governativi a lunga scadenza?

Quando l’orizzonte e’ breve, quando si vuole il minimo rischio di prezzo, o quando si temono rialzi dei tassi. Per il rendimento di lungo periodo o il massimo effetto difensivo nelle recessioni, invece, i govies a lunga scadenza sono piu’ adatti, accettando piu’ volatilita’.

Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o un invito all’investimento. I dati di prodotto sono tratti da fonti ufficiali alla data indicata e possono variare nel tempo; verifica sempre il factsheet aggiornato e il KIID/KID prima di investire. Gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale.

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Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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