Ilpra (ILP): le macchine del packaging, dividendi e tasse
Ilpra è una PMI lombarda che costruisce macchine per il confezionamento (packaging) di prodotti alimentari, cosmetici e medicali: i sistemi che sigillano vaschette, riempiono confezioni e proteggono i prodotti lungo la filiera. È quotata su Euronext Growth Milan e paga un dividendo regolare. Questa scheda non ti dice se comprarla: ti spiega che cosa fa, quanto ha distribuito e come si tassa.
- Settore: beni strumentali · macchine per il confezionamento (packaging)
- Dividendo per esercizio: 0,12 € (2023, 2024 e 2025), distribuito in due tranche
- ISIN IT0005359101 · ticker ILP · Euronext Growth Milan
- Sede in provincia di Pavia → ritenuta italiana del 26% + PIR possibile
Dati aggiornati al 14 giugno 2026. Fonti: Borsa Italiana – Euronext Growth Milan (ISIN e dividendi per esercizio) e Ilpra Investor Relations. Contenuto informativo: non è una raccomandazione.
Ilpra è un esempio interessante di azienda dei beni strumentali: non vende un prodotto di consumo, ma le macchine che servono ad altri per produrre e confezionare. È una PMI legata a settori difensivi come l’alimentare e il medicale, e distribuisce un dividendo in modo regolare. Resta però una small cap quotata su un mercato meno liquido del listino principale.
Qui la usiamo per imparare a leggere un’azione di packaging machinery quotata su Euronext Growth Milan: come si interpreta una storia di dividendi stabile, come funziona la fiscalità italiana del dividendo e della plusvalenza, quando un PIR azzera quelle imposte e quali rischi specifici porta una small cap. Niente giudizi di valore né target di prezzo: solo gli strumenti per ragionare con la tua testa.
Carta d’identità: Ilpra in breve
| Denominazione | Ilpra S.p.A. |
|---|---|
| Ticker | ILP (Euronext Growth Milan) |
| ISIN | IT0005359101 |
| Mercato | Euronext Growth Milan (EGM) – mercato per le PMI in crescita |
| Settore | Beni strumentali · macchine per il confezionamento (packaging) |
| Sede e domicilio fiscale | Vigevano (Pavia), Italia |
| In Borsa dal | 2018 (quotazione su AIM Italia, oggi Euronext Growth Milan) |
Ilpra è un’azienda italiana con sede a Vigevano, in Lombardia, specializzata nella progettazione e produzione di macchine per il confezionamento — il packaging. Costruisce i sistemi che sigillano, riempiono e confezionano prodotti: termosigillatrici per vaschette, macchine per il sottovuoto, riempitrici e linee complete, usate soprattutto nell’alimentare ma anche nel cosmetico e nel medicale. È un nome poco noto al pubblico, ma il suo prodotto è ovunque: dietro a moltissime confezioni che troviamo al supermercato c’è una macchina come quelle che produce.
Il codice ISIN (IT0005359101) è la «targa» internazionale del titolo: il riferimento da usare nel tuo home banking o nel broker, più affidabile del solo nome. Il prefisso «IT» segnala che è una società italiana, con tutto ciò che ne consegue in termini di tassazione semplice del dividendo e di possibile accesso al PIR. La quotazione su Euronext Growth Milan ti dice che parliamo di una PMI: un dettaglio che, come vedremo, conta molto sui rischi e sulla liquidità.
Che cosa fa Ilpra: le macchine dietro le confezioni
Per capire un’azione bisogna capire da dove arrivano i suoi soldi. Ilpra vende macchine e linee di confezionamento, oltre ai servizi collegati. La sua attività si articola in:
- Macchine confezionatrici — termosigillatrici, macchine per il sottovuoto e per la modificazione dell’atmosfera (MAP), che allungano la conservazione dei prodotti.
- Riempitrici e linee complete — sistemi per dosare e confezionare prodotti liquidi, cremosi o solidi, fino a linee integrate per la produzione.
- Ricambi e assistenza — la parte di servizi e parti di ricambio collegata al parco macchine installato, una fonte di ricavi più ricorrente rispetto alla vendita di nuove macchine.
È un classico business B2B di beni strumentali: Ilpra vende i propri macchinari ad aziende che producono e confezionano beni. Per l’azionista questo significa che il fatturato dipende dagli investimenti dei clienti: quando un’azienda alimentare amplia o rinnova le linee, compra macchine; in fasi di prudenza, rimanda. La vendita di nuove macchine è quindi legata al ciclo degli investimenti, mentre ricambi e assistenza danno una base di ricavi più stabile.
Un aspetto che rende Ilpra particolare è il settore servito. Alimentare e medicale sono mercati relativamente difensivi: la gente mangia e si cura anche quando l’economia rallenta. Questo non rende Ilpra immune dai cicli — perché vende beni strumentali, non beni di consumo — ma le dà una domanda di fondo più resistente rispetto a chi serve settori puramente ciclici. È un equilibrio interessante tra la ciclicità tipica dei macchinari e la stabilità dei mercati finali.
L’azienda è inoltre internazionale: esporta in molti Paesi e una quota rilevante del fatturato arriva dall’estero, il che le dà diversificazione geografica ma la espone all’andamento dell’industria globale e, per le vendite fuori dall’area euro, ai cambi. Sul tema dei rischi torniamo nell’ultima sezione.
Beni strumentali per filiere difensive
L’angolo che rende Ilpra un titolo interessante da studiare è la combinazione tra un prodotto da beni strumentali e mercati finali difensivi. Vendere macchine significa essere esposti al ciclo degli investimenti; ma servire l’alimentare e il medicale significa appoggiarsi a settori la cui domanda di fondo non crolla con le crisi. È una posizione che può dare una certa resilienza, pur restando legata alle decisioni di spesa dei clienti.
Un altro elemento utile è il peso dei ricavi ricorrenti: ogni macchina venduta crea, negli anni, una domanda di ricambi e assistenza. Più cresce il parco installato, più questa componente — meno esposta al ciclo rispetto alla vendita di nuove macchine — può contribuire a stabilizzare i conti. È un modello che molte aziende di beni strumentali cercano di rafforzare proprio per ridurre la dipendenza dai cicli di investimento.
C’è poi il fattore «mercato di quotazione». Ilpra è su Euronext Growth Milan, il listino dedicato alle PMI in crescita: regole più snelle, ma anche minore liquidità e flottante più ridotto rispetto al mercato principale. Gli scambi giornalieri sono limitati, e questo va tenuto presente sia quando si compra sia quando si vende. È un tema che riprenderemo parlando dei rischi.
Storia e politica dei dividendi
Ilpra ha mostrato negli ultimi esercizi una politica di dividendo regolare: 0,12 € per azione sull’esercizio 2023, sul 2024 e sul 2025, distribuiti in due tranche da 0,06 € ciascuna (tipicamente una in primavera e una in autunno). Questa stabilità, su una small cap, è un dato rilevante: indica una generazione di cassa sufficiente a sostenere una distribuzione costante.
Attenzione però all’idea che la regolarità passata sia una garanzia per il futuro. Anche un dividendo stabile dipende dagli utili e dalle decisioni dell’assemblea: in un anno difficile può essere ridotto o sospeso, perché — a differenza della cedola di un titolo di Stato — il dividendo azionario non è un obbligo contrattuale. La distribuzione in due tranche, inoltre, significa solo che la cedola complessiva arriva in due momenti diversi dell’anno: per il calcolo del rendimento conta la somma annuale.
Un rendimento da dividendo molto alto, infine, a volte è un campanello d’allarme più che un’occasione: è il fenomeno della «dividend trap». Su una small cap conviene quindi guardare alla sostenibilità della cedola rispetto agli utili, più che al solo rendimento. Per la logica di chi punta sulle cedole rispetto a chi preferisce far crescere il capitale vedi dividendi o accumulazione.
Stacco, record date e pagamento: come funziona
Per incassare un dividendo non basta «possedere l’azione»: conta possederla nei giorni giusti. Su Ilpra, che paga in due tranche, le date si ripetono due volte l’anno. Il calendario di ogni cedola ruota intorno a tre momenti che valgono per qualsiasi azione:
- Data di stacco (ex-date) — il giorno in cui l’azione comincia a quotare «senza» il dividendo. Da quel momento il prezzo si abbassa, in teoria, di un importo pari alla cedola.
- Record date — il giorno in cui si fotografa chi sono gli azionisti aventi diritto, tipicamente il giorno lavorativo successivo allo stacco.
- Data di pagamento — il giorno in cui il denaro arriva sul conto, già al netto della ritenuta del 26%.
Ilpra pubblica ogni anno il calendario con le date precise delle due tranche. Il punto da ricordare è concettuale: comprare un’azione il giorno prima dello stacco solo «per prendere il dividendo» non crea valore, perché il prezzo si aggiusta da solo. Su una small cap poco liquida, inseguire la cedola può anzi essere controproducente, perché lo spread tra prezzo di acquisto e di vendita può mangiarsi il beneficio.
Quanto rende il dividendo e come si tassa
Il rendimento da dividendo (dividend yield) si calcola dividendo la cedola annua per il prezzo dell’azione. È un valore che cambia ogni giorno con il prezzo, quindi qui non ne diamo uno «ufficiale»: trovi la formula spiegata passo-passo nella guida al rendimento da dividendi.
Sul piano fiscale Ilpra è semplice, perché è una società italiana: il dividendo incassato tramite un intermediario italiano sconta una ritenuta a titolo d’imposta del 26%, applicata direttamente dalla banca o dal broker. Non devi dichiarare nulla e ricevi l’importo già netto.
Il meccanismo tecnico si chiama «sostituto d’imposta»: l’intermediario trattiene il 26% e lo versa allo Stato al posto tuo, così il dividendo non concorre al tuo reddito IRPEF e non va riportato in dichiarazione. La ritenuta è «a titolo d’imposta» e non «d’acconto», quindi è secca e non recuperabile con un’aliquota IRPEF più bassa. Per il quadro completo vedi la tassazione dei dividendi italiani ed esteri.
Plusvalenze: la tassa se vendi in guadagno
Se un giorno vendi le azioni a un prezzo più alto di quello d’acquisto, la differenza è una plusvalenza e viene tassata al 26%, come il dividendo. Le plusvalenze su azioni rientrano tra i «redditi diversi» e possono essere compensate con le minusvalenze (le perdite) realizzate su altri titoli, fino al quarto anno successivo a quello in cui le hai realizzate.
Questo aspetto è utile su una small cap come Ilpra: se un giorno la vendessi in perdita, quella minusvalenza non andrebbe sprecata, ma potrebbe abbattere guadagni futuri su altri titoli. In «regime amministrato» è la banca a fare i calcoli e i versamenti; in «regime dichiarativo» riporti tutto nel quadro RT. Dettagli in guida al capital gain al 26% e in compensazione delle minusvalenze.
Ricorda l’asimmetria fiscale che conta per chi compra singole azioni: i dividendi non possono essere usati per recuperare le minusvalenze, mentre le plusvalenze sì. E se compri in più momenti a prezzi diversi, il guadagno si calcola sul costo medio ponderato: tenere traccia dei prezzi di carico ti aiuta a sapere quanta plusvalenza (o minusvalenza) emergerà alla vendita.
Ilpra dentro un PIR: il sotto-vincolo del 30%
Il vantaggio del PIR è notevole sul piano fiscale: se mantieni l’investimento per almeno 5 anni, le plusvalenze e i dividendi sono esenti da imposta. Su un titolo che paga una cedola regolare come Ilpra, l’esenzione del 26% sul dividendo, ripetuta per anni, può incidere parecchio; e su una small cap dove parte del risultato atteso è nella rivalutazione, anche l’esenzione sulla plusvalenza pesa.
Lo strumento ha però regole stringenti: tetti annui e complessivi agli importi, il vincolo dei 5 anni (vendere prima fa decadere i benefici, con recupero delle imposte) e va aperto presso un intermediario che offra il «contenitore» PIR. Attenzione: il PIR rende l’investimento più efficiente sul piano fiscale, ma non riduce di un centesimo il rischio del titolo. Vantaggi e limiti nella guida ai PIR.
Come si compra Ilpra dall’Italia
Come si compra dall’Italia
Per comprare azioni Ilpra dall’Italia ti serve un conto titoli presso una banca o un broker con accesso a Euronext Growth Milan. La maggior parte degli intermediari italiani lo consente, ma è bene verificarlo: alcuni broker limitano l’operatività sui mercati di crescita. Cerchi il titolo con l’ISIN IT0005359101 o il ticker ILP e invii un ordine: «a mercato» per eseguire subito, oppure «con limite» per fissare il prezzo massimo. Su una small cap poco liquida, l’ordine con limite è quasi sempre la scelta più prudente.
Sui costi guarda due voci: le commissioni di negoziazione del broker e l’imposta di bollo sul deposito titoli (0,2% annuo sul controvalore). E tieni d’occhio lo spread tra prezzo di acquisto e di vendita, che su un titolo a bassa liquidità può essere ampio e rappresentare un costo implicito non trascurabile.
Azione singola o ETF: come decidere il peso
È la domanda che si pone chiunque guardi un titolo come Ilpra: meglio la singola azione o un ETF che la contiene insieme a tante altre? Non c’è una risposta universale, e non è una risposta che possiamo darti noi: dipende dai tuoi obiettivi, dal tuo orizzonte e da quanta concentrazione e rischio sei disposto a sopportare.
Con la singola azione scegli esattamente l’azienda su cui puntare, incassi il suo dividendo e non paghi commissioni di gestione annue. In cambio concentri tutto su un solo titolo, per di più una small cap poco liquida: se Ilpra attraversa una fase difficile, non c’è nulla in portafoglio che compensi. Con un ETF — per esempio sulle small cap o sull’industria — possiedi una piccola fetta di molte società: rinunci alla scommessa mirata e paghi un piccolo costo annuo (il TER), ma diluisci il rischio del singolo emittente.
Una via di mezzo molto usata è considerare la singola azione come una quota satellite, anzi una piccola quota «ad alto rischio», di un portafoglio che ha al centro fondi diversificati. Su una small cap questa logica è quasi obbligata. Per ragionare sul peso e sulla dimensione di un titolo vedi large, mid e small cap; per leggere i conti di un’azienda, l’analisi fondamentale.
I rischi specifici di una small cap di beni strumentali
I rischi specifici di Ilpra sono quelli tipici di una PMI di beni strumentali. Il primo è la ciclicità degli investimenti: anche se i mercati finali (alimentare, medicale) sono difensivi, la vendita di macchine dipende dalla volontà dei clienti di investire, che può rallentare in fasi di incertezza. Il secondo è la concorrenza: il settore del packaging è popolato di costruttori, alcuni molto più grandi, e mantenere quote richiede innovazione e servizio.
Il terzo è il rischio di cambio, per la quota rilevante di vendite all’estero. Il quarto, e forse il più concreto per chi opera, è la bassa liquidità tipica dell’EGM: il flottante è ridotto, gli scambi giornalieri sono limitati e lo spread può essere ampio. In condizioni di mercato nervose, vendere una quantità non piccola di azioni può non essere immediato o avvenire a un prezzo penalizzante.
Tutti questi fattori si sommano al rischio più banale ma più importante: quello di prezzo. Il valore di un’azione oscilla ogni giorno e può restare sotto il prezzo d’acquisto per anni. Per ragionare sul peso da dare a un singolo titolo vedi large, mid e small cap e, sulla differenza tra titoli ciclici e difensivi, azioni difensive e cicliche. La regola di fondo resta una sola: una posizione su Ilpra va dimensionata in base a quanto saresti sereno se quella parte di portafoglio perdesse valore.
Domande frequenti
Che cosa fa Ilpra?
Ilpra è una PMI lombarda che costruisce macchine per il confezionamento (packaging): termosigillatrici, macchine per il sottovuoto, riempitrici e linee complete, usate soprattutto nell’alimentare ma anche nel cosmetico e nel medicale. È un’azienda di beni strumentali B2B.
Quanto ha pagato di dividendo Ilpra?
Per esercizio: 0,12 € per azione sugli esercizi 2023, 2024 e 2025, distribuiti in due tranche da 0,06 € ciascuna. È stata una cedola regolare negli ultimi anni.
Quante tasse si pagano sul dividendo Ilpra?
Il 26%, trattenuto direttamente dall’intermediario italiano come ritenuta a titolo d’imposta. Su un dividendo annuo di 0,12 € lordi restano circa 0,089 € netti per azione; il 26% si applica a ciascuna tranche.
Le azioni Ilpra si possono mettere in un PIR?
Sì. Essendo una PMI italiana su Euronext Growth Milan, fuori dal FTSE MIB, riempie il sotto-vincolo del 30% di un PIR ordinario. Detenuta 5 anni beneficia dell’esenzione fiscale su dividendi e plusvalenze. Il PIR però non riduce il rischio del titolo.
Quali sono i rischi delle azioni Ilpra?
È una small cap di beni strumentali su un mercato a liquidità ridotta: pur servendo settori difensivi come alimentare e medicale, dipende dal ciclo degli investimenti dei clienti, dalla concorrenza nel packaging, dal cambio e dalla bassa liquidità dell’EGM. Investire in una sola azione non è diversificare.
Esplora il settore
Questa è una delle schede del settore Industria e meccanica: vedi tutte le aziende del comparto a confronto, con dividendi e fiscalità.
→ Azioni · Industria e meccanica · Indice «Azioni e dividendi»