Approfondimento

Holding SRLS: è possibile? PEX e dividendi 2026

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A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 18 Febbraio 2026🔄 Aggiornato il 27 Maggio 2026
In sintesi. Una SRLS può teoricamente svolgere funzione di holding, detenendo partecipazioni in altre società. Tuttavia, i limiti di capitale (max 9.999 euro) e lo statuto standard ne riducono l’utilità pratica. Il regime PEX (esenzione 95% plusvalenze) si applica anche alla SRLS, ma richiede il rispetto di tutti i requisiti dell’art. 87 TUIR. I dividendi percepiti sono esclusi dall’imponibile IRES al 95%.

La SRLS come veicolo di holding: premessa

Il termine “holding” indica una società il cui scopo principale — o esclusivo — è la detenzione di partecipazioni in altre imprese, con l’obiettivo di controllarne la gestione, accentrare i flussi di utili o ottimizzare la trasmissione del patrimonio. In Italia, il veicolo più diffuso per strutture holding di piccola e media dimensione è la SRL ordinaria, ma negli ultimi anni la questione se una SRLS possa svolgere la medesima funzione ha acquisito interesse pratico crescente.

Dal punto di vista giuridico formale, nulla impedisce a una SRLS di detenere partecipazioni in altre società: l’oggetto sociale può includere l’attività di holding pura o mista. La disciplina dell’art. 2463-bis c.c. non esclude questa possibilità. I limiti sono invece di natura pratica e fiscale.

Limiti strutturali della SRLS come holding

I principali ostacoli all’utilizzo della SRLS come holding sono:

  • Capitale massimo di 9.999 euro: una holding deve di norma detenere partecipazioni di valore significativo. Con un capitale sociale limitato a meno di 10.000 euro, la SRLS presenta un patrimonio netto ridotto che può risultare inadeguato rispetto al valore delle partecipazioni detenute, con potenziali problemi di perdita del capitale.
  • Statuto standardizzato: lo statuto ministeriale della SRLS non consente clausole avanzate quali diritti di veto su determinati atti, deleghe di gestione specifiche o strutture di governance complesse, necessarie nelle holding articolate.
  • Immagine e credibilità: nelle relazioni con banche, controparti commerciali e investitori istituzionali, una holding con capitale di 1 euro può suscitare perplessità sulla solidità patrimoniale del veicolo.
  • Impossibilità di emettere strumenti finanziari partecipativi: le SRLS non possono emettere strumenti finanziari partecipativi, limitando le possibilità di raccolta di capitali di rischio.

Per strutture holding più articolate, la SRL ordinaria — o la SPA nei casi di maggiore complessità — rimane il veicolo preferito. Il confronto tra i due modelli è approfondito nell’articolo Differenze SRL e SRLS 2026.

Il regime PEX: come funziona per la SRLS

Il regime di Participation Exemption (PEX) è disciplinato dall’art. 87 del TUIR e consente alle società di capitali — inclusa la SRLS — di escludere dal reddito imponibile IRES il 95% delle plusvalenze realizzate dalla cessione di partecipazioni, al ricorrere di quattro requisiti cumulativi:

  1. Ininterrotto possesso della partecipazione per almeno 12 mesi prima della cessione.
  2. La partecipata deve essere classificata tra le immobilizzazioni finanziarie nel bilancio della holding nel primo bilancio in cui è stata inclusa.
  3. La partecipata non deve risiedere in un Paese o territorio a fiscalità privilegiata (ex art. 47-bis TUIR), salvo prova contraria.
  4. La partecipata deve esercitare un’effettiva attività commerciale (no società di mero godimento o holding passive senza attività propria).
Requisito PEX (art. 87 TUIR) Condizione Verifica necessaria
Detenzione minima 12 mesi continui Data di acquisto partecipazione
Classificazione contabile Immobilizzazioni finanziarie Primo bilancio dopo acquisizione
Residenza fiscale partecipata Non paradiso fiscale Paese di residenza + lista art. 47-bis
Attività partecipata Attività commerciale effettiva Bilanci e statuto partecipata

Se tutti e quattro i requisiti sono soddisfatti, la plusvalenza da cessione è imponibile IRES solo al 5% (ossia il 5% della plusvalenza lorda × aliquota IRES 24% = effettiva tassazione dell’1,2% della plusvalenza).

Dividendi ricevuti dalla SRLS holding

Oltre alla PEX sulle plusvalenze, le holding beneficiano di un regime favorevole sui dividendi percepiti dalle società partecipate. Ai sensi dell’art. 89 TUIR, i dividendi ricevuti da una SRLS da partecipazioni in società di capitali residenti in Italia (o in Paesi non a fiscalità privilegiata) concorrono alla formazione del reddito IRES solo nella misura del 5%. Il restante 95% è escluso dall’imponibile.

Esempio 1. La SRLS “Gamma Holding” detiene il 60% di “Beta Srl”. Quest’ultima distribuisce dividendi per 100.000 euro. Per “Gamma Holding”, solo 5.000 euro (5%) concorrono all’imponibile IRES. IRES dovuta: 5.000 × 24% = 1.200 euro. Risparmio rispetto alla tassazione piena: 24.000 – 1.200 = 22.800 euro.
Esempio 2. La stessa SRLS holding cede dopo 18 mesi la partecipazione in “Beta Srl” realizzando una plusvalenza di 50.000 euro. Tutti e quattro i requisiti PEX sono soddisfatti. Plusvalenza imponibile: 50.000 × 5% = 2.500 euro. IRES: 2.500 × 24% = 600 euro. Tassazione effettiva: 1,2%.

Domande frequenti

Una SRLS neocostituite può subito applicare il regime PEX?

No per le plusvalenze, perché il requisito del possesso minimo di 12 mesi non è ancora maturato. Per i dividendi, invece, il regime del 95% di esclusione si applica dal primo giorno, senza vincoli temporali minimi di detenzione, purché la partecipata eserciti attività commerciale effettiva e non risieda in un Paese a fiscalità privilegiata.

Conviene usare una SRLS o una SRL ordinaria per fare holding?

Per holding di importo limitato (partecipazioni complessivamente sotto i 50.000-100.000 euro) la SRLS può risultare sufficiente, con risparmio sui costi di costituzione e gestione. Per strutture più articolate, con più partecipate, governance complessa o necessità di governance avanzata, la SRL ordinaria offre maggiore flessibilità statutaria, anche a costo di un capitale minimo di 10.000 euro. La scelta dipende dal progetto imprenditoriale specifico.

La SRLS holding è soggetta alla disciplina delle società di comodo?

Potenzialmente sì. Le holding pure che non superano il test di operatività (art. 30 legge 724/1994) possono essere considerate società di comodo, con conseguente imputazione di un reddito minimo presunto e limitazioni all’utilizzo delle perdite fiscali. Per evitare questo rischio, la holding deve dimostrare che i ricavi effettivi (inclusi dividendi e interessi) superano i ricavi minimi previsti dal test.

I dividendi da partecipazioni estere sono esclusi al 95% anche per la SRLS?

Sì, purché la partecipata estera non risieda in un Paese a fiscalità privilegiata ai sensi dell’art. 47-bis TUIR. Se la partecipata è in un Paese black list, i dividendi concorrono integralmente all’imponibile IRES, salvo prova contraria dell’effettiva attività commerciale e della non delocalizzazione a scopo elusivo (c.d. esimente).

Una SRLS holding deve iscriversi all’albo delle holding (ex art. 106 TUB)?

Le SRLS holding che raccolgono risparmio tra il pubblico o esercitano attività di concessione di finanziamenti sono soggette alla vigilanza Banca d’Italia e devono iscriversi nell’elenco ex art. 106 del TUB. Le holding pure di famiglia che non raccolgono risparmio tra il pubblico e non concedono finanziamenti a terzi sono generalmente escluse dall’obbligo di iscrizione, ma devono sempre verificare i propri profili di attività con un consulente.

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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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