Approfondimento

Azioni SOL (SOL): cosa fa, dividendi e fiscalità

in
Azioni SOL (SOL): cosa fa, dividendi e fiscalità
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

Come aggiorniamo i contenuti
📅 Pubblicato il 14 Giugno 2026

SOL (SOL): profilo, dividendi e tasse, spiegati a chi investe

SOL è un gruppo industriale che produce gas tecnici e medicali e gestisce l’assistenza sanitaria a domicilio. È una mid cap «difensiva» di Piazza Affari, fuori dal FTSE MIB, con una storia di dividendi in lenta ma costante crescita. Questa scheda non ti dice se comprarla: ti spiega che cosa fa davvero il gruppo, quanto e come paga i dividendi, come vengono tassati e quali rischi corri con una singola azione.

  • Settore: Industria · Gas tecnici e medicali + assistenza domiciliare
  • Dividendo esercizio 2024: 0,39 €/azione (annuale)
  • ISIN IT0001206769 · ticker SOL · FTSE Italia Mid Cap
  • Sede a Monza → ritenuta italiana del 26% + PIR-eligibile

Dati aggiornati al 14 giugno 2026. Fonti: Borsa Italiana – Euronext Milan (storico dividendi, ISIN IT0001206769, indice FTSE Italia Mid Cap) e SOL Group Investor Relations. Contenuto informativo: non è una raccomandazione di acquisto o vendita.

SOL è un’azienda poco conosciuta dal grande pubblico ma molto solida: produce i gas tecnici (ossigeno, azoto, argon, idrogeno) usati dall’industria e i gas medicali usati negli ospedali, e gestisce, con il marchio Vivisol, l’assistenza sanitaria a domicilio per pazienti che hanno bisogno di ossigenoterapia e ventilazione. È un modello di business «difensivo», cioè poco sensibile al ciclo economico. Capire questi pezzi — e capire la fiscalità del dividendo e della plusvalenza — è il modo serio di avvicinarsi al titolo. Qui trovi tutto in chiave didattica e fiscale, senza giudizi di valore né target di prezzo.

Useremo SOL anche come «caso di scuola» per due cose: che cosa significa un’azienda «difensiva», con domanda stabile a prescindere dall’andamento dell’economia, e perché — essendo una mid cap fuori dal FTSE MIB — è un titolo particolarmente interessante per chi costruisce un PIR. È un angolo fiscale che su una big cap non esiste, e che spieghiamo passo per passo.

Carta d’identità: SOL in breve

DenominazioneSOL S.p.A.
TickerSOL (Euronext Milan)
ISINIT0001206769
MercatoEuronext Milan
IndiceFTSE Italia Mid Cap
SettoreIndustria – gas tecnici e medicali, assistenza domiciliare
Sede e domicilio fiscaleMonza, Italia
Azionisti di riferimentoFamiglie Annoni e Fumagalli (controllo storico)
Marchio assistenza domiciliareVivisol

SOL è un gruppo industriale italiano con due anime: da un lato produce e distribuisce gas tecnici e medicali — ossigeno, azoto, argon, anidride carbonica, idrogeno — usati nell’industria, nella sanità e nella ricerca; dall’altro, con il marchio Vivisol, è uno dei principali operatori europei dell’assistenza sanitaria a domicilio (home care), che fornisce ossigeno e apparecchiature per la respirazione ai pazienti a casa. È controllata storicamente dalle famiglie fondatrici Annoni e Fumagalli.

Il codice ISIN (IT0001206769) è la «targa» internazionale del titolo: è il riferimento che usi quando cerchi l’azione nel tuo home banking o nella piattaforma del broker, ed è più affidabile del semplice nome. Il prefisso «IT» ti dice subito una cosa fiscalmente importante: SOL è una società italiana a tutti gli effetti, con tutte le conseguenze — semplici — che vedremo sulla tassazione del dividendo. Verificare ISIN e mercato di quotazione è sempre il primo riflesso utile.

Che cosa fa SOL: i mestieri dietro l’azione

Per capire un’azione bisogna capire da dove arrivano i suoi soldi. I ricavi di SOL nascono da due grandi divisioni, complementari ma molto diverse tra loro:

  • Gas tecnici — ossigeno, azoto, argon, idrogeno, anidride carbonica e miscele venduti a industrie di ogni tipo (metallurgia, chimica, alimentare, elettronica). È il business industriale storico.
  • Gas medicali — gli stessi gas, ma in qualità farmaceutica, forniti a ospedali e strutture sanitarie. Un segmento legato alla spesa sanitaria, tipicamente stabile.
  • Home care (Vivisol) — l’assistenza respiratoria e la terapia a domicilio per pazienti cronici: ossigenoterapia, ventilazione, trattamento delle apnee notturne. Un servizio in crescita strutturale per via dell’invecchiamento della popolazione.
  • Ricerca e applicazioni — sviluppo di nuovi impieghi dei gas, inclusi quelli legati all’idrogeno e alla transizione energetica.

Il punto di forza del modello è la stabilità della domanda. I gas tecnici sono un input indispensabile per moltissime lavorazioni industriali; i gas medicali e l’assistenza domiciliare rispondono a bisogni di salute che non si comprimono nelle fasi di crisi. SOL vende quindi prodotti e servizi «essenziali», la cui domanda non crolla quando l’economia rallenta. È questa la base del suo carattere difensivo, su cui torniamo tra poco.

Una caratteristica del settore dei gas è l’alta intensità di capitale e la logica «territoriale»: gli impianti di produzione e la rete di distribuzione (bombole, serbatoi, cisterne) sono costosi da costruire ma creano forti barriere all’ingresso, perché trasportare i gas su lunghe distanze è antieconomico. Chi presidia un territorio con impianti e clienti tende a mantenerlo. Per l’azionista, significa un business con margini stabili e relazioni di lungo periodo, ma che richiede investimenti continui per crescere.

Sul piano industriale SOL cresce sia per linee interne sia per acquisizioni, espandendo la propria presenza in Europa e oltre, soprattutto nell’home care, spinto dall’invecchiamento demografico. È un operatore di media dimensione in un settore dominato da pochi colossi mondiali, e la sua forza è la capillarità territoriale e la diversificazione tra industria e sanità. Su rischi e crescita torniamo nell’ultima sezione.

Perché SOL è un titolo «difensivo»

Vale la pena soffermarsi su un concetto che aiuta a capire il titolo: SOL è considerata un’azione difensiva. Le azioni difensive sono quelle delle aziende la cui domanda è poco sensibile al ciclo economico: si vendono prodotti o servizi «essenziali», che le persone e le imprese continuano a comprare anche nelle fasi di rallentamento. È l’opposto delle azioni cicliche, come quelle dell’auto o dello shipping, i cui ricavi salgono e crollano con l’economia.

SOL ha questo profilo perché i gas tecnici servono comunque all’industria, i gas medicali servono comunque agli ospedali, e l’assistenza domiciliare risponde a bisogni di salute che non si rinviano. Per l’investitore, un titolo difensivo tende a mostrare utili e dividendi più stabili e prevedibili nel tempo, con oscillazioni di prezzo in genere meno violente di quelle di un titolo ciclico. Attenzione però: «difensivo» non vuol dire «senza rischi», e nemmeno «sempre in crescita». Significa solo che la domanda di base è più stabile; il prezzo dell’azione resta soggetto alle leggi del mercato. Su questa distinzione torna utile la guida alle azioni difensive e cicliche.

Storia e politica dei dividendi

Dividendo SOL per azione, per esercizio (€)20200.175 €20210.220 €20220.240 €20230.330 €20240.370 €
Dividendo annuale per azione per esercizio (pagato nel maggio successivo). Fonte: Borsa Italiana.

SOL ha una storia di dividendi coerente con il suo profilo difensivo: una cedola annuale in lenta ma costante crescita. Il dividendo per azione è salito da 0,175 € (esercizio 2020) a 0,37 € (esercizio 2024), pagato di norma nel maggio successivo all’esercizio di competenza, dopo l’assemblea. È una progressione regolare, senza tagli, che riflette la stabilità degli utili del gruppo.

Questo tipo di andamento — crescita graduale e senza strappi — è tipico delle aziende difensive con conti solidi e azionisti di controllo orientati al lungo periodo. Per valutare quanto «rende» davvero un’azione conviene comunque guardare alla storia completa dei dividendi: una serie regolarmente crescente è un segnale di stabilità, ma non garantisce nulla per il futuro. Il dividendo dipende sempre dagli utili effettivi.

Vale infatti anche qui il principio generale: il dividendo di un’azione, a differenza della cedola di un titolo di Stato, non è un obbligo contrattuale: dipende dagli utili e dalle decisioni del consiglio, e potrebbe in teoria essere ridotto. Un rendimento da dividendo molto alto, anzi, a volte è un campanello d’allarme più che un’occasione: è il fenomeno della «dividend trap». Se ti interessa la logica di chi punta sulle cedole rispetto a chi preferisce far crescere il capitale, la mettiamo a confronto in dividendi o accumulazione.

Stacco, record date e pagamento: come funziona

Per incassare un dividendo non basta «possedere l’azione»: conta possederla nei giorni giusti. Il calendario di ogni cedola ruota intorno a tre date che è utile conoscere, perché valgono per qualsiasi azione, non solo per SOL:

  • Data di stacco (ex-date) — il giorno in cui l’azione comincia a quotare «senza» il dividendo. Da quel momento il prezzo si abbassa, in teoria, di un importo pari alla cedola: per questo non esiste un «trucco» per incassare il dividendo e rivendere subito guadagnandoci.
  • Record date — il giorno in cui si fotografa chi sono gli azionisti aventi diritto. Cade tipicamente il giorno lavorativo successivo allo stacco.
  • Data di pagamento — il giorno in cui il denaro arriva effettivamente sul conto, già al netto della ritenuta del 26%.

SOL paga in genere un’unica cedola annuale, in maggio, dopo l’approvazione del bilancio. Il punto da ricordare è concettuale: comprare un’azione il giorno prima dello stacco solo «per prendere il dividendo» non crea valore, perché il prezzo si aggiusta da solo. Il dividendo è un modo per distribuire utili reali nel tempo, non un’occasione di guadagno immediato.

Quanto rende il dividendo e come si tassa

Il rendimento da dividendo (dividend yield) si calcola dividendo la cedola annua per il prezzo dell’azione: se per esempio il titolo valesse 30 € e il dividendo fosse 0,37 €, il rendimento lordo sarebbe circa l’1,2%. È un valore che cambia ogni giorno con il prezzo, quindi qui non ne diamo uno «ufficiale»: trovi la formula spiegata passo-passo nella guida al rendimento da dividendi.

Sul piano fiscale SOL è semplice, perché è una società italiana: il dividendo incassato tramite un intermediario italiano sconta una ritenuta a titolo d’imposta del 26%, applicata direttamente dalla banca o dal broker. Non devi dichiarare nulla e ricevi l’importo già netto.

Esempio. Possiedi 500 azioni SOL e incassi il dividendo da 0,37 € ad azione: il lordo è 185 €. La ritenuta del 26% vale 48,10 €, quindi ti restano 136,90 € netti. Lo stesso meccanismo si applica a qualsiasi importo della cedola.

Il meccanismo tecnico si chiama «sostituto d’imposta»: l’intermediario trattiene il 26% e lo versa allo Stato al posto tuo, così il dividendo non concorre al tuo reddito IRPEF e non va riportato in dichiarazione. È un vantaggio di semplicità non da poco, ma ha anche un risvolto: poiché la ritenuta è «a titolo d’imposta» e non «d’acconto», non puoi recuperarla nemmeno se hai un’aliquota IRPEF più bassa. Il 26% è secco, uguale per tutti.

Questa semplicità è esattamente il vantaggio di un titolo italiano come SOL rispetto a una blue chip domiciliata all’estero (per esempio in Lussemburgo o nei Paesi Bassi), dove entra in gioco anche una ritenuta estera e il tema della doppia imposizione. Per SOL, società di Monza, non è un problema. Per il quadro completo vedi la tassazione dei dividendi italiani ed esteri e, per i casi esteri, i dividendi esteri e la doppia imposizione.

Plusvalenze: la tassa se vendi in guadagno

Se un giorno vendi le azioni a un prezzo più alto di quello d’acquisto, la differenza è una plusvalenza e viene tassata al 26%, come il dividendo. La buona notizia è che le plusvalenze su azioni rientrano tra i «redditi diversi» e quindi possono essere compensate con le minusvalenze (le perdite) realizzate su altri titoli.

Le minusvalenze restano utilizzabili per compensare guadagni futuri fino al quarto anno successivo a quello in cui le hai realizzate. Se usi un broker in «regime amministrato» è la banca a fare tutti i calcoli e i versamenti per te; in «regime dichiarativo» devi riportare tutto nel quadro RT della dichiarazione. I dettagli e gli esempi sono in guida al capital gain al 26% e in compensazione delle minusvalenze.

C’è un’asimmetria fiscale che è importante conoscere proprio per chi compra singole azioni come SOL: i dividendi non possono essere usati per recuperare le minusvalenze, mentre le plusvalenze sì. In altre parole, se hai accumulato perdite in passato, le abbatti solo vendendo altri titoli in guadagno, non incassando cedole. È una delle differenze tecniche che rendono la gestione di un portafoglio di azioni più «manuale» rispetto a un ETF ad accumulazione, dove la tassazione scatta solo al momento della vendita.

Va ricordato infine il criterio con cui si calcola il guadagno quando hai comprato lo stesso titolo in più momenti a prezzi diversi: si usa il costo medio ponderato. Tieni quindi traccia dei prezzi di carico, perché determinano quanta plusvalenza (e quindi quanta tassa) emergerà alla vendita. In regime amministrato ci pensa la banca, ma sapere come funziona ti aiuta a non avere sorprese.

SOL dentro un PIR: il sotto-vincolo del 30%

SOL può stare in un PIR? Sì, ed è un caso «forte». Un Piano Individuale di Risparmio «ordinario» deve investire almeno il 70% in strumenti di imprese italiane, e di quel 70% almeno il 30% deve andare a società non incluse nel FTSE MIB. SOL, essendo una mid cap fuori dal FTSE MIB, rientra proprio in quel sotto-vincolo del 30%: è quindi uno dei titoli che possono dare «doppio» valore a un PIR, contribuendo alla quota più difficile da riempire.

Il vantaggio del PIR è notevole sul piano fiscale: se mantieni l’investimento per almeno 5 anni, le plusvalenze e i dividendi sono esenti da imposta. Su un titolo da dividendo crescente come SOL l’esenzione del 26% sulla cedola, ripetuta per anni, può incidere parecchio: è la differenza tra incassare 0,37 € lordi e vederne arrivare circa 0,274 € netti. Su orizzonti lunghi e su importi consistenti, è un risparmio tutt’altro che simbolico — tanto più su un titolo difensivo, pensato proprio per essere tenuto a lungo.

Lo strumento ha però regole stringenti: esiste un tetto annuo e complessivo agli importi investibili, il vincolo dei 5 anni va rispettato (vendere prima fa decadere i benefici, con recupero delle imposte), e va aperto presso un intermediario che offra il «contenitore» PIR. Proprio perché SOL riempie il sotto-vincolo del 30% ed è un titolo difensivo da cassettista, è un mattone tipico di un PIR ben costruito, ma resta una tessera dentro un mosaico diversificato. Per capire se fa al caso tuo, vantaggi e limiti sono spiegati nella guida ai PIR.

Come si compra SOL dall’Italia

Come si compra dall’Italia

Per comprare azioni SOL dall’Italia ti serve un conto titoli presso una banca o un broker che dia accesso a Euronext Milan (praticamente tutti). Cerchi il titolo con il codice ISIN IT0001206769 o il ticker SOL e invii un ordine: «a mercato» per eseguire subito al prezzo corrente, oppure «con limite» per fissare il prezzo massimo che sei disposto a pagare. SOL ha un flottante (la quota di azioni liberamente scambiate) relativamente ridotto e una liquidità contenuta: l’ordine «con limite» è quasi sempre la scelta più prudente.

Sui costi fai attenzione a due voci: le commissioni di negoziazione del broker e l’imposta di bollo sul deposito titoli (0,2% annuo sul controvalore). Comprare una singola azione non comporta i costi di gestione di un fondo, ma ti espone al rischio di un solo titolo: ne parliamo qui sotto.

Azione singola o ETF: come decidere il peso

È la domanda che si pone chiunque guardi un titolo come SOL: meglio comprare la singola azione o un ETF che la contiene insieme a tante altre? Non c’è una risposta «giusta» universale, e soprattutto non è una risposta che possiamo darti noi: dipende dai tuoi obiettivi, dal tuo orizzonte temporale e da quanta concentrazione sei disposto a sopportare. Possiamo però mettere in fila le differenze che contano.

Con la singola azione scegli esattamente l’azienda su cui puntare, incassi il suo dividendo specifico e non paghi commissioni di gestione annue. In cambio, però, concentri tutto su un solo titolo: per quanto difensivo, se SOL attraversa una fase difficile non c’è nulla in portafoglio che compensi. Con un ETF — per esempio un fondo sulle mid cap italiane, sul settore industriale o sull’intero mercato — possiedi una piccola fetta di molte società: rinunci alla «scommessa mirata» e paghi un piccolo costo annuo (il TER), ma ottieni diversificazione automatica.

Una via di mezzo molto usata è considerare la singola azione come una quota satellite di un portafoglio che ha al centro fondi diversificati: una posizione contenuta, di cui conosci bene rischi e fiscalità, accanto a un nucleo più stabile. Per ragionare sul peso di un titolo e sulla sua dimensione vedi large, mid e small cap; per imparare a leggere i conti di un’azienda, l’analisi fondamentale.

I rischi specifici di una singola azione SOL

Comprare una sola azione non è diversificare. Per quanto difensiva, SOL resta un singolo titolo: se va male, non c’è nient’altro a compensare. Un ETF azionario contiene centinaia o migliaia di società e attutisce il colpo del singolo emittente.

Oltre al rischio generale di concentrazione, un’azione SOL porta con sé rischi specifici, anche se più contenuti rispetto a un titolo ciclico. Il primo è il costo dell’energia: produrre gas tecnici richiede grandi quantità di elettricità, e un’impennata dei prezzi energetici può comprimere i margini. Il secondo è il rischio regolatorio sulla sanità: una parte importante dei ricavi viene dai gas medicali e dall’home care, legati alla spesa sanitaria pubblica e alle gare d’appalto; tagli o cambi di regole possono incidere.

Il terzo è il rischio legato alle acquisizioni: SOL cresce anche comprando altre aziende, e ogni operazione comporta debito e rischio di integrazione. Il quarto è la bassa liquidità: con un flottante ridotto, il titolo viene scambiato da pochi investitori, e questo può rendere più difficile comprare o vendere quantità rilevanti senza muovere il prezzo, oltre ad ampliare le oscillazioni.

Tutti questi fattori si sommano al rischio più banale ma più importante: quello di prezzo. Anche un titolo difensivo può restare sotto il prezzo d’acquisto per anni, e su una mid cap poco liquida i movimenti possono essere più ampi. Per capire la differenza tra azioni difensive e cicliche vedi azioni difensive e cicliche, e per ragionare sul peso da dare a un singolo titolo large, mid e small cap. La regola di fondo resta una sola: una posizione su SOL va dimensionata in base a quanto saresti sereno se quella parte di portafoglio perdesse valore.

Domande frequenti

Ogni quanto SOL paga il dividendo?

Di norma una volta l’anno, in maggio, dopo l’approvazione del bilancio. Per l’esercizio 2024 la cedola è stata di 0,37 € per azione, in crescita rispetto agli anni precedenti.

Quante tasse si pagano sul dividendo SOL?

Il 26%, trattenuto direttamente dall’intermediario italiano come ritenuta a titolo d’imposta. Su 0,37 € lordi restano circa 0,274 € netti per azione.

Le azioni SOL si possono mettere in un PIR?

Sì, ed è un caso «forte»: essendo una mid cap fuori dal FTSE MIB, SOL rientra nel sotto-vincolo del 30% di un PIR ordinario riservato alle società più piccole. Detenuta 5 anni, beneficia dell’esenzione fiscale.

Perché SOL è considerata un'azione difensiva?

Perché vende prodotti e servizi essenziali — gas tecnici per l’industria, gas medicali e assistenza domiciliare per la sanità — la cui domanda è poco sensibile al ciclo economico. Per questo utili e dividendi tendono a essere più stabili.

Il dividendo di SOL è garantito?

No. Anche se la storia recente mostra una crescita regolare e senza tagli, il dividendo dipende sempre dagli utili e dalle decisioni del consiglio. A differenza di una cedola obbligazionaria, non è un obbligo contrattuale.

Esplora il settore

Questa è una delle schede del settore Industria e meccanica: vedi tutte le aziende del comparto a confronto, con dividendi e fiscalità.

Azioni · Industria e meccanica · Indice «Azioni e dividendi»

Questa scheda ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria o fiscale, né una raccomandazione o un invito a comprare o vendere il titolo. Non contiene giudizi di valutazione, target di prezzo o segnali operativi. I dati societari e i dividendi sono tratti da fonti ufficiali alla data indicata e possono variare nel tempo: verifica sempre i documenti aggiornati dell’emittente e di Borsa Italiana prima di qualsiasi decisione. Investire in singole azioni comporta rischi elevati, inclusa la possibile perdita del capitale.
AM
Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

Scopri di più → · LinkedIn

Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.