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Vademecum Successione 2026: legittimari, quote, imposte e dichiarazione

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Fisco Investimenti - legale
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 18 Aprile 2026🔄 Aggiornato il 27 Maggio 2026
GUIDA PRATICA 2026

Vademecum Successione 2026

Una guida operativa alla successione nel 2026: dalla individuazione degli eredi legittimari alle quote di legge previste dagli articoli 536-553 del codice civile, dall’imposta sulle successioni con franchigie e aliquote per grado di parentela alla dichiarazione di successione da presentare all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi. Con tre esempi numerici completi su eredita da 500.000, 1.000.000 e 2.000.000 di euro.

  • Tabella dei legittimari per scenari familiari ricorrenti
  • Franchigie 2026: 1 milione coniuge/figli, 100k fratelli, esenzione disabili
  • Documenti per la dichiarazione di successione (modello SUC1)
  • Codici tributo F23/F24 e ipotetica liquidazione delle imposte

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1. Chi e erede legittimario: coniuge, figli, ascendenti

Il diritto italiano distingue tra successione legittima (che si apre quando manca un testamento valido) e successione testamentaria. In entrambi i casi una parte di patrimonio e per legge riservata a soggetti specifici, chiamati legittimari o eredi necessari, che non possono essere completamente diseredati nemmeno con testamento contrario. Sono legittimari, ai sensi degli artt. 536 e 537 cc:

  • Il coniuge superstite (o l’unito civilmente ai sensi della legge 76/2016).
  • I figli, sia matrimoniali sia nati fuori dal matrimonio sia adottivi, parificati dal punto di vista successorio dalla riforma del 2012.
  • Gli ascendenti (genitori, nonni) solo in mancanza di figli.

Non sono legittimari (anche se possono essere eredi nella successione legittima in assenza di altri parenti piu prossimi) i fratelli, i cugini, gli zii, i nipoti ex fratre, il convivente di fatto non unito civilmente. Costoro possono ricevere lasciti per testamento, ma non hanno quote riservate dalla legge.

Quando il defunto lascia un testamento che lede la quota di legittima, i legittimari possono agire con l’azione di riduzione (art. 553 cc e seguenti) entro 10 anni dall’apertura della successione per recuperare la quota loro spettante, anche se cio comporta la riduzione di legati e donazioni in vita.

Il convivente di fatto, anche se di lunga durata, NON e legittimario. La legge 76/2016 ha esteso parzialmente i diritti dei conviventi (tra cui il diritto di abitazione per un periodo della casa familiare in caso di morte del partner), ma non ha equiparato il convivente al coniuge ai fini successori. Per tutelarlo serve testamento.

2. Quote di legittima (artt. 536-553 cc)

Le quote di legittima dipendono dalla composizione del nucleo familiare al momento dell’apertura della successione. Sono fissate dal codice civile e variano in modo articolato. Vediamo i casi piu frequenti.

Scenario familiareQuota riservataQuota disponibile
Solo coniuge, nessun figlio, nessun ascendenteConiuge: 1/21/2
Coniuge + 1 figlioConiuge: 1/3 + Figlio: 1/3 = totale 2/31/3
Coniuge + 2 o piu figliConiuge: 1/4 + Figli (tutti insieme): 1/2 = totale 3/41/4
Solo 1 figlio, no coniugeFiglio: 1/21/2
Solo 2 o piu figli, no coniugeFigli (tutti insieme): 2/31/3
Coniuge + ascendenti (no figli)Coniuge: 1/2 + Ascendenti: 1/4 = totale 3/41/4
Solo ascendenti, no coniuge, no figliAscendenti: 1/32/3

La quota disponibile e la porzione di patrimonio di cui il defunto puo liberamente disporre con testamento a favore di chiunque (anche di estranei alla famiglia, enti, fondazioni). La quota di legittima e quella che spetta comunque ai legittimari, anche contro la volonta testamentaria.

Va inoltre considerato il diritto di abitazione del coniuge superstite sulla casa familiare e di uso sugli arredi (art. 540 cc): si tratta di un diritto aggiuntivo che si imputa alla quota disponibile e non alla legittima, quindi va calcolato a parte. Vale per la casa adibita a residenza familiare di proprieta del defunto o in comunione tra i coniugi.

Se ci sono figli e nipoti ex filio (figli di figli premorti), opera la rappresentazione (art. 467 cc): i nipoti subentrano nella quota del genitore premorto e la dividono in parti uguali tra di loro.

3. Imposta successioni 2026: aliquote e franchigie

L’imposta sulle successioni, regolata dal D.Lgs. 346/1990 (Testo Unico Successioni e Donazioni, TUSD) e dal D.Lgs. 139/2024 in vigore dal 1 gennaio 2025, si applica all’asse ereditario netto (attivo meno passivita deducibili). Le aliquote dipendono dal grado di parentela tra erede e defunto, con franchigie esenti per i parenti piu stretti.

Grado di parentelaAliquotaFranchigia per erede
Coniuge e parenti in linea retta (figli, genitori, nipoti ex filio)4%1.000.000 euro
Fratelli e sorelle6%100.000 euro
Altri parenti fino al 4 grado (zii, cugini, nipoti ex fratre), affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al 3 grado6%nessuna franchigia
Tutti gli altri soggetti (terzi estranei, conviventi non uniti civilmente, persone giuridiche)8%nessuna franchigia
Erede con disabilita grave (legge 104/1992 art. 3 comma 3)aliquota in base al grado parentela1.500.000 euro aggiuntivi

Alla base imponibile da assoggettare all’imposta di successione vanno aggiunte anche le imposte ipotecaria e catastale per i beni immobili e diritti reali immobiliari:

  • Imposta ipotecaria: 2% del valore catastale degli immobili (rivalutato e con eventuali coefficienti).
  • Imposta catastale: 1% del valore catastale degli immobili.
  • Imposta di bollo, tasse ipotecarie, tributi speciali catastali: forfait di alcune centinaia di euro complessivi.

Se l’erede ha i requisiti prima casa per uno degli immobili ereditati e la dichiarazione lo riporta espressamente, le imposte ipotecaria e catastale diventano in misura fissa (200 euro ciascuna) anziche proporzionali. Va indicato nella dichiarazione di successione.

4. Tre esempi numerici (500k, 1M, 2M euro)

Esempio 1 – Eredita 500.000 euro a moglie e 2 figli, no immobili. Patrimonio composto da: 300.000 conto deposito titoli, 200.000 polizza vita (esente da imposta successioni perche con beneficiario nominativo). Asse ereditario imponibile: 300.000. Quote legittime: moglie 1/4 (75.000), figli 1/2 totale (250.000, 125.000 ciascuno), disponibile 1/4 (75.000 – se non testamento spetta in parti uguali a tutti). Applicando franchigia 1M a ciascuno: nessuno supera. Imposta successioni dovuta: 0 euro. Imposte ipotecaria/catastale: 0 (no immobili).

Esempio 2 – Eredita 1.000.000 euro a coniuge e 1 figlio, con casa. Patrimonio: casa familiare valore catastale 250.000 (prima casa), conto 250.000, dossier titoli 500.000. Asse ereditario: 1.000.000. Quote: coniuge 1/3 (circa 333.333), figlio 1/3 (333.333), disponibile 1/3 (333.333 – se non testamento, succede legittimamente). Franchigia 1M ciascuno: nessuno supera. Imposta successioni: 0. Ipotecaria/catastale prima casa in misura fissa: 200 + 200 = 400. Bollo e tributi: circa 350. Totale imposte da F24: circa 750 euro.

Esempio 3 – Eredita 2.000.000 euro a 2 figli, con immobili. Patrimonio: casa familiare valore catastale 300.000, seconda casa valore catastale 200.000, conto 500.000, dossier titoli 1.000.000. Asse ereditario: 2.000.000. Quote (no coniuge): figli 2/3 (1.333.333), disponibile 1/3 (666.667 – se no testamento, spetta legittimamente ai figli). Franchigia 1M per figlio: ogni figlio riceve 1.000.000 lordi, di cui 1.000.000 esenti per franchigia. Imposta successioni dovuta: 0 euro per i figli. Ipotecaria 2% su 500k: 10.000. Catastale 1% su 500k: 5.000 (con prima casa fissa su 1 immobile: 200+200; sull’altro: 2%+1% = 6.000+3.000 = 9.000). Bollo e tributi: 500. Totale F24 stimato: 9.400-15.000 euro a seconda della configurazione prima casa.

Tre osservazioni emergono dagli esempi: prima, la franchigia 1M e particolarmente generosa per i nuclei parente in linea retta (coniuge e figli) e azzera l’imposta successioni nei patrimoni medi italiani; seconda, le imposte vere che restano sono quelle ipotecaria e catastale sugli immobili; terza, il regime prima casa abbatte significativamente l’esborso quando applicabile.

5. Documenti per la dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione e l’adempimento centrale: serve a comunicare all’Agenzia delle Entrate il patrimonio del defunto, gli eredi e calcolare le imposte dovute. Si presenta con il modello SUC1 (telematico) entro 12 mesi dalla data di apertura della successione (data del decesso, art. 31 D.Lgs. 346/1990).

Documenti da raccogliere per la dichiarazione

  • Certificato di morte del defunto
  • Certificato di stato di famiglia del defunto al momento del decesso
  • Codice fiscale e residenza di tutti gli eredi
  • Eventuale testamento pubblicato e verbale di pubblicazione notarile
  • Atto di rinuncia all’eredita o di accettazione con beneficio d’inventario (se presenti)
  • Visure catastali di tutti gli immobili intestati al defunto, aggiornate
  • Atti di provenienza degli immobili (rogito, donazione, successione precedente)
  • Estratti conto bancari e postali alla data del decesso (con saldo)
  • Dossier titoli e fondi: situazione patrimoniale alla data del decesso da banca/SIM
  • Polizze vita: dichiarazione della compagnia su valore e beneficiari (per esclusione/inclusione)
  • Veicoli intestati al defunto: copia libretto e PRA
  • Quote o azioni di societa: visura camerale e libro soci
  • Crediti del defunto verso terzi: documentazione
  • Debiti del defunto (mutui residui, debiti tributari): documentazione per deduzione
  • Spese funebri (deducibili fino a 1.550 euro a soggetto): fattura
  • Spese mediche degli ultimi 6 mesi (deducibili): fatture
  • IBAN per il rimborso di eventuali eccedenze
  • Eventuale dichiarazione di sussistenza requisiti prima casa per ciascun erede

6. Tempi, modalita e canali di presentazione

I tempi e le modalita della dichiarazione di successione sono regolati da norme stringenti. Vediamoli in ordine.

Termine di 12 mesi. La dichiarazione va presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione (data del decesso). Il termine puo essere prorogato in casi specifici (eredita giacente, contenziosi sulla qualita di erede, accettazione con beneficio d’inventario in corso). Oltre i 12 mesi scattano sanzioni: dal 120% al 240% delle imposte dovute, ridotte con ravvedimento operoso (D.Lgs. 87/2024 ha modificato il regime sanzionatorio rendendolo piu favorevole per le omissioni denunciate spontaneamente).

Esoneri dall’obbligo. Non sono tenuti a presentare la dichiarazione gli eredi quando ricorrono tutte queste condizioni: l’eredita e devoluta al coniuge e parenti in linea retta del defunto, l’attivo ereditario ha valore non superiore a 100.000 euro, non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari.

Modalita di presentazione. Dal 2018 la dichiarazione e telematica obbligatoria tramite modello SUC1, presentabile direttamente dall’erede tramite Fisconline/Entratel o tramite intermediario abilitato (commercialista, consulente, CAF, notaio per i casi che gestisce). La presentazione cartacea presso uffici AdE e residuale.

Voltura catastale automatica. Dal 2017 la dichiarazione di successione include la voltura catastale: gli immobili passano automaticamente in capo agli eredi nelle banche dati catastali contestualmente alla registrazione della dichiarazione, senza necessita di un atto separato.

Pagamento imposte. Le imposte ipotecaria, catastale, di bollo, tasse ipotecarie e tributi catastali vanno autoliquidate al momento della presentazione della dichiarazione con F24 EP o F23 (a seconda del soggetto). L’imposta di successione vera e propria, invece, viene liquidata successivamente dall’Agenzia delle Entrate (notifica di pagamento) entro 3 anni dalla presentazione.

7. Rinuncia all’eredita e beneficio d’inventario

Non sempre accettare l’eredita conviene: se i debiti del defunto superano l’attivo, l’erede che accetta puramente e semplicemente risponde con il proprio patrimonio dei debiti del defunto. La legge prevede due rimedi.

Rinuncia all’eredita. Si effettua con atto pubblico davanti a notaio o con dichiarazione resa al cancelliere del Tribunale del luogo dell’apertura della successione (art. 519 cc). Una volta rinunciata, l’eredita si devolve agli eredi successivi (figli di chi ha rinunciato, fratelli del defunto, ecc.). La rinuncia e revocabile entro 10 anni se nessun altro ha gia accettato. La rinuncia comporta perdita di tutto, compresi i beni a cui si avrebbe diritto: non si puo rinunciare a una parte e accettare l’altra.

Beneficio d’inventario. Soluzione intermedia (art. 484 cc): si accetta l’eredita ma con la limitazione che si risponde dei debiti solo nei limiti del valore dei beni ereditati (intra vires). Per essere valida l’accettazione con beneficio richiede: dichiarazione davanti a notaio o cancelliere del Tribunale, redazione dell’inventario dei beni entro 3 mesi (prorogabili a 6) dalla dichiarazione, gestione separata del patrimonio ereditario rispetto a quello personale. Particolarmente utile quando ci sono dubbi sulla situazione debitoria del defunto. Obbligatoria per minorenni, interdetti, persone giuridiche, eredi che accettano per conto di queste figure (art. 471 cc).

Tempi. Il termine per accettare o rinunciare e di 10 anni (art. 480 cc), ma chiunque vi abbia interesse (es. creditori del defunto) puo chiedere al Tribunale di fissare un termine breve (actio interrogatoria, art. 481 cc) entro il quale l’erede deve dichiararsi, pena la perdita del diritto di accettare.

8. Patto di famiglia: cenno operativo

Il patto di famiglia (artt. 768-bis ss. cc, introdotti dalla L. 55/2006) e uno strumento di pianificazione successoria che permette all’imprenditore di trasferire in vita l’azienda o le partecipazioni societarie a uno o piu discendenti, con il consenso di tutti i legittimari e a fronte della liquidazione degli altri legittimari non assegnatari.

Caratteristiche operative essenziali:

  • Forma obbligatoria: atto pubblico notarile, a pena di nullita.
  • Partecipanti necessari: imprenditore disponente, discendenti assegnatari, coniuge e tutti gli altri legittimari (figli non assegnatari, ascendenti se applicabili).
  • Oggetto: solo azienda individuale o partecipazioni sociali; non altri beni (immobili, denaro, titoli).
  • Liquidazione dei non assegnatari: l’assegnatario o lo stesso disponente liquida agli altri legittimari l’equivalente in denaro o natura della quota di legittima che gli sarebbe spettata sui beni assegnati.
  • Effetti fiscali: l’art. 3 comma 4-ter D.Lgs. 346/1990 prevede l’esenzione dall’imposta successioni per aziende e partecipazioni di controllo trasferite a discendenti, a condizione che gli assegnatari proseguano l’attivita o detengano il controllo per almeno 5 anni.

Il patto di famiglia evita liti future tra eredi e blinda la successione aziendale, ma richiede un consenso ampio e una pianificazione attenta della liquidazione dei legittimari non assegnatari, spesso il punto critico delle trattative familiari.

9. Codici tributo F23/F24 e versamenti

Le imposte autoliquidate al momento della dichiarazione di successione si versano con F24 EP (enti pubblici e successioni) usando codici tributo specifici. Dal 2025 il D.Lgs. 139/2024 ha unificato e semplificato i codici tributo, ma molte imposte ipotecarie e accessorie restano gestite con F23 o F24.

Codice tributoDescrizioneModello
1530Imposta ipotecaria – successioneF24
1531Imposta catastale – successioneF24
1532Tassa ipotecaria – successioneF24
1533Imposta bollo – successioneF24
1534Tributi speciali catastali – successioneF24
1535Sanzioni successione – autoliquidazioneF24
1536Interessi successione – autoliquidazioneF24
(notifica AdE)Imposta principale di successione – liquidata da AdE successivamenteF24 o avviso

L’imposta principale di successione (quella sulla quota imponibile eccedente la franchigia) NON si autoliquida: viene calcolata e notificata dall’Agenzia delle Entrate dopo l’esame della dichiarazione, con apposito avviso di liquidazione, e va versata entro 60 giorni dalla notifica (di norma con F24).

Pagamento rateale dell’imposta principale. Quando l’imposta dovuta supera 1.000 euro, il contribuente puo chiedere il pagamento rateale entro il termine per il pagamento dell’imposta (60 giorni dalla notifica dell’avviso). Le rate sono massimo 12 trimestrali, salvo dilazioni ulteriori per importi sopra 20.000 euro che possono arrivare a 24 rate. Sulle rate si applicano interessi al tasso legale piu uno spread. La rateizzazione e una valvola di sfogo importante quando il patrimonio ereditato e fatto soprattutto di immobili non immediatamente liquidabili: permette di pagare le imposte progressivamente man mano che si vendono i beni.

Compensazione con crediti d’imposta. Le imposte dovute dalla successione possono essere compensate con crediti d’imposta dell’erede gia maturati (IRPEF, IVA, altre imposte) tramite F24 in compensazione orizzontale. Vincolo: i crediti devono essere disponibili e validi al momento della compensazione; serve attivare la procedura tramite cassetto fiscale dell’erede.

Sanzioni e ravvedimento. In caso di omessa o tardiva presentazione della dichiarazione, le sanzioni vanno dal 120% al 240% delle imposte dovute. Il D.Lgs. 87/2024 (in vigore dal settembre 2024) ha rimodulato il sistema sanzionatorio rendendolo piu favorevole al ravvedimento operoso, con sanzioni ridotte significativamente per chi presenta tardivamente in modo spontaneo entro determinati termini. La sanzione minima e ridotta a 1/10 se il ravvedimento avviene entro 30 giorni, 1/9 entro 90 giorni, 1/7 entro 1 anno, ecc.

Versamenti da remoto con F24 telematico. Tutti i pagamenti F24 collegati alla successione (imposte ipotecaria, catastale, di bollo, tasse ipotecarie, tributi speciali catastali, sanzioni autoliquidate) vanno effettuati esclusivamente in modalita telematica: tramite home banking, servizi telematici AdE (Fisconline/Entratel), oppure tramite intermediario abilitato (commercialista, CAF, notaio). Il modello cartaceo F24 e ammesso solo in casi eccezionali; per le persone fisiche con saldo zero (dopo compensazione) e sempre possibile l’F24 cartaceo. Per i pagamenti sopra 1.000 euro la tracciabilita e obbligatoria.

10. Pianificazione successoria: testamento, donazioni, polizze

Una buona pianificazione successoria in vita riduce i conflitti tra eredi, ottimizza il carico fiscale e tutela i beneficiari piu fragili. Vediamo i quattro strumenti piu efficaci.

Testamento. E il primo strumento di pianificazione e il piu sottovalutato in Italia. Solo il 12-15% degli italiani redige un testamento, contro percentuali del 50-70% in Paesi anglosassoni. Esistono tre forme: testamento olografo (scritto a mano, datato e firmato dal testatore, gratuito e revocabile in ogni momento), testamento pubblico (atto notarile, costo 500-1.500 euro, massima sicurezza), testamento segreto (scritto dal testatore o da terzi e consegnato in busta sigillata al notaio, forma poco usata). Il testamento permette di assegnare la quota disponibile a chi si vuole (anche estranei alla famiglia, conviventi, enti benefici), istituire legati specifici (un determinato bene a un determinato soggetto), nominare un esecutore testamentario, designare un tutore per i minori. Non puo invece ledere le quote di legittima.

Donazioni in vita. Lo strumento per anticipare in vita la successione e ridurre l’asse ereditario futuro. Una donazione di immobili o partecipazioni significative consente di iniziare gia da ora il passaggio generazionale, beneficiando delle stesse franchigie dell’imposta successioni (1 milione per coniuge/figli, 100k per fratelli). Attenzione pero alle implicazioni: le donazioni sono soggette ad azione di riduzione se ledono la legittima dei legittimari non beneficiari, vengono “riportate” all’asse ereditario ai fini del calcolo delle quote (collazione, art. 737 cc), possono creare conflitti tra figli se non equilibrate.

Polizze vita con beneficiario nominativo. Strumento fiscalmente molto efficiente: il capitale liquidato al beneficiario nominativo NON entra nell’asse ereditario e quindi non sconta l’imposta di successione (art. 1920 cc). Inoltre il capitale e impignorabile e insequestrabile (art. 1923 cc) nei limiti del premio investito, offrendo una tutela patrimoniale aggiuntiva. Limite: i premi versati in vita possono essere oggetto di azione di riduzione se lesivi della legittima (la giurisprudenza considera l’eccedenza rispetto a quanto sarebbe spettato come legittima). Anche fondamentale designare beneficiari nominativi: la dicitura generica “eredi legittimi” fa rientrare la prestazione nella massa ereditaria con perdita del vantaggio fiscale.

Trust e patrimoni separati. Strumenti piu sofisticati, utili per patrimoni rilevanti o per situazioni familiari particolari (figli disabili, coniugi in seconde nozze con figli da precedente unione, eredi minori). Il trust permette di vincolare beni a una specifica destinazione gestita da un trustee, separandoli dal patrimonio del disponente e dal patrimonio personale del trustee. La fiscalita italiana del trust e stata chiarita progressivamente: dal 2024 l’imposta di successione/donazione si applica al momento del trasferimento ai beneficiari finali, non al momento della segregazione iniziale (Cass. SU 2022, recepita normativamente). Il trust per il “dopo di noi” a favore di persone con disabilita grave gode di esenzioni specifiche (L. 112/2016).

Patto di famiglia. Gia trattato nella sezione 8, e lo strumento dedicato al passaggio generazionale di azienda o partecipazioni di controllo. Esenzione totale dall’imposta di successione/donazione per il trasferimento ai discendenti, se proseguono l’attivita per 5 anni.

Combinazione strategica. La pianificazione efficace combina piu strumenti: testamento per chiarire la volonta sulla quota disponibile, donazioni mirate per anticipare il passaggio di alcuni beni con tassazione gia ora, polizze vita per garantire liquidita immediata ai beneficiari (utile per pagare le imposte di successione), trust o patti di famiglia per situazioni patrimoniali rilevanti. Una pianificazione ben costruita richiede tipicamente l’intervento di notaio e di consulente patrimoniale e va rivista ogni 5-10 anni in base ai cambiamenti familiari (matrimoni, nascite, divorzi, decessi) e normativi.

Tempistica della revisione. Va prevista una revisione completa del piano successorio: ogni 5 anni come cadenza ordinaria, a ogni evento familiare significativo (matrimonio, divorzio, nascita di figli o nipoti, decesso di un legittimario), a ogni modifica patrimoniale rilevante (vendita o acquisto di immobili significativi, ingresso o uscita da partecipazioni rilevanti, ricezione di eredita o donazioni di importo significativo), a ogni cambio normativo rilevante (le aliquote successioni potrebbero cambiare, le franchigie idem; le polizze e i trust hanno subito modifiche interpretative significative negli ultimi 5 anni).

Costo della pianificazione. Una pianificazione successoria di base (testamento olografo, designazione beneficiari polizze, eventuali donazioni semplici) puo essere completata con poche centinaia di euro, principalmente di costi notarili per la conservazione del testamento o atti di donazione modesti. Una pianificazione articolata su patrimoni rilevanti (oltre 1-2 milioni) tipicamente richiede 5.000-30.000 euro per impostazione iniziale (consulenza patrimoniale, valutazioni fiscali, atti notarili, eventuale costituzione di trust o patto di famiglia), piu costi annuali di gestione e revisione. L’investimento ha ritorno se compara correttamente al risparmio fiscale e ai conflitti familiari evitati.

11. Domande frequenti

Quando devo presentare la dichiarazione di successione?

Entro 12 mesi dalla data di apertura della successione (data del decesso). Il termine si calcola in giorni di calendario. Per omissione o ritardo si applicano sanzioni dal 120% al 240% delle imposte dovute, riducibili con ravvedimento operoso.

Le polizze vita rientrano nell’asse ereditario?

Le polizze vita con beneficiario nominativo designato sono esenti dall’imposta sulle successioni perche il capitale entra direttamente nel patrimonio del beneficiario per diritto proprio (art. 1920 cc), non per successione. Vanno comunque dichiarate nel modello SUC1 al solo fine informativo.

Il convivente non sposato ha diritti successori?

No, il convivente di fatto non e legittimario e non e erede legittimo. La L. 76/2016 gli riconosce solo il diritto di abitazione temporaneo sulla casa familiare e ulteriori limitati diritti, ma non quote di patrimonio. Per tutelarlo serve testamento, con eventuale designazione fino alla quota disponibile.

Posso accettare l’eredita solo di alcuni beni e rifiutare gli altri?

No, l’accettazione (o rinuncia) e indivisibile (art. 475 cc): si accetta o si rinuncia all’intera eredita. Se si teme la presenza di debiti incogniti, lo strumento corretto e l’accettazione con beneficio d’inventario, che limita la responsabilita ai beni ereditati.

Le donazioni fatte in vita dal defunto vanno considerate?

Si, ai fini della collazione (art. 737 cc) e del calcolo della quota disponibile (art. 556 cc). Le donazioni in vita ai legittimari si imputano alla loro quota di legittima; quelle a terzi possono essere ridotte se ledono la legittima. Vanno comunque dichiarate nel modello SUC1, anche se non producono autonomamente imposta di successione (perche gia tassate al momento della donazione).

Quanto costa presentare la dichiarazione di successione tramite intermediario?

Tra 500 e 2.500 euro a seconda della complessita: numero di eredi, presenza di immobili, partecipazioni, esteri, eventuali contenziosi su qualita di erede. I CAF offrono prezzi indicativi inferiori (300-600 euro) per casi semplici; per dichiarazioni complesse e prudente affidarsi a notaio o commercialista.

Se l’erede e all’estero, cambia qualcosa?

L’obbligo di presentazione resta in capo all’erede ovunque residente. Se l’erede e non residente fiscale in Italia ma il defunto era residente, l’imposta si applica su tutto il patrimonio mondiale. Se invece il defunto era residente all’estero, l’imposta si applica solo sui beni esistenti in Italia. Ci sono convenzioni contro le doppie imposizioni con alcuni Paesi (USA, Francia, ecc.) che vanno verificate caso per caso.

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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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