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Patti di famiglia 2026: trasferire azienda ai figli

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A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 11 Gennaio 2026🔄 Aggiornato il 27 Maggio 2026

Patti di famiglia 2026: trasferire azienda ai figli

Il patto di famiglia, introdotto dalla L. 55/2006 agli articoli 768-bis e seguenti del codice civile, permette all’imprenditore di trasferire l’azienda o le quote societarie ai discendenti in vita, liquidando gli altri legittimari con denaro o altri beni. Lo strumento congela il valore al momento dell’atto, neutralizza le future pretese ereditarie e offre agevolazioni fiscali significative rispetto alla successione ordinaria.

  • Come funziona il patto di famiglia e chi deve firmare
  • Vantaggi fiscali rispetto alla successione ordinaria
  • Liquidazione dei legittimari esclusi: regole e importi
  • Esempi numerici su un’azienda da 1,5 milioni di euro

1. Che cos’e il patto di famiglia e quando conviene

Il patto di famiglia e un contratto tipico del diritto italiano, disciplinato dagli artt. 768-bis fino a 768-octies c.c., introdotti dalla Legge 14 febbraio 2006, n. 55. Prima della sua introduzione, qualsiasi accordo con cui un genitore disponeva dei propri beni in anticipo sulla successione era colpito dal divieto dei patti successori (art. 458 c.c.). La legge del 2006 ha creato un’eccezione speciale per il trasferimento di aziende e partecipazioni societarie, con lo scopo dichiarato di tutelare la continuita dell’impresa di famiglia.

Lo strumento si rivolge all’imprenditore titolare di un’azienda individuale o al socio che detenga partecipazioni in una societa di persone o di capitali. Attraverso l’atto, egli trasferisce l’azienda o le quote a uno o piu discendenti idonei a gestirla, liquida contestualmente o in un secondo momento gli altri legittimari (coniuge, figli non assegnatari), e fissa il valore dell’attivo trasferito al momento dell’atto: qualunque incremento successivo non potra essere oggetto di collazione o riduzione nella futura successione.

La convenienza rispetto alla successione ordinaria emerge su tre fronti distinti. In primo luogo, l’imprenditore sceglie il successore in base alle competenze, non alla quota ereditaria legale. In secondo luogo, il valore dell’azienda viene cristallizzato, impedendo ai legittimari di aggredire l’avviamento o i plusvalori accumulati dopo il patto. In terzo luogo, il regime fiscale e piu favorevole: il trasferimento di aziende e partecipazioni qualificate tra ascendenti e discendenti beneficia dell’esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni ai sensi dell’art. 3, comma 4-ter, del D.Lgs. 346/1990, a condizione che il beneficiario prosegua l’attivita per almeno cinque anni.

In sintesi. Il patto di famiglia e l’unico strumento che consente di pianificare il passaggio generazionale dell’impresa in vita, cristallizzando il valore e ottenendo l’esenzione fiscale, purche il discendente assegnatario mantenga la titolarita per cinque anni dalla stipula.

Il patto si perfeziona con atto pubblico notarile, alla presenza di tutti i soggetti che sarebbero legittimari al momento della stipula: non solo i figli, ma anche il coniuge. L’assenza anche di uno solo di essi rende l’atto annullabile (art. 768-quater, comma 2, c.c.). Questa formalita e spesso sottovalutata nella pianificazione frettolosa: se l’imprenditore e separato ma non ancora divorziato, il coniuge separato va comunque coinvolto.

2. Normativa e fiscalita: art. 768-bis c.c. e imposte

L’art. 768-bis c.c. definisce il patto di famiglia come il contratto con cui, compatibilmente con le disposizioni in materia di impresa familiare e nel rispetto delle differenti tipologie societarie, l’imprenditore trasferisce, in tutto o in parte, l’azienda, e il titolare di partecipazioni societarie trasferisce, in tutto o in parte, le proprie quote, ad uno o piu discendenti.

Sul piano tributario la disciplina si articola su piu livelli:

Imposta Base imponibile Aliquota / Trattamento Riferimento normativo
Successioni e donazioni Valore azienda/quote Esente Art. 3 c. 4-ter D.Lgs. 346/1990
Imposta di registro Valore dichiarato Fissa 200 euro Art. 11 Tariffa DPR 131/1986
Imposta ipotecaria Immobili aziendali Fissa 200 euro Art. 4 D.Lgs. 347/1990
Imposta catastale Immobili aziendali Fissa 200 euro Art. 10 D.Lgs. 347/1990
Liquidazione legittimari Quota spettante Esente se in denaro Circ. Ag. Entrate 3/E/2008

La condizione dell’esenzione e che il discendente assegnatario prosegua l’esercizio dell’attivita d’impresa o detenga il controllo societario per un periodo non inferiore a cinque anni dalla data di trasferimento. In caso di cessazione anticipata, l’imposta viene recuperata con sanzioni e interessi. La decadenza va comunicata entro trenta giorni all’Agenzia delle Entrate.

Per le partecipazioni in societa di capitali, il requisito del controllo si intende soddisfatto quando il discendente detenga la maggioranza assoluta dei diritti di voto in assemblea ordinaria. E sufficiente anche il controllo indiretto attraverso una holding, a condizione che la catena di controllo sia documentabile. Questa specificazione e rilevante nei gruppi familiari articolati, dove spesso il passaggio avviene a livello della capogruppo.

Attenzione ai cinque anni. La decadenza dal beneficio fiscale scatta non solo in caso di vendita, ma anche in caso di trasformazione societaria che alteri il controllo, conferimento in altra societa senza mantenimento del controllo, o scioglimento volontario della societa.

Ai fini delle imposte sui redditi, il trasferimento nell’ambito del patto di famiglia non genera materia imponibile in capo al disponente, a differenza di quanto accade in una cessione a terzi. Il valore fiscalmente riconosciuto in capo all’assegnatario resta quello del disponente (valore fiscale storico), con potenziale emersione di plusvalenza solo al momento di una successiva cessione a terzi.

3. Liquidazione dei legittimari: meccanismo e calcolo

L’art. 768-quater c.c. prevede che gli altri partecipanti al contratto — i legittimari non assegnatari — ricevano dai beneficiari del trasferimento una liquidazione corrispondente al valore delle quote di legittima che spetterebbe loro se si aprisse oggi la successione. Tale liquidazione puo essere effettuata dallo stesso assegnatario con denaro proprio, con beni in natura o, se tutti i partecipanti vi acconsentono, puo essere differita a un momento successivo.

Il calcolo della quota di liquidazione dipende dal numero di legittimari e dalla quota di legittima che ciascuno vanta ai sensi degli artt. 536 e seguenti c.c.:

  • Se l’imprenditore ha un coniuge e due figli: la riserva complessiva e pari a tre quarti del patrimonio; la quota del coniuge e un quarto, quella di ciascun figlio e un quarto.
  • Il calcolo si applica al valore dell’azienda o delle quote al momento del patto, non al valore corrente al momento della futura successione.
  • La liquidazione non e soggetta a imposta sulle successioni e donazioni (Circolare AdE 3/E del 2008).

Se i legittimari esclusi rinunciano alla liquidazione, la rinuncia deve essere espressa nell’atto notarile. Tale rinuncia non e revocabile salvo vizi del consenso. E uno strumento utile quando i figli non assegnatari lavorano gia in altra attivita e condividono la scelta del successore.

4. Casi pratici con esempi numerici 2026

Esempio 1 — Azienda individuale da 1,5 milioni, due figli

Marco, 62 anni, titolare di un’azienda individuale valutata 1.500.000 euro, vuole trasferirla al figlio Andrea, 35 anni, che la gestisce da dieci anni. Ha anche una figlia, Giulia, che lavora come medico. Il coniuge e deceduto.

Scenario successione ordinaria: al decesso di Marco, l’azienda entra nell’asse ereditario. La quota di legittima e pari a due terzi (un terzo a ciascun figlio). Imposta di successione: sulla quota eccedente la franchigia di 1.000.000 euro per figlio, 4% sull’eccedenza. Con un’azienda da 1,5 milioni: quota Andrea 750.000 euro (entro franchigia, imposta zero); quota Giulia 750.000 euro (entro franchigia, imposta zero). Tuttavia, Giulia puo chiedere la liquidazione della sua quota in denaro, con rischio di smembramento o vendita forzata.

Scenario patto di famiglia: Marco trasferisce l’intera azienda ad Andrea con atto notarile. Costo fiscale: tre imposte fisse da 200 euro ciascuna = 600 euro totali. Andrea liquida Giulia per la quota di legittima: 1.500.000 x 1/3 = 500.000 euro in denaro. La liquidazione a Giulia e esente da imposta. L’azienda rimane integra in capo ad Andrea, che la gestisce senza interferenze.

Risparmio: il rischio principale evitato non e fiscale ma operativo — la continuita aziendale e garantita senza rischio di vendita forzata per soddisfare Giulia nella futura successione.

Esempio 2 — Quote SRL da 2 milioni, plusvalenza latente

Carla, 58 anni, detiene il 100% di una SRL con valore fiscale delle quote di 100.000 euro e valore di mercato di 2.000.000 euro. Vuole trasferire le quote al figlio Roberto. Ha un altro figlio, Stefano.

Cessione a titolo oneroso a Roberto: plusvalenza imponibile di 1.900.000 euro; tassazione al 26% (imposta sostitutiva sulle partecipazioni qualificate per persone fisiche non imprenditori) = 494.000 euro di imposta. Non praticabile.

Patto di famiglia: trasferimento con imposta fissa (600 euro). Nessuna plusvalenza imponibile per Carla. Roberto assume il valore fiscale storico di 100.000 euro. Stefano riceve liquidazione: 2.000.000 x quota legittima (1/4 con coniuge in vita) = stima da calcolare caso per caso. Risparmio fiscale immediato rispetto alla cessione: 494.000 euro.

Rischio futuro per Roberto: se Roberto vende le quote in futuro, la plusvalenza sara calcolata sul valore fiscale storico (100.000 euro), non sul valore al momento del patto. E opportuno valutare uno step-up del valore fiscale prima del patto, laddove consentito.

Per un confronto con altri strumenti di pianificazione patrimoniale, si veda la guida alla donazione di immobili in famiglia e l’approfondimento sul trust in Italia, strumenti complementari al patto di famiglia nella pianificazione successoria articolata.

5. Errori frequenti e clausole da presidiare

L’esperienza notarile evidenzia alcune criticita ricorrenti che possono inficiare l’efficacia del patto o esporlo a impugnazioni successive.

Omessa partecipazione di un legittimario

Come gia ricordato, l’art. 768-quater prevede che all’atto partecipino il coniuge e tutti coloro che sarebbero legittimari al momento della stipula. Se nasce un altro figlio dopo la stipula del patto, il patto non e annullabile, ma il nuovo figlio avra diritto alla liquidazione al momento dell’apertura della successione (art. 768-sexies c.c.). Il disponente deve dunque aggiornare la pianificazione al mutare del nucleo familiare.

Valutazione non periziata dell’azienda

Il valore dell’azienda indicato nel patto e la base di calcolo della liquidazione dei legittimari. Una valutazione approssimativa espone al rischio di impugnazione per errore sul valore. E prassi corretta allegare all’atto una perizia di stima redatta da un esperto indipendente (commercialista, perito industriale) secondo metodologie riconosciute (DCF, multipli di settore, patrimonio netto rettificato).

Clausola di aggiornamento del corrispettivo

Se la liquidazione dei legittimari e differita nel tempo, e opportuno inserire una clausola di indicizzazione al tasso di inflazione o al rendimento dei BTP, per evitare che il valore reale si eroda. In assenza di tale clausola, il legittimario potrebbe eccepire il depauperamento del suo diritto.

Patto e regime patrimoniale tra coniugi

Se l’azienda e in comunione legale, entrambi i coniugi devono essere disponenti. Se solo uno dei coniugi e imprenditore ma l’azienda e caduta in comunione (raro ma possibile per alcune tipologie di impresa familiare), e necessario sciogliere preventivamente la comunione su quel bene.

Impatto sull’ISEE

La liquidazione ricevuta dal legittimario nel patto di famiglia puo incidere sull’ISEE del ricevente nell’anno di percezione, rilevando come patrimonio mobiliare o immobiliare a seconda della forma (denaro o beni). Chi percepisce prestazioni assistenziali deve tenerne conto nella pianificazione dei tempi.

Regola pratica. Prima di stipulare un patto di famiglia e indispensabile una perizia di stima aggiornata, la verifica del nucleo dei legittimari, la scelta del regime di liquidazione (immediata o differita) e la consulenza di un avvocato tributarista esperto in diritto successorio.

Valuta il caso con un avvocato tributarista

Il patto di famiglia richiede una pianificazione tecnica precisa: dalla perizia di stima alla liquidazione dei legittimari, ogni elemento incide sulla validita dell’atto e sull’efficacia dell’esenzione fiscale. Un avvocato tributarista specializzato in passaggio generazionale puo guidarti in ogni fase.

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Domande frequenti

Il patto di famiglia si puo revocare?

Si, ma solo con il consenso di tutti i partecipanti originari, mediante un nuovo atto pubblico notarile (art. 768-septies c.c.). Non e possibile la revoca unilaterale da parte del disponente. In alternativa, le parti possono modificare il patto con le stesse formalita dell’atto originario, purche tutti i legittimari presenti al momento della stipula originaria prestino il consenso.

L’esenzione fiscale si applica anche alle holding di famiglia?

Si, a condizione che attraverso la holding si detenga il controllo della societa operativa e che tale controllo venga mantenuto per almeno cinque anni. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito (Circ. 3/E/2008) che il requisito del controllo si valuta sulla societa operativa, non sulla holding. Il trasferimento delle quote della holding che a sua volta controlla la societa operativa beneficia quindi dell’esenzione.

Cosa succede se l’assegnatario vende l’azienda prima dei cinque anni?

Decade il beneficio dell’esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni. L’assegnatario deve comunicare la cessazione entro trenta giorni all’Agenzia delle Entrate e versare l’imposta dovuta calcolata sul valore al momento del patto, maggiorata di sanzioni del 30% e interessi legali dalla data dell’atto. La decadenza si applica anche in caso di trasformazione societaria che comporti la perdita del controllo.

Il patto di famiglia si puo fare anche per quote di SRL?

Si. L’art. 768-bis c.c. include espressamente il trasferimento di partecipazioni societarie. Per le SRL il patto riguarda le quote; per le SpA, le azioni. Non e necessario che la societa sia una PMI o non quotata, ma nella pratica lo strumento si usa prevalentemente per societa chiuse familiari, data la complessita di valutazione delle societa quotate e la liquidita delle azioni.

I legittimari che rinunciano alla liquidazione perdono ogni diritto?

Non completamente. La rinuncia alla liquidazione nell’ambito del patto e irrevocabile e preclude la successiva azione di riduzione sulla quota trasferita. Tuttavia, i legittimari che nascono o vengono riconosciuti dopo la stipula del patto conservano il diritto di chiedere la liquidazione al momento dell’apertura della successione (art. 768-sexies c.c.), imputando il valore a carico dell’assegnatario.

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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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